US Open, Alcaraz incanta contro Paul: tre set perfetti e ritorno nei quarti di finale (Video)
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Carlos Alcaraz continua a sorprendere agli US Open 2026. Rientrato nel circuito dopo oltre quattro mesi di assenza per un problema al polso destro, lo spagnolo ha superato brillantemente la prima vera prova di alto livello del suo torneo, battendo Tommy Paul con il punteggio di 6-4 6-3 6-4 in poco più di due ore di gioco.
Una prestazione completa, caratterizzata da grande intensità, continue accelerazioni e una notevole lucidità nei momenti importanti. Alcaraz ha così conquistato per la quinta volta in sei partecipazioni un posto nei quarti di finale a Flushing Meadows, portando a 18 la propria serie di vittorie consecutive nei tornei del Grande Slam.
Le incognite legate al lungo periodo di inattività sembrano ormai lontane. Quella contro Paul era la quarta partita disputata da Alcaraz nel torneo, dopo i successi ottenuti contro Roman Safiullin, Jaime Faria e Wu Yibing. Il murciano non ha ancora perso un set, ad eccezione del primo parziale ceduto al portoghese Faria nel secondo turno.
Primo set deciso dalla fiammata finale di Alcaraz
L’inizio della partita offre immediatamente scambi di altissima qualità. Entrambi cercano di prendere il comando con il diritto, senza rinunciare a cambiare rapidamente direzione con il rovescio. Paul prova a togliere tempo allo spagnolo, mentre Alcaraz alterna accelerazioni profonde, palle corte e improvvise discese a rete.
I primi nove game scorrono senza palle break. Il livello al servizio è elevato e anche nei pochi turni di battuta arrivati ai vantaggi nessuno dei due riesce a costruirsi una vera opportunità.
La svolta arriva sul 5-4 in favore di Alcaraz. Lo spagnolo aumenta improvvisamente l’intensità in risposta, sposta Paul con il diritto e si procura tre set point consecutivi sullo 0-40. Lo statunitense cancella il primo con un ace, ma sulla seconda occasione commette un errore con il diritto a sventaglio. Il primo set termina così 6-4.
È la prima dimostrazione della differenza tra i due nei momenti decisivi: Alcaraz rimane paziente per tutto il parziale e alza il livello esattamente quando si presenta la possibilità di colpire.
Alcaraz prende il controllo nel secondo set
Il murciano riparte con la stessa aggressività e nel secondo game si procura un altro 0-40, il secondo consecutivo in risposta. La prima palla break viene trasformata grazie a un violento diritto, che gli permette di salire sul 2-0.
Paul reagisce immediatamente. Lo statunitense si procura due opportunità per recuperare il servizio e sfrutta la seconda, approfittando di un errore di Alcaraz con il diritto. Il controbreak, però, non modifica l’andamento della partita.
Lo spagnolo sta ormai leggendo con maggiore efficacia le direzioni del servizio di Paul. Nel game successivo torna a mettere pressione in risposta, ottiene un nuovo break e questa volta lo consolida, portandosi sul 4-1.
Da quel momento Alcaraz mostra pochissime debolezze. Il diritto gli permette di comandare gli scambi, il rovescio tiene senza difficoltà il ritmo imposto dall’americano e il gioco di volo si conferma una preziosa soluzione per accorciare i punti.
Paul riesce a evitare un passivo più pesante, salvando alcune palle break con il sostegno dell’Arthur Ashe Stadium, ma non trova occasioni per riaprire il parziale. Alcaraz difende il vantaggio e chiude il secondo set per 6-3.
Paul prova a reagire, ma Carlos non concede spazio
Nel terzo set Paul prova ad aumentare ulteriormente il ritmo, consapevole di non avere più margine. L’americano cerca maggiormente la rete e tenta di anticipare le traiettorie dello spagnolo, ma sul punteggio di 1-1 Alcaraz firma un altro break.
Decisiva una splendida soluzione nei pressi della rete, dove il murciano mostra riflessi eccezionali e trova il punto che gli permette di prendere definitivamente il comando. Alcaraz accompagna il vantaggio con un sorriso rivolto al proprio angolo: un’immagine che racconta la fiducia e il piacere con cui sta affrontando il torneo.
Paul continua comunque a lottare e riesce a rimanere vicino nel punteggio. Il momento più delicato arriva quando Alcaraz va a servire per il match sul 5-4. Spinto dal pubblico, lo statunitense si porta sul 15-40 e si procura le prime vere occasioni per riaprire l’incontro.
Lo spagnolo cancella la prima con un ottimo servizio e la seconda con un’aggressiva combinazione conclusa da un diritto al volo. Ritrovata la parità, Alcaraz si procura il match point con un potente diritto incrociato e completa l’opera alla prima occasione.
