Djokovic riparte da Basilea: “Posso ancora competere ai massimi livelli. Ora cerco equilibrio tra tennis e famiglia” (Video)
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Novak Djokovic torna a Basilea dopo quindici anni con le ATP Finals nel mirino. Il serbo, attualmente undicesimo nella Race verso Torino, debutterà mercoledì contro Ugo Humbert. Ma alla vigilia del torneo svizzero il suo primo pensiero riguarda le sensazioni fisiche ritrovate dopo una stagione complicata.
«Sinceramente, negli ultimi dodici mesi l’obiettivo principale è stato sentirmi meglio in campo, perché quest’anno ho avuto molte difficoltà da questo punto di vista. La situazione sta migliorando. Nel complesso mi sento molto meglio e, se mi sento meglio, so di giocare meglio. Ho dimostrato a me stesso e agli altri che posso ancora competere ai massimi livelli», ha spiegato Djokovic.
Nonostante i problemi, il 39enne ha raggiunto la finale agli Australian Open e la semifinale a Wimbledon, conquistando poi a Pechino il 102° titolo della carriera. Risultati che gli consentono di continuare a inseguire quella che sarebbe la diciannovesima qualificazione alle Finals.
“Voglio dedicare più tempo alla mia famiglia”
La gestione del calendario è diventata una parte fondamentale del suo percorso. Djokovic sceglie gli appuntamenti cercando di conciliare l’ambizione sportiva con il desiderio di essere maggiormente presente nella vita dei figli e della moglie.
«Ho modificato il mio calendario perché ho bisogno di trovare un equilibrio tra le diverse cose della mia vita: i miei figli, mia moglie e le altre attività di cui mi occupo. Voglio dedicarmi maggiormente alla famiglia, trascorrere più tempo con loro e non perdermi dei momenti, continuando però a soddisfare la mia passione per il tennis ai massimi livelli. È quello che sta succedendo adesso e sento di riuscire a gestirlo bene».
Perché l’indoor può aiutarlo
Basilea rappresenta anche un ritorno in condizioni particolarmente gradite al serbo, che sui campi al coperto vanta un bilancio di 202 vittorie e 50 sconfitte. In questa fase della carriera, l’assenza del caldo estremo può offrire un vantaggio nella gestione delle energie.
«Durante la mia carriera ho ottenuto parecchi successi indoor. Mi è sempre piaciuto giocare al coperto e penso che soprattutto adesso, a questo punto della mia carriera, con alcuni problemi fisici che ho avuto negli ultimi due anni, giocare con un caldo estremo non sia più la cosa che preferisco».
«Giocare indoor è quindi meglio per me, perché potrò avere più energie e mantenere sensazioni più costanti in campo. Spero che questo mi permetta di esprimermi bene».
Torino e un possibile aggancio a Federer
Il margine per conquistare un posto alle Finals resta aperto: Alex de Minaur, decimo nella Race, precede Djokovic di 90 punti, mentre Rafael Jódar, nono, ha già superato il primo turno a Basilea.
Il torneo svizzero offre inoltre al serbo un possibile traguardo storico. Vincendo il titolo raggiungerebbe Roger Federer a quota 103 trofei nel circuito maggiore, al secondo posto della classifica di tutti i tempi. Proprio a Basilea lo svizzero conquistò nel 2019 l’ultimo titolo della propria carriera.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Novak Djokovic

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