Paolo Canè si propone: “Musetti? Aspetto solo che mi chiami per allenarlo, per portarlo nei primi cinque per dieci anni. Voglio zero euro”
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Paolo Canè crede fortemente di poter dare un contributo importante alla definitiva consacrazione di Lorenzo Musetti, tanto da affermare che sarebbe disposto ad aiutarlo da subito e lo farebbe anche senza compenso. Il talento bolognese, gloria italiana in Davis a cavallo tra anni 80 e 90, oggi è uno stimato commentatore in occasione dei grandi tornei, e in un’intervista concessa a Marco Beltrami su Fanpage.it ha spaziato su molti temi di attualità, tra la vittoria di Zverev a US Open, la situazione ormai precaria di Djokovic e quella di Musetti e Sinner, il primo spesso infortunato e non sempre convincente, e il secondo prossimo al rientro dopo l’assenza a New York. Questi i passaggi più interessanti del suo pensiero, in particolare su Musetti per il quale sente qualcosa di “forte” e non da oggi.
“Musetti? Aspetto solo che mi chiami per allenarlo” afferma Canè. “Per portarlo nei primi cinque e farlo stare lì dieci anni. Sennò continuerà a fare così. È una cosa semplice, è una cosa che io sento dentro da anni. Ho un’empatia con lui a distanza. Lo sento come se fosse un mio giocatore”. Chiedono a Paolo se ci sono stati dei contatti reali, ma la risposta del bolognese è questa: “Lì vai a lottare con Tartarini e con gli altri. Io mi sono proposto varie volte. Feedback positivi? No perché non ti avvicini a loro, perché c’è tutto un entourage di staff che non ti fa neanche avvicinare a parlare”.
Canè quindi racconta la sua ferma determinazione a dare una mano a Lorenzo: “Voglio zero euro. Voglio lavorare con lui per una collaborazione. Ma bisogna vedere quanto si possono mettere in gioco i ragazzi al giorno d’oggi, perché ascoltano poco gli allenatori, fanno molto di testa loro. Una sera, quando lo fermai dopo le Olimpiadi due anni fa a Parigi gli dissi: ‘Ti posso parlare?’. Lui rispose: ‘Assolutamente’. ‘Ti rubo un minuto. Ti posso dare un consiglio?’Gioca a tennis. Gioca come sai’. Basta. Non ci sono altre chiavi, lui non gioca come sa. Per me è così. Poi mi posso sbagliare, ma siccome lo vedo, lo conosco, lo seguo e lo commento da cinque anni, c’è poco da fare. Quando vedi che gioca in una certa maniera è il Musetti che conosciamo. Quando sta lontano dieci metri… Ripeto: lui deve giocare come sa. Ogni singola partita, a costo anche di perdere trenta partite di fila, ma deve giocare il proprio tennis”.
Il discorso quindi vira su Sinner, fermo da Wimbledon ma, a meno di imprevisti, al rientro tra due settimane a Pechino. “Jannik ha capito che, per quanto ti alleni ventiquattr’ore al giorno e programmi ogni minimo dettaglio, lungo il percorso ci sono degli imprevisti che semplicemente non puoi gestire. L’esperienza del Roland Garros, ad esempio, è servita molto: gli ha fatto capire che, se vuoi far correre la macchina ai massimi livelli per tanti anni, devi essere sempre al 100% della condizione. Non puoi pensare di scendere in campo al 50% sperando di portarla a casa comunque, perché il rischio a livello fisico diventa troppo alto. E quando arrivano gli infortuni non si tratta di stare fermi una o due settimane, ma molto di più. Proprio alla luce di questa lezione, credo sia diventato ancora più maniacale nella gestione del calendario: scende in campo solo quando sente di stare davvero bene”.