Alcaraz: “Ero pronto per una battaglia”
Al termine della partita il campione in carica ha sottolineato la necessità di mantenere sempre l’iniziativa contro un avversario pericoloso come Paul.
“Credo di aver semplicemente giocato il mio tennis. Ho cercato di esprimermi secondo il mio stile. Tommy è un giocatore di grande talento, i suoi colpi sono molto pericolosi ed è difficile controllare la palla quando arriva dalla sua racchetta. Ero pronto per una battaglia”, ha spiegato Alcaraz.
La chiave è stata la costante ricerca di una posizione offensiva: “Ho cercato di essere aggressivo per tutta la partita. Sono riuscito a mettergli pressione anche in risposta e questo mi ha aiutato a rimanere tranquillo e a pensare con lucidità. Sono davvero soddisfatto della prestazione”.
Interrogato sulle sensazioni provate dopo il lungo periodo di inattività, lo spagnolo non ha nascosto il proprio entusiasmo.
“Questo risultato dimostra quanto sia speciale per me questo posto. In campo mi sto divertendo. Non importa che sia rimasto fuori per più di quattro mesi: ogni volta che torno qui riesco a giocare bene”.
Paul battuto in tutti e quattro gli Slam
Con questo successo Alcaraz porta a sette vittorie contro due sconfitte il bilancio complessivo con Paul. Lo statunitense aveva vinto i primi due confronti, entrambi sul cemento nordamericano, ma lo spagnolo si è aggiudicato gli ultimi sei senza perdere alcuno degli ultimi 14 set disputati.
Paul diventa inoltre il primo avversario che Alcaraz è riuscito a battere in tutti e quattro i tornei del Grande Slam. Il murciano lo aveva già sconfitto a Wimbledon nel 2024, al Roland Garros nel 2025 e agli Australian Open nel 2026, prima di completare la serie a New York. ([atptour.com][2])
Il campione in carica attende ora nei quarti il vincitore della sfida tra Ben Shelton e Stefanos Tsitsipas. Il livello mostrato contro Paul lo colloca inevitabilmente tra i principali favoriti per il titolo: dopo quasi cinque mesi lontano dalle competizioni, Alcaraz sembra aver impiegato pochissimo tempo per ritrovare velocità, fiducia e quella capacità di produrre il proprio tennis migliore nei momenti più importanti.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Carlos Alcaraz, Us Open, US Open 2026

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Ti sbagli sono loro che fanno sembrare scarsi gli altri.. dovrebbero creare un piccolo circuito a parte, tipo due Us Open in cui loro si giocano la finale e l’altro finalista esce dal tabellone dal terzo in poi. Oppure loro si giocano lo slam tra di loro e poi viene assegnano un piccolo slam per il vincitore del torneo degli altri tipo tombolino…
Alcaraz è arrivato fresco con tanta voglia di giocare e zero pressione. Un po’ come quando Sinner rientrò a Roma. Io non lo avevo visto bene nelle altre partite e credevo potesse soffrire giocatori di alto livello oltretutto motivati dalla convinzione di poter fare partita. Per me una delle migliori partite in carriera. E sembra migliorato nel rovescio, nella gestione della partita senza quei svolazzi e cali di concentrazione o improvvisi blackout. Un Alcaraz più maturo e meno ragazzino. Se questo è il livello il torneo è finito. E visto che, per quanto sembri impossibile, questi due continuano a migliorare ha ragione Pistolesi quando dice che gli altri possono dargli fastidio solo se di notte vanno a citofonare sotto casa..
Almeno finisce questa lagna del terzo incomodo a meno di non volersi coprire di ridicolo.. Del resto, senza infortuni e malesseri il resto della compagnia può vincere i tornei che uno e l’altro decidesse di saltare..l’ultimo treno, per grazia ricevuta, lo ha preso al volo Zverev prima che gli finisse la carriera..
Quando in un circuito cè un 39enne che fa finale slam in Australia, significa che il resto della truppa è scarsa, ma scarsa forte.
Non esiste al mondo uno sport individuale dove un 40enne surclassa un 20/30enne.
Neanche Bolt e Phelps ci erano riusciti (ed erano extraterrestri).
Per questo i 2 alieni impongono un dominio da 3 anni e quando ne manca uno, si sa già che l’altro vincerà il torneo.
Se poi Jodar esce al secondo turno umiliato dal cinese, Fonseca sta già rotto e manco va a Ny, Draper è già un ex giocatore, allora il quadretto è completo
Be, direi che la forma pian piano sta ritornando… Il favorito per il torneo l abbiamo trovato mi sa 🙂 Senza l altro (nostro) fenomeno in campo, troppo superiore al resto della truppa sto ragazzo