US Open, Zverev non trema: Khachanov battuto in tre set, il tedesco torna in finale dopo sei anni
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Alexander Zverev è il primo finalista degli US Open 2026. Il tedesco ha confermato il ruolo di favorito superando Karen Khachanov con il punteggio di 6-3 7-6(7) 7-6(6), al termine di una semifinale molto più combattuta di quanto possa suggerire il risultato in tre set.
Per il numero uno del seeding si tratta della terza finale Slam consecutiva dopo il titolo conquistato al Roland Garros e la sconfitta subita contro Jannik Sinner a Wimbledon. Zverev torna inoltre a disputare l’ultimo atto a Flushing Meadows sei anni dopo la dolorosa finale del 2020, quando si fece rimontare due set di vantaggio da Dominic Thiem.
Zverev comanda il primo set
Il tedesco è partito con maggiore sicurezza, trovando profondità con il rovescio e affidandosi a una prima di servizio difficile da contenere. Khachanov ha provato a prendere l’iniziativa con il diritto, ma ha faticato a mantenere la necessaria continuità negli scambi da fondo.
A Zverev è bastato ottenere il break per assumere il controllo della frazione. Il campione del Roland Garros ha protetto il vantaggio senza concedere occasioni rilevanti in risposta e ha archiviato il primo set sul 6-3.
L’inizio della seconda frazione sembrava indirizzare definitivamente la semifinale. Zverev ha strappato subito il servizio al russo, portandosi avanti anche nel punteggio. Khachanov, però, ha finalmente trovato maggiore aggressività e ha recuperato il break, interrompendo una serie di 37 turni di battuta consecutivi vinti dal tedesco nel torneo.
Da quel momento la partita è diventata molto più equilibrata. Khachanov ha iniziato a rispondere con maggiore efficacia, mentre Zverev ha perso parte della fluidità mostrata nella fase iniziale. Nessuno dei due è riuscito a creare un altro vantaggio decisivo e il set è arrivato al tie-break.
Un tie-break di 14 minuti
Il gioco decisivo si è trasformato in una lunga battaglia di nervi durata circa 14 minuti. Khachanov ha avuto le proprie opportunità, ma ha commesso alcuni errori di diritto proprio nei momenti più delicati. Zverev, pur ricevendo anche una violazione di tempo prima di servire, ha mantenuto la calma e ha chiuso il tie-break per 9-7 alla terza occasione utile.
Sotto di due set, Khachanov non ha smesso di lottare. Nel terzo parziale il russo ha innalzato ulteriormente il rendimento al servizio, concedendo pochissimo nei propri turni di battuta. Anche Zverev, però, ha continuato a utilizzare efficacemente la prima e a comandare gli scambi con il rovescio.
Il set è proseguito senza break fino a un nuovo tie-break. Khachanov è partito meglio, portandosi sul 4-1 grazie a un diritto vincente e a una maggiore aggressività. Quando il quarto set sembrava vicino, Zverev ha reagito con grande lucidità, recuperando entrambi i minibreak.
Il russo ha avuto un set point sul 6-5, ma ha mancato il diritto. Zverev ha approfittato dell’occasione, ha completato la rimonta e si è imposto per 8-6, conquistando la sua seconda finale agli US Open e la sesta complessiva in un torneo del Grande Slam.
Quattro vittorie consecutive senza perdere set
Il percorso di Zverev a New York era cominciato tra molte difficoltà. Il tedesco aveva avuto bisogno di cinque set e quasi cinque ore per superare Lorenzo Sonego, prima di affrontare un’altra maratona contro Quentin Halys.
Dalla terza ronda in avanti, però, il suo rendimento è cambiato completamente. Zverev ha battuto in tre set Alejandro Tabilo, Luciano Darderi, Botic van de Zandschulp e Khachanov, arrivando alla finale con quattro successi consecutivi senza cedere un parziale. Il suo bilancio stagionale negli Slam sale così a 24 vittorie e due sconfitte.
“Dopo il secondo turno, terminato alle tre del mattino, io e il mio team eravamo nello spogliatoio e ridevamo per quanto avessi giocato male. Quel senso dell’umorismo mi ha aiutato. Sono migliorato un po’, altrimenti non sarei nella finale degli US Open”, ha scherzato Zverev nell’intervista in campo.
In finale il tedesco affronterà il vincitore del derby statunitense tra Ben Shelton e Frances Tiafoe. L’Arthur Ashe Stadium sarà inevitabilmente dalla parte del suo avversario, ma Zverev ha già lanciato la sfida.
“Non vedo l’ora che arrivi domenica. Sarà una giornata incredibilmente speciale. Frances e Ben sono due beniamini del pubblico di New York e la loro semifinale sarà epica. Spero di riuscire a impedire che il sogno americano diventi realtà”, ha concluso.
Dopo aver finalmente spezzato la maledizione Slam a Parigi, Zverev avrà ora l’opportunità di conquistare il secondo Major della sua stagione e di cancellare definitivamente il ricordo della finale persa a New York nel 2020.
TAG: Alexander Zverev, Us Open, US Open 2026

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Sia che diventi numero 1 (improbabile) sia che resti al numero 2 almeno fino all’Australia compresa (quasi sicuro), il vero problema è che la posizione di Zverev potrebbe far sì che, ancora per un po’, Sinner e Alcaraz possano cadere nello stesso lato dei tabelloni. Ciò impedirebbe loro di incontrarsi in finale, oltre a creare tabelloni squilibrati
Vabbè… ma adesso buonanotte a tutti. Di Zverev, Tiafoe, Shelton ne ho avuto abbastanza: la tristezza totale. A proposito: ho visto questo torneo a sprazzi, anche lunghi. E in questi sprazzi non ho mai visto (forse Alcaraz a parte) giocare smorzate o palle corte. È rimasto qualcuno a giocarne, oltre ad Alcaraz ed un altro a caso che ultimamente aveva cominciato a prenderci confidenza con ottimi risultati? Ah… PS: il rimpianto non si è ancora attenuato (sigh)
Terza finale slam consecutiva per il biondo.
Numero 1 al mondo ormai a un paio di passi.
Con i due cannibali che si ritrovano in una delle fasi più delicate della loro carriera.
A gennaio Alcaraz aveva vinto in Australia rullando ogni avversario e impartendo una lezione epica al serbo in finale.
Da febbraio a maggio Sinner aveva brutalizzato/traumatizzato il circuito!
Ed ora osservano increduli l’imponderabile