Rovereto, un mese per tornare al centro del tennis. Intervista a Luca Stoppini
Nessun commento
Manca esattamente un mese alla seconda edizione dei Rovereto Open. Dal 11 al 18 ottobre il PalaBaldresca tornerà a ospitare il WTA 125, il più importante appuntamento tennistico internazionale del Trentino-Alto Adige.
Due campi indoor, 125 punti WTA per la vincitrice, le stelle di oggi e soprattutto quelle di domani. Luca Stoppini, direttore del torneo e responsabile del settore agonistico del CT Rovereto, racconta cosa significa costruire, quasi da zero, una settimana di tennis professionistico.
C’è un momento, nell’organizzazione di un torneo, in cui il conto alla rovescia smette di essere una formula buona per i social e diventa qualcosa di molto concreto. Quel momento, a Rovereto, è arrivato.
Manca un mese.
Fra poco più di trenta giorni il PalaBaldresca cambierà pelle. Le normali abitudini del circolo lasceranno spazio alle giocatrici, agli allenatori, agli arbitri, alle telecamere, ai raccattapalle, agli spettatori. E a quella piccola città itinerante che è un torneo professionistico.
Alla regia c’è ancora Luca Stoppini. Uno che il tennis lo conosce prima di tutto dal lato del campo.
Stoppini ha smesso di giocare a 23 anni, quando il ranking ATP lo collocava al numero 1.236 del mondo. Non abbastanza vicino alle luci del grande circuito per viverci dentro, abbastanza vicino per capire quanto sia complicato arrivarci. Oggi dirige il settore agonistico del CT Rovereto e, per una settimana all’anno, deve ragionare non soltanto da uomo di tennis, ma da organizzatore, albergatore, ristoratore, autista, responsabile logistico e, possibilmente, risolutore di problemi.
Perché un WTA 125 è questo.
E molto altro.
«Quest’anno siamo partiti prima»
La prima edizione ha lasciato entusiasmo, ma soprattutto esperienza.
«Quest’anno abbiamo iniziato a lavorare prima», spiega Stoppini. «Ci sono diverse piccole cose che vogliamo migliorare. Prese singolarmente possono sembrare dettagli, ma alla fine fanno la differenza. Lo staff è stato confermato e ampliato. Il presidente Francesco Liace e tutto il Consiglio lavorano quotidianamente al torneo».
C’è però un obiettivo che va oltre tabelloni e risultati.
«Vogliamo condividere questo evento con i bambini e i giocatori del nostro club, con i raccattapalle e con tutti gli appassionati di tennis della provincia e della regione».
Perché portare un WTA 125 in una città delle dimensioni di Rovereto non è esattamente una formalità. Nel calendario mondiale ci sono città più grandi, impianti più grandi, budget più grandi.
Rovereto, però, avrà nuovamente il suo torneo.
«Siamo molto orgogliosi che la WTA ci abbia confermato. È un evento importante, che naturalmente potrebbe interessare anche ad altri club. Per questo dobbiamo ringraziare il Comune di Rovereto, la Provincia e tutti i partner che continuano a sostenerci».
Un torneo che vuole restare
La domanda inevitabile riguarda il futuro. Seconda edizione, poi terza? Quarta? Può Rovereto diventare una fermata stabile nel viaggio del tennis femminile internazionale?
Stoppini non vende sogni a buon mercato.
«La volontà e la passione ci sono. Ma abbiamo bisogno dei nostri partner e trovare sostegno non è semplice, anche in un momento nel quale il tennis gode di una visibilità enorme».
Nel 2026, però, Rovereto avrà una carta in più.
La televisione.
Il torneo entrerà infatti anche nella programmazione di SuperTennis. Modalità e spazi della copertura sono ancora in fase di definizione, ma per organizzatori e sponsor il salto è evidente.
«La presenza televisiva è molto importante per i nostri partner. In generale significa dare al torneo una visibilità ancora maggiore nel mondo del tennis».
Ed è proprio qui che un WTA 125 trova la sua dimensione particolare. Non è ancora il salotto più esclusivo del circuito maggiore, ma spesso è il posto dove si incrociano giocatrici che dal grande tennis stanno tornando e ragazze che stanno per entrarci.
La vincitrice porterà a casa 125 punti per il ranking mondiale. Non pochi.
Pigato, Basiletti, Grant: Rovereto aspetta le italiane
Quest’anno il torneo arriva una settimana prima rispetto al 2025. E la collocazione potrebbe diventare interessante.
