Shelton vs. Tiafoe, chi gestierà meglio la pressione di una chance storica?
Nessun commento
“Big Ben” o “Big Foe”? Inutile girarci intorno: questo 11/9 a New York, giornata che scorrerà sul filo dell’emozione per i 25 anni dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle nel cuore di Manhattan, si disputano le due semifinali di US Open 2026, ma l’attesa degli appassionati sarà prevalentemente – o quasi interamente – per la sfida serale, il derby tra Frances Tiafoe e Ben Shelton. È una semifinale da non perdere, per mille motivi. Un campione a stelle e strisce manca negli Slam dal 2003, quando Andy Roddick trionfò a Flushing Meadows; poi c’hanno provato Roddick (più volte) e Agassi, sino a Taylor Fritz, sempre a US Open, due anni, fa respinto con perdite da un Jannik Sinner troppo più forte e meritatamente campione. Gli USA avranno un sicuro finalista a giocarsi il titolo, contro Zverev (molto probabile) o Khachanov. Ma chi dei due statunitensi ce la farà? Bella domanda…
È una chance ghiottissima, visto che il logico favorito per l’edizione di quest’anno, Jannik Sinner, è assente e il suo grande rivale, Carlos Alcaraz, è stato estromesso proprio da Shelton in una partita già entrata nei libri di storia del torneo, e non solo. Ben e Frances oltretutto riporteranno un afroamericano in finale a US Open dopo Arthur Ashe nel 1972 (battuto da Ilie Nastase). Un valore simbolico importante per una partita che può cambiare una carriera e rappresentare tutto, sia per Tiafoe che per Shelton. Chi vincerà stanotte sull’Ashe? Il pronostico è estremamente difficile. Il bilancio degli head to head recita 3 vittorie a 1 per Shelton, e vista la grandissima forma mostrata dal figlio d’arte contro Alcaraz molti lo considerano discretamente favorito. Ma attenzione: l’unica volta che Tiafoe è riuscito a battere il nativo di Atlanta è stato proprio a US Open, nel 2024, in un terzo turno terminato al quinto set.
È una sfida di difficile lettura, per tante ragioni tecniche, tattiche e soprattutto mentali. La sensazione della viglia è che l’incontro possa essere una battaglia punto su punto, magari anche un po’ convulsa e rocambolesca con il pubblico terribilmente presente, e che quindi più di un colpo o di una situazione di gioco a far pendere la bilancia verso uno dei due contendenti sarà l’aspetto mentale, chi reggerà meglio la pressione per la straordinaria occasione e giocherà più sciolto, l’intero match e i punti più importanti. Shelton è dato favorito, ma occhio a quel che afferma su X Ricky Macci, storico coach di tanti campioni e campionesse statunitensi e ultimamente piuttosto “centrato” a livello di previsioni e pronostici: “Shelton contro Alcaraz non aveva niente da perdere e ha potuto spingere a tutta andando a caccia dello spagnolo. Contro Big Foe dovrà reggere il ruolo del favorito e tutto sarà molto diverso”. Un aspetto che è assai corretto sottolineare e che potrebbe rivelarsi decisivo: se Ben sarà così calmo, risoluto, attento a non sparacchiare via e focalizzato sul suo tennis (servizio, risposta, attacco prima possibile ma senza esagerare) è il logico favorito; al contrario se Tiafoe riuscirà a mettere grande pressione, giocare col pubblico e attaccare per primo, con un buona percentuale di servizio, allora la faccenda per Shelton potrebbe complicarsi maledettamente.
Shelton in questo 2026 aveva stentato non poco nei grandi appuntamenti, ma comunque ha portato a casa 4 tornei, confermando il titolo 1000 in Canada, cosa non facile. Ha migliorato tantissimo la gestione del rovescio, con un impatto più “rotondo” e dando così maggior controllo alla palla, e anche in risposta tra colpo bloccato e impatto secco ha creato le condizioni per non andare sotto ma guadagnare campo. Proprio l’aver rubato molto spazio ad Alcaraz è stata una delle chiavi del suo successo, insieme all’ottima performance della battuta. Il Ben ammirato contro Carlos, batte Frances. Ma Tiafoe è… tennista a suo modo unico. Ha nella borsa dei trucchi tutto quel che serve per scombinare i piani del rivale, con giocate estemporanee ed una vitalità che può portarlo ad esaltarsi e diventare pericolosissimo, ancor più se l’atmosfera sarà elettrica e la tensione in campo la farà padrone.
Forse l’avvio del match potrebbe essere decisivo: se Shelton partisse alla grande alla battuta, quasi ingiocabile, e vincesse bene il primo set, magari la verve di “Big Foe” potrebbe affievolirsi e spianare la strada al rivale. Al contrario, un avvio contratto di Ben e un buon set vinto da Tiafoe, potrebbero esaltare il 28enne di Hyattsville, con la tensione a bloccare ancor più il braccio di Shelton. Lo scenario più probabile è quello di una battaglia intensa, sportivamente feroce, fatta di alti e bassi e grandissima tensione agonistica, e magari una conclusione al quinto set. Nei loro 4 match disputati uno contro l’altro solo l’ultimo non stato una lotta feroce, con vittoria di Shelton a Washington 2025 in due set, ma Tiafoe lo scorso anno non attraversava affatto un buon momento, mentre nel 2026 ha segnato il record per match vinti in una singola stagione (e siamo solo ad inizio settembre).
Inutile addentrarsi oltre in mille possibili dinamiche tecnico tattiche. Il diritto di Ben potrebbe demolire la resistenza di quello di Tiafoe, ma il rovescio d’anticipo di Frances potrebbe mandare in crisi quelli di Ben. Il più pronto dei due a prendere la via della rete potrebbe trarne un importante vantaggio. Basta così. La seconda semifinale di US Open potrebbe regalarci un grande spettacolo, forse un match anche un po’ “sporco”, con tanti errori e mutevoli situazioni, ma l’adrenalina sembra garantita. E magari Zverev, discretamente favorito su Khachanov, farà il tifo per una battaglia furibonda, a prosciugare energie fisiche e mentali al suo prossimo avversario in finale… Sveglia puntata all’1, per una notte da leoni.
Marco Mazzoni
TAG: Ben Shelton, Frances Tiafoe, Marco Mazzoni, US Open 2026

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
Segui LiveTennis.it su..