Un set di vantaggio non basta all'azzurro ATP, Copertina

US Open: Berrettini falloso e poco reattivo, cede a Navone dopo tre ore e mezza di lotta

03/09/2026 07:01 12 commenti
Matteo Berrettini a US Open (foto Getty Images)
Matteo Berrettini a US Open (foto Getty Images)

77 errori gratuiti (e oltre 50 col diritto, il colpo più incisivo del suo repertorio) sono un fardello troppo pesante per portare a casa il successo per Matteo Berrettini, nonostante una partenza discreta e una prestazione al servizio sufficiente contro un irriducibile Mariano Navone, davvero “tosto” e vittorioso dopo tre ore e mezza di lotta contro l’azzurro, 3-6 6-3 6-4 7-6(4) il punteggio conclusivo che porta l’argentino al terzo turno di US Open dopo l’impresa contro Djokovic e la vittoria di stanotte sull’italiano. Un moto continuo la “Navoneta”, non molla mai e rimette tutto con una intensità che alla fine ha stroncato la resistenza di Berrettini, incappato in un numero enorme di errori in scambio, la maggior parte per difetto di posizione all’impatto. Meno reattivo nell’arrivare sulla palla con la corretta distanza (“Non la vedevo e non la sentivo bene”, dirà poi l’azzurro dopo la partita), Matteo ha lottato tanto ma senza riuscire ad esprimere quella qualità necessaria a stazionare ad un livello superiore a quello di Mariano per tutto l’incontro, finendo a rincorrere e provarci senza successo.

Una versione più spenta, fallosa e meno dinamica dell’azzurro, si potrebbe definire la classica giornata storta dove le cose non sono andate per niente come sperato e la grinta non è bastata per superare un avversario in condizioni fisiche straordinarie e altrettanto forte nella lotta. Del resto si sapeva che Navone non avrebbe regalato quasi niente e che per portare a casa la partita sarebbe stata necessaria una prestazione importante di Berrettini, una qualità superiore per andare sopra al livello costante dell’avversario; purtroppo Matteo c’è riuscito solo nel primo set, vinto per 6-3, mentre nel resto dell’incontro il suo impegno non è stato abbastanza per portarlo al successo. La partita si è decisa soprattutto tra secondo e terzo set, quando il romano è stato vittima di passaggio a vuoto condito da troppi errori e incertezze, e l’aver recuperato un break nel quarto parziale non è stato sufficiente, battuto al tie-break dall’argentino, mediamente più lucido in scelte di gioco asciutte, un tennis pratico e alla fine vincente. Una sconfitta che brucia perché il Berrettini ammirato contro Wawrinka si sperava che potesse battere Navone, e vista la sconfitta di Djokovic il tabellone si era un po’ aperto, anche a possibili ed interessanti scenari.

Eppure la partenza di Berrettini non era stata affatto malvagia. Pronti via e si intuisce con il servizio Matteo può fare la differenza, e deve farla. Rimonta da 0-30 nei primi due turni, con il 50% di prime palle in campo ma forte di 86% di trasformazione (a fine set), ossia quando la mette fa il punto. Il finalista di Wimbledon 2021 comanda il gioco, anche dalla risposta è più attivo e nonostante qualche errore di troppo è lui che prende l’iniziativa e cerca il punto. Navone dopo un avvio da metronomo, attento a non sbagliare niente e far correre l’azzurro, incappa nel classico turno negativo sotto la pressione dello score, sul 4-3. La sua spinta regolare dalla riga di fondo si inceppa, commette quattro errori e concede il break a Berrettini. Matteo serve per il set sul 5-3, e non senza soffrire (rimonta da 0-30) riesce a chiudere il parziale, affidandosi al servizio e quindi a un paio di diritti dirompenti. Non un gran Berrettini, la brillantezza dei giorni migliori è lontana, ma sufficiente a stazionare sopra al livello medio-alto dell’argentino. Purtroppo per l’azzurro dal secondo parziale la partita si complica maledettamente.

