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Vagnozzi: “La miglior dote di un coach è la visione d’insieme. In Sinner non abita la presunzione che avrebbe il diritto di avere”

27/07/2026 20:24 44 commenti
Simone Vagnozzi in allenamento con Jannik Sinner
Simone Vagnozzi in allenamento con Jannik Sinner

Da un paesino di 2277 anime, nel verde delle Marche, al box di Wimbledon guidando Jannik Sinner il salto può apparire vertiginoso. Non per Simone Vagnozzi, ex giocatore di ottima mano e grande visione e comprensione delle dinamiche del tennis, bravo a cogliere la chance di poter guidare un grande talento come il pusterese e formarlo nei colpi e nella gestione del gioco, insieme all’esperienza ed empatia di Darren Cahill, il più grande “ammiraglio” della disciplina. Oltre 4 anni di lavoro per Vagnozzi con Sinner e risultati eccezionali. Oggi l’azzurro segna 82 settimane da n.1 ATP, ma c’è tantissimo altro: due titoli a Wimbledon e cinque Slam, due Finals, due Davis Cup, mille record e tanto altro ancora sono enormi soddisfazioni per il coach marchigiano, che in una bella intervista al Corriere ha ripercorso la sua strada nel tennis come giocatore e poi come coach. Nella chiacchierata con Walter Veltroni esce nettamente la lucidità di Simone, la chiarezza di come vede il tennis e la vita, e anche la dimensione del suo ruolo.

Il coach è un “mestieraccio”: deve saper agire e decidere ma nel rispetto della libertà di azione del suo assistito; deve imporsi e consigliare, accompagnare e trasmettere senza mai prevaricare, con la forza di farsi ascoltare capendo i momenti. Probabilmente con Jannik è stato più facile rispetto ad altri giocatori perché l’altoatesino a sua volta aveva ben chiaro il suo percorso e l’obiettivo, con tutto quel che comporta. È un lavoratore instancabile, tanto che lo sforzo per motivarlo non rientra tra i compiti di coach Vagnozzi. Riportiamo i passaggi più interessanti della lunga intervista, che inizia con un focus sul “Vagno” giocatore, insieme ad Andres Seppi.

“Da Castorano a Wimbledon, il sogno italiano? Ci ho pensato migliaia di volte…” afferma Vagnozzi “Nella vita ci sono tremila incroci e seimila coincidenze che possono decidere il tuo destino. L’esistenza di ciascuno è davvero affidata al gioco del caso, come in Sliding Doors. Con mio padre passavo sempre davanti a un piccolo circolo di tennis, tre campi in tutto, e un giorno gli ho detto, vedendo giocare delle persone su quei campi di terra rossa che brillava al sole, che volevo praticare quel gioco lì. Mi sono accorto che riuscivo bene e allora mi è presa la febbre del tennis, passavo ore a esercitarmi con racchetta e pallina usando il muro di casa. Insomma, a 12 anni ero in Inghilterra con mia nonna, che approfittò della circostanza per giocare a golf. Ho iniziato a sei anni. Ho delle foto a casa che mi ritraggono con una racchetta di legno, appartenuta ai miei. La prima tutta mia è stata una Prince grafite due, aveva un piatto che sembrava uno scolapasta e il ponte in mezzo.

“A sedici anni, dormivo a casa di Andreas Seppi con cui mi allenavo. Ma ho un ricordo che ancora mi torna in mente. Dovevo giocare un torneo a Birmingham, avevo tredici anni. Avevo il volo Ancona-Milano. Lì mi aspettava il tecnico della Federazione che mi avrebbe fatto viaggiare con lui fino all’Inghilterra. Ma c’era la nebbia e allora mio padre mi portò a Milano in auto. Trovammo il viale Forlanini bloccato dai trattori che protestavano per le quote latte. Persi il volo per Birmingham e mi imbarcai da solo su quello per Londra. Arrivai e presi la metropolitana per la stazione e salii sul treno per Birmingham, dove arrivai alle due di notte, con gli ubriachi che mi parlavano in inglese. Chiamavo i miei genitori con i gettoni e quando sono finalmente arrivato al torneo avevo 39 di febbre. Tutto storto. Sembrava la notte di Fuori orario di Martin Scorsese”

Simone ha smesso di giocare presto: “Il sogno di chi inizia quella carriera è di entrare nei primi cento del mondo. Ci sono andato vicino, ero 161. Però sentivo che mi mancava qualcosa e, mentre giocavo, capivo che avrei fatto meglio l’allenatore. Se inizi a fare quei pensieri vuol dire che ti mancano gli stimoli, quel po’ di cattiveria che è indispensabile per diventare un buon giocatore. Poi un paio di infortuni mi hanno sospinto all’uscita. Smettere è stato duro? Sinceramente sì. Quando non lo programmi ti trovi da un giorno all’altro nel vuoto. Ieri avevi dieci ore al giorno impegnate e oggi zero. Una vertigine. Non hai più motivi per andare in campo o in palestra. I primi mesi sono stati duri. Mi mancava l’adrenalina”.

L’incontro con Sinner: “Il suo manager è il mio testimone di nozze, con Alex Vittur ci conosciamo da una vita. Jannik venne nel box di Cecchinato a Montecarlo e poi ci fu la finale in cui lui giocò contro Travaglia, che a quel momento seguivo io, a Melbourne. Quando Sinner decise di separarsi da Piatti fui chiamato da Vittur per allenarlo. Era il 2022. Mi misero in prova ma, evidentemente, ha funzionato”.

