Svolta nel tennis femminile: la WTA introduce un test genetico obbligatorio per tutte le giocatrici
44 commenti
La WTA ha introdotto una nuova politica di ammissibilità destinata a cambiare profondamente il circuito femminile. Tutte le giocatrici dovranno sottoporsi, una sola volta, a un test genetico per verificare la presenza del gene SRY: il superamento del controllo sarà un requisito necessario per partecipare ai tornei.
La notizia, anticipata dal giornalista Ben Rothenberg, è stata successivamente confermata dalla stessa organizzazione. La WTA ha spiegato che gli accertamenti inizieranno nel corso del 2026 e saranno effettuati nel rispetto della riservatezza e della protezione dei dati personali.
Come funzionerà il nuovo controllo
Il test potrà essere eseguito attraverso un tampone buccale o un prelievo di sangue. Sarà necessario sostenerlo soltanto una volta, poiché il patrimonio genetico non cambia nel corso della vita.
L’esame verificherà la presenza del gene SRY, una sequenza di DNA generalmente situata sul cromosoma Y e coinvolta nel processo di differenziazione sessuale durante lo sviluppo fetale.
In caso di esito negativo, la giocatrice sarà considerata idonea a partecipare ai tornei WTA. Un risultato positivo comporterà invece la sospensione dell’idoneità, in attesa di ulteriori valutazioni mediche.
L’atleta potrà continuare a competere nella categoria femminile qualora dimostri di essere affetta dalla sindrome da insensibilità completa agli androgeni o da un’altra differenza dello sviluppo sessuale che non le abbia fatto sperimentare gli effetti fisiologici della cosiddetta minipubertà maschile o della pubertà adolescenziale maschile.
Cambia la precedente politica sulle atlete transgender
La normativa adottata nel 2024 prevedeva un percorso di ammissibilità anche per le atlete transgender con identità femminile o non binaria. Per competere era necessario dichiarare la propria identità di genere e mantenere la concentrazione di testosterone nel sangue al di sotto di 2,5 nmol/L per almeno 24 mesi e durante tutta la successiva attività nel circuito.
Il nuovo regolamento elimina il criterio basato sulla riduzione del testosterone e introduce un controllo genetico universale. Di conseguenza, le atlete transgender che non soddisfano i nuovi requisiti non potranno partecipare ai tornei femminili della WTA.
Attualmente non risultano giocatrici transgender attive nel tennis professionistico femminile. Il precedente più conosciuto rimane quello di Renée Richards, che riuscì a competere negli anni Settanta dopo una lunga vicenda giudiziaria.
Possibili sanzioni per chi rifiuta il test
La nuova politica sarà vincolante per tutte le giocatrici. Chi rifiuterà di sottoporsi al controllo o non collaborerà agli accertamenti richiesti potrà incorrere in provvedimenti disciplinari, compreso un periodo di esclusione dai tornei.
Secondo quanto riportato da Reuters, la WTA ha assicurato che il procedimento sarà accompagnato da un ampio programma informativo rivolto alle atlete e da rigorose garanzie in materia di riservatezza e protezione dei dati personali.
I rischi psicologici nei casi più complessi
L’introduzione del test potrebbe produrre conseguenze delicate anche per alcune donne che hanno sempre vissuto e sono state riconosciute come tali. Esistono infatti rare variazioni genetiche e differenze dello sviluppo sessuale che potrebbero determinare risultati inattesi, con un impatto personale, psicologico e professionale potenzialmente molto significativo.
La WTA ha previsto la possibilità di offrire consulenza professionale e servizi di sostegno alle giocatrici coinvolte in valutazioni più approfondite. La riservatezza sarà fondamentale, soprattutto perché un’eventuale sospensione dall’attività potrebbe alimentare indiscrezioni pubbliche sulle condizioni personali dell’atleta.
La decisione apre così una nuova fase per il tennis femminile. Da una parte, la WTA presenta il provvedimento come uno strumento necessario per tutelare l’equità della competizione; dall’altra, il controllo genetico obbligatorio solleva interrogativi scientifici, etici e legati alla tutela della privacy. Un cambiamento destinato inevitabilmente ad alimentare un ampio dibattito dentro e fuori dal circuito.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Test genetico, WTA

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Se ti metti il pollice verde da solo temo una certa insicurezza di personalità. Ma non faremo nessun test,a volte i commenti sono esplicativi .
