Cruz Hewitt, che debutto vincente a Washington! Possibile derby con De Minaur al secondo turno
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Piccoli talenti crescono, dicevamo dopo l’edizione 2026 di Wimbledon junior, con Cruz Hewitt – figlio del grande Lleyton – sconfitto in finale dall’americano Lee. Non ruvido come il papà, ex campione ai Championships e n.1 ATP, ma il 17enne australiano ha stentato a sorridere serenamente subito dopo la sconfitta nel massimo appuntamento giovanile, per un motivo banalissimo: anche in lui arde il fuoco della competizione. DNA, o semplicemente cultura sportiva e familiare, magari con una declinazione meno “infuocata” del padre, ma anche il figlio ha ben chiaro dove vuol arrivare e il talento sembra non mancargli affatto. Cruz l’ha dimostrato all’ATP 500 di Washington dove dopo aver passato le qualificazioni anche con un pizzico di buona sorte, ha invece spazzato via ogni perplessità con una prestazione maiuscola e vincente contro Marcos Giron, un “cagnaccio” tennistico con precisi limiti ma che non ti regala mai niente. Hewitt jr è andato a prendersi la vittoria con qualità, imponendosi contro il n.85 del mondo per 6-3 6-4, senza concedere una sola palla break all’esperto avversario, nonostante l’americano sia dotato di una risposta piuttosto efficace. Ovviamente è il primo successo sul tour maggiore per Hewitt, risultato che gli permetterà di entrare tra i primi 400 nel ranking e gli apre le porte ad un secondo turno potenzialmente esplosivo, contro il leader del tennis “Aussie” Alex de Minaur, se oggi batterà Tsitsipas (match rimandato nella sessione notturna per colpa della pioggia).
Al termine dell’incontro Cruz ha celebrato il successo imitando il celebre gesto del padre, il classico “C’MON” accompagnato dalla mano destra puntata verso il volto. Una immagine che ha fatto il giro del mondo sui social, suscitando dolci ricordi nei tanti supporter di Lleyton, tennista che molti apprezzavano per il suo spirito indomabile e grandissime difese. In realtà il gioco di Cruz è diverso da quello del padre: ha un fisico più slanciato e il servizio è un colpo già molto interessante. Non tira solo forte (ancora non fortissimo), ma è bravo nel variare angoli e rotazioni, tanto che trovare ritmo in risposta per Giron è stato difficilissimo. Inoltre ha gestito le emozioni dell’esordio sul tour ATP con sorprendente disinvoltura, come se fosse più che abituato a palcoscenici del genere. Nel primo set è andato vicino chiudere il parziale per 6-2, prima di aggiudicarselo comunque per 6-3 con un solidissimo turno di servizio. Nel secondo parziale gli è bastato un altro break per prendere il controllo della situazione e amministrare con sicurezza i turni di battuta fino al 6-4 conclusivo. Ai meno attenti saranno mancati i colpi ad effetto, quelli che ti fanno dire “wow”, ma la concretezza e fluidità con cui ha gestito l’incontro sono quelli da giocatore più che interessante, e ricordiamo che ha solo 17 anni.
Cruz CONTROL 🙌
22 years after his dad @lleytonhewitt won the title, 17-year-old Cruz Hewitt becomes the youngest match winner at #MubadalaDCOpen since Nishikori in 2007! pic.twitter.com/wsni2AbLMs
— Tennis TV (@TennisTV) July 28, 2026
Con questo successo Cruz Hewitt è diventato il terzo giocatore nato nel 2008 a vincere un match a livello ATP Tour, raggiungendo l’olandese Thijs Boogaard e il tedesco Diego Dedura. Inoltre a 17 anni 228 giorni è il più giovane australiano a vincere una partita del tabellone principale ATP fuori dall’Australia dai tempi di suo padre Lleyton (17 anni 174 giorni) a New Haven nel 1998. Prima dell’incontro si era allenato con il padre Lleyton, vincitore proprio a Washington nel 2004, che gli aveva dato un consiglio molto semplice. “Mi ha detto soprattutto di godermi il momento, perché era il mio primo match a livello ATP. Di prendere un punto alla volta, godermi l’atmosfera e il pubblico. Ed è esattamente quello che ho fatto” ha affermato Cruz nel dopo partita. Sente il peso di un cognome così importante? “Ovviamente c’è un po’ di pressione, ma cerco di coglierne anche gli aspetti positivi e sono soddisfatto di come la sto gestendo finora. Sono davvero contento di come ho tenuto il campo oggi. Sono partito bene fin dall’inizio e sono entusiasta di essermi qualificato per il turno successivo”.
E proprio il secondo turno potrebbe essere segnato in rosso per gli appassionati “down under” e non solo, visto che Alex De Minaur, terminata la luna di miele, è già pronto a ripartire per difendere il titolo vinto lo scorso nella Capitale USA. Il passaggio dalle bellezze dell’Italia e in particolare della Toscana agli infuocati campi in “duro” non è banale, ma lui ha affermato sorridente: “È stato un periodo fantastico, tutto ciò che avremmo potuto immaginare. Sembrava di vivere un piccolo film. Abbiamo potuto festeggiare con familiari e amici e concederci una luna di miele molto breve. Poi siamo saliti su un aereo per Washington, ci siamo rimessi subito in modalità lavoro e siamo tornati a essere tennisti.”
