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US Open, Shelton non cerca scuse: «Devo essere migliore». Il ko con Zverev diventa carburante

14/09/2026 07:09 7 commenti
Ben Shelton nella foto - Foto Getty Images
Ben Shelton nella foto - Foto Getty Images

Ben Shelton dovrà ancora attendere per conquistare il primo titolo del Grande Slam della sua carriera. Nella finale degli US Open 2026, il 23enne statunitense si è arreso ad Alexander Zverev, nuovo campione a Flushing Meadows grazie al successo per 6-3, 7-6(2), 5-7, 6-2. Per il tedesco si tratta del secondo Major, dopo il Roland Garros vinto pochi mesi prima.
Shelton sperava di interrompere un’attesa che dura dal 2003, quando Andy Roddick diventò l’ultimo tennista americano a vincere un torneo del Grande Slam. Il pubblico dell’Arthur Ashe ha provato a spingerlo fino all’ultimo punto, ma Zverev ha gestito meglio i momenti decisivi, facendo valere la maggiore esperienza e una straordinaria efficacia al servizio.
La delusione non cancella le due settimane più importanti della carriera di Shelton. Lo statunitense ha raggiunto la sua prima finale Slam dopo aver sconfitto, tra gli altri, Stefanos Tsitsipas, Carlos Alcaraz e Frances Tiafoe. In conferenza stampa, però, il finalista non ha cercato consolazioni: ha riconosciuto la superiorità del rivale e individuato con lucidità gli aspetti sui quali dovrà lavorare.

Shelton: «Questa sconfitta fa male al cento per cento»
«Sono deluso per come è andata oggi. Sono contento del modo in cui ho lottato durante questa settimana e in tutte queste due settimane. Sono entusiasta dei progressi che sento di aver compiuto, ma questa sconfitta fa male al cento per cento. Adesso devo voltare pagina, continuare a migliorare e arrivare in Australia ancora più forte rispetto a come sono arrivato qui».
Parole che raccontano il contrasto tra l’orgoglio per il percorso compiuto e il dolore per un’occasione sfumata. Shelton era riuscito a riaprire la finale conquistando il terzo set, ma nel quarto non ha mantenuto la stessa intensità. Zverev ha immediatamente ripreso il controllo del gioco, spegnendo ogni possibilità di rimonta.

Gli elogi a Zverev: «Ha il miglior servizio del tennis»
Shelton ha riconosciuto senza esitazioni il livello raggiunto dal nuovo campione degli US Open, sottolineando come il servizio sia soltanto una delle numerose armi a disposizione del tedesco.
«Ha il miglior servizio del tennis. Oggi sono riuscito a strapparglielo per la prima volta dopo 66 suoi turni di battuta nei nostri confronti. Se a questo aggiungi quanto sia forte anche quando il servizio non gli procura direttamente il punto, ti rendi conto di quanto sia completo».
Il break ottenuto da Shelton nel dodicesimo game del terzo set ha interrotto una serie di 66 turni di servizio consecutivi tenuti da Zverev contro l’americano. Un dato che fotografa perfettamente le difficoltà incontrate dal mancino di Atlanta nei sei precedenti disputati contro il tedesco, tutti vinti da quest’ultimo.
«È migliorato moltissimo a rete – ha proseguito Shelton –. È un giocatore di altissimo livello negli spostamenti nonostante sia alto 2,01 metri. Ha una grande apertura, risponde molto bene, è solido da fondo campo ed è anche uno dei tennisti fisicamente più preparati del circuito. È un avversario davvero difficile. Nel terzo set avevo cominciato a trovare alcune soluzioni, ero arrabbiato e sono riuscito a reagire. Nel finale, però, ero un po’ stanco. Zverev ti presenta tantissimi problemi diversi».

Il diritto e le transizioni: cosa non ha funzionato
Nell’analizzare la propria prestazione, Shelton ha rivolto l’attenzione soprattutto al rendimento negli scambi e alle occasioni non sfruttate con il diritto. Contro un avversario capace di concedere pochissimo, l’americano non è riuscito a trasformare abbastanza spesso una situazione favorevole in un punto concluso.
«Non ho giocato da fondo campo come avrei voluto. Con il passare del tempo non ho colpito bene il diritto e non sono stato abbastanza preciso quando provavo ad attaccare. Ho commesso troppi errori quando la palla arrivava nella mia zona ideale».
«A volte giocavo una grande risposta e ricevevo una palla più comoda. In altre occasioni costruivo bene lo scambio e mi procuravo un diritto per attaccare. Oggi non sono stato sufficientemente aggressivo con quel colpo e non ho gestito bene neppure le transizioni verso la rete. Ho commesso troppi errori: questa è la lezione principale che porto con me».
Shelton non ha nascosto quale dovrà essere uno dei prossimi passi della sua evoluzione: «Voglio diventare più letale con il diritto. Contro un giocatore come Zverev le opportunità sono pochissime e devi lavorare molto per conquistare ogni singolo punto. Oggi è stato quello l’elemento che mi è mancato».