“Quello che è successo a Parigi lo ha fatto riflettere” continua Canè su Sinner. “Poi c’è stata la vittoria a Wimbledon, che ha portato a termine pur non stando benissimo, no? Diciamo che il problema se l’è creato durante la semifinale o la finale: quella scivolata che hanno mostrato, in cui sul contropiede mette male il ginocchio e da lì è partito tutto. Ora sta giocando e si sta allenando, mi sembra che ci siamo. Avrebbe potuto giocare anche agli US Open all’80% o a mezzo servizio, arrivando comunque in fondo al tabellone. Però, se vai a compromettere ulteriormente un infortunio aggravando la situazione, poi ci vuole ancora più tempo per rientrare”.
Secche le parole di Canè su Djokovic, campione immenso ma ormai apparso in seria difficoltà fisica a New York, sconfitto in un match sportivamente drammatico da Navone. “Vado contro milioni di persone” afferma Paolo. “Lui ha grande ego, è ancora un giocatore che ha bisogno dell’applauso del pubblico, in uno sport in cui è stato numero uno o tra i primi negli ultimi trent’anni. Ma la prima cosa che mi viene da pensare è: Ma chi te lo fa fare? Djokovic tra Australia, al Roland Garros, Wimbledon e US Open, è andato molto bene in due occasioni e maluccio nelle altre. Nell’ultimo ha fatto pensare al fatto che non sia mai stato bene, ha sempre trovato condizioni difficilissime. Ma questo secondo me è una cosa a cui deve abituarsi, perché a quell’età lì, con quegli sforzi, può succedere. (…) Quando comincia a perdere al secondo turno però le scelte diventano personali. Questo ego di continuare, come quello delle Williams. Io non sono stato un campione come loro ma ho un’altra testa e avrei già mollato da tempo”.
Marco Mazzoni
TAG: Lorenzo Musetti, Novak Djokovic, Paolo Canè

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Volevo scrivere praticamente la stessa cosa, ma Lei ha reso meglio l’idea.
Paolino lo adoro ma a volte la chiacchiera da bar gli viene normale .
Che significa deve giocare come sa?
Come può allenare un top ten non avendo esperienza?
Sarebbe un affare,top five a vita senza sborsare un euro.
Lei forse voleva darmi torto, ma mi pare la pensi come me. Un giocatore del livello di Musetti deve affidarsi a qualcuno che ha dimostrato skills in quanto coach, come era per Vagnozzi quando lo ha scelto Sinner. Non a qualcuno che si improvvisa solo perché ha giocato professionalmente a tennis. Tanto meno se lo ha fatto a livelli dignitosissimi, ma ben al di sotto della ambizioni che dovrebbe avere Musetti.
Sono d’accordo, a tratti, sporadicamente purtroppo, era entusiasmante.
Una volta gridò dietro anche a me a Milano, ero bambino e lo incitavo alla grande ma non apprezzò molto
Giocava in doppio con Mortensen se non ricordo male.
Sicuramente contro Zivojinovic (non ricordo il compagno).
Ovviamente chi come me,all’epoca nemmeno 20enne, lo adorava ( credo fossimo in pochi) lo faceva consapevole dei suoi up and down umorale e caratteriali. Neurocane’ per alcuni, Paolino la peste per altri, sul campo ha vissuto giornate memorabili nel bene e nel male. Però se è vero che certi atteggiamenti sono stati assolutamente deprecabili (sul finire della carriera fece piangere un bimbo in tribuna al challenger a torino nel glorioso circolo ” Le Pleiadi” perché lo “deconcentrava”) altrettanto vero è che un braccio ed un talento come il suo si sono rivisti in campo solo con Fognini ( altro cavallo pazzo ) e oggi con Musetti.
@ Mammoletta (#4683799)
5 anni fà, Musetti ebbe la fortuna di trovare in finale un Alcaraz particolarmente spento, uno zombie in campo. Certi colpi di fortuna, dffcilmente si ripetono. enzo
@ Andrea (#4683809)
Credo invece che chi capisce di tennis, non darà nessuna colpa all’allenatore. In tanti anni di seguire il tennis, non ho mai assistitito al “miracolo”, di un tennista che, cambiando allenatore, diventa un campione. Può succedere che ci sia uno scossone iniziale, però in breve tutto torna come prima. Musetti è un discreto giocatore, ma non ha la stoffa del campione. enzo
Tra l’altro non gli puo insegnae nemmeno a bestemmiare perche li Musetti è già un campinone di suo..