Le prime impressioni di Sinner. “Si capiva subito che aveva un talento raro ma anche una gran voglia di far bene. Era già centrato, concentrato su quello che faceva. Era numero dieci del mondo a vent’anni. Era già un fenomeno, ma si capiva che era pronto per andare oltre. E ci siamo arrivati. Cosa aggiungere al suo gioco? La flessibilità. Lui era, un po’ lo è rimasto, una persona abbastanza rigida. In campo sapeva giocare ottimi punti, ma gli mancava la dimensione tattica, la coscienza delle caratteristiche degli avversari e quindi della flessibilità con la quale affrontarli. Passare dalla decima alla prima posizione del ranking è difficilissimo, come scalare la vetta più alta. E lui è stato bravissimo a migliorarsi tanto, con l’intelligenza della disponibilità ad affinare un talento naturale e prepotente. Nel nostro primo colloquio speravo non mi dicesse che era contento di essere il n.10 del mondo. E così fu. Voleva diventare il n.1. Lui allora faticava con Nadal, Djokovic, Tsitsipas. Per diventare leader bisognava migliorare tante cose. Era già fortissimo, ma bisognava potenziare la dimensione fisica e muscolare, lavorare sull’aspetto mentale. Se ripenso a Jannik di cinque anni fa, quando abbiamo iniziato, oggi lo vedo completamente diverso. In cosa? Il servizio diverso, la gestione del punto, la sicurezza a rete, la facilità nella scelta di smorzare: tutto si è accresciuto ed è cambiato. Si impara con l’esperienza, ovviamente. Ma c’è tanta fatica, tanto studio, tanta applicazione da parte sua. Jannik ha una gran voglia di imparare. Di migliorare sempre”.

Quale dote deve avere un buon allenatore di tennis? “La visione. Deve immaginare il percorso dell’atleta con cui collabora, deve programmare, mettersi in discussione, ma non muoversi mai senza una visione d’insieme, una prospettiva chiara. La visione è necessaria, ma certo se poi il giocatore non ti segue…”

Sinner grande lavoratore: “Sì, davvero pauroso. Forse in cinque anni avrò dovuto motivarlo due o tre volte. Lui è sempre il primo che vuole sacrificarsi per migliorare ed è molto bravo ad ascoltare. Non lo abita la presunzione che avrebbe il diritto di avere. Anche se lo prendi a muso duro dopo una partita, lui il giorno dopo ci pensa, reagisce e accetta quello che gli hai detto. La sua più grande qualità è volere al fianco persone che gli dicano quello che lui non vuole sentirsi dire. Tutto parte dall’attitudine, dall’apertura, dalla voglia di migliorarsi. Certo, devi imparare a fare la smorzata o andare a rete nel momento giusto. Ma in primo luogo devi trovare il coraggio di farlo, il coraggio di sbagliare, anche di fallire. Molto sta nella testa. Noi abbiamo la fortuna che Jannik ha una base di forza mentale assai rilevante e noi abbiamo cercato solo di moltiplicare questa virtù. Come si fa? Bisogna in primo luogo avere la fiducia del giocatore, convincerlo che i limiti sono valicabili. Lui ha doti innate. Non si diventa puledri se si è ronzini. Ora si nota che lui sa fare ace nei momenti importanti, ma perché questo accada ti devi sentire sicuro del tuo colpo perché ci hai lavorato ore e ore in allenamento“.

In quali aspetti vede Sinner migliorare negli anni: “Certamente nel servizio. Ma soprattutto la tattica, la sensibilità con la quale legge ogni colpo, seleziona le scelte in una gamma di possibilità che si è ampliata. Sa che può rispondere alla battuta dell’avversario più o meno lontano dalla riga a seconda del punteggio, di come si sente, della natura del competitor. Tutto è studiato, tutto è pianificato e il cervello di Jannik riesce a individuare, gestendo questi fattori, la cosa giusta da fare. Un esempio? Se non si vuole che lui sia attaccato sulla seconda di servizio, devo abituarlo a battere dieci chilometri all’ora più veloce, devo fargli prendere più angoli possibili. Nel 2022 serviva la seconda sotto i 150 km all’ora e nel 95% dei casi sul rovescio dell’avversario, ora sfiora i 160 e diversifica molto la direzione della battuta, così da sorprendere l’avversario”.

La stop tre mesi, come reagire in modo positivo: “È stato un momento difficile, senza dubbio. Non capisci quello che sta succedendo, perché tu non hai colpa. Ma noi nel tennis siamo abituati a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno e a rivoltare le frittate. Sei stato eliminato presto al Roland Garros? Avrai più tempo per prepararti a Wimbledon. Ti hanno squalificato? Hai un periodo per ricaricarti, riprendere energia e aggiustare quell’aspetto tecnico. Così si esce dal gorgo, sempre. E Jannik in questo è un fenomeno, quando scende in campo cancella tutto quello che c’è fuori, lo rimuove. Conta solo la partita”.

Ecco il pensiero di Vagnozzi sui malesseri accusati da Jannik: “Non penso ci sia una sola causa, sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi. Il caldo, la stanchezza, la tensione possono combinarsi. A Parigi c’era una temperatura proibitiva e lui era arrivato lì con un significativo stress fisico e mentale. Insomma non c’è un singolo fattore, in quel caso sarebbe più facile per noi correggerlo. Dobbiamo convivere con questi episodi, lavorando per evitarli”.

Cosa è il tennis secondo Vagnozzi? “È libertà di esprimersi. Non esistono mai due giocatori identici. Puoi essere un artista o un ragioniere, con la racchetta in mano. Seuno stupido può giocare a tennis? Può esistere un giocatore forte e stupido. Ma non potrà mai esistere un campione stupido”.

Marco Mazzoni


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44 commenti. Lasciane uno!

Gyanni (Guest) 28-07-2026 08:17

Quest’uomo cita “fuori orario” di Martin Scorsese…non so quanta gente nel suo ambiente sia andata oltre i film di Vanzina …

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soldato semplice (Guest) 28-07-2026 05:03

Scritto da Scaino

Scritto da enzolab
Mi è piaciuta molto un battuta di Vagnozzi che condivido in pieno. “Ci puó essere un giocatore forte e stupido, ma mai un campione stupido”. enzo

Lo stesso concetto lo aveva espresso Steve Klaus, il mitico coach di Duilio Loi.
Duilio Loi era dal punto di vista fisico svantaggiato per la pratica della boxe, avendo le braccia corte. Sopperiva con la grande intelligenza schermistica, fedele al concetto inculcatogli da Steve Klaus (con cui pure aveva litigato quando questi era C.T. della nazionale italiana ai giochi olimpici di Londra 1948: abbandonò la squadra durante la preparazione perché Klaus gli voleva proibire di fumare):
“Ricordati che nella boxe i pugni che dai li dai ogni volta a un avversario diverso, ma quelli che prendi li prendi tutti tu e, se ne prendi troppi, finisci a ritagliare figurine”.
Anche nella boxe, che ad un profano sembra uno sport di pura violenza, campioni, campioni veri, stupidi non ne esistono.

