Muchova e Mensik, che impresa: primo titolo Slam nel doppio misto allo US Open. Cobolli-Bencic sconfitti in finale
25 commenti
Karolina Muchova e Jakub Mensik sono campioni dello US Open nel doppio misto. La coppia ceca ha completato una straordinaria cavalcata a New York battendo in finale Belinda Bencic e Flavio Cobolli con il punteggio di 6-3, 1-6, 10-6.
Per entrambi si tratta del primo titolo del Grande Slam della carriera, conquistato al termine di un torneo breve ma estremamente intenso.
Una finale dai due volti
Muchova e Mensik hanno iniziato la sfida imponendo immediatamente il proprio ritmo. Il duo ceco ha conquistato il primo set per 6-3, sfruttando soprattutto la potenza al servizio di Mensik e la grande qualità di Muchova nei pressi della rete.
La reazione di Bencic e Cobolli è stata però immediata. La svizzera e l’italiano hanno alzato il livello nel secondo parziale, imponendosi nettamente per 6-1 e riportando la finale in equilibrio.
Tutto si è deciso così nel super tie-break a 10 punti.
Mensik decisivo nel momento più importante
Nel momento della verità, Muchova e Mensik hanno ritrovato la solidità mostrata nel primo set. La coppia ceca ha preso progressivamente il controllo del super tie-break e ha chiuso sul 10-6.
A mettere la firma definitiva sul successo è stato proprio Mensik, decisivo nei punti più importanti.
Il 20enne ceco ha confermato così una delle sue principali armi anche nella finale: un servizio devastante, capace di togliere pressione alla compagna e di diventare decisivo nei momenti più delicati.
Una rimonta incredibile in semifinale
Il titolo assume ancora più valore considerando quanto accaduto poche ore prima.
In semifinale Muchova e Mensik hanno affrontato Mirra Andreeva e Andrey Rublev, in un incontro che sembrava ormai sfuggire di mano alla coppia ceca.
Dopo aver vinto il primo set per 5-4, Muchova e Mensik hanno perso il secondo con il punteggio di 5-3, arrivando così al super tie-break decisivo.
Qui i cechi si sono trovati in grande difficoltà, fino a essere sotto 9-7 e a dover fronteggiare due match point. Ma proprio nel momento più delicato hanno trovato la reazione decisiva, conquistando quattro punti consecutivi e chiudendo 11-9.
Una rimonta che ha permesso loro di raggiungere la finale e che ha lasciato pochissimo tempo per recuperare.
Il servizio di Mensik e la classe di Muchova
Il successo nasce dall’incontro tra due caratteristiche molto diverse.
Da una parte c’è la potenza di Jakub Mensik, appena 20 anni, capace di mettere in difficoltà gli avversari con il servizio e con i colpi da fondo campo.
Dall’altra c’è la grande varietà di Karolina Muchova, giocatrice dotata di sensibilità, talento e grande capacità di leggere le situazioni a rete.
Una combinazione che ha funzionato immediatamente, nonostante i due cechi non avessero una grande esperienza nel doppio misto.
Primo Slam per entrambi
Il trionfo ha un significato particolare soprattutto per Muchova.
La ceca aveva già disputato due finali Slam in singolare, al Roland Garros 2023 e a Wimbledon 2026, senza però riuscire a conquistare il titolo. A New York è arrivata finalmente la prima grande vittoria della sua carriera, anche se nel doppio misto.
Per Mensik, invece, il successo rappresenta il primo titolo Slam in assoluto e un’altra importante conferma della crescita del giovane talento ceco.
Entrambi, però, sono pronti a concentrarsi nuovamente sul singolare: il torneo di doppio misto è infatti soltanto l’inizio della loro avventura allo US Open.
Un milione di dollari
Oltre al prestigio del titolo, la coppia ceca porta a casa anche un premio particolarmente importante.
Il nuovo formato del doppio misto dello US Open mette infatti in palio un milione di dollari per la coppia vincitrice. Muchova e Mensik divideranno quindi il ricco montepremi dopo aver completato una cavalcata praticamente perfetta.
Il torneo ha attirato alcuni dei nomi più importanti del tennis mondiale, tra cui Carlos Alcaraz e Serena Williams, eliminati nei quarti proprio da Bencic e Cobolli, e Novak Djokovic e Aryna Sabalenka, usciti già al primo turno.