Ho chiesto i nomi delle tenniste cui fai riferimento. E sto attendendo. Tenniste,non pugili,non ottocentiste, tenniste.
Condivido totalmente l’iniziativa, che ha basi scientifiche ed è stata già adottata da altri enti. E non credo che al momento ci sia un impatto significativo nel tennis, ma il rischio in futuro sarebbe elevato, visti i soldi che girano nel tennis.
Tuttavia ho perplessità sull’adozione pratica.
Se la misura fosse stata adottata dall’ITF non avrei dubbi, in quanto ente tecnico che regolamenta il gioco del tennis, invece è presa dalla WTA che, ricordo, è una società privata che gestisce i diritti di alcuni tornei, tutto il circuito ITF è estraneo e, soprattutto, sono estranei i tornei più importanti, slam ed Olimpiadi.
Quindi come ed a chi sarà eventualmente impedita la partecipazione ai tornei? Vero che in gran parte le giocatrici sono iscritte alla WTA, ma anche ai tornei da loro gestiti possono iscriversi anche giocatrici non associate.
Per assurdo, ma nemmeno tanto visto che è già successo in passato, una giocatrice può arrivare a giocare uno slam senza mai dover disputare un torneo WTA, partecipando solo a tornei ITF.
Quindi il mio dubbio è su come questa azienda privata possa effettivamente esercitare questo controllo in maniera completa, corretta ed efficace.
@ Hona (#4656855)
I diritti delle donne hai detto bene…delle donne gonadi femminili comprese. Dimenticavo; negli uomini le gonadi sono i coglioni!!!
Sei allibito che la gente difenda i diritti delle donne trans a poter competere senza inutili ostacoli e rimproveri i transfobici? Wow.
Ti allibirono anche le manifestazioni pro LGBTQA+ in occasione dei mondiali in Qatar? O le proteste delle ucraine perché vengano tutelate dal giocare contro le putiniane?
Lo sport riguarda assolutamente anche i diritti civili e sociali. L’intera storia dello sport vi è legata a doppio filo. Se non volevano portare il discorso nel tennis allora dovevano evitare questa pagliacciata ideologica, pregiudizievole, discriminatoria e scientificamente errata in così tanti modi che sembra l’abbia ideata Trump, altro che scienziati.
Qui si stanno danneggiando in maniera irreparabile moltissime donne, dal punto di vista psicologico e pratico, negando la loro identità e le loro ambizioni.
Non è diverso dal cercare di escludere gli atleti neri per vantaggi biologici. Quello che è assurdo è la transfobia dilagante e il fatto che al mondo sportivo sia permesso portare avanti questa dolorosa e umiliante campagna senza conseguenze.
“Di conseguenza, le atlete transgender che non soddisfano i nuovi requisiti non potranno partecipare ai tornei femminili della WTA”.
Meglio dire che non potranno partecipare e basta perché non possono modificare il loro DNA e non rientrano nelle previste eccezioni.
@ zawix (#4656757)
Bravo…
Sono lesbiche mica trans. Madonna santa quanta ignoranza… Sei terrificante. Non sai nulla di nulla, e scrivi…
@ zawix (#4656757)
Complimenti…
@ enzolab (#4656632)
Bravo…e lasciamo perdere termini come transfobico, la cissesualità (o sei uomo o sei donna la via di mezzo non esiste), gender fluid, cultura woke e patriarcato. Un trans binario o non binario ad esempio ha il pistolino e non può gareggiare con le donne e nemmeno usare bagno e spogliatoio femminile.
Negli stessi giorni, la SIP (società italiana pediatri) ha provato ad infilare negli studi pediatrici di base linee guida di vero e proprio indottrinamento gender, salvo poi fare rovinosa e fragorosa marcia indietro sgamati da Pro Vita & Famiglia (grandi sentinelle ragazzi!).
Pare (dico pare) che non sia propriamente scientifica l’idea di potersi trasformare come Harry Potter.
Siamo sempre così indietro…
Io sono così stanco, ma così stanco, che mi sento 75 anni.
Non pensate che avrei diritto alla pensione??