Chiunque capisce di tennis è convinto che il problema di Musetti è il suo allenatore. Bravo nel portarlo ai tornei ATP ma per la sua crescita o stabilizzazione nei top 10 occorre altro.
Me lo ricordo bestemmiare distintamente in diretta sulla RAI, contro Agassi al primo turno del Roland Garros ’88 sul centrale.
Galeazzi che commentava.
Che nostalgia (non per le sue bestemmie!)
Costa troppo 😀
il Muso voleva essere n.3 del mondo avendo vinto un 500 quasi 5 anni fa. Sembra una barzelletta.
Più che altro è offrirsi per qualcosa di già fatto da Tartarini che lo stava portando a n 3 ed è stato interrotto dall’infortunio. O Canè fa il fisiatra e non fa infortunare nessuno per dieci anni o farebbe peggio di Tartarini. Quindi Musetti sano la base tecnico-tattica l’ha già per posti top. Non sarà mai un vincentone dato che tende ad avere una peronalità sottomessa ai campioni veri e persino a mezzi campioni da cemento.
E Paola Turci, dopo Paolino, ha scelto le donne. Il curriculum del Signor Canè è completo. Gli manca solo prendere Musetti e trasformarlo in un contabile, poi il suo personalissimo Grande Slam sarà raggiunto.
uguale
Musetti è gia’ arrivato ai suoi livelli top,e la soglia di sofferenza per allenarsi piu duramente o per lottare in partita ce l ha solo raramente,si affida troppo al suo braccio e questo non lo cambi,puo solo leggermente migliorare.
Grande grandissimo Paolo.
Verrò a Gorle presto.
Spero Musetti accetti l’ invito.
Il quinto set con ” wilander n1 al mondo”.e’ una cosa che manca a Musetti secondo me.Top.un consiglio da seguire.
Grande grandissimo Paolo.
Verrò a Gorle presto.
Spero Musetti accetti l’ invito.
Il quinto set con ” wilander n1 al mondo”.e’ una cosa che manca a Musetti secondo me.Top.un consiglio da seguire.
@ Superpippo (#4683662)
Ci vuole fegato per dire certe cose! Non vince un portauovo da anni, e tu lo collochi fra i migliori 5 di sempre
A Canè… il problema non è farlo rimanere per 5 anni nei primi 5! Il problema è fargli vincere un torneo che sia uno, anche organizzato dal circolo sotto casa….
Vien da dire… Dio Canè!
Mouratouglou avverte Musetti: “Canè ti sta cercando”.
Fils avverte Musetti:
“Occhio che Mouratouglou sta cercando anche te”.
Bertolucci avverte Musetti:
“Attento che Adriano ti cerca da un po’”.
Musetti avverte tutti:
“Capisco che non abbiate un cacchio da fare ma… lasciate pure il vostro numero e nel caso sarete richiamati”.
L’AI toglie posti di lavoro…
Ferrero ha fatto un ottimo lavoro con Alcaraz e adesso è libero.
Ma infatti si accontenta, ha poca ambizione secondo me, non accetta di sentirsi dire fare critiche.
Uno ambizioso avrebbe detto caro Tartarini non vinco uno straccio di torneo da 4 anni, grazie di tutto ma forse è il caso di provare qualcosa di nuovo
Canè è bolognese…vedo meglio un Pieraccioni o un Panariello…
Comunque nell’eventualità Musetti decida il cambio coach, pare ci sia già la fila fra i top 100 per accaparrarsi il coach uscente
Della serie essere alla frutta
@ Dr Ivo (#4683579)
Il migliore sarebbe colui che -parole Sue- “reimpostò Federer”.
