Guerrieri, il sogno Slam diventa realtà a 27 anni: anche Stefanini vola nel main draw degli US Open
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Andrea Guerrieri corona a 27 anni il momento più bello della sua carriera. Il tennista di Correggio ha superato il turno decisivo delle qualificazioni degli US Open 2026, conquistando per la prima volta un posto nel tabellone principale di un torneo del Grande Slam.
Una storia particolare, arrivata dopo anni trascorsi soprattutto nei circuiti minori e una stagione che ha completamente cambiato la dimensione dell’azzurro.
«È una grande emozione, ho lavorato tanto. Stiamo lavorando duramente per cercare di migliorare giorno dopo giorno», ha raccontato Guerrieri nell’intervista a caldo a SuperTennis.
Nel turno decisivo il mancino emiliano ha sconfitto il tunisino Aziz Dougaz per 6-2 6-4, al termine di un incontro condizionato dalla pioggia e interrotto per oltre due ore.
La pioggia nel momento più delicato
Guerrieri aveva dominato il primo set.
Un break immediato gli aveva permesso di prendere il comando e un secondo strappo nel finale aveva fissato il punteggio sul 6-2.
Il secondo parziale è stato decisamente più combattuto.
Guerrieri ha dovuto attendere a lungo prima di riuscire a scardinare la resistenza di Dougaz. La pioggia è arrivata proprio mentre l’italiano sentiva di essere vicino al momento decisivo.
«A volte le interruzioni possono portare un po’ di frustrazione e nervosismo», ha ammesso.
L’azzurro ha però cercato di trasformare la lunga attesa in qualcosa di positivo.
«Il match è stato interrotto quando ero vicino a fare il break. Ho cercato soltanto di mantenere la concentrazione e di dirmi che ero in un buon momento, per rientrare convinto di andarmi a prendere la vittoria».
Ed è esattamente quello che è successo.
Alla ripresa Guerrieri ha continuato a spingere fino a ottenere il break sul 4-4. Sul 5-4, chiamato a servire per la partita più importante della carriera, si è ritrovato sotto 0-40.
Tre palle break consecutive che avrebbero potuto rimettere tutto in discussione.
Guerrieri le ha però cancellate una dopo l’altra, completando poco dopo il 6-4 che vale il primo main draw Slam della carriera.
Dal numero 512 al sogno US Open
La dimensione dell’impresa emerge soprattutto guardando da dove era partito Guerrieri.
Alla fine del 2025 era numero 512 del mondo; oggi si trova intorno alla posizione numero 186-187 e ha raggiunto il miglior ranking della carriera. La sua scalata è stata quindi di oltre 300 posizioni in appena otto mesi.
Il talento, in realtà, era emerso molto tempo prima.
Guerrieri è stato campione italiano Under 16 e da junior ha raggiunto la posizione numero 93 del ranking mondiale Under 18, conquistando quattro titoli e partecipando anche agli US Open junior.
Il passaggio tra i professionisti è stato però molto più complicato.
Per diverse stagioni il mancino di Correggio è rimasto lontano dalle posizioni che sembravano alla sua portata. Dal 2021 si allena a Foligno con Giampaolo Coppo e Riccardo Maiga, continuando a lavorare anche quando la svolta sembrava non arrivare.
Il 2026 ha cambiato tutto
I primi segnali erano arrivati sul finire dello scorso anno con i quarti di finale al Challenger di Bergamo.
Poi il 2026 ha rappresentato una vera esplosione.
A febbraio Guerrieri ha conquistato l’ITF M25 di Trento. Ad aprile, partendo addirittura dalle qualificazioni, ha vissuto la settimana della svolta al Challenger 75 del Garden di Roma: prima semifinale Challenger, prima finale e soprattutto primo titolo, ottenuto battendo nell’ultimo atto Dalibor Svrcina per 6-4 2-6 6-1.
A maggio è poi arrivato un altro successo ITF, questa volta nell’M25 di Reggio Emilia, torneo praticamente di casa per il giocatore di Correggio. Va quindi corretta l’indicazione di Bologna riportata in alcune ricostruzioni: i due titoli M25 conquistati da Guerrieri nel 2026 sono arrivati a Trento e Reggio Emilia.
