Il canadese non ha ancora vinto un Masters 1000 in carriera ATP, Copertina

Auger-Aliassime, un uomo “in missione” al Masters 1000 canadese

26/07/2026 11:55 6 commenti
Felix Auger-Aliassime nella foto - Foto Getty Images
Felix Auger-Aliassime nella foto - Foto Getty Images

“Nemo profeta in patria”. Un vecchio adagio che ben si adatta a molti tennisti, in difficoltà nel realizzare i migliori risultati negli eventi di casa. Tra questi rientra a pieno Felix Auger-Aliassime, attuale n.4 del mondo e mai davvero performante nel Masters 1000 canadese, al via il prossimo 2 agosto a Montreal. Felix è nato nella bella cittadina del Quebec, e quest’anno festeggerà anche il compleanno nel corso del torneo (8 agosto, stessa data di King Roger…), ma il suo obiettivo non sarà affatto spegnere 26 candeline attorniato dall’affetto del suo pubblico, ma provare a vincere il primo Masters 1000 in carriera. L’occasione è a dir poco ghiotta: nel primo mille estivo in Nord America mancheranno Alcaraz (lungo degente), Sinner e Djokovic, tanto che Felix avrà l’onore di essere seconda testa di serie dietro solo all’ottimo Zverev dell’ultimo periodo. Il tedesco sarà il vero favorito del torneo, ma Auger-Aliassime deve puntare forte, fare una sorta di “All In” e cercare di andare oltre all’ostacolo e superare quegli scogli che ancora gli hanno impedito di spiccare il volo nei massimi appuntamenti. Verrebbe quasi da dire: o ora, o mai più…

È al best ranking in carriera Auger-Aliassime, forte degli ultimi 12 mesi ricchi di ottimi risultati (semifinale a US Open 2025, quarti a Wimbledon e Roland Garros 2026, oltre alla vittoria a Montpellier 2026, seguita dalla finale a Rotterdam e la finale a Parigi Indoor persa da Sinner lo scorso autunno, solo citarne alcune) ma… la parola soddisfazione è lontana dal suo cuore in questo momento della sua carriera. Dopo la sconfitta tiratissima sofferta nei quarti a Wimbledon contro Djokovic – partita splendida e decisa al tiebreak del quinto set dopo oltre 5 ore di battaglia – Auger-Aliassime è stato franco nel dopo partita: “Nella mia carriera ho già avuto altre occasioni in cui partite così equilibrate non sono finite dalla mia parte. Dovrò capire cosa posso fare affinché la prossima volta vadano a mio favore”. Parole che esprimono grinta, voglia di farcela ma anche delusione perché, come da lui sottolineato, la sensazione che contro i più forti quasi sempre manchi qualcosa c’è. E i risultati parlano chiaro: tanti ottimi piazzamenti, ma nessuna vittoria a livello 1000 e solo due semifinali a US Open (2021, 2025). Lontano dall’ambizione di Felix. Per questo ha deciso a sorpresa di separarsi dal suo coach di sempre Fontang. Una scelta che in Canada è stata accolta con grande sorpresa, non c’era alcun sentore di problemi tra i due. Tutto lascia pensare che Felix dopo la sconfitta di Wimbledon, e magari anche quella vs. Cobolli a Roland Garros, abbia riflettuto a lungo sul proprio status quo e abbia sentito l’urgenza di voltare pagina, di provare stimoli differenti.

Auger-Aliassime, classe 2000, ha battuto un miriade di record di precocità, poi si è assestato su di un livello medio alto, a tratti altissimo, ma lontano dall’eccellenza assoluta. È un grandissimo atleta, ma il suo tennis è forse fin troppo ordinato. Prevedibile. Bel servizio, grande spinta col diritto e gioco verticale cercando di prendere campo. Risponde bene, ma non in modo straordinario. Fa tutto “bene”, niente in modo superlativo. E, soprattutto, quando il punto scotta, stenta a prendere l’iniziativa per primo, un rischio o scelta che vada oltre al suo standard di eccellenza ma non sufficiente a staccare i Djokovic, i Sinner e via dicendo. Cobolli per es. a Parigi ha rischiato di più con il suo feroce agonismo, e ce l’ha fatta. In passaggi importanti della loro partita, è stato l’azzurro a prendersi la scena, e la vittoria. È un film visto e rivisto dal canadese, e questo probabilmente non lo tollera più. Serve provare un sprint diverso, un cambio di marcia mentale oltre che tecnico.

