Macci esalta Sinner: «Si muove come una Lamborghini, ma riposo e recupero restano l’incognita»
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Rick Macci torna a esprimere la propria ammirazione per Jannik Sinner. Lo storico tecnico statunitense, conosciuto soprattutto per il lavoro svolto durante gli anni della formazione di Venus e Serena Williams, ha dedicato al campione italiano un nuovo messaggio pubblicato su X.
Macci ha utilizzato ancora una volta immagini particolarmente colorite per descrivere il tennis di Sinner, paragonandone gli spostamenti a quelli di una Lamborghini e sottolineando la straordinaria velocità con cui riesce a trasformare la fase difensiva in un’azione offensiva.
Accanto agli elogi, l’allenatore americano ha però indicato quella che considera la principale incognita per il futuro dell’azzurro: la capacità di concedersi un riposo sufficiente e di recuperare completamente dopo gli sforzi sostenuti durante la stagione.
«Copre il campo come una Lamborghini italiana»
Macci considera la mobilità uno degli elementi più impressionanti del tennis di Sinner. L’italiano riesce a effettuare continue accelerazioni, frenate e cambi di direzione senza perdere equilibrio, trovando spesso il tempo necessario per colpire la palla in anticipo.
«Sinner copre il campo come una Lamborghini italiana, con accelerazioni e frenate di una violenza impressionante», ha scritto l’ex allenatore delle sorelle Williams.
La velocità negli spostamenti permette al numero uno italiano di mantenere una posizione molto vicina alla linea di fondo e di togliere costantemente tempo agli avversari. Anche quando viene costretto a difendersi, Sinner riesce spesso a recuperare il controllo dello scambio attraverso la profondità e la rapidità delle proprie esecuzioni.
«Da fondo campo lancia missili e colpisce a una velocità incredibile», ha aggiunto Macci, sintetizzando una delle caratteristiche che hanno reso il tennis dell’azzurro così difficile da contrastare.
La forza mentale rende Sinner differente
Secondo il tecnico statunitense, le qualità di Sinner non possono essere spiegate soltanto attraverso la tecnica e la preparazione atletica. Il vero elemento capace di separarlo dalla maggior parte degli avversari sarebbe la solidità mentale.
Macci ha descritto il gioco dell’italiano come resistente a qualsiasi pressione grazie alla sua capacità di rimanere lucido nei momenti più importanti. Sinner difficilmente modifica il proprio atteggiamento dopo un errore e riesce a mantenere una notevole stabilità emotiva anche quando una partita prende una direzione complicata.
«Il suo tennis è a prova di tutto grazie alla forza mentale, ed è proprio questo a rendere la “Red Rocket” un giocatore unico», ha osservato.
L’appellativo “Red Rocket”, il razzo rosso, viene utilizzato frequentemente da Macci nei messaggi dedicati a Sinner e richiama contemporaneamente il colore dei capelli e la velocità delle sue accelerazioni.
«Se resterà lontano dagli infortuni, può riscrivere la storia»
Macci non pone limiti ai risultati che Sinner potrebbe raggiungere durante il resto della carriera. Il tecnico americano ritiene che l’azzurro possieda il tennis e la mentalità necessari per costruire un palmarès ancora più importante.
«Se verrà risparmiato dagli infortuni, potrebbe riscrivere la storia del tennis», ha affermato.
La condizione indicata da Macci non è però secondaria. Il gioco di Sinner richiede uno sforzo atletico considerevole: colpire costantemente in anticipo, mantenere una posizione aggressiva e cambiare direzione ad alta velocità sottopone il fisico a continue sollecitazioni.
Per questo motivo la programmazione e la gestione dei periodi di recupero possono assumere un peso determinante non soltanto sui risultati immediati, ma anche sulla longevità del giocatore ai massimi livelli.
Il dubbio sulla capacità di riposare e recuperare
È proprio su questo aspetto che Macci ha espresso la sua unica perplessità. Non si tratta di un riferimento a un problema fisico preciso o di una valutazione medica, ma di una riflessione generale sulla capacità di Sinner di fermarsi e recuperare completamente tra un impegno e l’altro.