Ma
1) non credo gli interessi
2) vorrà una barca di soldi
3) sicuramente non accetterebbe di condividere la conduzione con Tartarini: vorrebbe pieni poteri e Musetti invece è umbelicamente dipendente da Tartarini.
Sarò felice se i fatti mi smentiranno.
A seguire Nardi; che non sta combinando, anche considerando gli infortuni, granché.
Boh?
Non so quanto potenzialmente abbia da dare Canè a Musetti: il turborovescio non si trasmette automaticamente col pensiero.
Sicuramente partire mettendosi contro Tartarini è la maniera meno felice di raffrontarvisi, tanto che mi viene da pensare che lo faccia apposta per impedire che queste sue stesse parole si traducano in fatti; che insomma abbia rilasciate queste dichiarazioni soltanto per far parlare un po’ di sé.
Ma io lo assumerei subito!!! Troppo simpatico, almeno sembra più reattivo del Tartarini “mummificato”
a parte che anche tartarini l’ha portato nei primi 5 ….e se non fosse stato per l’infortunio musetti sarebbe andato oltre e probabilmente ci sarebbe ancora. Credo che cane’ dovrebbe anche farsi un po’ di gavetta come allenatori e di giocatori liberi e con potenzialita’ ce ne sarebbero. Attualmente è piu famoso come ex di paola turci che altro….anche come tennista c’è stato di meglio….ste sparate dovrebbe risparmiarsele….
ma quello non è necessariamente significativo, sennò mandiamo via pure Vagnozzi (ed il tuo “condivido però che Musetti debba fare qualcosa di diverso” lo buttiamo nel pattume, a meno che tu non sia quantomeno Nishikori, o equipollente a lv di br)
Però in top 5 ci è entrato, eh. le tue obiezioni sono grossomodo le stesse che avevo io, che lo ritenevo improbabile (con mia conseguente relativa figura di m al verificarsi), per quanto espresse (le tue) particolarmente meglio. Nel mentre, però è successo ci entrasse, e i consigli che ha in mente Paolino probabilmente sembrano sciocchi anche per esigenze di sintesi, anche perché per dirgli “oh, ma sta più avanti”, basta uno al bar. Poi, che Canè sia adatto o meno al ruolo specifico non lo so; ma, che siano traguardi fuori portata, anche senza un reset tecnico, non mi pare necessariamente vero.
EDIT: vero è che “garantisco top 5, soddisfatti o rimborsati” sembra un approccio al mestiere discutibile, francamente
È sincero e sembra abbastanza sicuro di quello che dice.
Ma spesso le buone e lodevoli intenzioni sono lontane dalla soluzione pratica.
Sicuramente l’esperienza mi porta a dire che andrebbe ascoltato da parte dello staff e da parte di Musetti.
A mio avviso non ha l’intenzione di scalzare nessuno.
È comunque uno che il tennis ce l’ha nel sangue.
Fu contro Hlasek anni più tardi, perse 6-4 al terzo.
Non date retta a Scanzi….
Musetti è Musetti non cambierà mai, o meglio cambierà quando ormai è inutile cambiare….. Ricordo a tutti, solo i veri campioni modificano il proprio gioco in meglio. Musetti si sente perfetto non accetta critiche, quando capirà sarà troppo tardi.
Vedo che alcuni hanno spostato la discussione sul tennis del Muso e dei suoi mancati cambiamenti piuttosto che sull’offerta di Canè.
Offerta che io dal mio lavoro nei locali vedo così:
entra uno che tanti anni fa ha lavorato in un bar di grido, per poi fare il rappresentante di articoli per locali.
Non viene di persona a portare un curriculum, scrive su TripAdvisor e critica tutto del locale, dicendo che non riesce nemmeno a parlare col cuoco-titolare perché uno dei soci e gli altri dipendenti fanno muro.
Dice che porterebbe il locale ad essere stabilmente tra i primissimi al mondo, solo che lo è già da anni con recensioni tra il quinto posto e il trentesimo posto.
