Le regole NextGen sono stati lanciate nel 2017 ma mai testate sul tour ATP ATP, Copertina

McEnroe sposa la linea di Djokovic: “Il tennis deve cambiare il punteggio per ridurre la durata degli incontri, la capacità di attenzione del pubblico è più breve che mai”

03/09/2026 10:00 15 commenti
John McEnroe nella foto
John McEnroe nella foto

Il tennis deve cambiare il sistema di punteggio nei set per rendere gli incontri più corti e quindi accessibili ad un pubblico che stenta a restare incollato alla partita oltre le due ore, soprattutto pensando alle giovani generazioni? È un dibattito scomodo ma importante in prospettiva e già scattato da tempo, con la stessa ATP a portarlo sul tavolo con il tentativo iniziato nel 2017 dalle regole inserite nelle Finali NextGen, ossia con il formato di partite al meglio di cinque set, da disputarsi sui 4 game (e un tie-break sul 3 pari) e senza il vantaggio all’interno del game. Una rivoluzione epocale, con l’indubbio vantaggio di rendere la durata dell’incontro più certa e difficilmente superiore a due ore (alcuni match le hanno superate di poco) e quindi più sostenibile per lo sforzo dei giocatori e soprattutto ottimale per la trasmissione in tv, sia per la certezza della programmazione che per un pubblico cambiato nel tempo e meno avvezzo a seguire partite molto lunghe. Questa linea è stata rilanciata da Novak Djokovic nelle scorse settimane: il serbo ha affermato che per il futuro della disciplina è necessario apportare cambiamenti, visto quanto la competizione sia dura e con l’universo degli spettatori cambiato e sempre meno attento. Adesso è anche John McEnroe ad inserirsi nella questione e rilanciarla.

Parlando ai microfoni di ESPN da US Open, dove il leggendario mancino ha trionfato quattro volte in carriera (1979, 1980, 1981 e 1984), John si è soffermato sulla possibile innovazione del punteggio degli incontri affinché il tennis non perda affezionati e sia più al passo coi tempi, in un mondo che va sempre di corsa dove non c’è più la pazienza per assistere a partite di tre o quattro ore. “Dovremmo cambiare il formato del punteggio. I set non dovrebbero essere giocati al meglio dei sei game, ma al meglio dei quattro, possibilmente senza alcun vantaggio. Al meglio dei cinque set, mantenendo le partite entro un intervallo di tempo di due ore” afferma McEnroe. “È la soluzione migliore per tutti. Il cambiamento è necessario perché la capacità di attenzione delle persone è più breve che mai”.

Una rivoluzione che McEnroe propone per i tornei del tour ATP, mentre per quanto riguarda gli Slam interverrebbe solo sul quinto set: “I tornei del Grande Slam fanno storia a parte, ma servirebbe qualcosa anche lì perché i match sono i più lunghi. Nei tornei del Grande Slam, consiglierei di giocare un tiebreak quando il punteggio è in parità sul 2 set pari, anziché un quinto set completo”.

La idea dell’americano è simile a quanto proposto di recente da Djokovic, e che alcuni tennisti (Fonseca, tra gli altri) hanno sposato come idea positiva. McEnroe ha concluso il suo discorso proprio parlando del serbo. “Novak ha vinto così tanto proprio perché è riuscito a resistere più a lungo degli altri. Era in una forma fisica migliore di chiunque altro e ha vinto partite che duravano cinque ore o più. Era molto più difficile da battere nelle partite al meglio dei cinque set che in quelle al meglio dei tre set”. Per questo motivo molti appassionati hanno criticato la proposta del campione di Belgrado, ipotizzando che la idea fosse pro domo sua, ossia per favorirlo visto che con la sua età è difficile riuscire a reggere quattro o più ore a tutto gas contro avversari sicuramente meno talentuosi ma assai più giovani e resistenti. In realtà nelle parole del serbo prima e del newyorkese oggi c’è una considerazione corretta: il pubblico del tennis è mediamente sempre più “anziano” (le stime dell’ATP parlando dell’appassionato medio che segue con costanza i tornei stagionali indicano una età media vicina ai 50 anni) e quindi riuscire a coinvolgere un numero maggiore di giovani è cruciale per il futuro della disciplina. L’ha affermato Andrea Gaudenzi più volte, con dati alla mano.