«La grande incognita riguardante Jannik resta la sua capacità di riposare e recuperare a sufficienza, un aspetto che a volte risulta difficile da comprendere», ha scritto.
Il calendario contemporaneo lascia pochissimo spazio al lavoro lontano dalle competizioni. I giocatori di vertice, raggiungendo con continuità semifinali e finali, disputano un numero di incontri molto superiore rispetto alla maggior parte dei colleghi e devono quindi selezionare attentamente gli appuntamenti.
La recente scelta di Sinner di rinunciare al Masters 1000 di Montreal si inserisce proprio in questa esigenza. L’italiano ha preferito concedersi un periodo più lungo di riposo e preparazione, con l’obiettivo di presentarsi nelle migliori condizioni a Cincinnati e soprattutto allo US Open.
Una macchina che deve essere gestita
Il paragone con una Lamborghini sintetizza perfettamente il pensiero di Macci. Sinner dispone di velocità, potenza e precisione fuori dal comune, ma proprio una macchina tanto performante richiede una gestione particolarmente accurata.
Riposo, recupero e prevenzione potrebbero diventare elementi decisivi per permettergli di conservare nel tempo l’intensità che caratterizza il suo tennis. L’azzurro e il suo staff hanno già dimostrato di attribuire grande importanza a questi aspetti, rinunciando anche a tornei prestigiosi quando la partecipazione avrebbe comportato rischi eccessivi.
Macci continua quindi a considerare Sinner uno dei giocatori potenzialmente destinati a segnare la storia del tennis. L’unico interrogativo non riguarda la qualità del suo gioco, ma la capacità di proteggere il fisico dagli enormi carichi richiesti dal circuito: la “Lamborghini italiana” possiede tutte le prestazioni necessarie, ma dovrà essere amministrata con attenzione per continuare a correre a lungo.
Marco Rossi
TAG: Jannik Sinner, Rick Macci

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C’e’ poco da ridere, adesso che ha fatto il tagliando, se lo sbrana il tuo Rafa!!!
Se tutti i tagliandi della ,”RED ROCKET” saranno fatti nelle tempistiche previste, la Lamborghini di San Candido ci darà soddisfazione per lungo tempo !!!
@ piper (#4664260)
Sai quanto glie ne frega a lui dei punti! enzo
ehi Rick! Si è appena comprato una ferrari da un milione di euro e tu me lo paragoni a una lamborghini! Allora, vuoi provocare!
Forse siamo noi a banalizzare degli aspetti del suo tennis che invece scavano il solco con il resto della concorrenza
A Jannik i record non interessano. Non è come Djokovic che voleva togliersi dalle spalle l’ombra di Roger.
@ doc (#4664252)
Sinner non ha bisogno della camera iperbarica, è nato in un ghiacciaio. Federer non si faceva nemmeno la doccia per non spettinarsi. Quanto a Nadal, lui solo antidolorifici
Niente di nuovo che non conosciamo
Credici agli ufo
Si, una Lamborghini che è sempre dal meccanico! Ahahahah!
VAMOS RAFA!!!
@ tomax (#4664247)
Se facesse filotto come dico io, se non ho sbagliato i calcoli, potrebbe ancora, dopo aver saltato Montreal, fare oltre 17000 punti dopo Doha con: Cincy, USO, Pechino, Shanghai, Vienna, Parigi, Finals (da imbattuto), AO e Doha.
Djokovic è esploso quando ha cominciato a utilizzare la camera ipobarica. Non so se Sinner usi quella o altri strumenti per il recupero.
Roger non faceva niente, neanche la vasca di ghiaccio.
vediamo se fa autunno come anno scorso giocando vienna parigi torino.secondo me se vince shangai non fa parigi perche credo che a vienna e pechino abbia degli accordi di sponsor e debba andare.io sogno un filotto non cosi impossibile…..cincinnati ny shangai torino con recodi di master vinti in un anno
Riscrivere la storia del tennis, mi sembra esagerato, però oggi tutto è esagerato. enzo