Perché il cuoco-titolare dovrebbe assumerlo?
Perché il suo socio non dovrebbe cacciarlo se lo vede all’entrata?
@ enzolab (#4683668)
Nessun allenatore al mondo potrà dare a Musetti la forza fisica per imporsi. Giocherà, bene, ma sempre di rimessa. enzo
Canè? Uno sbruffone, mi ricorda Zenga, prese la guida del Palermo e disse: vinceremo lo scudetto. Duró qualche mese, lo cacciarono e il Palermo finí in B. Quanta differenza con gli allenatori d Shinner, Vagnozzi e Cahill. Seri competenti, mai sopra le righe. Nessun allenato
Dichiarazioni offensive nei confronti di un atleta e di uno staff che hanno raggiunto un livello tra i primi cinque migliori giocatori italiani di tutti i tempi
Mio caro buon Canè, ti ho anche conosciuto parecchi anni fa. Sei un tipo simpatico, generoso, ma con il tuo carattere che non credo sia cambiato di molto, il mestiere di allenatore è proprio a te impedito
@ lucky (#4683522)
Vero, ma quando poi arrivi al n 50 e gli incassi si riducono allora ti penti di non aver cambiato prima
La butta lì ma serve più a far parlare di sé che ad aiutare davvero Musetti che non ha bisogno di queste sparate.
Se fossi in Musetti mi affiderei a Ljubicic. Giocava a una mano, sapeva entrare nel campo, è stato l’ultimo allenatore di Federer. Lui saprebbe come portarlo ai livelli piu’ alti.
Tartarini è come un allenatore di calcio che prende una squadra di pulcini e la porta in serie A. Bravissimo, ma in C.L. non ci arriverà mai. Dovrebbe ripartire dai pulcini e rifare un altro miracolo, lasciando la squadra a chi ha sempre allenato in massima serie e magari ci ha pure giocato.
Comunque Muso deve dare una svolta netta al suo percorso tecnico-tattico! Ci sono tanti ex tennisti che potrebbero aiutarlo! Fogna? … Becker,lendl,gasquet, Panatta…
Secondo me Cane’ può allenare solo Cina’, per via dei cognomi accentati…
come diceva philippe daverio: aggratis
Paolo ,nel bene e nel male, è stato il mio unico vero idolo tennistico. Per lui, anche se sono passate decine di anni, potrei diventare quello che è oggi Annie per Djokovic (si scherza eh). Negli anni 90 lo seguivo come si fa come una vera rockstar. Da lui ho sentito proferire parole blasfeme a pochi metri di distanza che, non essendo io particolarmente suscettibile a ciò, mi facevano piegare in due dalle risate. il 5 febbraio 1990 a Cagliari contro Wilander in Davis ,quella vera, mi fece quasi piangere dalla gioia per una vittoria, per me, indimenticabile. Concluso il momento amarcord e tornando lucidi, da coach non ha esperienze ad alto livello e dubito fortemente che la cosa possa funzionare. Non condivido invece le critiche come commentatore ,io lo trovo puntuale,preciso e non soporifero come lo sono tanti altri.
Fognini con Perlas ci è rimasto tre anni, arrivò ad un passo dalla top10 (ah quell’ottavo con Tsonga a Montecarlo!) e poi si separarono di comune accordo. Musetti con Perlas ci è rimasto 4 mesi.
Allenatore umile ideale per un tennista umile
Madrid semi, non finale
Madrid semi, non finale
@ IlCera (#4683544)
è in vacanza, siccome Nardi è sempre in vacanza è andato anche lui
… che vuole rubare gli atleti a chi li ha creati. Datemi un nome di chi ha portato in alto il Signor Canè. Uno che dà giocatore non ha mai superato il secondo turno in uno Slam e da allenatore ha solo affossato i suoi atleti.