Andatevi a fare le analisi del sangue, cari amici “illuminati” e se il valore di qualche risultato non è nel giusto range, potete far finta di essere dell’altro sesso e tutto PER MAGIA tornerà ad essere sano!
😀
La misura è ben ponderata e a mio giudizio corretta. Valgono secondo me i seguenti punti.
1 il test va fatto in maniera generalizzata a tutte le atlete altrimenti sarebbe discriminante.
2 la presenza del gene SRY è un criterio determinato su basi scientifiche oggettivo,immutabile e facilmente identificabile. Non saprei quale miglior criterio si possa trovare.
3 il tema è delicato e divisivo una soluzione che accontenti tutti purtroppo non c’è.
4 la transfobia non c’entra nulla perché il concetto di trans non ha senso in ambito sportivo dove contano esclusivamente i parametri biologici. Si tratta di suddividere gli atleti in maschi e femmine in senso biologico e farlo con i criteri della biologia.
5 strumentalizzare tali provvedimenti in un senso o nell’altro lo trovo comunque squallido.
Mi pare una cosa sensata
Sono allibito.
Ho visto decine di commenti e altrettanti pollici rossi da parte di utenti, che mai avevano frequentato questo forum, sostenere fortemente posizioni LGBT e redarguire pesantemente idee contrarie.
Siamo in un posto dove si discute di tennis non al gay pride.
@ Kriss69forever (#4656649)
Beatamente chiuso in due stati
Ti consiglierei di leggere qualcosa di Anna Fausto-Sterling, ma non lo farò. Non vorrei mai mettere in discussione le tue granitiche certezze.
Ti consiglierei comunque di leggerti bene anche l’articolo dove si parla di “sindrome di insensibilità agli androgeni” che casualmante si collega anche ad Anna Fausto-Sterling
Strumento necessario di questi tempi per dare giustizia ed equità a questo sport ed anche ad altri.
Sei semplicemente transfobico, senza scusanti. Le donne trans SONO “vere donne” e devono essere rispettate e trattate come tali. Se questo mette a disagio o crea problemi a qualcuno sono problemi suoi
Assolutamente ingiusto e umiliante per le giocatrici e discriminante per atlete trans. La scienza deve essere libera da questi pregiudizi ideologici e a servizio del progresso civile e sociale, non essere usata per ostacolarlo
@ Pier no guest (#4656647)
Evidentemente sei molto, molto, molto distratto. Sono fatti documentati da tutte le tv (una pugile un paio d’anni fa), certificati dalle autorità olimpiche che, sulla base di visite ed analisi mediche!!, esclusero dalle gare femminili una mezzofondista. Etc. Abbi un po’ di rispetto per le (vere) donne!!
Domanda: per caso è stata vista qualche “ragazza” che la faceva restando in piedi?
Ahahahah 😀
Qualche lesionato mentale contrario ? Dai lo aspetto qualche disagiato
Finalmente! Era ora!
Beh, nel tennis siamo stati pionieri del trans-wokeismo con Renee Richards… E poi Caster Semenya, Imane Khalif, Laurel Hubbard, la “nuotatrice” Lia Thomas di UPenn (mia alma mater… che vergogna), e tanti tanti altri. Con chi sostiene che il genere è una scelta o una questione di identificazione psicologica, io non mi metto neanche a discutere – e peraltro non mi pare questa la sede. Però chiedo: come mai di donne che si sentono uomini, tipo Ellen Page, nello sport non ne vediamo mai? Si tratta davvero di rivendicare i propri diritti e la propria identità, o semplicemente di barare per vincere facile?
Non è una svoltaaa….non mi chiamo Frifrììì, sono una tennista e ti faccio un c…lo cosììì!!!!
Caro Bruno, come ho detto all’amico Pier, questi dementi “vannaccuani” vanno ignorati e basta
Cosa rispondi a fare a questo demente seguace di quell’altro demente che sta a Bruxelles?
Tu ne devi aver prese tante, di sindromi
Bene. Se facessero qualcosa per diventare anche indipendenti finanziariamente invece di parassitare l’ATP in nome della parità di genere siamo a cavallo. Il singolare maschile ad alto livello finanzia praticamente l’intera baracca, eppure tutti vogliono togliere soldi lì e metterli nel femminile, nei doppi, nei circuiti minori, nel tennis in carrozzina… Così, per un concetto di equità distorto secondo cui uno guadagna e gli altri ne godono
Senza polemica alcuna perchè si tratta di un argomento delicatissimo.