Questo problema non è insito solo nel tennis: molti studi parlano di una situazione simile anche nel calcio, basket, e via dicendo, con la F1 che invece va contro tendenza e negli ultimi anni è riuscita a coinvolgere – soprattutto negli USA – un numero crescente di giovani e nuovi appassionati. La soluzione è quindi accorciare le partite? Forse no, ma potrebbe esserlo. Non c’è modo saperlo al momento perché le regole NextGen provate dall’ATP nel “masters” dei giovani restano finora un tentativo fine a se stesso, a meno di aver il coraggio di testarle realmente in contesto competitivo dei tornei stagionali, con i campioni in campo e punti veri in palio. La massima parte degli appassionati oggi osteggia con forza il format dei set brevi e senza vantaggi: la storia del tennis è forte grazie alla unicità delle sue regole, il fatto che il tempo sia un fattore indefinito e non decisivo al successo, e che per battere un avversario devi riuscire a conquistare una serie di game mettendo sempre due punti più dell’altro. Una diversità che lo rende unico e affascinante, e che qualsiasi vero innamorato del tennis è pronto a difendere a spada tratta. Tuttavia restare arroccati sul glorioso passato senza darsi nemmeno la chance di una prova reale non è forse intelligente.

Chi vi scrive è uno strenuo difensore delle regole del tennis, praticamente perfette per creare una disciplina che non ha uguali per emozioni e dinamiche. Non c’è niente simile a quel che accade su di un campo da tennis, dove il tempo si dilata e contrae a seconda del talento e variabili tecnico-tattiche imposte dai due giocatori, e con partite una diversa dell’altra. Ma… sarebbe stupido non constatare come l’estrema fisicità del gioco abbia non poco appiattito molte partite, e giocatori sempre più forti fisicamente abbiano portato la competizione più sulla lotta – e la durata – che sulla mera qualità tecnica. Come ripetuto più volte, il tennis ha nelle sue mani la possibilità di cambiare: valorizzare di nuovo la destrezza dei colpi con materiali meno tolleranti (ovali più piccoli, telai di peso stabilito e con corde solo in budello naturale, e con palle più leggere e facili da spingere), in modo da premiare l’attacco rispetto ai lunghi scambi, e così la durata stessa degli incontri di accorcerebbe naturalmente.

Ma un tentativo con le regole NextGen si potrebbe anche provare, magari con qualche correttivo, come il tiebreak sul 4 giochi pari, o oppure sul 3 pari ma mantenendo un numero di vantaggi (4? e poi il punto secco). Un test, magari disputando qualche torneo 250 o 500 con questo formato, si potrebbe rischiarlo. Le partite NextGen hanno appassionato più o meno. Personalmente ricordo di aver visto a Milano alle NextGen match bellissimi, come Tsitsipas vs. De Minaur, o quelli di un giovanissimo Sinner, o la finale tra Alcaraz e Korda. Chi giustamente storce il naso pensando ad un tennis con queste regole, forse potrebbe anche ricredersi se ci fosse la possibilità di vedere un Sinner vs. Alcaraz in un ATP 500, a giocarsi il titolo, punti (e denari) con questo format. Un tentativo lo si potrebbe fare, e quindi valutare. 

Marco Mazzoni

 

 


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15 commenti. Lasciane uno!

fondo (Guest) 03-09-2026 11:32

contento che sempre piu’ addetti ai lavori si espongano su questo. E per me ,come dal primo next gen che hanno fatto , la soluzione migliore e’ proprio quella. 3 su 5 ,con set a 4. Si mantiene il pathos dei 5 set ma con una durata piu’ umana. Tra l’altro, con set piu’ corti , si entra piu’ velocemente nel momento clou del set. E forse anche gli spettatori dello Us open la smetterebbero,di arrivare 1 ora dopo l’inizio delle partite.

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-1: tacchino freddo
Luca (Guest) 03-09-2026 11:22

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antoniov 03-09-2026 11:11

Scritto da Dr Ivo
Se c’è uno che ha sfruttato a proprio favore la lunghezza dei match, questi è Novak Djokovic

Questa non è certo un’opinione 🙂

D’altra parte, per quanto il tennis di oggi sia ben altra cosa rispetto a quello di 20 anni fa, chi si avvantaggerebbe dell’annacquamento delle regole attuali sarebbero soprattutto gli ultratrentenni e ancor più gli ultratrentacinquenni che desidererebbero giocare nel circuito Atp sino a cinquant’anni 🙂

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+1: tacchino freddo
l Occhio di Sauron 03-09-2026 10:59

cambiare il pubblico non il tennis!