Cosa potrebbe aggiungere Felix al suo tennis? Tecnicamente non troppo, è piuttosto completo e sul lato del rovescio, pur sentendo di meno la palla, non è scarso. È un discorso di attitudine e capacità di trovare la giocata quando il punto scotta. Forse è un’affermazione un po’ drastica visto che si parla del n.4 del mondo, ma servire il 70% di prime palle non serve a molto se non riesci a staccare l’avversario con la risposta e, in un game decisivo, metti poche prime venendo aggredito… Probabilmente la sua autostima deve crescere e questo percorso potrebbe essere rafforzato dal tentativo di dare una dimensione più offensiva ai suoi schemi. Vista la sua fisicità prorompente dovrebbe cercare più spesso la via della rete, come utilizzare in certi punti traiettorie meno “pulite” per stanare l’avversario e non proporre una palla relativamente comoda su cui l’altro possa entrare. È quello che ha fatto Djokovic, da Maestro del gioco: nel tiebreak decisivo nel quinto set a Wimbledon, oltre ad aver servito benissimo, ha rischiato in risposta ed è entrato forte in lungo linea col rovescio e col diritto alla palla potente ma fin troppo pulita di Felix. Contro avversari di questo livello e in fasi così delicate delle grandi partite, non puoi offrire all’avversario l’assist per mandarti sotto. È questo il vero cambio di passo che il canadese necessita. Non è detto che ci riesca, ma visto lo status raggiunto, per ambire a vincerlo uno Slam, o almeno un 1000, è il passo da fare.

A Montreal avrà una chance eccezionale, visto che i tre tenori attuali del grande tennis non ci saranno. Non sarà un torneo facile, perché molti altri punteranno alla vittoria (lo scorso anno ci riuscì Shelton, per esempio, e i tre big non c’erano). Finora Felix in carriera ha disputato solo due finali 1000: nel 2024 a Madrid e lo scorso anno a Parigi indoor, sconfitto rispettivamente da Rublev e Sinner. La finale in Spagna fu dura, e anche quella si decise nel rush finale con il russo più coraggioso.

Vedremo se Felix si presenterà a Montreal con un nuovo coach, e come affronterà il torneo, con il solito tennis di ritmo e pressione, o provando qualcosa di nuovo. Ha voglia di vincere, di fare un passo ulteriore e sentirsi a pieno titolo uno capace di poter vincere questo tipo di eventi. In carriera nel mille del suo paese ha raccolto parecchi bocconi amari: in sette partecipazioni solo cinque partite vinte, con i quarti del 2022 come miglior risultato (battuto seccamente da Ruud). Negli ultimi tre anni ha perso sempre all’esordio in Canada, senza vincere nemmeno un set. Avrà pressione, ovviamente, ma anche una chance davvero importante. Se vuoi ambire ad alzare questi trofei, la pressione devi cavalcarla. Devi considerarla “un privilegio”, per dirla alla Sinner… ma ne sarà capace?

Marco Mazzoni 


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6 commenti

TOSCANO (Guest) 26-07-2026 14:44

@ Ozzastru (#4658942)
MaH! io non capisco:
Gioca Sinner….. vince sicuramente Sinner
Giocano Alcaraz e Sinner…… se la giocano loro due
Zverev testa di serie n.1 …… Vince sicuramente lui

Che cosa giocano a fare gli altri!! Diano la coppa direttamente a chi e’ piu’ avanti nel Ranking ed e’ inutile giocare ( e anche vedere) tornei!!
Se il tennis fosse cosi’ semplice …. non ci sarebbero le partite e non ci sarebbe il tennis.
Che cosa vi dà la sicurezza che finisca sempre così.
Poi se avviene la sorpresa e il campione di turno non rispetta il vostro pronostico diventa un bidone.
Ripeto: Mah!!

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PeteBondurant 26-07-2026 13:58

Arriva sicuro in finale.

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Ozzastru (Guest) 26-07-2026 13:29

Mancando i tre vincerà Zverev, come da pronostico…

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ASHTONEATON 26-07-2026 12:57

Tifo gli Italiani ma se dovesse vincere lui sarei felice…il ragazzo se lo merita!
Probabilmente il più forte giocatore in attività a nn aver vinto un ATP 1000!!!

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Gianni (Guest) 26-07-2026 12:12

Non vincerà

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Dubbio serio (Guest) 26-07-2026 12:10

L’assenza dei due MISTER 1000 è una ghiotta occasione…

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