Ci sono alcune giocatrici che hanno proprio sembianze maschili.
La ragazza che a Wimbledon sconfisse Chwalinska, ad esempio.
(Non ricordo il nome)
@ Pier no guest (#4656647)
qualche piccolo dubbio su Sonay Kartal ce l’ho
È triste, ma le normative basate sul livello di testosterone non vanno bene e ormai è ovvio. Nonostante i tentativi di sottomettere o cancellare scienze come la biologia, l’antropologia o la fisiologia, uomini e donne sono fisicamente diversi in tutto, tanto che un bravo antropologo o fisiologo può determinare il sesso di un corpo da pochissimi dettagli. Non è solo il livello di testosterone (il cui massimale concesso è comunque diverse volte più alto di quello medio di una donna). Altezza, densità ossea e dei muscoli, conformazione scheletrica, distribuzione del grasso, dimensioni degli organi, efficienza dell’apparato respiratorio e circolatorio… Immaginate uno come Zverev con un po’ meno testosterone nella WTA. Quante partite credete perderebbe?
come la tua, perchè, alla nascita, esistono tutta una serie di sindromi che non permettono di stabilire il sesso in maniera sicura.
Probabilmente si riferiva alla atleta Algerina Imane Khelif che ha vinto la medaglia oro a Parigi, questa atleta ha il gene SRY e per competere essendo comunque donna ha dovuto tramite terapia abbassare il livello di testosterone a zero…almeno questo hanno detto i giornali
Finalmente una misura di civiltà!! Il sesso biologico è determinato alla nascite e non è modificabile. È quello che determina la categoria sportiva di appartenenza. Tutto il resto, come al solito, sono cavolate.
Nomi e cognomi delle “cosiddette donne” assumendosene ovviamente la responsabilità. Ricordo che si diceva altrettanto di Martina Navratilova con foto dei suoi bicipiti ma in realtà c’era un profondo legame con la sua vita affettiva vista in modo scandaloso.
Chi sono queste “non donne”?
Perché, finora dove le avevi viste?
Di vedere cosiddette donne, che nulla hanno di femminile, approfittarsi della propria genetica maschile per superare con violenza (nel pugilato) o con forza (nelle gare di corsa etc) delle vere donne. In una gara impari e profondamente ingiusta!!!
Finalmente!!!
FINALMENTE!! Così, almeno nel tennis!!, la smettiamo di vedere
In definitiva, con il test si stabilirà se la ragazza è donna o uomo. Due famose tenniste del passato non avrebbero certamente superato il test, Navratilova e Maresmò. Al momento nel circutito ce ne sono più di una sospette enzo
Ed è disgustoso che la propaganda anti trans sia talmente pervasiva da essere interiorizzata dalla stesse atlete trans, fra cui proprio Renée Richards che si è espressa contro l’inclusione delle donne trans nel tennis (vedi: https://www.si.com/tennis/renee-richards-shares-the-gender-policy-recommendation-she-made-to-the-wta)
Che idiozia. Disgustoso che lo sport possa essere transfobico senza conseguenze. Intanto, ricerche indipendenti hanno dimostrato che non esiste nessun vantaggio biologico e hanno smascherato quelle che lo sostenevano come ideologicamente orientate. Le donne trans meritano rispetto, il disagio di qualche atleta cis amareggiata non ha la priorità sulla loro tutela e non è un motivo per distruggere i loro sogni e le loro carriere e traumatizzarle psicologicamente ed emotivamente, perché sì, dire “non sei una vera donna” è un trauma e una violenza. Le federazioni che seguono questa strada dovrebbero essere boicottate e atlete apertamente transfobiche come la Sabalenka bandite a vite.
Secondo, “vantaggio biologico” era la stessa scusa che usavano per cercare di tenere fuori le persone nere perché avevano paura che altrimenti non ci sarebbe stato più posto per loro. Ebbene, non mi sembra di vedere carenze di faccie bianche in nessuno sport, né in generale né sui podi. Anzi, il tennis ha un serio problema di diversità e dovrebbe lavorare su un sistema DEI inclusivo che garantisca pari rappresentanza ai tornei.