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+1: tacchino freddo
Dr Ivo 03-09-2026 10:54

Se c’è uno che ha sfruttato a proprio favore la lunghezza dei match, questi è Novak Djokovic

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+1: antoniov, tacchino freddo
Koko (Guest) 03-09-2026 10:45

Il problema è che Djokovic lo dice solo per prendersi il 25-mo slam da quarantenne e non certo per migliorare lo spettacolo. Se la proposta venisse da Sinner ed Alcaraz già avrebbe più peso.

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Giampi 03-09-2026 10:41

Quindi siccome c’è una diffusa patologia psicosociale, l’iperattività con deficit di attenzione, associata ad una analfabetismo funzionale dobbiamo incoraggiarli con: libri di massimo 100 pagine con annesso un Bignami per chi volesse fare prima o facesse fatica a seguire il testo..

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+1: Dr Ivo, tacchino freddo
tacchino freddo 03-09-2026 10:40

Praticamente affermano che le nuove generazioni soffrono di deficit di attenzione… però, invece di pensare a recuperare la capcità di saper aspettare e di aver pazienza, propongono accorciare ogni evento (vedasi anche i cartoni animati per bambini, quali Peppa Pig)…
Però non dicono nulla se nel calcio introducono la pausa idratazione e la pausa tra il primo e secondo tempo della finale dei Mondiali è durata 25 minuti con il penoso spettacolo musicale ad intrattenere il pubblico.
A questo punto che introducano partite con set da 2 game ed eventuale killer point sul 1 pari ed al meglio dei 3 set, con pausa di 40minuti tra 1 set e l’altro per permettere “spettacoli” musocali con Bad Bunny, Maluma, Sfera Ebbasta e compagnia bella…

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+1: Giampi, antoniov
tacchino freddo 03-09-2026 10:39

Praticamente affermano che le nuove generazioni soffrono di deficit di attenzione… però, invece di pensare a recuperare la capcità di saper aspettare e di aver pazienza, propongono accorciare ogni evento (vedasi anche i cartoni animati per bambini, quali Peppa Pig)…
Però non dicono nulla se nel calcio introducono la pausa idratazione e la pausa tra il primo e secondo tempo della finale dei Mondiali è durata 25 minuti con il penoso spettacolo musicale ad intrattenere il pubblico.
A questo punto che introducano partite con set da 2 game ed eventuale killer point sul 1 pari ed al meglio dei 3 set, con pausa di 40minuti tra 1 set e l’altro per permettere “spettacoli” musocali con Bad

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Aquila. 03-09-2026 10:34

Io farei prima, mi fermerei al lancio della monetina, Atp sta studiando di alleggerire le partite solo per indurre i migliori a fare più tornei, il motivo vero è solo economico ci guadagnerebbero tutti a scapito dei giocatori minori dove verrebbe meno la possibilità di vincere un torneo

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+1: antoniov
Betafasan 03-09-2026 10:22

Di più e più in fretta! Qs è la qualità di vita moderna! Vomito!

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Betafasan 03-09-2026 10:20

Ahahah… cioè ha detto che i giovani sono dei babbuini! Povera società moderna!

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Re dei commenti censurati (Guest) 03-09-2026 10:14

quindi sinner vorrebbe vincere i match giocando meno ore? ho capito bene?

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Egbedi (Guest) 03-09-2026 10:12

Cioe in questa illuminata soluzione si accorciano i match del Tour ( che sono piu corti e spesso non superano le 2 ore) mentre rimangono sostanzialmemte uguali i match dello a
Slam.. che sono quelli che durano 5 ore…

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JannikUberAlles 03-09-2026 10:05

Ma volete mettere l’emozione di un passaggio di turno giocato su 1 solo punto?

Davvero impagabile!

Ahahahah 😀

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+1: Betafasan, Aquila., Dr Ivo, tacchino freddo, l Occhio di Sauron, antoniov