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US Open, la notte infinita riapre il caso orari: Roddick propone una soluzione, Querrey la boccia

11/09/2026 08:05 1 commento
Andy Roddick nella foto - Foto Getty Images
Andy Roddick nella foto - Foto Getty Images

Gli US Open 2026 hanno regalato spettacolo, sorprese e grandi ritorni, ma anche una nuova polemica legata alla programmazione delle sessioni serali. A riaccendere il dibattito è stato il quarto di finale tra Carlos Alcaraz e Ben Shelton, concluso alle 3:33 della notte di New York: il finale più tardivo nella storia del torneo.

Shelton ha superato il campione uscente al termine di una battaglia durata quattro ore e 28 minuti, cominciata soltanto alle 23:05. Quando lo statunitense ha chiuso il super tie-break del quinto set, una parte consistente del pubblico aveva già abbandonato l’Arthur Ashe Stadium. Una delle partite più attese dell’intera edizione si è così disputata, nelle sue fasi decisive, davanti a spalti meno affollati e in una fascia oraria proibitiva per buona parte degli spettatori televisivi.

Una giornata irripetibile: sedici set su sedici
La situazione è stata provocata da una combinazione eccezionale. Tutti i quattro incontri programmati sull’Arthur Ashe hanno raggiunto il set decisivo, per un totale di sedici set disputati sui sedici teoricamente possibili.
Prima di Alcaraz-Shelton, Aryna Sabalenka aveva sconfitto Linda Noskova al tie-break del terzo set; Jessica Pegula aveva rimontato Emma Navarro in tre parziali; Frances Tiafoe aveva completato una straordinaria rimonta contro Alex Michelsen, imponendosi al super tie-break del quinto dopo quattro ore e 38 minuti.
L’organizzazione ha definito quella giornata una delle più straordinarie mai vissute agli US Open, ma ha anche riconosciuto la necessità di valutare nuove soluzioni per evitare che situazioni del genere si ripetano. Il caso Alcaraz-Shelton non è stato infatti isolato: durante il torneo diversi incontri sono terminati dopo le due di notte e Venus Williams è stata costretta a cominciare una partita alle 00:13.

Querrey: “Tutti si lamentano, ma nessuno ha una soluzione”
Il tema è stato affrontato anche nel podcast di Andy Roddick. Sam Querrey ha riconosciuto l’assurdità degli incontri conclusi nel cuore della notte, senza però individuare una risposta realmente soddisfacente.
«Tutti continuano a lamentarsi, ma nessuno ha una soluzione», ha osservato l’ex numero 11 del mondo. «Forse le sessioni serali potrebbero iniziare alle 18 oppure si potrebbe programmare una sola partita. Non dovrebbero esserci incontri che terminano alle due o alle tre del mattino, è assurdo. Ma non so quale sia la soluzione perfetta».
Anticipare la sessione serale, infatti, creerebbe altri problemi. Gli organizzatori devono permettere agli spettatori di raggiungere Flushing Meadows dopo il lavoro e, contemporaneamente, gestire l’uscita del pubblico della sessione diurna prima dell’ingresso di quello munito del biglietto serale. È proprio la divisione tra le due sessioni, economicamente molto redditizia, a rendere più complessa qualsiasi modifica.

La proposta di Roddick: utilizzare anche il Louis Armstrong
Roddick ha avanzato una soluzione differente: non concentrare obbligatoriamente tutti i quarti di finale sull’Arthur Ashe. Secondo il campione degli US Open 2003, uno degli incontri avrebbe potuto essere spostato sul Louis Armstrong Stadium, impianto da circa 14.000 posti e seconda arena del torneo.
«È davvero necessario giocare tutti i quarti sull’Ashe? La risposta è no», ha spiegato Roddick. La sua proposta concreta sarebbe stata quella di programmare Tiafoe-Michelsen sul Louis Armstrong, campo sul quale Tiafoe aveva già disputato gran parte del torneo e dove aveva espresso pubblicamente il proprio gradimento per l’atmosfera.
In questo modo il quarto tra Alcaraz e Shelton sarebbe potuto cominciare nell’orario previsto, evitando di trascinarsi fino quasi alle quattro del mattino. Distribuire gli incontri tra le due arene principali permetterebbe inoltre di proteggere maggiormente il recupero dei giocatori, il lavoro degli addetti e le esigenze del pubblico.

Querrey boccia l’ipotesi: “I biglietti dell’Ashe costano troppo”
Querrey ha però respinto nettamente la proposta del connazionale: «Non si può fare. La gente paga moltissimo per quei posti». Il nodo, dunque, non è soltanto sportivo, ma soprattutto commerciale. Chi acquista un costoso biglietto per l’Arthur Ashe si aspetta di assistere ai match più importanti della giornata e lo spostamento di un quarto di finale potrebbe generare proteste.
L’obiezione è comprensibile, ma non chiude definitivamente la discussione. Gli organizzatori potrebbero annunciare con anticipo una distribuzione diversa dei quarti, evitando di vendere una sessione sulla base di incontri non ancora assegnati. Un’altra opzione sarebbe iniziare prima la sessione diurna oppure programmare un solo match nella sessione serale durante le fasi più avanzate del torneo.

Spettacolo e salute da conciliare
La lunga notte di Alcaraz e Shelton ha mostrato entrambe le facce degli US Open: da una parte il fascino imprevedibile di una giornata in cui ogni partita è diventata una battaglia, dall’altra i limiti di una programmazione incapace di assorbire incontri particolarmente lunghi.
Wimbledon interrompe il gioco alle 23 per rispettare il coprifuoco locale, mentre il Roland Garros programma un solo incontro nella propria sessione notturna. New York ha esigenze e tradizioni differenti, ma il record delle 3:33 suggerisce che il sistema debba essere rivisto.

Una soluzione perfetta probabilmente non esiste. Una soluzione migliore, però, può essere trovata. La proposta di Roddick avrebbe conseguenze sulla vendita dei biglietti, mentre quelle di Querrey – iniziare alle 18 o ridurre a una sola partita la sessione serale – comporterebbero altri compromessi. Continuare senza modificare nulla, invece, significherebbe accettare che alcune delle sfide più importanti del torneo terminino davanti a tribune svuotate e con giocatori costretti a competere fino all’alba.



Marco Rossi


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1 commento

Leprotto (Guest) 11-09-2026 09:07

Un altra soluzione è fare che la notte diventi giorno

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