L’incontro inizia a cambiare direzione dalla metà secondo set, con l’azzurro incapace di arrivare a palla break in un duro terzo game, con Navone in affanno. Da lì in avanti il gioco di Matteo si inceppa: il suo vigore scema di intensità, il diritto inizia a perdere la misura con i piedi dell’azzurro meno rapidi nel portarlo alla corretta distanza dalla palla per un impatto potente e sicuro. Berrettini sbaglia davvero troppo, si intuisce che la partita sta per scappargli di mano, e puntualmente il break arriva nel sesto game, nonostante fosse avanti per 40-0 (bravo Navone in una risposta super, ma quanti errori dell’azzurro). Saranno ben 14 a fine set, con solo 4 vincenti. Pochissimo per tenere a bada un Mariano ora velocissimo sul campo, un “motorino” che arriva da tutte le parti e si prende tanti vincenti con un gran ritmo, e una fiducia a mille. La differenza di attitudine tra i due è lampante: Navone sprizza energia da tuti i pori, mentre Berrettini non cela la delusione di sensazioni negative e, soprattutto una partita che inizia a scivolargli via dopo il vantaggio iniziale.

L’atteggiamento per niente positivo di Berrettini diventa ancor più evidente nel terzo parziale, iniziato malissimo con un doloroso break in apertura figlio del momento “no” iniziato nel set precedente. Una serie di errori e incertezze lo mandano subito sotto; non si arrende Matteo e cerca l’immediata reazione, con una chance del contro break che spreca. Ne conquista un’altra, ma non va, e questo non fa che acuire la sua negatività e nervosismo. Nemmeno Navone brilla in questa fase, assai convulsa, con quattro game di fila conditi da varie palle break per entrambi dopo la quasi ferrea regola dei turni di battuta rispettati nei primi due parziali. C’è un discreto caos tecnico in campo, un tennis di nervi, di lotta, ma anche troppe indecisioni e sbagli, soprattutto da parte di Berrettini, tanto che il conto dei suoi errori sale a dismisura e sorpassa quello dei vincenti. La risposta non va, così che prova anche a bloccarla per iniziare lo scambio, ma allora è troppo corta e Navone ha tutto il tempo per entrare e comandare. È Matteo a sembrare bloccato, vuole entrare forte col diritto ma non sente la palla e così finisce per rallentare troppo, giocare corto e finire preda di scambi di corsa dove non può superare la velocità dell’avversario. Navone non brilla affatto, gioca facile e annulla un’altra palla break sul 3-2, aumentando ancor più la frustrazione di Berrettini, da lì in avanti incapace di procurarsi altre chance per riaprire un set davvero brutto che alla fine cede per 6-4.

Nel quarto set Matteo ritrova un po’ di lucidità, o almeno accetta di essere finito sotto e che con un’attitudine così negativa e troppi errori senza nemmeno spingere a tutta non ha alcuna possibilità di farcela. La battuta torna più regolare, e anche qualche diritto maltratta la palla senza uscire dalle righe del campo. Torna anche ad autoincitarsi dopo la negatività del secondo e terzo parziale, si avverte la sensazione di una possibile reazione. Infatti dopo due game lisci, l’italiano sul 2-1 guadagna campo e “sfonda” l’argentino, procurandosi due interessante palle break. Purtroppo Navone regge, con un gran diritto salva la prima mentre sulla seconda è la risposta di Matteo a non centrare il campo. Occasione mancata, occasione subita: Berrettini nel turno successivo smarrisce sicurezza, rimonta da 15-30 ma il game va ai vantaggi, concede una palla break e l’ennesimo errore lo condanna al sorpasso dell’argentino (3-2). Quando tutto sembra perso, ecco che arriva la furia di Matteo, non vuole perdere così, spinge duro e di potenza e rabbia va riprendersi il break nel game successivo, impattando lo score sul 3 pari. Una fiammata che lascia aperta la speranza ad una possibile rimonta, anche perché la battuta nei turni seguenti lo sostiene. Navone si affida ovviamente alla spinta col diritto sul rovescio di Berrettini per tamponare il nuovo vigore dell’italiano, e la tattica lo tiene in vita, fino al tie-break. Si spera che nel game decisivo la battuta di Matteo possa fare la differenza, ma purtroppo invece è Mariano a dominare, con una risposta profonda e una grande intensità nel giocare profondo senza sbagliare niente. La lotta del romano non basta, scivola sotto 4 punti a 1 e poi 6-1. Non molla Berrettini, si riprende qualche punto ma non riesce a ribaltarla, per il 7 punti a 4 che vale il successo, complessivamente meritato, a Navone. Una sconfitta che brucia per Berrettini, con meno errori la vittoria era più che possibile.

