Il russo ha ritrovato buoni risultati ma non negli Slam ATP, Copertina

Dalla Russia dubbi su Medvedev: come preparerà US Open (e due mille in Nord America) senza coach?

24/07/2026 12:42 4 commenti
Daniil Medvedev nella foto
Daniil Medvedev nella foto

Non sempre il silenzio è presagio di prossime cattive notizie o di uno stato di difficoltà, ma quando a non comunicare quasi niente è un tipo come Daniil Medvedev, uno che ama parlare, spiegare e confrontarsi senza peli sulla lingua, i dubbi emergono insieme ad una certa preoccupazione. Così i media russi parlano del momento non eccellente di Daniil, che dopo un avvio di 2026 tutto sommato buono si è di nuovo “incartato” tra Roland Garros e Wimbledon. Una fase non facile che ha portato in dote pure l’addio a coach Thomas Johansson, colui che con calma e lavoro, lontanissimo dalla scena mediatica, aveva dato un contributo importante a ricostruire la carriera del moscovita. Infatti dopo l’addio traumatico a Gilles Cervara, colui che aveva raccolto Daniil promessa e portato al n.1 del mondo, Medvedev dallo scorso ottobre insieme allo svedese è riuscito a ritrovare un buonissimo livello di gioco e quel focus in campo che gli ha permesso di tornare al successo al 250 di Almaty e raggiungere la semifinale a Pechino e Shanghai, e quindi nei primi mesi del 2026 raccogliere altri due titoli (Brisbane e Dubai) oltre a risultati di qualità.

Come non citare la fantastica corsa a Indian Wells dove il russo ha battuto Draper, Alcaraz e messo alla frusta Sinner in finale, cedendo solo con due tiebreak all’italiano. Medvedev ha confermato la sua ritrovata vena anche a Roma (dove ha vinto nel 2023), issandosi sino alla semifinale, di nuovo stoppato da Sinner in tre set. Tirando le somme, erano almeno 2 anni e mezzo che non ammiravamo un Medvedev così competitivo, tosto nella lotta, forte al servizio e di nuovo continuo. Qualcosa dopo Parigi sembra essersi guastato e questo preoccupa in vista degli appuntamenti sul cemento in Nord America, forse la parte di stagione che Medvedev più ama in assoluto e dove ha raccolto il miglior risultato in carriera, il titolo a US Open 2021 (oltre ad un’altra finale nel 2023).

In Russia a preoccupare è il forfait a Washington, senza che ci siano infortuni a bloccarlo, e l’aver dato il benservito a Johansson, colui che era stato importante nella ricostruzione. La sconfitta patita contro Struff a Wimbledon non è piaciuta a nessuno, visti i precedenti assai favorevoli contro il tedesco. “Fa male perdere in questo modo, soprattutto quando sei avanti di un break in ogni set” aveva affermato Daniil dopo la battuta d’arresto. “Nel tennis bisogna trovare le soluzioni giuste per vincere e oggi non ci sono riuscito. Avrei dovuto servire meglio e giocare meglio i tiebreak. Anche se non chiudi il set quando servi per farlo, puoi comunque vincerlo più tardi, ma oggi lui è stato migliore nei momenti importanti. Sono molto deluso. Mi sono rilassato troppo quando ero avanti? Nei primi due incontri del torneo non era successo. A volte capita, altre no. Se fosse stato il quinto set e avessi servito per il match, si potrebbe parlare di un aspetto mentale. Qui invece era il terzo turno: ero avanti di un break e dovevo semplicemente chiudere il set. Probabilmente la prossima volta ci riuscirò. Non è una questione mentale, ma di essere più efficace nei momenti decisivi, servire bene un paio di volte e trovare i colpi giusti.”

Anche Andrey Chesnokov, gloria del tennis nazionale, si era detto sorpreso dalla sconfitta: “Per me la più grande delusione è stata Medvedev. Parliamo di un giocatore da Top 10 e il suo avversario era chiaramente inferiore sulla carta. Struff non ha mostrato nulla di straordinario. Non riesco a capire come si possano perdere due set dopo essere stati avanti 5-2.” Dopo la press conference di Londra, silenzio. Nessuna intervista rilasciata, nessun contatto con i media amici. Probabilmente una fase di vacanza, ma anche di riflessione sullo status quo, evidentemente non soddisfacente visto l’addio a Johansson.

