Kravchenko, Brigatti e tanti altri: MXP Tennis Team porta bene a tutti e alza ancora l’asticella

12/09/2026 11:15 Nessun commento
Georgii Kravchenko (destra) con Luca Cefalù, coach dell'MXP Tennis Team che l'ha accompagnato in Bulgaria
Georgii Kravchenko (destra) con Luca Cefalù, coach dell'MXP Tennis Team che l'ha accompagnato in Bulgaria

Prima Mattia Bellucci, poi Moez Echargui, ora anche Georgii Kravchenko. Cosa li accomuna? Tutti hanno vinto il loro primo titolo a livello ATP Challenger dopo aver scelto di sposare il progetto MXP Tennis Team, affidandosi a un gruppo di tecnici sempre più numerosi e sempre più… vincenti. Il successo dell’ucraino classe 2000 è arrivato la scorsa settimana nel torneo di categoria 50 di Plovdiv, in Bulgaria, dove il 26enne di Kiev ha vissuto sette giorni da favola: basti pensare che a livello Challenger non aveva mai raggiunto i quarti di finale, ma in un colpo solo si è preso titolo e nuovo best ranking, a ridosso dei primi 300 del mondo (dal prossimo lunedì). “Il successo di Georgii – dice Marco Brigo, direttore sportivo di MXP Tennis Team – è la conferma della qualità del lavoro di squadra che stiamo portando avanti: una metodologia efficace, basata su idee chiare, che permette agli atleti di migliorare costantemente la loro performance. Quando è arrivato da noi, Kravchenko era reduce da un periodo complicato, con più problemi che risultati. Ma ha lavorato duramente e merita sia questi successi sia i prossimi che la sua carriera gli riserverà. Siamo certi che ce ne saranno altri, perché ha già il tennis per competere in tornei ancora più importanti, e anche grandi margini di crescita. Riteniamo che possa avvicinarsi ai livelli del circuito maggiore, dunque ora puntiamo ad aiutarlo a costruire un rendimento che gli permetta non solo di raggiungere le qualificazioni dei tornei del Grande Slam (ormai vicine, ndr), ma anche di farsi trovare pronto per l’eventuale step successivo. Siamo fatti così: non ci piace accontentarci”.

Oltre ai ripetuti traguardi tagliati dagli uomini, il team di lavoro di base al Quanta Club di Milano (ma non solo) sta ottenendo tantissimo anche dal settore femminile, sempre più sviluppato nei numeri e nelle qualità, a tutte le età. Dalla giovanissima Sofia Brigatti, che alla Coppa Lambertenghi di Milano ha confermato fra le under 12 il titolo di campionessa italiana già vinto dodici mesi fa nella categoria inferiore; fino a professioniste affermate come la svizzera Chelsea Fontenel, reduce da uno dei migliori risultati in carriera colto in Portogallo, l’egiziana Yasmin Ezzat che ha appena vinto il suo primo titolo da professionista, o le new entry Caroline Werner e Elena Milovanovic, rispettivamente da Germania e Serbia. A testimonianza di un’internazionalità sempre più diffusa. “Stiamo costantemente alzando l’asticella – dice ancora Brigo – e i risultati ci spronano a puntare sempre più in alto. Siamo molto contenti per il nuovo scudetto di Sofia, perché confermarsi non è mai semplice e il livello delle avversarie cresce di continuo. L’ambizione è aiutarla a costruirsi un futuro nel mondo del tennis, dunque lavoreremo a lungo termine per garantirle un futuro all’altezza delle possibilità”. Stesso discorso per tutte le altre, già più grandi ma ancora con enormi possibilità. “Chelsea Fontenel si migliora di settimana in settimana, con grande continuità, e anche le ultime due arrivate hanno il tennis per fare ottime cose. Il nostro universo femminile si sta ampliando e ci obbliga a crescere di conseguenza: per questo abbiamo inserito nel team due nuove allenatrici con ottimi trascorsi da giocatrici, Martina Caregaro e la greca Eleni Kordolaimi. Il tutto per potenziare sempre di più lo staff del quale fa parte anche Mauro Arnone, verso l’obiettivo di portare presto una delle nostre fra le prime 100 del ranking. Gli obiettivi sono ambiziosi, ma siamo sulla strada giusta”.


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