«Non sono ancora vicino al giocatore che voglio diventare»
Nonostante la sconfitta, Shelton considera questa finale un passaggio necessario del proprio percorso. Il suo sviluppo è stato più graduale rispetto a quello di altri giovani arrivati molto presto ai vertici, ma proprio questa consapevolezza sembra alimentare la sua ambizione.
«Perdere una finale è motivante. Questa è la posizione nella quale voglio trovarmi. Per tutta la vita ho avuto davanti giocatori da inseguire e un livello che cercavo di raggiungere. Sono sempre maturato più tardi rispetto agli altri e anche adesso non è diverso».
«Non sempre ho avuto successo la prima volta che sono arrivato in una finale. È accaduto quando ero molto giovane, poi nel circuito Challenger e successivamente a livello ATP. Adesso è successo in un torneo del Grande Slam. Per me si tratta di un processo continuo».
Il bilancio rimane positivo, ma Shelton non intende accontentarsi: «Non credo di essere ancora vicino al giocatore che voglio diventare. Penso di essere un grande agonista e di saper competere bene. Riesco a mantenere la concentrazione e a rimanere in partita per molte ore: tutto questo mi aiuterà in futuro».
Poi la frase che riassume l’intera conferenza stampa: «Per vincere la domenica devi esprimere un tennis di livello altissimo. Qualunque avversario arrivi a questa fase del torneo è in fiducia e sta giocando in maniera incredibile. Semplicemente, devo essere migliore».

L’emozione per Trinity Rodman e la famiglia
Shelton si è emozionato parlando delle persone che lo hanno accompagnato in queste due settimane. Tra loro anche la compagna Trinity Rodman, calciatrice della nazionale statunitense e del Washington Spirit. Dopo aver disputato una partita con il suo club, Rodman ha affrontato il viaggio verso New York riuscendo ad arrivare all’Arthur Ashe durante la parte conclusiva della finale.
«Sapevo che sarebbe stato quasi impossibile per lei arrivare, ma anche soltanto fare quel tentativo è stato incredibile. È entrata nello stadio mentre io stavo perdendo e probabilmente per lei non è stato semplice. Abbiamo fatto molti sacrifici l’uno per l’altra e abbiamo viaggiato in tutto il mondo per sostenerci quando ne abbiamo avuto la possibilità».
«Lo stesso vale per la mia famiglia e per i miei amici. Tantissime persone mi sono state accanto. Per me tutto questo significa poter condividere momenti simili con i miei migliori amici, con la mia famiglia e con le persone che amo. Sono loro il motivo per cui voglio superare il traguardo. Sono davvero grato per tutte le persone che ho intorno».

Shelton lascia così New York senza il trofeo, ma con una dimensione completamente nuova. La prima finale Slam ha mostrato quanto sia già cresciuto, mentre la sconfitta contro Zverev gli ha indicato la distanza che ancora lo separa dal titolo. Una distanza che l’americano sembra intenzionato a colmare senza cercare scorciatoie.



Marco Rossi


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7 commenti

OneMore (Guest) 14-09-2026 08:58

L’occasione l’ha avuta, con un Alcaraz e un Sinner in forma non vedo come puo’ ripresentarsi

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Silvy__89 (Guest) 14-09-2026 08:52

Mah io onestamente mi aspettavo di più.
Capisco la tensione della prima finale, ma perfino il nostro Sonego lo ha impensierito di più.
Bel torneo, ma ancora lontano dai migliori

6
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Humbert50 (Guest) 14-09-2026 08:41

Dopo Alcaraz è il tennista che gioca meglio a rete. Ieri a rete è stato letele. Angola magnificamente la battuta. Ieri probabilmente con qualche discesa a rete in più avrebbe avuto più possibilità. Se si evolve in quel senso saranno problemi per molti.

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Pier no guest 14-09-2026 08:41

Mi è piaciuto molto durante la premiazione.
Lo sguardo non era di tristezza o rabbia ma,ne sono certo,di determinazione .In quei momenti lui stava rivedendo l’inizio del match,il tie-break,il primo game del quarto e su questo è già pronto a lavorarci.
Ha dei limiti ma questo è un agonista come pochi.

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dateccitrungelliti (Guest) 14-09-2026 08:38

Ben vale la classifica che ha adesso, ma è praticamente coetaneo di Jannik e Carlos che invece gli sono avanti di un (bel) po’.
Può vincere uno slam, ma deve sperare che gli altri due scendano di rendimento o non partecipino.
E poi deve cominciare anche a vincere fuori dagli Stati Uniti.
Di strada ce n’è da fare ancora, per non rimanere il primo fuori dal podio nel ranking.

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tinapica 14-09-2026 08:17

“Riesco a mantenere la concentrazione e a rimanere in partita per molte ore”
No, Beniamino: il problema è proprio quello.
I colpi per sopravanzare Zverev, specialmente la sua versione molto buona ma non eccellente, come quella vista ieri, ci sono tutti, sostenuti da una condizione atletica invidiabile.
Il problema è proprio saper trovare costanza nell’arco dell’incontro: se non è un problema di concentrazione questo…
Capisco la prima finale Maggiore, per di più davanti al pubblico di Casa che da 23 disabituali anni aspetta una vittoria…ma con un lustro di professionismo ormai già acquisto in esperienza tutto questo non dovrebbe più rappresentare un problema; invece…

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Leprotto (Guest) 14-09-2026 07:58

Ho fatto il tifo per te, ma il tuo vero avversario era la pressione e le tensioni che avevi addosso e che ti si leggevano sul viso. Comunque gran bel torneo Ben e grazie per la più bella partita che ho visto contro Alcaraz

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