Alla fine, però, a festeggiare sono stati due cechi che hanno saputo costruire in pochissimo tempo un’intesa vincente.
Muchova e Mensik conquistano così il loro primo titolo Slam e si prendono New York.
Marco Rossi
TAG: Us Open, US Open 2026

Sinner
Zverev
Alcaraz
Shelton
Medvedev
Auger-Aliassime
de Minaur
Fils
Rybakina
Sabalenka
Svitolina
Muchova
Swiatek
Una baracconata che piace solo a due popoli…
Beh, dipingete tennisti professionisti e titolati come se fossero marionette unicamente asservite a fini di lucro per sé e per gli interessi degli organizzatori…mi sembra un giudizio gratuito ed esageratamente compiaciuto, eccessivamente tranciante rispetto a quello che poi si è visto effettivamente in campo: incontri vivaci, pieni di tensione agonistica, di voglia di vincere, dove è emersa la qualità dei partecipanti, non a caso tutti singolaristi di spicco confluiti nelle fasi finali con in più, in alcuni casi, esperienze positive nel doppio…per carità, anche attratti dal lauto montepremi, ma insomma, tutto quello che succede “normalmente” nel tennis, dove le aspirazioni al successo e l’impegno che animano tutti e sempre i tennisti al top sono collegate ai riconoscimenti economici…e il buon tennis si è visto, eccome, anche perché i tennisti, una volta in campo, hanno il “vizio”, l’ambizione di non voler fare figuracce, al di là di qualunque formula o premio in palio
Ho visto in diretta semi e finale e mi sono piaciute tantissimo: scambi di alto livello, da cui è emersa la capacità delle donne brave a tenere disinvoltamente lo scambio incrociato anche con uomini titolati…anzi, soprattutto nel caso di Bencic e Svitolina, la personalità delle ragazze ha raddrizzato le sorti nei momenti traballanti (mi sa che Svitolina a casa non ha risparmiato una bella “lavata di capo” al marito), mentre Mensik si è guadagnato il titolo praticamente da solo, con un servizio travolgente e una Muchova per me deludente nelle fasi finali, fallosa e carente di spunti risolutivi ma sempre una presenza “confortante” per il buon Jakub: e l’importante è stato conquistare il titolo Slam in una specialità che lasciava vuoti gli stadi e che invece, con questa formula azzeccata, ha attirato un sacco di gente pure ospitata gratis, a fronte dei 1000 euro richiesti per assistere alle esibizioni “tragicomiche” delle vecchie glorie
Io. E non sono il solo. Pure Mensik e la Muchova si sono esaltati. Pure Cobolli e la Bencic in tutti i match che hanno vinto. Pure Alcaraz e la Serenona ogni qualvolta vincevano un game.
Ma si sarebbero esaltati anche i doppisti puri, se fossero riusciti ad andare più avanti: lo dimostra il fatto che c’erano più doppisti in questo torneo che nel doppio misto di Wimbledon per esempio.
Certo, per sapere ed aver notsto queste cose, bisogna aver visto il torneo senza pregiudizi
per il momento dobbiamo rassegnarci a stare senza Sinner.
Per me è comunque una soddisfazione che un italiano sia arrivato in finale, e che altri italiani/e abbiano ottenuto buoni successi nei doppi negli ultimi tempi.
Forse dipende dal fatto che mantengo il ricordo dei decenni passati.
immagino che si siano “esaltate” almeno le due persone che hanno intascato 500.000 dollari (o euro, non so)
per perdere una finale … bisogna prima arrivarci
Fatto sta che con questa formula sono riusciti ad attirare attenzione su una specialità che di norma nessuno si fila.
Con quel servizio Mensik sarebbe un ottimo doppista. Imparerebbe a verticalizzare meglio e giocare a rete. Tutto questo accadrà? Ovviamente no, perché copiano tutti Nole, quindi continuerà a stare a remare dietro in singolo.
Uno spettacolo divertente e soprattutto gratis. Magari lo facessero a Roma , dove i biglietti costano tantissimo.
La gente abbisogna di sperperare money, sfoggiare l’iphone, emozionarsi a vedere milionari che tirano palline tra il pubblico a fine match, respirare odore di poppecorn a 20 dollari il fusto…vedere Serena fare gli occhi dolci al moro!