🙂 bella questa storia

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soldato semplice (Guest) 28-07-2026 04:57

Scritto da Di Passaggio

Scritto da soldato semplice
@ Di Passaggio (#4659418)
Mah, perfetto e diabolico sembra un ossimoro…si sa che il diavolo fa le pentole senza coperchi, invece il suo papà che è cuoco ci ha saputo fare di più col suo piccolo!

È che non mi piace la santificazione di nessun campione sportivo, né di Edberg, né di Federer, né di Borg, né di Nole, né di Sinner, né di Alcaraz. Il tennis è sudore, fatica, giocare talvolta sporco, sia con gli altri che con sé stessi, accettare la sfida e soprattutto la sconfitta, gestire la propria forza, convivere con le proprie debolezze. Se non sono santi, per me son diavoli. Diavoli buoni, s’intende.

Vabbè diavoli buoni…ci risiamo. 😀
Immagino che nel tuo paese se uno per dimostrare affetto ti brucia la macchina e quando scendi per strada per vedere cosa succede, lui nel frattempo ti svaligia la casa…beh nessuno si stupisce, è un diavolo buono, voleva essere simpatico.

Mi sono mantenuto basso, ovviamente, con l’esempio, non è il caso di abbassare così tanto il livello sereno del forum…come farebbe un diavolo!

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Giampi 27-07-2026 20:05

Scritto da Giampi

Scritto da Inox
@ Giampi (#4659456)
Si hai ragione riguardo le qualità di Jannik che sono fuori dal comune ma so anche che nella vita ti devono andare bene tante cose perché io credo che ci siano tanti talenti che non hanno potuto sbocciare per circostanze avverse, tutto qui.

Ovvio, ci sono decine di “Maradona” che non sono arrivati ma l’impressione è che anche con altri allenatori, si intende di livello, Sinner sarebbe arrivato. E lo ripeto, lo dico pensando che Vagnozzi sia un genio e Cahill un monumento. Infatti, Ferrero ed Ivanisevic hanno fatto chiaramente notare la loro ammirazione per Sinner in tempi non sospetti (Ferrero, poi, magari fosse riuscito ad inoculare alcune doti di professionalità e di apprendimento di Jannik in Alcaraz..). Comunque colgo l’occasione per denunciare l’attacco a Sinner da parte dello scambiatore dei gatti e da Lo Monaco e compare si schiaffo al volo. Per fortuna sono stati coperti di ogni da parte del 90% -95% dei lettori o ascoltatori…

Scannatore di gatti..tra l’altro Sinner ha un gatto il che da gattaro…

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Giampi 27-07-2026 20:03

Scritto da Inox
@ Giampi (#4659456)
Si hai ragione riguardo le qualità di Jannik che sono fuori dal comune ma so anche che nella vita ti devono andare bene tante cose perché io credo che ci siano tanti talenti che non hanno potuto sbocciare per circostanze avverse, tutto qui.

Ovvio, ci sono decine di “Maradona” che non sono arrivati ma l’impressione è che anche con altri allenatori, si intende di livello, Sinner sarebbe arrivato. E lo ripeto, lo dico pensando che Vagnozzi sia un genio e Cahill un monumento. Infatti, Ferrero ed Ivanisevic hanno fatto chiaramente notare la loro ammirazione per Sinner in tempi non sospetti (Ferrero, poi, magari fosse riuscito ad inoculare alcune doti di professionalità e di apprendimento di Jannik in Alcaraz..). Comunque colgo l’occasione per denunciare l’attacco a Sinner da parte dello scambiatore dei gatti e da Lo Monaco e compare si schiaffo al volo. Per fortuna sono stati coperti di ogni da parte del 90% -95% dei lettori o ascoltatori…

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+1: Inox
Scaino 27-07-2026 19:58

Scritto da enzolab
Mi è piaciuta molto un battuta di Vagnozzi che condivido in pieno. “Ci puó essere un giocatore forte e stupido, ma mai un campione stupido”. enzo

Lo stesso concetto lo aveva espresso Steve Klaus, il mitico coach di Duilio Loi.
Duilio Loi era dal punto di vista fisico svantaggiato per la pratica della boxe, avendo le braccia corte. Sopperiva con la grande intelligenza schermistica, fedele al concetto inculcatogli da Steve Klaus (con cui pure aveva litigato quando questi era C.T. della nazionale italiana ai giochi olimpici di Londra 1948: abbandonò la squadra durante la preparazione perché Klaus gli voleva proibire di fumare):
“Ricordati che nella boxe i pugni che dai li dai ogni volta a un avversario diverso, ma quelli che prendi li prendi tutti tu e, se ne prendi troppi, finisci a ritagliare figurine”.
Anche nella boxe, che ad un profano sembra uno sport di pura violenza, campioni, campioni veri, stupidi non ne esistono.