A Wimbledon aveva poi disputato per la prima volta le qualificazioni di uno Slam, togliendosi anche la soddisfazione di battere all’esordio David Goffin prima di fermarsi al secondo turno.
A New York ha fatto un altro passo.
Nel primo turno delle qualificazioni ha superato August Holmgren per 6-3 6-7(4) 6-2. Nel secondo ha rimontato l’austriaco Joel Schwaerzler per 3-6 6-4 6-1, prendendosi anche la rivincita della finale del Challenger di Grodzisk Mazowiecki persa poche settimane prima. Infine il 6-2 6-4 a Dougaz.
Tre vittorie e il sogno realizzato.
«Mi sento migliorato sotto tutti i punti di vista: tecnicamente, tatticamente e fisicamente», ha spiegato Guerrieri. «Quest’anno ho giocato tante partite, tante battaglie. Questo mi ha fatto fare esperienza e mi ha dato fiducia. Spero continui così».
Anche Stefanini completa il poker degli Slam
La giornata italiana a Flushing Meadows ha regalato anche un’altra grande soddisfazione.
Lucrezia Stefanini, numero 119 WTA e testa di serie numero 28 delle qualificazioni, ha superato la 17enne americana Julieta Pareja con il punteggio di 6-4 6-3, centrando il main draw degli US Open per la prima volta in carriera.
Un risultato che permette alla 28enne toscana di completare una particolare collezione.
Stefanini aveva infatti già disputato il tabellone principale di Australian Open, Roland Garros e Wimbledon: con New York avrà ora giocato almeno una volta nel main draw di tutti e quattro i tornei del Grande Slam.
Il percorso dell’azzurra nelle qualificazioni è stato impeccabile: tre partite vinte senza perdere un set. Prima il 6-2 6-3 contro Ayla Aksu, poi un altro 6-2 6-3 contro Madison Brengle e infine il 6-4 6-3 su Pareja.
Due storie differenti che si incontrano sul cemento di Flushing Meadows.
Per Stefanini è il completamento del percorso nei quattro Slam. Per Guerrieri è qualcosa di ancora più nuovo: a 27 anni, dopo essere partito dalla posizione numero 512 del ranking soltanto otto mesi fa, giocherà finalmente la prima partita della sua carriera nel tabellone principale di un Major.
Marco Rossi
TAG: Us Open, US Open 2026

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C’è anche un possibile incontro con la wild card locale kennedy, in cui secondo me partirebbe più che favorito
In effetti le ultime uscite del russo sono state un obrobbrio. Se non si facesse intimidire dal passato di Medvedev, forse sarebbe l’accoppiamento migliore. Oddio, anche Landaluce dopo la primavera ha fatto molto poco.
Parliamo dello stesso Medvedev che dopo essersi iscritto all’ultimo a Winston-Salem è uscito subito contro Damm dicendo che forse era il caso di darsi al pickleball o addirittura al curling?
Il suo non è un livello a cui si può arrivare nel corso di un anno, evidentemente il tennis ce lo aveva già. Forse ha avuto qualche problema negli anni precedenti ma l’importante è averli superati.
A ventisette anni si può fare ancora molto, anzi si è al massimo… contrariamente a quanto sostiene qui qualche utente.
La migliore combinazione sarebbe lo spicchio con lo scontro fra due qualificati. Qui potrebbe addirittura passare il primo turno.
A seguire potrebbe essere buono De Jong o Landaluce (non che siano alla sua portata, normalmente, ma sicuramente meglio che prendere una stesa da Medvedev).
Bravissimi!
La vera domanda e’: cos’e’cambiato quest’anno??
Potrebbe servire anche ad altri….
Guerrieri, quando la fiducia fa la differenza.
Nel tennis di oggi non è mai troppo tardi per crederci
Complimenti, un sogno che si realizza. Il duro lavoro alla fine ha pagato!