Zverev colpevole o innocente? La verità nascosta dietro i 200mila euro pagati dal tennista
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La vittoria di Alexander Zverev a Roland Garros ha avuto un immediato strascico polemico per alcune “zone d’ombra” che gravano sul campione tedesco, relative a vicende personali per rapporti complicati con alcune ex compagne mai del tutto chiarite. Non è un caso che L’Equipe, il quotidiano sportivo di Parigi – e uno dei più autorevoli al mondo – ha “relegato” il suo trionfo al Bois de Boulogne in un piccolo spazio della prima pagina di lunedì scorso, quando la tradizione impone che il nuovo campione dello Slam su terra battuta si prenda tutto lo spazio. Per questo è interessante il contributo di Fabrizio Brascugli, che ripercorre con un puntuale fact-checking le vicende giudiziarie del tedesco.
Nel dibattito pubblico che ha accompagnato le vicende giudiziarie del tennista Alexander Zverev, la disinformazione ha spesso preso il sopravvento sui fatti. Titoli polarizzanti come “Zverev condannato” o, al contrario, “Zverev scagionato dalle accuse” hanno popolato i media per mesi. La realtà giuridica, tuttavia, si colloca in un’area grigia tipica del sistema penale tedesco, regolata da precisi istituti di legge che non prevedono un verdetto di colpevolezza o di innocenza. Per capire l’esito del processo di Berlino, nato dalle accuse della ex compagna Brenda Patea, è necessario abbandonare le categorie della cronaca e analizzare i tecnicismi del diritto teutonico.
L’equivoco iniziale: cos’è lo Strafbefehl (Decreto Penale)
La confusione mediatica è iniziata nell’ottobre del 2023, quando il Tribunale distrettuale di Berlino-Tiergarten ha emesso un decreto penale d’accusa (Strafbefehl) da 450.000 euro contro Zverev per presunte lesioni personali.
In Italia e in molti altri paesi, la notizia è stata rimbalzata come una “condanna”. In Germania, invece, lo Strafbefehl è uno strumento di efficienza processuale utilizzato dalla Procura per reati considerati minori o lineari: se il pubblico ministero ritiene che le prove siano sufficienti, propone una sanzione monetaria direttamente all’imputato per iscritto, evitando di celebrare un processo pubblico.
L’imputato ha il pieno diritto di opporsi. Facendo opposizione – come ha fatto Zverev – il decreto penale decade automaticamente e viene fissato un normale processo dibattimentale. Fino a quel momento, la presunzione di innocenza rimane totalmente intatta.
L’accordo e l’archiviazione: il ruolo del Paragrafo 153a StPO
Il processo pubblico è iniziato a Berlino a fine maggio 2024, ma si è interrotto bruscamente dopo poche udienze a causa di un accordo extragiudiziale tra le parti, ratificato dal tribunale ai sensi del paragrafo 153a dello StPO (il codice di procedura penale tedesco).
Questo meccanismo consente l’interruzione e l’archiviazione definitiva del procedimento penale a fronte del rispetto di determinati oneri (in questo caso, un pagamento in denaro), a patto che vi sia il consenso di:
1. Il giudice;
2. La Procura della Repubblica;
3. L’imputato;
4. La persona offesa costituita.
Zverev ha accettato di pagare una somma totale di 200.000 euro (150.000 euro versati alla tesoreria dello Stato e 50.000 euro a enti benefici). In cambio, il tribunale ha chiuso il fascicolo per sempre.
La verità legale: né colpevole, né assolto
Il punto centrale, che costituisce il cuore della disinformazione sul caso, risiede negli effetti giuridici di questa archiviazione. Come spiegato formalmente dai portavoce del tribunale di Berlino e dai legali del giocatore:
L’archiviazione tramite il paragrafo 153a StPO non è una sentenza. Non implica un accertamento della verità e non stabilisce né la colpevolezza né l’innocenza dell’imputato.
Per la legge tedesca, Alexander Zverev conserva la fedina penale completamente pulita e continua a beneficiare della presunzione di innocenza. Dal punto di vista del merito dei fatti (cioè se l’aggressione sia avvenuta o meno), il tribunale ha decretato che la verità “rimane non chiarita”.
La giudice Barbara Lüders ha spiegato che la decisione di accettare l’accordo è stata guidata dalla volontà di entrambe le parti di porre fine a una faida pubblica distruttiva, soprattutto nell’interesse della gestione congiunta della figlia nata dalla relazione. Zverev ha accettato il pagamento per abbreviare i tempi processuali; l’accusa ha accettato ritenendo che l’interesse pubblico fosse comunque soddisfatto.