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Peter Parker 27-07-2026 19:58

Scritto da PensiamociBene
E’ deludente vedere che ancora la gente non ha proprio capito chi è Sinner. Eppure lo ha detto lo ribadito per l’ennesima volta lo stesso Vagnozzi in questa stessa intervista.
Sinner ha una risolutezza, una maturità, una determinazione che sta ben al di là di una persona comune.
Da cosa si intuisce che questo aspetto di Sinner non è compreso? Lo si capisce da molti tipi di commenti, in questo caso dai commenti che attribuiscono a Cahil e Vagnozzi l’attuale forza di Sinner.
Sinner sarebbe diventato fortissimo anche senza Cahil e anche senza Vagnozzi proprio per la mentalità che possiede, che lo porta a non lasciare nulla al caso, a mai risparmiarsi.
Quello che sto dicendo può sembrare un’ipotesi astratta, ma non lo è minimamente. E’ difficile da spiegare, se non si ha chiaro di cosa sto parlando. Posso dire che un tipo di mente come quella di Sinner fa una grandissima differenza. Ovvio:se questo tipo di mente non avesse abitato in un corpo con quelle caratteristiche, Sinner non sarebbe diventato numero 1 a tennis, ma avrebbe fatto comunque grandi cose in altri campi. La grandezza che c’è in Sinner sta al di la dei gesti che gli vediamo fare in campo, sta al di là di chi lo ha allenato.
Piatti disse che ha capito che Sinner sarebbe diventato un grande campione quando ha capito che tipo di testa avesse. Forse le seguenti parole di Piatti vi faranno capire meglio chi è veramente Sinner:
“La prima estate con lui, quando aveva 13 anni, lo portai al mio consueto stage all’Elba. Una mattina, va a tuffarsi dagli scogli assieme ad altri ragazzi. Lui, bambino di montagna, che nuotava a malapena, al primo tentativo fece subito un salto mortale. Quando riemerse, tutti gli chiesero come ci era riuscito. Rispose che quando era in aria aveva pensato di fare due capriole consecutive, così una almeno l’avrebbe fatta per forza”.

A pensarci bene,hai ragione

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Carota Senior 27-07-2026 18:53

Leggendo l’intervista di Vagnozzi, capisco perchè tifo in maniera anche esagerata per Jannik.
Sinner è la proiezione dell’atleta ideale che fino ad oggi non avevo mai visto in nessun tennista e forse in nessun atleta in generale.
Questo non significa idolatrarlo, ci sono aspetti del suo “personale” che non mi entusiasmano.
Alla fine questa persona mi fa vivere momenti di gioia che non ho mai provato con altri atleti.
Quindi grazie a Sinner ed a tutto il suo staff.

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+1: Pippolivetennis, Inox, Tennisforever, Marcorava, Sonj, Peter Parker
giallu 27-07-2026 18:52

Scritto da Aquila.

Scritto da PensiamociBene
E’ deludente vedere che ancora la gente non ha proprio capito chi è Sinner. Eppure lo ha detto lo ribadito per l’ennesima volta lo stesso Vagnozzi in questa stessa intervista.
Sinner ha una risolutezza, una maturità, una determinazione che sta ben al di là di una persona comune.
Da cosa si intuisce che questo aspetto di Sinner non è compreso? Lo si capisce da molti tipi di commenti, in questo caso dai commenti che attribuiscono a Cahil e Vagnozzi l’attuale forza di Sinner.
Sinner sarebbe diventato fortissimo anche senza Cahil e anche senza Vagnozzi proprio per la mentalità che possiede, che lo porta a non lasciare nulla al caso, a mai risparmiarsi.
Quello che sto dicendo può sembrare un’ipotesi astratta, ma non lo è minimamente. E’ difficile da spiegare, se non si ha chiaro di cosa sto parlando. Posso dire che un tipo di mente come quella di Sinner fa una grandissima differenza. Ovvio:se questo tipo di mente non avesse abitato in un corpo con quelle caratteristiche, Sinner non sarebbe diventato numero 1 a tennis, ma avrebbe fatto comunque grandi cose in altri campi. La grandezza che c’è in Sinner sta al di la dei gesti che gli vediamo fare in campo, sta al di là di chi lo ha allenato.
Piatti disse che ha capito che Sinner sarebbe diventato un grande campione quando ha capito che tipo di testa avesse. Forse le seguenti parole di Piatti vi faranno capire meglio chi è veramente Sinner:
“La prima estate con lui, quando aveva 13 anni, lo portai al mio consueto stage all’Elba. Una mattina, va a tuffarsi dagli scogli assieme ad altri ragazzi. Lui, bambino di montagna, che nuotava a malapena, al primo tentativo fece subito un salto mortale. Quando riemerse, tutti gli chiesero come ci era riuscito. Rispose che quando era in aria aveva pensato di fare due capriole consecutive, così una almeno l’avrebbe fatta per forza”.

Mi piace molto il tuo commento, però va aggiunto che la volontà di lavorare e migliorarsi non è sufficiente bisogna anche essere predisposti con delle capacità che solo madre natura ti può dare, lo stesso Sinner probabilmente in altri sport non sarebbe mai emerso (forse lo sci)

Ci sono persone eccezionali qualsiasi cosa facciano. Per madre natura e per dedizione. Certo, non lo vedo come mancato premio Nobel per la fisica (abbastanza zuccone, detto col massimo affetto), ma nello sport credo – senza prove certo, come tutti – che sarebbe stato significativo in diverse discipline.

A parte, la dinamica (storia) di come è andata tra lui, Jan, e vittur a fare da deux ex machina era più o meno nota. Piuttosto mi è piaciuto tanto come si è raccontato da ragazzino 🙂

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zedarioz 27-07-2026 18:40

@ PensiamociBene (#4659437)

Invece mi sa che tu non hai capito.
Sinner, lo ha detto apertamente e più volte, ha bisogno di un team coeso e affiatato, un gruppo “famiglia” dove ognuno ha il suo ruolo ma si lavora tutti in sintonia e si passa bene il tempo insieme.
Senza questo ambiente magari gli allenamenti non avrebbero la stessa resa.
E se Vittur non avesse conosciuto così bene Vagnozzi, magari Sinner avrebbe cambiato X allenatori prima di trovare la sintonia giusta e avrebbe magari perso il treno per arrivare dove è arrivato a 25 anni.
Lui è predestinato al successo, ma tutto si è incastrato alla perfezione. La bravura sua e soprattutto di Vittur è stata anche questa. Trovare gli uomini giusti al primo colpo.
Se avesse lavorato con Ivanisevic, o Norman o Johansson o Perlas, non è detto che sarebbe diventato n. 1 così velocemente.

