US Open, Alcaraz al limite contro Shelton: conati e malore nella notte da record (Video)
22 commenti
Carlos Alcaraz ha vissuto una delle notti più dure della sua carriera. Durante il quarto di finale dello US Open 2026 contro Ben Shelton, lo spagnolo ha accusato evidenti conati e le immagini sembrano mostrarlo mentre vomita in una salvietta durante una pausa. Una scena arrivata dopo il quarto set, dominato 6-1 dal murciano, nel cuore di una battaglia conclusa soltanto oltre le tre e mezza del mattino.
Alcaraz, testa di serie numero 2 ma numero 3 della classifica ATP, si è seduto in panchina e ha chiesto al cameraman di allontanarsi, prima di portarsi la salvietta al volto. Non sono state comunicate diagnosi ufficiali sulle cause dell’episodio: parlare con certezza di disidratazione, problemi allo stomaco o semplice conseguenza dello sforzo sarebbe quindi prematuro.
Alcaraz non ha comunque abbandonato l’incontro. Dopo essersi ricomposto è tornato in campo e ha continuato a lottare, trascinando Shelton fino al super tie-break decisivo. A imporsi è stato lo statunitense con il punteggio di 6-7(5) 6-1 6-3 1-6 7-6(10-7), al termine di quattro ore e 28 minuti. La partita, conclusa intorno alle 3.35 locali, ha stabilito il nuovo primato per l’incontro terminato più tardi nella storia dello US Open.
Carlos Alcaraz throwing up in his towel during his match against Ben Shelton at the U.S. Open.
It’s past 2 in the morning.
He's giving it his all. pic.twitter.com/hz6908jJPQ
— The Tennis Letter (@TheTennisLetter) September 9, 2026
Una notte ai limiti della resistenza
Il malore ha rappresentato l’immagine più forte di un quarto di finale giocato a un’intensità elevatissima. Shelton, sostenuto dal pubblico dell’Arthur Ashe, ha imposto potenza con il servizio e con il diritto, mentre Alcaraz ha dovuto spendere moltissimo per rimanere aggrappato alla partita e riaprirla nel quarto set.
Nemmeno le difficoltà fisiche, però, hanno tolto allo spagnolo la possibilità di giocarsi la qualificazione fino agli ultimi punti. Nel super tie-break Alcaraz è rimasto in corsa, ma Shelton ha trovato maggiore lucidità nelle fasi decisive e ha chiuso 10-7, conquistando la sua prima vittoria contro un avversario classificato tra i primi tre del mondo.
Il problema degli orari torna al centro del dibattito
Le condizioni di Alcaraz hanno inevitabilmente riacceso la discussione sugli incontri che si protraggono fino alla piena notte. Il quarto di finale era iniziato dopo le 23 e si è concluso quando a New York erano già passate abbondantemente le tre del mattino.
Non è possibile stabilire un rapporto diretto tra l’orario e il malessere accusato dallo spagnolo, ma una partita di quasi quattro ore e mezza disputata in quella fascia oraria impone una riflessione sulla gestione delle sessioni serali. I giocatori devono infatti affrontare non soltanto lo sforzo agonistico, ma anche recupero, trattamenti, conferenza stampa e rientro in albergo quando il resto della città si prepara ormai al risveglio.
Da non sottovalutare anche l’alimentazione dei giocatori che giocando di notte possono avere meno energie dato che il pasto precedente era stato fatto diverse ore prima.
Marco Rossi
TAG: Carlos Alcaraz, Us Open, US Open 2026

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@ JOA20 (#4680207)
Grazie, non lo sapevo.
Per modificare da mobile ti tocca andare in modalità desktop
@ redazione:
Ma come mai da smartphone non è consentito modificare i commenti entro i 5 minuti?
È una cosa frustrante dover ogni volta vedere post inviati che partono con errori involontari su cui non si può intervenire entro i 5minuti
Ok, maestro, correggo tutto.
Ovviamente specifico al maestro che la è accentata e una congiunzione, corretta dallo smartphone, che di solito mi cambia parole e senso delle frasi
@ walden (#4680156)
Se vuoi intervieni nel merito è dal momento che capisco che non sei d’accordo, dimmi come risolvevi il problema una volta che gli incontri si allungavano.
@ walden (#4680156)
Lo so bene che sono ITF.