Mentre il circuito maggiore sarà impegnato al WTA 1000 di Wuhan, Rovereto sarà uno degli appuntamenti WTA 125 della settimana e offrirà una delle poche occasioni indoor su superficie veloce, mentre altri tornei si giocheranno sulla terra.
Il quadro delle partecipanti verrà definito più avanti, ma Stoppini non nasconde un desiderio.
«Speriamo naturalmente di avere il maggior numero possibile di giocatrici italiane di alto livello».
Poi arrivano i nomi.
«Noemi Basiletti, Lisa Pigato. E perché no, magari ancora Tyra Grant. Rovereto ha sempre portato fortuna alle giocatrici italiane».
Sergio Palmieri, direttore organizzativo della FITP, sarà nuovamente presente. E anche le wild card avranno una funzione precisa.
«Per noi è molto importante offrire un palcoscenico del genere alle giovani. Le wild card saranno destinate a giocatrici del club o della regione».
È uno degli aspetti più affascinanti di questi tornei: oggi una ragazza entra grazie a un invito, domani magari non avrà più bisogno di chiederne.
Proteine, transfer e stanze per respirare
Poi c’è il torneo che il pubblico non vede.
Quello che comincia molto prima del primo servizio.
Organizzare un evento professionistico significa occuparsi di dettagli che da una tribuna sembrano irrilevanti e che, dietro le quinte, diventano improvvisamente fondamentali.
«La cosa più difficile è garantire alle giocatrici un’assistenza a 360 gradi. La WTA richiede standard molto elevati e nell’ultimo mese siamo in contatto continuo».
Il menu, per esempio.
«Deve cambiare ogni giorno e deve garantire un apporto adeguato di proteine».
Poi gli hotel. I trasferimenti dagli aeroporti. Le navette dall’albergo al circolo. Gli spazi riservati alle atlete.
«Dobbiamo fornire informazioni precise su tutto. E la struttura deve essere sufficientemente grande da permettere alle giocatrici di avere anche zone dove recuperare e stare tranquille. È un’organizzazione complessa, perché l’obiettivo è fare funzionare tutto perfettamente».
Il tennis professionistico, visto da fuori, è una racchetta che colpisce una pallina.
Visto dall’ufficio del direttore del torneo, è soprattutto una quantità impressionante di Excel, telefonate e problemi da risolvere prima che diventino problemi.
Il vero successo? Le tribune
E allora cosa dovrà accadere perché, la domenica sera, Luca Stoppini possa chiudere finalmente il computer e dire: è andata bene?
Non parla subito del livello delle giocatrici. Nemmeno degli sponsor.
Parla del pubblico.
«Il livello del tennis femminile è cresciuto enormemente negli ultimi anni. Per questo mi auguro soprattutto di vedere tanta gente al PalaBaldresca. Vorrei che gli spettatori si sentissero bene da noi, che si divertissero. Per noi questa è la cosa più importante».
Anche perché nel 2026 il torneo proverà a essere qualcosa di più di una sequenza di partite.
Tutti gli incontri verranno disputati sui due campi all’interno del palazzetto. Sabato sarà il giorno delle semifinali, mentre domenica pomeriggio si giocheranno sia la finale del singolare sia quella del doppio.
Musica e giochi di luce accompagneranno il weekend conclusivo, riprendendo l’atmosfera sperimentata nell’ultima giornata della prima edizione.
Fra le due finali della domenica ci sarà inoltre un’esibizione di tennis in carrozzina.
E giovedì sera, sulla terrazza dell’impianto, toccherà alla Players Party.
Tennis, spettacolo, incontro.
L’idea è semplice: chi entra al PalaBaldresca non deve necessariamente uscire appena termina il match.
Trenta giorni
Adesso manca un mese.
Per il pubblico è ancora abbastanza per programmare una giornata al torneo. Per chi lo organizza, probabilmente, è pochissimo.
Fra trenta giorni le luci saranno accese, le righe tracciate, le giocatrici arrivate. Ci sarà chi entrerà a Rovereto cercando punti per avvicinarsi alle prime cento del mondo, chi proverà a tornarci dopo un infortunio e chi magari, fra qualche anno, guardando indietro scoprirà che uno dei primi passi importanti della propria carriera lo aveva fatto proprio qui.
È questa, in fondo, la magia particolare dei WTA 125.
Le campionesse le puoi riconoscere. Le future campionesse, qualche volta, devi arrivare in tempo per scoprirle.
A Rovereto il conto alla rovescia è già cominciato.
TAG: Luca Stoppini, WTA 125 Rovereto, WTA 125 Rovereto 2026

Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
Segui LiveTennis.it su..