35
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+1: Inox
Aquila. 27-07-2026 17:31

Scritto da PensiamociBene
E’ deludente vedere che ancora la gente non ha proprio capito chi è Sinner. Eppure lo ha detto lo ribadito per l’ennesima volta lo stesso Vagnozzi in questa stessa intervista.
Sinner ha una risolutezza, una maturità, una determinazione che sta ben al di là di una persona comune.
Da cosa si intuisce che questo aspetto di Sinner non è compreso? Lo si capisce da molti tipi di commenti, in questo caso dai commenti che attribuiscono a Cahil e Vagnozzi l’attuale forza di Sinner.
Sinner sarebbe diventato fortissimo anche senza Cahil e anche senza Vagnozzi proprio per la mentalità che possiede, che lo porta a non lasciare nulla al caso, a mai risparmiarsi.
Quello che sto dicendo può sembrare un’ipotesi astratta, ma non lo è minimamente. E’ difficile da spiegare, se non si ha chiaro di cosa sto parlando. Posso dire che un tipo di mente come quella di Sinner fa una grandissima differenza. Ovvio:se questo tipo di mente non avesse abitato in un corpo con quelle caratteristiche, Sinner non sarebbe diventato numero 1 a tennis, ma avrebbe fatto comunque grandi cose in altri campi. La grandezza che c’è in Sinner sta al di la dei gesti che gli vediamo fare in campo, sta al di là di chi lo ha allenato.
Piatti disse che ha capito che Sinner sarebbe diventato un grande campione quando ha capito che tipo di testa avesse. Forse le seguenti parole di Piatti vi faranno capire meglio chi è veramente Sinner:
“La prima estate con lui, quando aveva 13 anni, lo portai al mio consueto stage all’Elba. Una mattina, va a tuffarsi dagli scogli assieme ad altri ragazzi. Lui, bambino di montagna, che nuotava a malapena, al primo tentativo fece subito un salto mortale. Quando riemerse, tutti gli chiesero come ci era riuscito. Rispose che quando era in aria aveva pensato di fare due capriole consecutive, così una almeno l’avrebbe fatta per forza”.

Mi piace molto il tuo commento, però va aggiunto che la volontà di lavorare e migliorarsi non è sufficiente bisogna anche essere predisposti con delle capacità che solo madre natura ti può dare, lo stesso Sinner probabilmente in altri sport non sarebbe mai emerso (forse lo sci)

34
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Aquila. (Guest) 27-07-2026 17:24

Scritto da PensiamociBene
E’ deludente vedere che ancora la gente non ha proprio capito chi è Sinner. Eppure lo ha detto lo ribadito per l’ennesima volta lo stesso Vagnozzi in questa stessa intervista.
Sinner ha una risolutezza, una maturità, una determinazione che sta ben al di là di una persona comune.
Da cosa si intuisce che questo aspetto di Sinner non è compreso? Lo si capisce da molti tipi di commenti, in questo caso dai commenti che attribuiscono a Cahil e Vagnozzi l’attuale forza di Sinner.
Sinner sarebbe diventato fortissimo anche senza Cahil e anche senza Vagnozzi proprio per la mentalità che possiede, che lo porta a non lasciare nulla al caso, a mai risparmiarsi.
Quello che sto dicendo può sembrare un’ipotesi astratta, ma non lo è minimamente. E’ difficile da spiegare, se non si ha chiaro di cosa sto parlando. Posso dire che un tipo di mente come quella di Sinner fa una grandissima differenza. Ovvio:se questo tipo di mente non avesse abitato in un corpo con quelle caratteristiche, Sinner non sarebbe diventato numero 1 a tennis, ma avrebbe fatto comunque grandi cose in altri campi. La grandezza che c’è in Sinner sta al di la dei gesti che gli vediamo fare in campo, sta al di là di chi lo ha allenato.
Piatti disse che ha capito che Sinner sarebbe diventato un grande campione quando ha capito che tipo di testa avesse. Forse le seguenti parole di Piatti vi faranno capire meglio chi è veramente Sinner:
“La prima estate con lui, quando aveva 13 anni, lo portai al mio consueto stage all’Elba. Una mattina, va a tuffarsi dagli scogli assieme ad altri ragazzi. Lui, bambino di montagna, che nuotava a malapena, al primo tentativo fece subito un salto mortale. Quando riemerse, tutti gli chiesero come ci era riuscito. Rispose che quando era in aria aveva pensato di fare due capriole consecutive, così una almeno l’avrebbe fatta per forza”.

Mi piace molto il tuo commento, però va aggiunto che la volontà di lavorare e migliorarsi non è sufficiente bisogna anche essere predisposti con delle capacità che solo madre natura ti può dare, lo stesso Sinner probabilmente in altri sport non sarebbe mai emerso (forse lo sci)

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enzolab (Guest) 27-07-2026 17:12

@ JannikUberAlles (#4659485)

Vedo che vai forte con i sogni! enzo

32
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Di Passaggio 27-07-2026 17:12

Scritto da soldato semplice
@ Di Passaggio (#4659418)
Mah, perfetto e diabolico sembra un ossimoro…si sa che il diavolo fa le pentole senza coperchi, invece il suo papà che è cuoco ci ha saputo fare di più col suo piccolo!

È che non mi piace la santificazione di nessun campione sportivo, né di Edberg, né di Federer, né di Borg, né di Nole, né di Sinner, né di Alcaraz. Il tennis è sudore, fatica, giocare talvolta sporco, sia con gli altri che con sé stessi, accettare la sfida e soprattutto la sconfitta, gestire la propria forza, convivere con le proprie debolezze. Se non sono santi, per me son diavoli. Diavoli buoni, s’intende.

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+1: giallu
JannikUberAlles 27-07-2026 17:08

Godiamoci questi bellissimi – ma irripetibili – anni di Sinner&Co.

