È scivolato fino ala posizione n.159 ATP Altro, Copertina, Davis/FedCup

Pedro Martinez torna in Davis Cup e rilancia le proprie ambizioni: “Sento di poter risalire, ma serve pazienza e umiltà. Onlyfans? Bisogna adattarsi ai nuovi tempi”

18/09/2026 12:36 3 commenti
Pedro Martínez in Davis Cup
Pedro Martínez in Davis Cup

La Davis Cup è da sempre oggetto unico nel panorama tennistico. La si può amare o odiare, ma regala emozioni differenti rispetto a qualsiasi altro torneo, è semplicemente diversa. È un vortice anche gli stessi giocatori, catapultati per qualche giorno in un ambito di squadra, nazionale, e finalmente anche tornati al “caro” format casa-trasferta che era stato pensionato con troppa leggerezza dalla rivoluzione targata Piqué del 2019 ma che resta il sale della competizione stessa. In Davis un tennista forte può improvvisamente vivere momenti di panico sportivo di fronte ad un avversario sulla carta gestibile ma esaltato dal contesto e dal pubblico, fino a rischiare persino la figuraccia; altri giocatori invece possono approfittare della competizione a squadre per ritrovare se stessi e ripartire anche a livello di attività individuale. Potrebbe essere il caso di Pedro Martínez, discreto tennista spagnolo caduto sportivamente in disgrazia per colpa di problemi fisici e personali che in un anno e mezzo l’hanno fatto sprofondare fino alla posizione n.159 del ranking (il 20 luglio 2026) dal proprio best di n.36 segnato nel febbraio del 2025.

Lo scorso anno Martinez era stato fondamentale in Davis Cup per la Spagna, vincendo in doppio e poi annullando match point per sconfiggere Holger Rune e regalare alla sua squadra una rimonta epica. Un anno dopo, il valenciano è di nuovo nel team di capitan David Ferrer ma arriva in Cile per la sfida che vale l’accesso alla Final 8 in ​​una situazione totalmente diversa, nel bel mezzo di una stagione difficile (è al 132° posto del ranking mondiale) ma con la fiducia di poter ribaltare la situazione. Il quotiamo AS l’ha intervistato appena sbarcato a Santiago, in una città per lui importante visto che il suo unico titolo a livello ATP è arrivato proprio sulla terra rossa del paese latinoamericano nel 2022. Viene dalla finale persa al Challenger di Genova, con un tennis in ripresa e su questo, oltre alla sua esperienza in nazionale, conta Ferrer.

“Sto vivendo personalmente un anno molto complicato, con una situazione personale davvero difficile. E questo, inevitabilmente, ha avuto delle ripercussioni anche sul mio tennis e sulla possibilità di competere al meglio” racconta Martinez al quotidiano di Madrid. “Però credo di stare un po’ meglio. Nelle ultime settimane ho cambiato racchetta. Ho raggiunto un paio di finali Challenger e adesso ho un po’ più di fiducia e di ritmo. E credo che questo sia sempre positivo”.

Nel 2023 era già uscito dalla top 100, salvo poi rientrarci. La storia si ripeterà? Martinez è fiducioso: “Alla fine sono intorno alla 130ª posizione e non ho più punti da difendere. L’obiettivo, ovviamente, è tornare in top 100 e per farlo bisogna giocare questo tipo di tornei. Quindi serve pazienza, ma anche umiltà, per capire e accettare quello che ti succede in ogni momento. Ho già dimostrato a me stesso di poter tornare, e non solo in top 100, ma anche più in alto”.

Umiltà, qualità necessaria per reggere nella dura competizione dei Challenger, in lotte spesso feroci, dopo essersi abituati a giocare tornei ATP: “Sì, servono umiltà e anche tanta voglia, perché non è che quando scendi a giocare i Challenger trovi tutto facile. Bisogna lavorare allo stesso modo e, molto spesso, i giocatori che fanno bene nei Challenger poco dopo iniziano a vincere partite a livello ATP. Ci sono anche giocatori che magari non stanno vivendo un buon momento in ATP, scendono a giocare i Challenger e ti ritrovi comunque ad affrontare avversari di grande livello. Magari per un infortunio, una fase negativa o qualche altro problema, non hanno una buona classifica e quindi si ritrovano a giocare questi tornei”.

