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Djokovic su Sinner e Alcaraz: “È come affrontare me stesso di 10 o 15 anni fa”

22/07/2026 17:21 9 commenti
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images
Novak Djokovic classe 1987 - Foto Getty Images

Novak Djokovic continua a sfidare il tempo e una nuova generazione guidata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Il serbo non ha abbandonato il sogno di conquistare il 25° titolo del Grande Slam, ma riconosce quanto sia diventato difficile contrastare i due principali dominatori del circuito.

Dopo aver superato nel corso della carriera la concorrenza di Roger Federer e Rafael Nadal, Djokovic si trova ora di fronte a una situazione differente. Sinner e Alcaraz possiedono la freschezza atletica, la continuità e l’intensità che avevano caratterizzato proprio il campione serbo nel periodo migliore della sua carriera.

“Mi ricordano molto me stesso”

Intervistato da TNT Sports, Djokovic ha individuato numerose somiglianze tra il proprio percorso e quello dei due giovani rivali: “Anch’io sono arrivato in modo diverso. Eravamo in tre ed eravamo tutti differenti. Adesso Alcaraz e Sinner rappresentano la forza dominante del tennis e mi ricordano molto me stesso”.

Il serbo ha poi raccontato le sensazioni provate quando li affronta: “Mi dico che sto giocando contro una versione di me stesso di 10 o 15 anni fa e sentirlo in campo mi fa male. So come decifrare il codice, ma la domanda è: riuscirò a farlo?”.

Una frase che sintetizza il principale ostacolo incontrato dal 24 volte campione Slam. Djokovic conosce perfettamente le soluzioni tattiche necessarie per mettere in difficoltà Sinner e Alcaraz, ma deve fare i conti con una differenza anagrafica e fisica sempre più evidente.

Le rivalità come fonte di motivazione

La recente sconfitta contro Sinner nella semifinale di Wimbledon ha confermato quanto il numero uno del mondo sia diventato un avversario difficile da affrontare per Djokovic. Il serbo, però, continua a considerare queste sfide uno stimolo per prolungare la propria carriera.

“Bisogna trovare sempre nuovi modi per motivarsi e migliorare. Le rivalità sono positive e importanti. Occorre individuare qualcuno, tra il pubblico o dall’altra parte della rete, capace di spingerti a superare i tuoi limiti”, ha spiegato.

I prossimi obiettivi saranno il Masters 1000 di Cincinnati e soprattutto lo US Open, dove Djokovic proverà nuovamente ad avvicinarsi al tanto desiderato 25° Slam. Sul cemento statunitense potrebbe ritrovare proprio Sinner e Alcaraz, i due avversari nei quali rivede la versione più giovane e dominante di sé stesso.



Francesco Paolo Villarico


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9 commenti. Lasciane uno!

Giampi 22-07-2026 19:45

Scritto da Pippolivetennis
“È come affrontare me stesso di 10 o 15 anni fa”
Penso che sia una risposta abbastanza esplicita per chi faceva un confronto fra Sinner e il Djokovic di 10 anni fa.

È la risposta di un narcisista che si attribuisce una sorta di paternità tennistica non richiesta..ma è una abitudine, lo ha detto di tutti Rune, Fonseca e qualcuno che sicuramente dimentico. Il suo mondo è pieno di figli illegittimi che gli assomigliano quasi che nel suo tempo giocasse da solo e gli altri fossero dei parvenue, mica Federer, Nadal, Murray e via dicendo..che poi passi per Sinner ma Alcaraz in che modo è un Diokovic di 10 anni fa’?

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+1: il capitano
Pippolivetennis 22-07-2026 19:15

“È come affrontare me stesso di 10 o 15 anni fa”

Penso che sia una risposta abbastanza esplicita per chi faceva un confronto fra Sinner e il Djokovic di 10 anni fa.

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+1: il capitano
piper 22-07-2026 19:05

Agli USO potrebbe trovarne anche solo 1 e batterlo se…

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Una (Guest) 22-07-2026 19:02

Dovrebbe già sentirsi fortunato che quei due siano arrivati quando aveva 36/37 anni e non 30. Se no col cavolo vinceva 12 Slam da over 30, un merito che è suo ma anche del fatto che Federer aveva 36 anni, Nadal iniziava a rompersi e non è emerso nessun altro fenomeno in quelli anni.

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+1: il capitano
Lola (Guest) 22-07-2026 19:00

Sì, Nole, il tempo passa per tutti, anche per te. “Sentire” di avere ancora 26 anni non cambia la realtà.

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40 gradi all’ ombra (Guest) 22-07-2026 18:35

Un autentico campione non ha bisogno di costruirsi alibi quando non è più all’altezza dei massimi livelli. Chi ha fatto della competitività il proprio marchio dovrebbe accettare che, prima o poi, ci sia qualcuno più forte. Cercare giustificazioni rischia solo di offuscare l’immagine costruita con anni di successi. Se esistono attenuanti, saranno gli analisti e i tifosi a evidenziarle. Un vero campione non le invoca: continua a competere, accetta il verdetto del campo e lascia che siano gli altri a spiegare le sue sconfitte, non lui. Sinner e Alcaraz giocano entrambi a tennis meglio di Djokovic che essendo stato un grande tennista dovrebbe essere il primo a saperlo. L’ aver battuto ripetutamente in passato tennisti superiori a lui ma in condizioni fisiche precarie lo ha portato a pensare che potrebbe vincere anche contro Jannik e Carlos se lui fosse più giovane ma in realtà gli servirebbe più che altro che loro fossero più vecchi o infortunati, perché al massimo della forma sarebbero sempre e comunque più forti

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+1: Taxi Driver, il capitano
pablito 22-07-2026 18:24

Articolo che… “scorre via”
come acqua fresca. 😉

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+1: Rovescio al tramonto
Ace di seconda (Guest) 22-07-2026 18:05

Se avesse 10/15 di meno e incontrasse un Sinner o un Alcaraz al top della condizione perderebbe l’80% delle volte, su tutte le superfici. Anche con Federer e Nadal ha dovuto aspettare la loro flessione per poterli impensierire e se Del Potro non si fosse infortunato avrebbe vinto 7/8 Slam di meno. Al di là di questo, certe dichiarazioni “gridano” al mondo perché non sarà mai all’ altezza di Roger e Rafa e con buona probabilità neppure di Alcaraz e Sinner. La classe non è acqua

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+1: Taxi Driver, il capitano, Squalo_Bianco97
Taxi Driver 22-07-2026 17:30

Dovrebbe ammattere che Alvaraz e Simner hanno una velocità di palla maggiore rispetto a quella che aveva lui 15 anni fa…

Cosa che accadde pure per Sampras quando si passò a Federer….

Evolve lo sport:
I 9.82 di Carl Lewis non sono paragonabili al 9.58 di Bolt….

Evoluzione della specie

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