In Spagna è avvenuto il miracolo di Alcaraz che è succeduto a Nadal…

…ma non è accaduto in Svizzera e neppure in Serbia, purtroppo.

Per noi italiani è arrivata l’epifania del tennis, con un fenomeno che annichilisce Panatta e perfino Pietrangeli…

…lontanissimo – temo irraggiungibile – per gli altri campioni che abbiamo (Musetti, Cobolli, Darderi, Arnaldi, Berrettini, Sonego e compagni) – una gioia impensabile fino a 10 anni fa – indietro di 10 mila punti.

Per 1 giorno ho sognato Cobolli con 1 Slam in bacheca, ma forse è meglio iniziare a pensare ad un 1000, sarebbe già “tanta roba” 😉

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+1: Sonj, Peter Parker
Inox 27-07-2026 16:52

@ Giampi (#4659456)

Si hai ragione riguardo le qualità di Jannik che sono fuori dal comune ma so anche che nella vita ti devono andare bene tante cose perché io credo che ci siano tanti talenti che non hanno potuto sbocciare per circostanze avverse, tutto qui.

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Tennisforever 27-07-2026 16:44

Scritto da Giampi

Scritto da Inox
@ Giampi (#4659404)
Non è così scontato, vedi la miriade di futuri N1 estinti..

Baldissera, ricorda una sconfitta di Sinner con Monfils ad appena 18 anni in cui era fuori di sé dalla rabbia e dalla frustrazione. Ricordo che nel torneo precedente ci aveva vinto. Ricordo le parole di Piatti dopo una sconfitta con Ymer (sempre a 18 anni), che descriveva Sinner fuori di testa negli spogliatoi e ricordo la conferenza stampa dopo la sconfitta con Nadal a Roma a 19 anni dove era quasi in lacrime. Ora, questo non è normale e la maggior parte dei giovanissimi giocatori dopo aver giocato alla pari con un mostro sacro come Nadal si sarebbero accontentati e sarebbero stati contenti della prestazione. No, lui era deluso perché credeva di poterlo battere. Nadal, sulla terra a 19 anni!! Io, a Bergamo avevo visto tutto il resto ma questo aspetto no. E, ciononostante avevo avuto l’impressione che sarebbe diventato (poi naturalmente deve girare tutto bene, vedi infortuni e altro) un potenziale crack..Ma questo aspetto del carattere di Sinner non deve essere sottovalutato nonostante l’understatement abituale perché è una persona con una determinazione feroce e con una “arroganza agonismo al limite della cattiveria” (R. Piatti)..quindi, si, enormi meriti a Vagnozzi e Cahill ma Jannik non lo avrebbe fermato nessuno comunque..

Alla fine dell’intervista, gli è stata posta una domanda più leggera: quale ex campione vorrebbe vedere Jannik affrontare per continuare a progredire? Senza la minima esitazione, Vagnozzi ha nominato il leggendario John McEnroe.

«Se potessi far affrontare una leggenda del passato a Jannik sarebbe John McEnroe. Sarebbe uno scontro tra due stili di gioco totalmente opposti, ma anche tra due personalità radicalmente diverse: da un lato un giocatore impassibile, dall’altro un vulcano. Sarebbe una partita indimenticabile”, ha dichiarato Simone Vagnozzi.

« Un po’ di amarcord, McEnroe nella stagione d’oro  »

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Giuras 27-07-2026 16:02

@ Giampi (#4659456)

Se si fosse allenato ancora volendo prevalere sempre e solo da fondocampo, senza migliorare la variabilità, il servizio, le smorzate, il gioco a rete, Sinner non avrebbe vinto Slam e mai sarebbe arrivato al numero uno.
Ci voleva qualcuno che formasse in maniera completa L’Alieno altoatesino e la scelta Vagnozzi-Cahill è stata perfetta.
Come disse Djoko a Cahill su Jannik “Darren, questo ragazzo non ha un piano B se è costretto ad usare un’altra strada per vincere”.
Mai parole ed indicazioni del tennista più vincente della storia furono più profetiche per il percorso ed il dominio di Sinner.

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+1: Peter Parker
Giampi 27-07-2026 15:50

Scritto da Inox
@ Giampi (#4659404)
Non è così scontato, vedi la miriade di futuri N1 estinti..

Baldissera, ricorda una sconfitta di Sinner con Monfils ad appena 18 anni in cui era fuori di sé dalla rabbia e dalla frustrazione. Ricordo che nel torneo precedente ci aveva vinto. Ricordo le parole di Piatti dopo una sconfitta con Ymer (sempre a 18 anni), che descriveva Sinner fuori di testa negli spogliatoi e ricordo la conferenza stampa dopo la sconfitta con Nadal a Roma a 19 anni dove era quasi in lacrime. Ora, questo non è normale e la maggior parte dei giovanissimi giocatori dopo aver giocato alla pari con un mostro sacro come Nadal si sarebbero accontentati e sarebbero stati contenti della prestazione. No, lui era deluso perché credeva di poterlo battere. Nadal, sulla terra a 19 anni!! Io, a Bergamo avevo visto tutto il resto ma questo aspetto no. E, ciononostante avevo avuto l’impressione che sarebbe diventato (poi naturalmente deve girare tutto bene, vedi infortuni e altro) un potenziale crack..Ma questo aspetto del carattere di Sinner non deve essere sottovalutato nonostante l’understatement abituale perché è una persona con una determinazione feroce e con una “arroganza agonismo al limite della cattiveria” (R. Piatti)..quindi, si, enormi meriti a Vagnozzi e Cahill ma Jannik non lo avrebbe fermato nessuno comunque..

