Rusedski avverte Alcaraz: «Senza Cincinnati, difficile vederlo agli US Open»
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Carlos Alcaraz è entrato nella fase conclusiva del recupero dall’infortunio al polso destro che lo tiene lontano dalle competizioni dal torneo ATP 500 di Barcellona. Il rientro dello spagnolo è atteso al Masters 1000 di Cincinnati, appuntamento che, secondo Greg Rusedski, sarà decisivo anche per valutarne la partecipazione agli US Open 2026.
Alcaraz e il suo staff hanno affrontato la riabilitazione con estrema prudenza, aumentando gradualmente i carichi di lavoro per evitare ricadute. Salvo imprevisti, il murciano dovrebbe tornare in campo in Ohio, dove potrà verificare la risposta del polso e ritrovare progressivamente il ritmo partita.
«Deve giocare a Cincinnati per avere una possibilità a New York»
Secondo Rusedski, rientrare direttamente in un torneo dello Slam comporterebbe rischi troppo elevati dopo un’assenza così lunga. L’ex numero 4 del mondo ha espresso con chiarezza il proprio pensiero nel podcast Off Court.
«Per avere qualche possibilità di disputare gli US Open, deve giocare a Cincinnati. Se scenderà in campo e il polso reggerà, sarà una notizia fantastica per il nostro sport, perché abbiamo assolutamente bisogno del suo ritorno. Se invece non giocherà a Cincinnati, sapremo che non prenderà parte neppure agli US Open. A quel punto sarebbe rimasto lontano dal tennis per troppo tempo», ha spiegato il britannico.
Il Masters 1000 statunitense rappresenterebbe dunque un test indispensabile. Alcaraz potrebbe valutare la tenuta dell’articolazione in condizioni agonistiche, recuperare fiducia nei propri colpi e comprendere quanto lavoro sia ancora necessario prima di affrontare incontri al meglio dei cinque set.
Una gestione delicata dopo mesi di assenza
L’infortunio ha costretto il sette volte campione Slam a rinunciare a una parte molto importante della stagione. Dopo aver saltato i Masters 1000 di Madrid e Roma, Alcaraz non ha potuto partecipare neppure al Roland Garros e a Wimbledon, scivolando al terzo posto del ranking ATP alle spalle di Jannik Sinner e Alexander Zverev.
A Cincinnati e agli US Open, inoltre, lo spagnolo dovrà difendere i titoli conquistati nella passata stagione. La quantità di punti in palio rende il ritorno particolarmente importante, ma Rusedski ritiene che la classifica non debba condizionare le decisioni mediche.
«Deve essere intelligente. Ha bisogno di aumentare il carico fino a un determinato livello, senza accelerare eccessivamente. Cincinnati potrebbe aiutarlo perché avrà qualche giorno di riposo tra una partita e l’altra, ma restano comunque molte incognite», ha sottolineato.
Il pericolo di rientrare direttamente in uno Slam
L’aspetto più delicato riguarda la differenza tra un Masters 1000 e uno Slam. Nel circuito maschile, passare improvvisamente dagli allenamenti agli incontri al meglio dei cinque set può sottoporre il fisico a uno stress difficilmente prevedibile.
«Per le donne è leggermente più semplice, perché anche nei tornei più importanti si gioca al meglio dei tre set e con una giornata di riposo garantita tra un incontro e l’altro. Per gli uomini, invece, compiere il salto verso le partite al meglio dei cinque set è molto difficile», ha osservato Rusedski.
Il britannico ha ammesso che le prime immagini dell’infortunio lo avevano reso pessimista sulla presenza del murciano a New York. Le ultime notizie sulla riabilitazione, però, alimentano una maggiore fiducia.
«Incrociamo le dita affinché possa tornare a Cincinnati e farlo in buone condizioni. Carlos ci è mancato e il nostro sport ha bisogno di lui», ha concluso Rusedski.
Il torneo dell’Ohio sarà quindi molto più di una semplice tappa di preparazione: potrebbe rappresentare il vero esame per stabilire se Alcaraz sarà pronto ad affrontare gli US Open e a tornare protagonista nella parte finale della stagione.
Marco Rossi
TAG: Carlos Alcaraz, Greg Rusedski

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@ NonSoloSinner (#4659391)
Noooo non succede nulla, c’è solo tutto il mondo che parla dei tuoi problemi di salute e si sente in diritto di dirti cosa secondo loro devi o non devi fare!
Fanno benissimo a non dire nulla
@ Murakami (#4659402)
E meno male aggiungo io….troppi fanatici vogliono informazioni, sara bene cuociano nel loro brodo di gregariato perpetuo, se non vi va bene, vi definite da soli e allora si che godiamo, io e tutti quelli come me, noi che siamo schifati dal fanatismo becero, sia pro che contro..,fatevi una vita
Sarà a pieno regime in Coppa Davis. Prima ci sarà tanta, tanta prudenza. Ci è passato anche Nole che al rientro dopo l’operazione al gomito perse da Taro Daniel. Che, difatti, resta uno dei pochi ad avere un record positivo con Nole. Successivamente il Serbo perse con Thiem a Montecarlo, con Nadal a Roma, con Cecchinato a Parigi e con Cilic al Queen’s. La sua definitiva rinascita ebbe luogo a Wimbledon dove sconfisse in finale un ispirato Andersson (un cliente non facile su erba). Dal suo rientro erano passati 4 mesi all’incirca. Difficile pensare per Carlos un percorso diverso, anche perché il polso è probabilmente più problematico del gomito.
Lasciarlo un po’ in pace no?
@ NonSoloSinner (#4659391)
Io invece non ancora capito la “linea” dei tuoi commenti, faresti anche tu coming out?
Alcaraz non aveva nessun infortunio fino a quando si è fatto male. Ha giocato regolarmente e senza protezioni tutti i tornei.
Al 99% si è fatto una lesione al tendine e hanno optato per una cura conservativa.
Se avesse avuto un’infiammazione cronica così pericolosa, non avrebbe mai giocato Barcellona con Madrid, Roma e RG alle porte. Sarebbero stati degli sprovveduti e incompetenti e non è così.
Sinner lo hanno già spiegato in tutte le lingue, anche Vagnozzi nell’intervista odierna: un mix di caldo e stress psicofisico. Non c’è un motivo medico e dai risultati non è risultato niente di specifico. Ora adottano diverse precauzioni per prevenire ma han già detto che non possono sapere se ricapiterà perchè non c’è una diagnosi ma un mix di fattori.
Faranno un po’ come gli pare, non credi?
Io sinceramente ancora non ho capito che problemi abbia al polso… se è una tendinite, già l’aveva in Nord America ed a Montecarlo, perché chiunque ne sappia qualcosa sa bene che si tratta di un processo infiammatorio progressivo, se si è fatto davvero male a Barcellona, allora è un infortunio vero e serio… tutta questa omertà, anche da parte di Sinner che nessuno ha capito che problemi abbia avuto a Parigi, a me dà un po’ fastidio… non succede mica nulla se fate coming out
Capitan Ovvio ha parlato. Rientrare in un torneo best of 5 dopo un infortunio è quantomeno scellerata come idea
@ Pier no guest (#4659367)
È una cosa davvero irritante, si vede non hanno altro da fare..
Per non forzare il polso dovrebbe giocare con la racchetta della foto.
Qui tutti avvertono tutti