Ma le regole sul circuito le fa l’ATP.
Ma poi sarà pure una questione di lana caprina se l’una o l’altra intervengono. Purché nuove regole siano.
Questa smania di fare i maestrini sul nulla è parecchio sgradevole, specie se usano certi toni
Secondo me Alcaraz ha pagato soprattutto lo sforzo mentale (immane dopo uno stop così lungo) più che la stanchezza fisica, anche se Carlitos è apparso fin dal 1T poco tonico e muscolarmente non “definito” come al solito.
Credo che ci vorranno almeno un paio di mesi per ritrovare la forma atletica che aveva in Primavera.
V A M O S !!!!
L’orario del match è una delle cause della stanchezza dei giocatori.
trovo assurdo far iniziare un match del genere dopo le 23.
al di là dei giocatori, c’è un intero stadio da far defluire, con tutti i rischi del caso.
E tutto in nome del dio denaro.
I match, parlo della sessione diurna doveva iniziare prima. la sessione serale, se inizia alle 19, al massimo consente di iniziare il match maschile alle 22.
@ Alessandro6.9 (#4680106)
Beh, si poteva spostare Pegula sull’ altro campo, era già tardi a quel punto.
E cominciare prima. Si sa che i quarti possono andare al 5° (M) o 3° (W).
SE ha ancora giocato in maniera competitiva per un’ora ed un quarto evidentemnete si è trattato di un malessere momentaneo, ben diverso da quanto capitato a Sinner a Parigi….
Con gli SLAM l’ATP non c’entra un fico secco…
Non succede solo a Jannik
l’inizio deve essere entro le 11, poi, una volta che cominciano non si fermano. Solo a Wimbledon c’è il coprifuoco
sì
Alcaraz deve avere pazienza: l’ infortunio gli ha levato l’ Olimpo di una classifica intoccabile e potrebbe finire anche quarto superato da Shelton se vincitore dallo US Open. È tutto da rifare senza pensare di poter tornare in vetta in tre mesi solo di talento.
Dite quel che volete, Shelton maturato, OK.
Ma per vincere qualcosa da Zverev in giú bisogna sempre che uno dei due marziani sia assente e l’altro abbia un malore in campo.
Non ho visto il match, ma letto gli articoli relativi. Tutti a dire di un Alcaraz buono ma non ottimo essendo appena tornato, e di uno Shelton in eccellente forma. Ma non un minimo cenno a reali problemi per Carlos, se non il fatto che sia appena rientrato dop 5 mesi di stop. Poi leggo questo articolo! E leggo di Carlitos che non e’ stato proprio mica bene, con addirittura conati di vomito. Vedo nelle statistiche sulla velocita’ della prima e della seconda che Carlos ha servito sotto i suoi standard. Mi pare di capire quindi che un Carlitos a velocita’ di crociera ben sotto i suoi standrad quasi vince contro un super Shelton. Ergo: resta un gap molto grande tra i due. Dico bene?
Ma qui il problema degli orari non saprei come poteva essere risolto:
Sabalenka vs Noskova 2h,30
Tiafoe vs Michelsen 4h,40
Pegula vs Navarro 2h,30
Soltanto di gioco. Senza interviste sul campo, pausa e presentazione del match, etc.
Obbiettivamente grandi tempi morti non ce ne sono stati.
Quando vendi 24.000 biglietti per la sessione serale spostare Shelton vs Alcaraz su un campo che be contiene a malapena la metà o poco più non è minimamente fattibile.
Era logica l’alternativa di rimandarla ad oggi integralmente ad oggi o dopo i primi 2 set?
Impossibile sempre per la questione biglietti venduti e per la regola delle interruzioni previste soltanto per impraticabilità del campo.
Ieri non c’era alcuna soluzione alternativa. Salvo altre regole che l’ATP deve darsi con chiarezza e comprensione del problema
Deve ringraziare che ha fatto solo questo match al quinto set! Il polso trema…
Non è bastato un generoso Alcaratz
Infatti si rischia di vanificare l’impresa di Shelton, semplicemente perchè non ha abbastanza tempo per recuperare prima della semifinale… Assurdo far terminare una partita di questo livello intorno alle 3,30… Ma non c’era la regola che dopo le 23 si rimanda l’incontro al giorno dopo?