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enzolab (Guest) 27-07-2026 15:48

@ PensiamociBene (#4659437)

Sarebbe diventato un campione anche nello sci. Alberto Tomba: una volta mi chiamano per giudicare una gara di slalom speciale per ragazzini. Resto impressionato da uno con uno dai tanti capelli rossi, un diavolo fra i paletti. Che è quel ragazzino? Chiedo. Un certo Jannik Sinner, altoatesino. Fatemelo conoscere, mi sembra molto dotato. Da allora sono diventati amici. Sinner ha scelto il tennis, ma la passione per gli sci gli è rimasta enzo

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enzolab (Guest) 27-07-2026 15:39

Mi è piaciuta molto un battuta di Vagnozzi che condivido in pieno. “Ci puó essere un giocatore forte e stupido, ma mai un campione stupido”. enzo

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+1: Pippolivetennis
Fabrizio82 (Guest) 27-07-2026 15:18

Grande Vagno, persona dalla grande intelligenza, solo complimenti a Jannik per la scelta fatta.

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+1: Sonj, antoniov
giallu 27-07-2026 15:14

CHE UOMO Vagno!
Meravigliosa la storia di Birmingham 🙂

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+1: Sonj, Pippolivetennis
PensiamociBene 27-07-2026 15:01

E’ deludente vedere che ancora la gente non ha proprio capito chi è Sinner. Eppure lo ha detto lo ribadito per l’ennesima volta lo stesso Vagnozzi in questa stessa intervista.
Sinner ha una risolutezza, una maturità, una determinazione che sta ben al di là di una persona comune.

Da cosa si intuisce che questo aspetto di Sinner non è compreso? Lo si capisce da molti tipi di commenti, in questo caso dai commenti che attribuiscono a Cahil e Vagnozzi l’attuale forza di Sinner.
Sinner sarebbe diventato fortissimo anche senza Cahil e anche senza Vagnozzi proprio per la mentalità che possiede, che lo porta a non lasciare nulla al caso, a mai risparmiarsi.

Quello che sto dicendo può sembrare un’ipotesi astratta, ma non lo è minimamente. E’ difficile da spiegare, se non si ha chiaro di cosa sto parlando. Posso dire che un tipo di mente come quella di Sinner fa una grandissima differenza. Ovvio:se questo tipo di mente non avesse abitato in un corpo con quelle caratteristiche, Sinner non sarebbe diventato numero 1 a tennis, ma avrebbe fatto comunque grandi cose in altri campi. La grandezza che c’è in Sinner sta al di la dei gesti che gli vediamo fare in campo, sta al di là di chi lo ha allenato.

Piatti disse che ha capito che Sinner sarebbe diventato un grande campione quando ha capito che tipo di testa avesse. Forse le seguenti parole di Piatti vi faranno capire meglio chi è veramente Sinner:

“La prima estate con lui, quando aveva 13 anni, lo portai al mio consueto stage all’Elba. Una mattina, va a tuffarsi dagli scogli assieme ad altri ragazzi. Lui, bambino di montagna, che nuotava a malapena, al primo tentativo fece subito un salto mortale. Quando riemerse, tutti gli chiesero come ci era riuscito. Rispose che quando era in aria aveva pensato di fare due capriole consecutive, così una almeno l’avrebbe fatta per forza”.

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+1: Pippolivetennis, Dubbio serio, Sonj, Peter Parker, antoniov
soldato semplice (Guest) 27-07-2026 14:43

@ Di Passaggio (#4659418)

Mah, perfetto e diabolico sembra un ossimoro…si sa che il diavolo fa le pentole senza coperchi, invece il suo papà che è cuoco ci ha saputo fare di più col suo piccolo!

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Inox 27-07-2026 14:13

@ Giampi (#4659404)

Non è così scontato, vedi la miriade di futuri N1 estinti..

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walden 27-07-2026 14:12

Scritto da Silvy__89
Che bellissima intervista!
Jannik, con Simone e Darren ha trovato davvero l’incastro perfetto

Questi due grandi coach hanno saputo ricavare da un pezzo di carbonio un diamante, il ruolo del coach, in Italia, è stato a lungo sottovalutato, in favore del “talento naturale”, con le conseguenze che conosciamo. Purtroppo ancor oggi molti ottimi tennisti italiani sono restii ad affidarsi ad un professionista che non li abbia svezzati…ed anche in questo caso se ne vedono le conseguenze…

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+1: Sonj, Pippolivetennis, Inox, Silvy__89, antoniov
Di Passaggio 27-07-2026 14:11

La ricetta del successo di Jannik Sinner è un mix diabolicamente perfetto di componenti, tutte importanti. Vagnozzi è una di queste. Poi c’è Cahill, la sua Famiglia, la sua Formazione a Bordighera da Piatti, la Squadra dei preparatori, il suo Talento, la sua Voglia, Vittur. Componenti elencate in ordine alfabetico.

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+1: Inox, Silvy__89, Giampi, Sonj, Pippolivetennis, Peter Parker, antoniov
Pippolivetennis 27-07-2026 13:58

Vagno è uno dei pochi esempi dell’eccellenza italiana, silenziosa, umile, competente , che produce senza la necessità di apparire e ostentare.
Quanti insulti ingiusti si è preso preventivamente, senza che avesse ancora avuto il tempo di dimostrare il suo valore.
Non so se legge Livetennis o lo leggerà mai, ma mi piacerebbe stringergli la mano e complimentarmi con lui per la persona che è, prima ancora che come allenatore. Uno degli allenatori più forti al mondo.
Complimenti Vagnozzi, per tutto.

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+1: Inox, Silvy__89, Sonj, Dubbio serio, Tennisforever, zedarioz, Dr Ivo, Peter Parker, antoniov
Giampi 27-07-2026 13:16

Scritto da RED FURY
Che persona intelligente e competente è Simone Vagnozzi, mai un’intervista banale e soprattutto si avverte che sia una persona sincera, cosa ritenuta fondamentale da Jannik stesso.
Non voglio togliere meriti a Piatti sulla formazione del giovane Sinner ma il lavoro fatto da Simone insieme a Darren negli ultimi 5 anni è qualcosa davvero strabiliante.
Hanno trovato un’alchimia perfetta , Jannik poteva restare un giocatore un po’ piatto da top 10 fissa ma senza grandissimi acuti , invece si è trasformato nel tennista più forte del mondo e sembra avere ancora margini di miglioramento, sembra una favola ma è tutto vero

A volte certi incastri sono perfetti ma la voglia di primeggiare di Sinner lo avrebbe comunque portato ai massimi livelli..