E tu da che punto di vista parli?Canè è stato un il primo giocatore italiano per anni,in un epoca di veri fenomeni che oltretutto ha spesso battuto…..e soprattutto si propone gratis,io fossi Musetti accetterei al volo…..con Tartarini va presto fuori dai 50
Musetti non mollerà mai Tartarini, e Tartarini non mollerà mai Musetti, anche perché dovrebbe tornare a far l’allenatore di circolo.
Non si capisce dall’alto di quali risultati, di quali esperienze, ritenga di poter promettere simili traguardi. Neanche chi è stato un giocatore top è necessariamente un buon coach. Non si vede perché dovrebbe diventarlo, di punto in bianco, un giocatore di media levatura come Cané: per carità, un professionista di tutto rispetto, ma non è mai andato oltre un secondo turno in uno slam. Detto questo, condivido però che Musetti debba fare qualcosa di diverso. Poi adesso arriverà qualcuno e dirà che non capisco una mazza. Pazienza.
Come hai ben notato, ma qui nessuno vuole metterselo in mente parlando di Musetti, quella di Lorenzo non è una scelta, è costretto a stare dietro perché se avanza di più può solo essere dominato, rispondere col rovescio in back e subire poi anche col dritto. La sua è purtroppo una necessità imposta dall’ampiezza del suo swing di dritto e dal rovescio a una mano, belli forse da vedere ma che non gli consentono di reggere gli attacchi di chi lo martella, e oggi sono in tanti a poterlo fare.
Non a caso nel tennis moderno si sconsiglia sia il rovescio a una mano sia lo swing ampio. I giocatori col rovescio a una mano da un certo punto in poi si sono arenati quando gli avversari hanno capito come metterli in difficoltà, vedi i Dimitrov Gasquet ecc. Lo stesso Federer si è dovuto reimpostare giocando il rovescio in anticipo o di controbalzo per contrastare gli affondi di Rafa e Nole.
Ma Lorenzo con tutto il rispetto non è Federer, può solo giocare in posizione arretrata per non perdere il controllo dello scambio e sperare di essere più solido dell’avversario. Cosa che gli riesce il più delle volte ma non sempre, e questo spiega che non riesca a inanellare vittorie consecutive che gli permettano di vincere dei titoli.
Ci riuscirà in futuro?
Può darsi, me lo auguro.
Ma di certo non dicendogli di stare più avanti e mantenendo la stessa dinamica di colpi.
Ha bisogno di un reset tecnico come fece Federer, non dei consigli di un Canè che, per quanto mi ricordo, non aveva questo tipo di impostazione.
Avevo qualche speranza con Perlas ma Lorenzo lo ha trattato come a suo tempo Fognini, cioè ha preferito continuare di testa sua…
Forse il migliore per Lorenzo sarebbe Vagnozzi, peccato sia occupato 🙂
Potrebbe insegnargli come distruggere le fioriere sul campo centrale come fece dopo aver preso un doppio 6/0 da Jarryd in un tardo pomeriggio romamo.
Canè è sempre stato istinto allo stato puro, Musetti pure, è proprio il ragionamento che dovrebbe portare Lorenzo più vicino, ma il suo istinto lo manda sui teloni a ingarbugliare il gioco in attesa di ribaltare lo scambio.
Che poi….onestamente guarderei più il lato fisico della cosa, perchè a livello di tennis quando stava bene aveva dimostrato di poter stare nei 10, cosa che onestamente 3 anni prima sembrava più un regalo alla carriera che una reale possibilità…
Da 3 MT dietro è arrivato nei primi 5 semi Parigi finale Montecarlo e Madrid e semi Roma… Se giocasse dentro il campo siete sicuri che avrebbe il timing per arrivare lì… Secondo me no… Cmq con più fortuna quest’ anno senza infortuni il Roland Garros lo avrebbe portato a casa bastava stare in salute come lo scorso anno
Nel frattempo, si sta delineando e formando un nuovo superteam intorno a Musetti. Indiscrezioni provenienti da solide fonti parlano di un Leconte come mental coach, Bahrami preparatore atletico, Sarri per i rapporti con la stampa, la segreteria di Salvini per prenotazione voli e logistica. Ma c’è di più: si parlerebbe di Pistolesi per migliorare il gioco a rete e di Volandri per irrobustire il servizio. Contatti sottobanco per assicurarsi i servigi di Panatta come nutrizionista.
