Gauff trionfa a Cincinnati e ritrova fiducia: «Ho imparato a isolarmi dal rumore»
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Coco Gauff torna a sorridere e lo fa nel momento più importante della stagione sul cemento americano. La numero 4 del mondo ha conquistato il WTA 1000 di Cincinnati superando in finale la connazionale e grande amica Jessica Pegula, numero 3 del ranking, con il punteggio di 6-2 6-4 in un’ora e 14 minuti.
A 22 anni l’americana conquista così il primo titolo della stagione 2026 e il dodicesimo della carriera, tornando a vincere proprio nel torneo che nel 2023 aveva rappresentato la svolta verso il suo primo successo Slam agli US Open. Cincinnati diventa inoltre il quarto WTA 1000 della sua carriera.
Un successo netto quello ottenuto contro Pegula. Gauff è partita fortissimo portandosi addirittura sul 5-0 nel primo set. Nel secondo ha preso immediatamente il comando salendo sul 3-0 e successivamente sul 5-2. Pegula ha provato a riaprire la partita recuperando uno dei break e avvicinandosi sul 5-4, ma Gauff ha risposto immediatamente, strappandole il servizio a zero per chiudere l’incontro.
Un’affermazione che assume ancora più valore pensando al percorso della statunitense negli ultimi mesi. Gauff ha lavorato a lungo per modificare alcuni aspetti strutturali del proprio tennis, soprattutto servizio, diritto e aggressività, attraversando inevitabilmente anche periodi nei quali i risultati non rispecchiavano il lavoro svolto.
«Con ogni partita mi sentivo sempre più sicura nel fidarmi del lavoro fatto in allenamento», ha spiegato Gauff dopo la finale.
La campionessa americana sottolinea soprattutto un aspetto: a Cincinnati ha avuto la conferma di poter trovare una soluzione anche nelle giornate nelle quali il suo tennis non funziona alla perfezione.
«So di poter risolvere queste partite anche quando non sto giocando il mio miglior tennis», ha osservato, ricordando allo stesso tempo di aver raggiunto durante la settimana picchi di gioco molto elevati.
I numeri raccontano bene la crescita avvenuta durante il torneo. Dopo aver perso il primo set del suo esordio contro Liudmila Samsonova, Gauff ha infatti conquistato i successivi dodici set consecutivi. In finale ha vinto il 65% dei punti giocati con la prima di servizio e trasformato cinque delle sei palle break avute a disposizione.
Il lavoro sul nuovo tennis e le difficoltà degli ultimi mesi
Gauff non nasconde che cambiare il proprio gioco sia stato un processo tutt’altro che semplice.
L’americana ha dovuto accettare risultati negativi e momenti di frustrazione senza abbandonare la strada intrapresa. Il servizio è stato uno degli aspetti maggiormente rivisti, così come la volontà di prendere maggiormente l’iniziativa e cercare più spesso la rete invece di affidarsi esclusivamente alle straordinarie qualità difensive.
La settimana di Cincinnati sembra aver fornito le prime risposte importanti.
«È stato frustrante gestire il mio gioco durante i cambiamenti, ma ho deciso di continuare a credere nel lavoro fatto e nella giocatrice che sono e che posso diventare», ha spiegato.
Una trasformazione non soltanto tecnica, ma anche mentale.
Gauff ha raccontato di aver imparato a proteggersi maggiormente dalle opinioni esterne, soprattutto quando i risultati non arrivavano.
«Si sentono tante cose stupide sulle giocatrici quando attraversiamo un periodo negativo», ha sottolineato, spiegando che l’esperienza le ha insegnato a isolarsi dal rumore mediatico e a concentrarsi sul proprio percorso.
La statunitense ritiene fondamentale anche aver trovato un equilibrio nel giudizio su se stessa: essere critica quando necessario, ma senza trasformare l’autocritica in qualcosa di distruttivo.
«Accettare i momenti negativi, essere critica con me stessa ma senza autodistruggermi ha fatto la differenza».
Gauff frena però sull’US Open: «Non significa che farò bene a New York»
La vittoria arriva a pochi giorni dall’inizio degli US Open, inevitabilmente aumentando le aspettative attorno alla campionessa del 2023.
Gauff, però, non vuole commettere l’errore di considerare Cincinnati una garanzia per ciò che accadrà a Flushing Meadows.
«Non credo che questo sia un indicatore del fatto che farò bene a New York. Sarà comunque molto difficile», ha precisato.
La differenza è soprattutto nella fiducia con cui arriverà allo Slam.
Gauff sa adesso di poter essere competitiva con un tennis più aggressivo e di poter vincere partite di alto livello anche quando non riesce a esprimersi alla perfezione. Una consapevolezza particolarmente importante dopo una stagione nella quale, fino a Cincinnati, non era ancora riuscita ad alzare un trofeo.
«È stato un lungo viaggio, ma sono felice. Se confronto la giocatrice che ero lo scorso anno con quella che sono oggi, è come passare dalla notte al giorno».
Il successo contro Pegula porta Gauff anche in un gruppo particolarmente ristretto: nell’era WTA 1000 è diventata, insieme a Serena Williams e Victoria Azarenka, una delle giocatrici capaci di vincere Cincinnati almeno due volte.
Tre anni fa il titolo in Ohio fu seguito poche settimane dopo dal trionfo agli US Open. Gauff non vuole fare paragoni né pronostici, ma questa volta arriva a New York con qualcosa che negli ultimi mesi aveva faticato a trovare: la piena fiducia nel percorso intrapreso.
Coco Gauff [4]
Jessica Pegula [3]
Marco Rossi
TAG: Coco Gauff, WTA 1000 Cincinnati, WTA 1000 Cincinnati 2026

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