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RED FURY (Guest) 27-07-2026 13:00

Che persona intelligente e competente è Simone Vagnozzi, mai un’intervista banale e soprattutto si avverte che sia una persona sincera, cosa ritenuta fondamentale da Jannik stesso.
Non voglio togliere meriti a Piatti sulla formazione del giovane Sinner ma il lavoro fatto da Simone insieme a Darren negli ultimi 5 anni è qualcosa davvero strabiliante.
Hanno trovato un’alchimia perfetta , Jannik poteva restare un giocatore un po’ piatto da top 10 fissa ma senza grandissimi acuti , invece si è trasformato nel tennista più forte del mondo e sembra avere ancora margini di miglioramento, sembra una favola ma è tutto vero

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+1: Sonj, Pippolivetennis
Mat (Guest) 27-07-2026 12:49

@ Grande Slam (#4659362)

Mah , diciamo che quando si è il nr 1 è più facile essere generosi

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Fogazzaroj 27-07-2026 12:33

Probabilmente per capire il livello mentale di Vagnozzi il passaggio fondamentale nell’intervista è quello della decisione di allenare comprende di che gli sarebbe riuscito meglio… In una persona giovane direi che dimostra maturità e spessore fuori dal comune…

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+1: Sonj
ospite1 (Guest) 27-07-2026 11:47

Bellissima intervista , i coach come Simone sono rarissimi. La maggior parte sono improvvisati.

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+1: Sonj, giallu
Nike (Guest) 27-07-2026 11:45

Scritto da Inox
La presunzione è esclusiva dei detrattori di Jannik

Poco ma sicuro ,stracondivido ,e aggiungo anche dei suoi colleghi di racchetta

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+1: Peter Parker, Inox, Navaioh69, Sonj
Nike (Guest) 27-07-2026 11:43

Lunga,lunghissima Vita a Jannik,perché non c’è nessuno come lui sia a livello sportivo che a livello di Persona.

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+1: Peter Parker, Inox, Navaioh69, Sonj, antoniov
Dubbio serio 27-07-2026 11:42

Complimenti davvero ad uno che del tennis comprende sia l’aspetto tecnico che umano. Per valorizzare un cavallo di razza ci vuole un allenatore di razza!

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+1: Peter Parker, Sonj, Gilgamesh
Aquila. (Guest) 27-07-2026 11:29

Se guardiamo l’intervista non c’è quasi niente di nuovo che noi non sappiamo di Sinner, dico quasi perchè Vagnozzi vi fa notare la differenza tra Sinner e molti altri giocatori. Vagnozzi dice rivolgendosi a Sinner: LA SUA PIU’GRANDE QUALITA’ E’ VOLERE PERSONE CHE GLI DICANO QUELLO CHE LUI NON VUOLE SENTIRE….Mi rivolgo a Musetti hai capito adesso perchè sei un grandissimo talento sprecato.

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Silvy__89 27-07-2026 11:12

Che bellissima intervista!
Jannik, con Simone e Darren ha trovato davvero l’incastro perfetto

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+1: Sonj, giallu, Pippolivetennis, Dr Ivo, Gilgamesh
Grande Slam (Guest) 27-07-2026 11:09

@ Inox (#4659346)

Fa riflettere un aspetto che passa spesso inosservato: Jannik Sinner non perde occasione per elogiare i suoi colleghi italiani, valorizzandone risultati e qualità con grande naturalezza. Al contrario, senza voler fare di tutta l’erba un fascio, si nota come alcuni tennisti ancora in attività e alcuni ex professionisti raramente gli riservino lo stesso riconoscimento pubblico. Il rispetto e gli apprezzamenti dovrebbero essere reciproci, soprattutto quando un atleta porta il tennis italiano ai massimi livelli mondiali. Riconoscere i meriti di un connazionale non toglie nulla a nessuno, ma dice molto di chi lo fa

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+1: Silvy__89, Inox, Peter Parker, Navaioh69, walden, filouche8, Sonj, Dr Ivo, Massi, Gilgamesh, omerjno, antoniov
Grande Slam (Guest) 27-07-2026 11:03

Jannik Sinner e anche Carlos Alcaraz non stanno solo riscrivendo la storia del tennis con record e successi straordinari: stanno dimostrando che il talento raggiunge il suo massimo valore quando è accompagnato da correttezza, rispetto e sportività. Non è un caso che abbiano sempre riconosciuto in Roger Federer e Rafael Nadal i loro modelli di riferimento. Seguendone l’esempio, sono diventati non solo campioni amatissimi dal pubblico, ma anche un punto di riferimento per le nuove generazioni di tennisti dentro e fuori dal campo

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+1: Inox, walden
-1: andrewthefirst
Alex77 (Guest) 27-07-2026 10:56

Sulla non presunzione di Jannik sono d’accordo, lo sono molto di più connazionali e altri colleghi che hanno vinto un decimo dei suoi trofei e anche meno

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+1: Inox, Silvy__89, Peter Parker, Navaioh69, walden, filouche8, Sonj, Pippolivetennis, Gilgamesh, antoniov
Giuras 27-07-2026 10:35

Bellissima l’intervista di Vagnozzi.
Ma d’altronde considerando la carriera che ha fatto come allenatore è chiaro che il marchigiano ha una testa notevole.
Quando si incontrano dei numeri uno, il successo è assicurato.
Il problema è quando un numero uno deve stare a contatto con delle ciofeche.

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+1: Dubbio serio, Peter Parker, Sonj, Pippolivetennis, Gilgamesh
Inox 27-07-2026 10:29

La presunzione è esclusiva dei detrattori di Jannik

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+1: Silvy__89, Pippolivetennis, walden, Sonj, giallu, Dr Ivo, Massi, il capitano, Gilgamesh, antoniov