Khachanov chiude il 2026 provando come coach Andrey Chesnokov
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Dopo mesi di grigiore e un conseguente scivolone in classifica, Karen Khachanov si è rilanciato con una splendida corsa a US Open, stoppato in semifinale dal futuro campione Sascha Zverev. Potente, sempre combattivo ma non altrettanto flessibile e costante, il moscovita si presenta a Vienna con rinnovante ambizioni e un paio di novità: una racchetta differente e un nuovo coach nel suo box, l’ex gloria del tennis russo Andrey Chesnokov (ex n.9 del mondo e semifinalista a Roland Garros 1989).
Infatti dopo un decennio di collaborazione con il croato Vedran Martic, i due hanno deciso di separare le proprie strade di comune accordo a caccia di nuovi stimoli. Karen era arrivato a Spalato ragazzino e guidato dal croato si è tolto grandi soddisfazioni come l’ingresso nel club esclusivo dei top 10, un titolo Masters 1000 di Parigi nel 2018 (battendo Djokovic al coperto, impresa di cui pochissimi possono vantarsi) e tanti importanti piazzamenti. Superata la soglia dei 30 anni, Khachanov ha voglia di continuare il suo percorso provando qualche cosa di diverso e ne ha parlato brevemente al portale russo Championat da Vienna.
“Era necessario cambiare qualcosa, avevo bisogno di nuove motivazioni, di un’altra persona, di nuovi stimoli”, racconta Khachanov. È singolare che questa decisione, una vera svolta dopo tanti anni di collaborazione, sia arrivata all’indomani di un grandissimo risultato come la semifinale di uno Slam. Khachanov ha scelto di affidarsi all’esperienza del connazionale Chesnokov, ma per il momento si tratta soltanto di un periodo di prova, al termine del quale verrà valutata la possibilità di proseguire la collaborazione anche nel 2027 se scatterà la giusta chimica tra i due e ci sarà condivisione su obiettivi e metodi di lavoro.
L’altra novità è relativa al telaio: Karen si è detto non del tutto soddisfatto del nuovo prototipo fornito dalla sua storica casa produttrice, tanto da aver scelto di fare un passo indietro dopo oltre un anno di utilizzo per affidarsi di nuovo al modello che l’ha accompagnato per quasi dieci anni di carriera. “Quando senti di divertirti e di essere tornato a qualcosa che ti fa stare bene, questo ti permette di fare un passo avanti”, racconta nell’intervista. L’attrezzatura rinnovata non l’ha soddisfatto come feeling, non sentiva quella naturalezza in partita su ciò che provava e perfezionava in allenamento. Per questo il ritorno a una racchetta con cui aveva grande dimestichezza gli ha restituito una spinta emotiva e psicologica che considera fondamentale per giocare libero in partita e scatenare tutta la sua potenza.
Sarà curioso vederlo all’opera contro Carlos Alcaraz. Lo spagnolo in carriera non sempre è riuscito a giocare il suo miglior tennis al coperto, tanto che un titolo indoor è arrivato per ultimo tra le tutte le combinazioni di superficie e condizioni presenti sul tour. I campi in Austria sembrano piuttosto rapidi, chissà che il servizio poderoso del russo e le sue pesanti accelerazioni non riescano a mettere in difficoltà anche il giovane campione spagnolo.
Mario Cecchi
TAG: Andrey Chesnokov, Karen Khachanov

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