 

 

M. Berrettini ITA vs M. Navone ARG

Slam Us Open
M. Berrettini
6
3
4
6
M. Navone
3
6
6
7
Vincitore: M. Navone


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12 commenti. Lasciane uno!

zedarioz 03-09-2026 08:55

Scritto da arnaldo
Berrettini come ovvio che sia non torna piu’ quello del 21 del 22 etc etc. Ci prova, ma ne e’ consapevole pure lui. quello che racconta nelle interviste sono cose che deve dire, normali e sacrosante. Dico ormai da tempo che la cosa importante è che non si faccia piu’ male, che si diverta e magari qualche soddisfazione potrebbe ancora togliersela. Se riesce cosi’ facendo a stare in top 50 e’ TANTA ROBA

No, non ci prova davvero. Proprio perchè ha un deficit atletico, dovrebbe fare una vita dedicata solo alla professione, alla Nadal e Nole, per essere alla pari degli altri. Lui ha fatto scelte diverse e onestamente è difficile dargli torto. Rinunciare a tutto per fare qualche turno in più e magri tornare nei primi 15 o allenarsi normalmente godendosi la vita da 30enne ricco e molto ricercato nei momenti off?

12
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Betafasan 03-09-2026 08:53

Manca la preparazione atletica su cui costruire!

11
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Silvy__89 03-09-2026 08:53

Giornata deludente ieri, solo Paolini su 5

10
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zedarioz 03-09-2026 08:48

Berrettini in determinate condizioni, soprattutto a Wimbledon o in qualche 1000, può ancora fare bene, ma se le condizioni sono difficili e ci vuole preparazione fisica e scambi lunghi, fa tanta fatica. A Parigi c’è stata una serie di combinazioni favorevoli, ma la vedo dura rivederlo competitivo nei grandi tornei. Spero di sbagliarmi.

9
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Inox 03-09-2026 08:38

Scritto da Panda82
ma dove va più berrettini…

.. io una idea ce l’ho ahahah

8
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omerjno 03-09-2026 08:18

Navone tirava la seconda ad una media di 160 km, e riesce a fare il 62% di punti….

7
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Alex77 03-09-2026 08:14

Mah, a me sembra troppo spesso impreparato a livello atletico… poi, per carità, in alcune giornate è ancora abbastanza competitivo, ma in generale…

6
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+1: Betafasan
Panda82 (Guest) 03-09-2026 07:53

ma dove va più berrettini…

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+1: Gilgamesh
marco65 03-09-2026 07:37

Oramai Berrettini vale a fatica una posizione nei 100. Si salva un po’ con il servizio , anche se è peggiorato molto anche su quello. Rovescio nemmeno da terza categoria, inguardabile, poi si muove sempre peggio, può perdere con chiunque ed infatti i risultati di quest’anno, questo dicono. Purtroppo il suo fisico non è quello di Djokovic ed a 30 anni è come ne avesse già 40. È stato un gran giocatore, peccato solo nn sia riuscito a vincere almeno un 1000, ma adesso difficile riesca a vincere anche un 250 e credo che anche Volandri non lo possa schierare in coppa Davis , se non in doppio.

4
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+1: Gilgamesh, Betafasan
arnaldo (Guest) 03-09-2026 07:35

Berrettini come ovvio che sia non torna piu’ quello del 21 del 22 etc etc. Ci prova, ma ne e’ consapevole pure lui. quello che racconta nelle interviste sono cose che deve dire, normali e sacrosante. Dico ormai da tempo che la cosa importante è che non si faccia piu’ male, che si diverta e magari qualche soddisfazione potrebbe ancora togliersela. Se riesce cosi’ facendo a stare in top 50 e’ TANTA ROBA

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Intrepido (Guest) 03-09-2026 07:19

Per adesso sembrano gli US Open che vivevamo fino a 10 anni fa! Speriamo in Lorenzo, Flavio e Dardo!
PS: Jannik torna presto!

2
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+1: Gilgamesh
Vivibocca (Guest) 03-09-2026 07:16

delusione enorme.
era la sua ultima possibilità

1
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+1: Gilgamesh, Silvy__89