Pertanto la decisione di non andare avanti nell’accertamento della verità è stato fatto anche a tutela della minore e tutte le parti coinvolte si sono trovate d’accordo. Il fine era evitare che la figlia di Zverev e Patea risentisse di un processo mediatico lungo ed emotivamente pesante tra i genitori. Tale interesse è stato ritenuto superiore all’interesse sociale e individuale delle parti
Il precedente: il caso Sharypova e l’indagine privata dell’ATP
L’accordo di Berlino è arrivato a chiudere l’unico vero fronte penale aperto contro il tennista, ma non era la prima volta che Zverev finiva al centro di gravi accuse. Già nel 2020, un’altra sua ex fidanzata, Olga Sharypova, lo aveva accusato pubblicamente di abusi fisici e psicologici che sarebbero avvenuti durante diverse tappe del circuito professionistico, in particolare al Masters 1000 di Shanghai nel 2019.
A differenza del caso Patea, Sharypova ha scelto di non sporgere mai denuncia formale davanti alle autorità giudiziarie di alcun Paese, motivo per cui non è mai stato istituito un processo penale. La vicenda è stata invece affrontata sul piano puramente sportivo e disciplinare dall’ATP, che nell’ottobre 2021 ha commissionato un’indagine interna e privata affidandola all’agenzia investigativa The Lake Forest Group.
L’indagine, durata 15 mesi e basata sull’analisi del materiale elettronico del tennista e sulle testimonianze di decine di persone (inclusi i due diretti interessati), si è conclusa nel gennaio 2023. L’ATP ha archiviato il caso stabilendo che non vi erano elementi e prove sufficienti per dimostrare una violazione delle regole del circuito o per procedere con sanzioni o sospensioni. Anche in quella circostanza si è assistito a un cortocircuito informativo: l’archiviazione per “insufficienza di prove” dell’ATP (un ente privato) è stata spesso confusa dall’opinione pubblica con una sentenza assolutoria di un vero tribunale, che in realtà non è mai esistita.
Un capitolo chiuso senza vincitori
Raccontare questa complessa trama parlando di “assoluzione piena” o di “colpevolezza monetizzata” significa forzare un sistema giuridico, quello tedesco, e un sistema di giustizia sportiva, quello dell’ATP, che si muovono su binari diversi da quelli del tifo mediatico. La giustizia tedesca ha preferito la via pragmatica della pace sociale e familiare all’accertamento processuale del fatto, mentre l’ATP si è fermata davanti alla mancanza di prove materiali e riscontri terzi. Con l’esito di Berlino, le vicende extra campo del tennista tedesco si sono legalmente concluse. Non c’è stato un verdetto giudiziario, ma un sigillo burocratico e tecnico, una sorta di compromesso con il quale la verità pubblica non viene accerta per volere concorde delle parti in causa.
Fabrizio Brascugli
TAG: Alexander Zverev, Brenda Patea, fact-checking, Olga Sharypova

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@ Ehol (#4636963)
Che però è una citazione di de Gregori da il bandito e il campione
Ti diranno quasi tutti no, ovviamente.
Ma la verità biologica la conosciamo tutti, per chi non lo sapesse: siamo primati, siamo aggressivi.
Le leggi e le convenzioni sociali giustissimamente smorzano la nostra intrinseca aggressività e ci permettono di vivere in armonia.
Se qualcuno la letto la serie di romanzi “The Expanse”, ad un certo punto definisce la specie umana “miliardi di primati assassini”, per fare da contraltare ad un’altra specie aliena, per me non ci va tantissimo lontano.
Fortunatamente, la quasi totalità di noi segue la legge e le convenzioni che ci sono state inculcate sin dalla più tenera età, almeno in pubblico.
Donna, uomo o animale, ti sei mai trovato in una situazione in cui le tue emozioni hanno avuto il sopravvento e non sei riuscito o non hai voluto discernere con calma?
Sono di meno, ci ha “guadagnato” 250k euro, posto che gli avvocati già doveva pagarli.
250k euro per chiudere la faccenda?
Firmo subito, quando si finisce in tribunale ( innocenti o colpevoli) non si è mai certi dell’esito, mai.
Chiunque ha avuto a che fare con i tribunali ne è consapevole, c’è sempre un sia pur minimo rischio.
Se te lo puoi permettere, paga e chiudi, può anche succedere che non paghi e piangi.
Io nei tribunali ci vado molto molto spesso.
@ Fedoro (#4637021)
Guarda che stai continuando a sbagliare qua non si parla di gesto incompiuto cioè accenno o intenzione di colpire. A me ad esempio non è mai accaduto nemmeno intenzione, almeno mai verso una donna.
Ho scritto “gesto” violento, non credo che tu ne sia esente. Comunque Milarepa, prima di diventare il grandissimo santo/saggio che è diventato, aveva fatto fuori 30 dei suoi parenti!