Marco Mazzoni
TAG: ATP 500 Washington 2026, Cruz Hewitt, Marco Mazzoni, Marcos Giron

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tu meriti di essere bannato
@ Ging89 (#4660134)
analisi un pò troppo severa
Nadal
Djokovic
Federer
in ordine di vittorie su terra sono nati sulla terra.
La terra battuta è la superficie che ti da l’opportunità di apprendere la tecnica di base senza infortunarti e senza lesionare le articolazioni in fase di crescita ossea e muscolare dei ragazzi
Poi viene tutto il resto: attitudine più o meno a una superficie, servizio…
Berrettini stesso nasce sulla terra anche se i risultati più importanti li ha avuti su erba
La FIT, non ancora FITP, anni fa sviluppò un progetto denominato campi veloci, per colmare il gap della sovraesposizione della formazione su terra. E’ chiaro che i risultati abbiano dato ragione alla validità dei promotori del progetto
Tra i vari CH italiani quello con la superficie più veloce credo al mondo sia proprio quello di San Benedetto del Tronto
A Torino abbiamo un impianto che ospita le Finals
…..disco rotto..
Jodar Hewitt Kouame: tutti giovani TALENTI che stanno salendo: tutti cresciuti sul cemento e tutti che sanno anticipare
Da noi 22 challenger su terra nonostante i più grandi talenti vengano tutti dal cemento
I coach italiani ancora percepiscono il tennis come serve and Volley, rovescio ad una mano, topponi da terra quando in realtà il vero tennis è quello BOM BOM SUL CEMENTO, QUELLO IN ANTICIPO DI SINNER
Invece abbiamo Federico “dritto ultra arrotato” Cina che sa solo fare palle corte e slice di rovescio
Essenzialmente il padre lo ha impostato credendo che il tennis sia quello degli anni 70 con le racchette di legno
Ma il vero tennis vincente moderno è quello di Sinner Djokovic Agassi: boom boom 0 variazioni dritti e rovescio a 150 km
Lo sapete perché Sinner prima della semifinale con Djokovic si è allenato indoor? Perché se tu non senti un tuo colpo bene(nel caso di Sinner il dritto) e vuoi recuperare le giuste sensazioni vai a colpire indoor dove i rimbalzi sono uguali e regolari in modo da recuperare il giusto tempo sulla palla
Esattamente perché il cemento è l’unica superficie che ti insegna il timing e l’anticipo sulla palla e questo è il motivo per cui Sinner riesce a giocare sul cemento e Musetti no: Sinner è cresciuto su cemento e Musetti su terra eppure per qualche strano motivo Musetti è adulato come un’artista del tennis(che ha immensi problemi di timing).
Eppure io non vedo nuovi Sinner, semmai purtroppo vedo nuovi fallimenti come Musetti ma se ci si ostina a giocare 22 CHALLENGER SU TERRA e 0 sul cemento questo è il destino
Il tennis di oggi è boom boom, bisogna colpire con un tempo perfetto praticamente tutto in controbalzo per essere sempre vicini al campo e questo te lo può insegnare solo il cemento
Lo faccio notare che oltre Sinner non abbiamo uno forte sul cemento e mi rispondono “ma chi se ne frega! Il vero tennis è la terra e non vedo l’ora che si ritiri Sinner così torniamo agli anni 2000 dove non avevamo top 100 ma almeno INSEGNAVAMO IL SERVE AND VOLLEY E NON IL PALLEGGIO DA FONDO”
Presto in top 100
Facile gestire le emozioni quando giochi senza avere nulla da perdere…
Mah,
per me se non migliora le sue frequentazioni (considera Kyrgios il suo modello e mentore…) non andrà molto lontano.
Sicuramente fortunato. MA già lo è nato fortunato, diciamo così. Essere figli del mitici LLeyton è garanzia di arrivare nel tennis.
Detto ciò il ragazzo è un serio lavoratore e si farà, bravissimo Cruz
Non si dice: “il sangue non è acqua?”.
Cruz respira, letteralmente, tennis da quando è nato e fin da piccolo ha potuto beneficiare degli insegnamenti e dei consigli del padre, un ex-nr-1!
Poi si racconta di una sua grande dedizione e di una determinazione non comune, ma è “facile” (in un certo senso) giocare quando non hai “nulla da perdere” e ti poni solo gli obiettivi di imparare e divertirti.
Un po’ come Fonseca che gioca al meglio (ma è quasi inevitabile trovare una grande motivazione) contro Sinner, Alcaraz e Djokovic piuttosto che contro Safiullin, Hanfmann e Medjedovic.
Vedremo nel resto della stagione, ma sono sempre “benvenuti” i nuovi contendenti, specie con un DNA così importante 😀
Sono contento per il ragazzo australiano, è serio ed educato, si è anche allenato con L’Alieno altoatesino, la prima volta a 11 anni.
Vincere a 17 anni in un Atp 500 contro Giron significa carriera assicurata fra i professionisti, sino a che livello vedremo.