De Minaur elogia Cruz Hewitt prima della sfida di Washington: «Non è facile essere il figlio di un ex numero uno»
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Alex de Minaur si prepara a vivere uno degli incontri più particolari della propria carriera. Nel secondo turno dell’ATP 500 di Washington affronterà Cruz Hewitt, figlio dell’ex numero uno del mondo Lleyton, con il quale condivide da anni un rapporto che va ben oltre il tennis.
Tra i due giocatori ci sono quasi dieci anni di differenza. De Minaur ha seguito da vicino la crescita di Cruz e si è allenato numerose volte con lui, mentre Lleyton Hewitt ha avuto un ruolo importante nella formazione dell’attuale numero uno australiano, diventandone mentore e punto di riferimento.
«Ha dovuto convivere con una pressione enorme»
Alla vigilia dell’incontro, De Minaur ha sottolineato le difficoltà affrontate da Cruz nel tentativo di costruirsi una carriera indipendente dalla fama del padre. Portare uno dei cognomi più importanti nella storia del tennis australiano può garantire grande visibilità, ma comporta anche aspettative difficili da gestire fin dalla giovane età.
«Bisogna mostrargli molto rispetto, perché non è affatto semplice essere il figlio di un ex numero uno del mondo», ha spiegato De Minaur in alcune dichiarazioni raccolte da Ben Rothenberg. «Da quando ha impugnato una racchetta, anche nei tornei giovanili, tutte le attenzioni erano già rivolte verso di lui. Non è facile giocare con un simile peso sulle spalle».
Secondo De Minaur, il giovane australiano ha mostrato grande maturità nell’affrontare gli inevitabili paragoni con il padre, riuscendo progressivamente a sviluppare una propria identità dentro e fuori dal campo.
Cruz alla ricerca di un percorso personale
Il principale obiettivo di Cruz non è soltanto affermarsi nel circuito professionistico, ma arrivare a essere giudicato esclusivamente per i propri risultati e non più identificato soltanto come il figlio di Lleyton Hewitt.
«Ha svolto un lavoro incredibile nel maturare, nel mantenere la testa sulle spalle e nel trovare la propria strada», ha proseguito De Minaur. «Sta diventando un giocatore con una sua identità e sta imparando a gestire molto bene l’attenzione e le aspettative. Sta ottenendo risultati grazie alle proprie qualità e dimostrando di meritare il posto che occupa».
Parole nate da una conoscenza profonda. De Minaur ha osservato da vicino diverse fasi della crescita di Cruz e può quindi valutarne da una posizione privilegiata sia l’evoluzione tecnica sia quella caratteriale.
Il ruolo di Lleyton Hewitt
Al centro del rapporto tra i due c’è inevitabilmente Lleyton Hewitt. Il vincitore di due titoli del Grande Slam ha accompagnato De Minaur nel suo percorso verso il tennis di vertice, trasmettendogli anche quella mentalità combattiva che aveva caratterizzato la propria carriera.
Lo stesso Lleyton ha cercato di aiutare il figlio senza costringerlo a vivere costantemente nella propria ombra. Un equilibrio delicato che, secondo De Minaur, è stato gestito nel migliore dei modi.
«Credo che Lleyton abbia svolto un lavoro straordinario come padre, aiutandolo ogni volta che ne ha avuto bisogno», ha affermato. «Hanno costruito un ambiente fantastico e questo ha contribuito a renderlo un ottimo giocatore».
Da compagni di allenamento ad avversari
La partita di Washington rappresenterà una sorta di passaggio generazionale. Per anni Hewitt ha consigliato un giovane De Minaur nel suo percorso verso l’élite; adesso l’attuale riferimento del tennis australiano si troverà dall’altra parte della rete contro il figlio del proprio mentore.
De Minaur, campione in carica a Washington, partirà nettamente favorito grazie alla maggiore esperienza e alla posizione occupata nel ranking, ma l’aspetto emotivo renderà la sfida diversa dalle altre. Per Cruz sarà invece una preziosa occasione per misurare il proprio livello contro uno dei migliori giocatori del mondo e dimostrare i progressi compiuti.
«È un ragazzo fantastico e sta facendo molto bene. Ha ottenuto i suoi risultati e sta dimostrando di meritare di essere qui», ha concluso De Minaur.
Prima ancora che inizi il confronto, il messaggio è già chiaro: Cruz porta un cognome importante, ma il percorso che sta costruendo appartiene soltanto a lui.
Marco Rossi
TAG: Alex De Minaur, Cruz Hewitt

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4 commenti
@ JannikUberAlles (#4660559)
In questo caso invece mi sembra che il ragazzo la stoffa ce l’ha
La posizione di “figlio d’arte” è da sempre molto complessa… A meno che non ti chiami Valentino Rossi, Paolo Maldini o Max Verstappen…
Certo… meglio essere figlio di un cassaintegrato e una casalinga!
Alla fine in campo ci va lui e non il padre, Lleyton, quindi saranno i risultati a “parlare”.
In un caso simile, il figlio di Borg, la differenza con il padre è subito apparsa enorme 🙁