A contribuire a questa insoddisfazione probabilmente pesano i risultati negli Slam, non all’altezza della sua storia. Dopo l’anno 2025 davvero orribile (2°t agli Australian Open e quindi out all’esordio negli altri tre), anche nel 2026 la tendenza non è migliorata, con solo gli ottavi a Melbourne a spiccare. Tutte sconfitte arrivate contro tennisti di classifica e lignaggio assai inferiori, e mostrando una tenuta mentale modesta sulla lunga distanza. Che sia stato questo il fattore a portare alla scelta di lasciare il coach svedese? “Sulla scia dei buoni risultati dell’inverno e inizio 2026, si ipotizzava che il lavoro fosse ancor più approfondito con il team per correggere i problemi emersi negli ultimi mesi, invece è arrivata improvvisa la notizia della fine della collaborazione con Johansson. Il tutto con un messaggio social e senza profferire una parola nemmeno alla stampa ‘Grazie Thomas per l’ottimo lavoro. È stato un piacere collaborare con te e apprezzo tutto quello che hai fatto’, il messaggio di Daniil” si legge sui media russi. Che qualcosa covasse sotto sotto si poteva intuire dalle parole di Medvedev rilasciate dopo la sconfitta a Wimbledon: “Valuto la stagione in modi diversi. Ultimamente le cose non stanno andando benissimo. Sono molto deluso perché sentivo di poter fare bene a Wimbledon. Tuttavia non conta solo il risultato, ma anche il livello di gioco espresso. So che quando gioco bene posso ottenere grandi risultati. Oggi non è stato così. Non resta che guardare avanti e cercare di fare meglio nei prossimi tornei.”

Anche il presidente della Federazione Russa di Tennis, Shamil Tarpiščev, ha commentato la separazione da Johansson con la sua solita durezza: “Con un allenatore serve una connessione emotiva e psicologica. Non è semplice. Daniil non è una persona facile e non tutti riescono a lavorare con lui. Se troverà un tecnico con cui instaurare il giusto rapporto umano, tutto andrà bene. Altrimenti potrebbe continuare a cercare a lungo.”

Ora la domanda che si pongono in Russia è: Washington saltato, ma ci sono ancora Montreal e Cincinnati. Come Daniil preparerà questi eventi, e con chi? È un momento importante perché le condizioni dei tornei all’aperto in America sono forse le migliori in assoluto per lui (insieme ai tornei al coperto), e visto che nel 2025 i suoi risultati sono stati pessimi (addirittura out al primo turno a New York), ci sarebbe spazio anche per risalire in classifica. “L’obiettivo ora è chiaro: risolvere le questioni interne al team, recuperare condizione e fiducia e arrivare agli US Open nelle migliori condizioni possibili. A poco più di un mese dal via del torneo di Flushing Meadows, il tempo per invertire la rotta non manca, ma i segnali dovranno arrivare presto”, si legge su Championat.

Marco Mazzoni


TAG: , ,

4 commenti

Losvizzero 24-07-2026 15:04

Conoscendolo potrebbe finire benissimo o malissimo

4
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
Pier no guest 24-07-2026 14:02

Litigherà con sé stesso

3
Replica | Quota | 1
Bisogna essere registrati per votare un commento!
+1: Juliette
Dubbio serio (Guest) 24-07-2026 13:47

Non stiamo parlando di un “pivellino” quindi non credo che a breve termine l’assenza di un coatch sia significativa per il suo gioco, resta comunque un nodo da sciogliere importante.

2
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
NonSoloSinner (Guest) 24-07-2026 12:56

Si sopravvaluta il ruolo del coach, Medvedev non ha certo bisogno di qualcuno che gli insegni come giocare, semmai di un mental coach

1
Replica | Quota | 1
Bisogna essere registrati per votare un commento!
+1: Juliette