Dream team davvero.
Immagino una conversazione tra i due:
-Lorenzo ma porca…
-Ma boia…anche te ?
-Si mondo cane si!
-Mondo Canè vorrai dire!
Non credo che Musetti farà alcun cambiamento.E più forte di lui giocare 3 MT dietro la riga nonostante potrebbe essere sempre in spinta con la tecnica che si ritrova.
Penso sia semplicemente una roba di ambizione: se già così staziona tra i primi 20 guadagnando alla grande perché stressarsi giocando da top 5?tra lui e Sinner a livello di testa mi pare ci sia un abisso.Spero tanto di essere smentito.
Con tutto il rispetto… ma se Lorenzo stesse due metri più avanti in risposta, il campo non lo prenderebbe praticamente mai, se non bloccando la risposta da entrambi i lati e rendendo così il colpo totalmente inefficace.
La coperta purtroppo è corta, con quelle aperture così ampie purtroppo non riesce più di tanto ad avvicinarsi al campo, con tutto quel che ne consegue, remate continue e infortuni inclusi.
Furlan dove sei?
Beh illuminante il passaggio in cui rivela che Tartarini e team non ti fanno neanche avvicinare per parlare, e Musetti muto, sia mai uscire dalla comfort zone!
Perlas è stato liquidato velocemente senza spiegazioni ufficiali.
Uno con così poco carattere difficilmente sta ad alti livelli a lungo, per quanto talento tu possa avere
Paolino Canè al tempo lo adoravo e detestavo spesso nella stessa partita, un po’ come oggi mi capita con Musetti, Nardi, Cobolli, Arnaldi e Sonego.
Ora io mi domando una cosa: che curriculum ha da Coach il buon Canè?
Andando a memoria mi sembra che abbia una Academy per ragazzini e non abbia mai allenato giocatori Top100.
Magari ricordo male.
Oltre al curriculum mi sa che è partito malissimo, dipinge lo Staff del Muso come un clan chiuso e pensa di entrare nelle simpatie di Lorenzo con queste dichiarazioni? Anche fosse vero, ed è tutto da vedere, pensa davvero che questa dichiarazione gli spalanchi le porte?
Poi mi piace la dichiarazione da bar sport o da bar del circolo: Lorenzo deve giocare come sa e non remare a fondo campo, glielo ha anche detto dopo le Olimpiadi. Pensa che Tartarini in più di una intervista ha detto che glielo dice ogni giorno, ma se la sua natura è quella penso che nemmeno Ljubicic potrebbe fare cambiamenti epocali, forse solo Federer per il carisma che ha sul Muso potrebbe riuscire a fargli capire che due metri avanti lo potrebbero rendere letale in risposta.
Forse chiamando direttamente Lorenzo (credo che abbia un suo cellulare, non è un bambino) avrebbe potuto parlarne, mi sa che con questa uscita se aveva un solo punto percentuale su cento se lo è giocato.
Collaborazione…vuol dire percentuale sui premi.
Djokovic trent’anni fra I primi ? Un po’ esagerato, no?
Che esperienza ha Cané come allenatore?
Fa più comparsate come telecronista; e con scarsa qualità.
Farlo stare 10 anni nei top5. She sparata da sbruffone.
Grande Paolino, persona vera!!
Probabilmente vedere un talento come quello di Lorenzo che non viene sfruttato come dovrebbe, lo fa stare male…e non è l’unico.
Non puoi vederlo remare a 3 metri dalla linea di fondo, dai..
parole in libertà
Condivido pienamente tutte le parole di Cane’, chiaramente nessuno dello staff di Musetti e’ disposto a rimanere senza stipendio. Chi glielo fa fare?
Vuole essere pagato in DOLLARI?
Ahahahah 😀