A me Zverev non dispiace, mi è quasi simpatico però c’è questa ombra su di lui. Si parla di 2 donne, non di una sola, quindi ci sarà un fondo di verità sulle accuse. E poi se si fosse sentito completamente innocente non avrebbe accettato di dare quel risarcimento secondo me. Faccenda spiacevole purtroppo.
@ sander (#4637001)
Stavolta assolutamente d’accordo
Parla per te. Fare di tutta un’erba un fascio sul fatto che tutti fanno un’azione violente nella vita direi anche no. Quello che non mi piace è che se non avesse vinto il Roland Garros questa minestra riscaldata non sarebbe rinvenuta fuori.
Quando sei al centro dell’attenzione mediatica tutto è ingigantito. Tutti abbiamo fatto qualcosa di stupido nella vita, qualche gesto violento. Ovviamente non parlo di atti di violenza vera a propria. In ogni caso non sò niente riguardo al caso in questione.
@ cataflic (#4636956)
La vicenda è ambigua perché rifiuta di pagare 450mila ma poi si accorda per 200mila
Cosa siete diventati? Forum?
Come spiegato bene da Brascugli, il problema è se Zverev ha o non ha carichi pendenti con la giustizia. Risposta: non ne ha più. Se la cosa è stata risolta in via extra-giudiziale o tramite sentenza non ha importanza per la legge. Come dice anche il personaggio Ligas nella serie omonima: “Pensavi di trovare la giustizia e invece hai trovato la legge, sono due cose diverse”
Se non hanno trovato prove sufficienti a corroborare una accusa con conseguenze molto più costose in termini di libertà personale e denaro, ci sta che abbiano transato…può essere un “regalo” elargito per zittire delle calunniatrici, una cifra pattuita per un danno lieve e oggettivamente non facilmente valutabile, una ingiustizia di fronte a dei fatti ignobili ma non dimostrabili …sta di fatto che la cosa è chiusa, per la giustizia è pulito, che lo sia in assoluto non lo si saprà mai, così come se sia stato trascinato nel fango da delle arpie che si sono inventate tutto per notorietà e soldi.
La fedina sarà anche pulita bisogna vedere se lo è anche la coscienza, comunque non sapremo mai…
I 200 mila euro sono stati versati alla procura, non alla querelante? Cioè lei non prende niente? Non ho ben capito.
Certo é che se due donne ti denunciano per lo stesso reato o ipotesi di reato forse non sei così limpido, ma solo forse
Colpevole o innocente é una dicotomia. Non é colpevole, quindi é innocente. Non “assolto”, non “ha comprato l’innocenza” : ha la fedina pulita, punto.
a prescindere dal fatto se la conclusione del fatto sia guista o meno ,resta il fatto che una conclusione secondo la legge tedesca c’è stata….perche sti francesi (sempre rosiconi) la ritirano fuori ora?….perche sono rosiconi….
Finalmente un quadro piu’ chiaro su questa brutta storia, e’ nell’interesse della figlia che e’ stato scelto cosi’, anche se e’ una solutione che lascera’ sempre il dubbio.
Nella domanda, incorporato, il ritorno al Medioevo
Diciamo che non è una gran cosa essere accusato di violenza domestica (sul Web c’è pure chi lo chiama DVerev, “Domestic Violence”) e decidere di chiudere la pratica senza cercare l’assoluzione piena. Dal punto di vista legale è un discorso chiuso, morto e sepolto
Se 2 fanciulle in tempi diversi ti accusano delle stesse cose…. forse forse non sei propio una bella personcina
Ma a noi interessati al tennis cosa ci importa degli impicci personali dei giocatori?
Che palle ste storie,parliamo di tennis !
Queste vicende accadono quasi “puntualmente” agli sportivi più famosi…
…ad esempio pure al celebrato Ronaldo, citato in USA da una modella (o escort?) per violenza sessuale.
Sono situazioni che suonano “strane” perché questi sportivi hanno spesso centinaia (o migliaia, se non milioni per il portoghese) di ammiratrici pronte a concedersi volontariamente…
Può succedere anche al tennista NC o al calciatore di Serie D??
In molte istituzioni giuridiche (compreso quella italiana) si consente di estinguere un reato penale tramite il pagamento di una somma di denaro, ovvero la cosiddetta oblazione penale, ma questa misura si applica esclusivamente ai reati di minore gravità.
Certo che picchiare o violentare una donna non si può certo considerare un reato “lieve” ma credo che un magistrato utilizzi la sanzione pecuniaria quando ha certezza che il “fatto” non sia materialmente accaduto e ci sia stata (ad esempio) solo l’intenzione o la minaccia.
Naturalmente oggi ci sono i (social-)media pronti a spargere abbondante letame per fare crescere più velocemente la notizia, con le opportune distorsioni del caso.
questo procedimento tedesco non mi pare così peculiare, semmai assai simile al nostro decreto penale di condanna