Albert Ramos è entrato a far parte del suo team: “Quest’anno, soprattutto all’inizio della stagione, mi ha dato una grande mano. Viviamo entrambi ad Andorra e a volte mi ha aiutato. Abbiamo un ottimo rapporto: è un grande compagno, è un mio amico e gli voglio davvero molto bene. E se può darmi una mano, lo fa”.

È passato un anno dalla sua vittoria epica a Marbella contro Rune, sempre in Coppa Davis. Un ricordo indelebile: “Direi che, come partita, è stata la più speciale, soprattutto per tutto quello che abbiamo vissuto. Il sabato eravamo sotto 2-0, e dopo 20 minuti eravamo sotto 6-1 nel doppio. Siamo riusciti a ribaltare il doppio e mezz’ora dopo sono sceso in campo contro Rune, senza nemmeno sapere chi avrebbe giocato, perché non era ancora chiaro. Il capitano ha puntato su di me e, dopo 30 minuti, ero di nuovo in campo e conducevo 6-3, 4-3. Non ricordo bene, credo fossi un set e un break avanti. Lui ha vinto il secondo set, nel terzo ero sotto di un break, ho avuto anche dei match point contro, ma alla fine sono riuscito a ribaltarla e ho vinto 7-6. Poi ha vinto anche Pablo. È stato spettacolare”.

Martinez è piuttosto attivo sui social e di lui si è parlato molto per un innovativo accordo con OnlyFans (ma senza video osé): “Ad Andorra ho un buon rapporto con alcuni youtuber e li seguo parecchio. Con OnlyFans ho un accordo con il brand per avere un account sulla piattaforma e condividere qualcosa di un po’ diverso da quello che si vede normalmente sui social. Contenuti più personali: cosa faccio durante i tornei, cosa mangio, dove viaggio, come mi sposto… Sempre con un’impostazione legata allo sport. Le cose stanno evolvendo molto e bisogna anche adattarsi ai nuovi tempi”.

Pedro ha attraversato momenti difficili, cercando riparo e forza negli affetti più cari: “Cerco di passare più tempo possibile con mio figlio. Ha quasi tre anni ed è la cosa più bella che ho, e ovviamente cerco di stare con mia moglie e con la mia famiglia. Quando ero più giovane avevo più tempo per fare altre cose, uscire con gli amici. Adesso, con tutti i viaggi, quando sono a casa bisogna approfittarne e passare più tempo possibile con lui. Ho anche i miei cani” Avendone sei, è certamente un bell’impegno.

In Davis per consolidare la ripartenza, con un obiettivo chiaro in testa: “Non ho più punti da difendere da qua a fine anno. L’obiettivo è giocare i Challenger e tornare in top 100. Questa è la mia principale meta” conclude Martinez.

Marco Mazzoni


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3 commenti

JannikUberAlles 18-09-2026 13:41

Onlyfans ma senza spogliarello?

Questo è un controsenso!

Ahahahah 😀

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walden 18-09-2026 13:17

Ho visto qualche giorno fa il bel Pedro (come il Jack Guerrini dei Brutos, ossia i 5 tennisti spagnoli Munar, Carballes, Taberner, Zapata ed appunto Pedro Martinez), giocare la finale all’AON Challenger contro Seyboth. Inutile dire che facevo il tifo per lui, ma la sua resistenza è durata un set, poi il brasiliano è dilagato. Vedendolo giocare mi chiedo come abbia fatto ad essere 36° ed abbia vinto pure un ATP anni fa in Cile. Probabilmente è uno che lavora molto e riesce ad ottenere certi risultati con impegno e costanza, un po’ come Sonego, con il quale sono peraltro amici, ed hanno vinto in coppia un ATP, e che comunque è di ben altro livello.
Se penso che noi siamo in dubbio su chi convocare, fra Musetti, Berrettini, Darderi ed Arnaldi per le Finals di Davis, e gli spagnoli si devono affidare a Pedro, mi scappa da ridere…

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Detuqueridapresencia 18-09-2026 12:47

L’inutile Pedro Martinez.

Così lo definisce (ripetutamente) un utente filoispanico.

Indovinate chi?

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+1: Marco M.