A tutto questo cè una risposta: American Express
Guarda, sulla baracconata foderata di dollaroni posso pure concordare, ma gli spettatori non sono paganti, l’ingresso era libero per tutti.
E comunque, il doppio misto “regolare” che si è sempre giocato quanta attenzione riceveva? Almeno in questo modo qualcuno che ci butta un occhio c’è stato, anche solo per curiosità.
E per quanto sia una via di mezzo tra un’esibizione e un torneo vero, il risultato è più divertente e interessante di quello offerto dagli “specialisti” (che poi altro non sono che singolaristi falliti/mancati/pensionati).
Al di là di tutti gli snobismi e del “purismo” che sembra pervadere il tuo commento (che non giudico, mi limito ad osservare), va tenuto sempre in mente un concetto che ai più sembra sfuggire:
lo sport professionistico è INTRATTENIMENTO, nulla di più, nulla di meno.
Al pari di cinema, teatro, musica o oltre forme più o meno sofisticate di intrattenimento, ha valore nel momento in cui suscita interesse nel pubblico e quindi disponibilità a spendere per poterne fruire.
Se non mi interessa, non lo guardo (e non pago, quindi i protagonisti non guadagnano).
Fine della storia.
Per cui è abbastanza inutile stracciarsi le vesti per una disciplina che non genera alcun interesse.
Se il doppio è una disciplina morente, il doppio misto era morto da tempo, con buona pace dei nostri portacolori.
Quindi ben venga questa “baracconata”, che da un punto di vista dell’intrattenimento (e tutto sommato anche del valore sportivo) ha più senso della competizione che sostituisce.
Incredibile, al netto di sua maestà muchova…e del fido e timido scudiero mensik che stimo, si dia così importanza a una tale baracconata foderata di dollaroni acchiappa poveri paganti…comunque meglio loro 2 che altri famigerati tamarri smanicati smaniosi di passerella peraltro imposta da sponsor che non fanno sconti…e superstiti…
Lo sport agonistico di livello è sempre un business per chi lo pratica e soprattutto per chi lo organizza. Gli spalti della finale di due anni fa li ricordate? C’erano veramente forse 5/600 persone per cui alla fine l’obiettivo resta il $.
Per chi commenta che vince solo Sinner, probabilmente o è giovane o ha poca memoria noi più attempati ricordiamo anni in cui un ottavo di Cancellotti a Parigi era oro…suvvia siate seri. Pensate agli Usa che non vincono uno slam da un pochino di tempo…
Commento sciocco, visto che appena un anno fa ha vinto lo stesso torneo una coppia italiana.
La teoria (sbandierata soprattutto lo scorso anno) per cui i doppisti “specialisti” sono superiori mentre i singolaristi venivano usati solo per il richiamo del pubblico…
…è stata finalmente smentita!
Tra gli uomini, in particolare, vediamo degli ultraquarantenni (alcuni mai entrati neppure in top-500) dominare il doppio nel circuito…
…questo solo perché i giocatori migliori non partecipano al doppio (caso di Alcaraz e Sinner, ad esempio) o quando lo fanno sono in modalità “divertimento” e non in vera competizione.
Provate a ricordare come era “cattivo” e decisivo proprio Jannik nelle fasi finali di Davis, in coppia con Berrettini 😉
C’è veramente gente che si esalta per sta pagliacciata di esibizione?
Anche per vincere il torneo della parrocchia ci vuole Sinner perché gli altri non vincono nulla
Al povero Cobilli non riesce una finale che sia una enzo
@ Gaz (#4672950)
qui invece lo fanno all’inizio, e pagato anche molto bene..
L’impresa è mettersi in tasca 500.000$ a testa con questa buffonata
No Sinner No Party
Contento soprattutto per Mensik, che, a mio avviso è un campione e che non ha ancora vinto quanto merita!
MMolto bravi!
Nel pattinaggio su ghiaccio e credo in altre discipline, c’è questo gran galà finale dell’evento principale,che solitamente avviene appunto dopo la competizione, della durata di un weekend,quando gli atleti hanno finito le loro gare, sono liberi di partecipare a queste esibizione,che avvengono con costumi folkloristici,e con figure diverse, più spettacolari,fatte ovviamente più per il divertimento della platea e non per ottenere i punti dalla giuria per vincere medaglie.