Da Parigi ATP, Copertina

Fils rassicura Parigi: «La mia partecipazione è confermata al 100%». Il problema alla gamba e la corsa alle Finals

01/11/2026 15:17 Nessun commento
Arthur Fils FRA, 2004.06.12 - Foto Getty Images
Arthur Fils FRA, 2004.06.12 - Foto Getty Images

Arthur Fils ci sarà a Parigi. Dopo il ritiro nei quarti di finale di Basilea e i dubbi sulle sue condizioni fisiche, il francese ha confermato la partecipazione al Masters 1000 di casa. Nella conferenza stampa di domenica 1° novembre, il ventiduenne ha spiegato quanto accaduto in Svizzera, chiarito la natura del problema e raccontato come sta vivendo la corsa alle ATP Finals.

«Mi sento molto bene. Va tutto bene, anche fisicamente. Oggi pomeriggio mi allenerò qui per la prima volta e poi vedremo», ha esordito. Quando gli è stato chiesto se la presenza in tabellone dipendesse ancora dall’esito dell’allenamento, la risposta è stata netta: «È confermata al 100%».

Basilea, un ritiro per precauzione
Fils ha ricostruito i giorni successivi all’interruzione del match in Svizzera, spiegando di essersi dedicato immediatamente al recupero: «Sono tornato il giorno stesso. Ho fatto molti trattamenti, ieri ho riposato. Anche oggi ho ricevuto delle cure e nel pomeriggio mi allenerò qui. Oggi sembra andare tutto bene».

La decisione di fermarsi era stata presa per evitare di peggiorare la situazione: «Si trattava soprattutto di non aggravare qualcosa che avrei potuto avere. È stata una precauzione per me stesso. Ne ho parlato rapidamente con la squadra alla fine del set e abbiamo deciso di interrompere la partita».

Il francese ha poi chiarito anche la zona interessata dal dolore, rispondendo a una domanda che chiamava in causa un possibile problema alla schiena: «A Basilea era la gamba sinistra. Mi faceva male. Era il muscolo, sì, ma ora va tutto bene. Non c’è motivo di preoccuparsi».

«Devo capire quando posso spingere»
L’esperienza del lungo stop precedente ha reso Fils più attento ai segnali del proprio corpo. Una maggiore consapevolezza che richiede comunque un equilibrio difficile da trovare, soprattutto quando la voglia di competere è forte.

«Non è facile, perché sto imparando a conoscere sempre meglio il mio corpo e so che non devo spingermi troppo oltre. L’ultima volta sono rimasto fuori otto mesi ed è stato un peccato, quindi devo essere molto prudente. Devo capire quando posso spingere e quando invece non dovrei farlo».

Un lavoro quotidiano condiviso con chi lo segue: «Devo trovare il giusto equilibrio, ed è difficile. È quello che cerco di fare ogni giorno e la mia squadra mi aiuta a riuscirci».

Le difficoltà fisiche e l’intensità del circuito
Fils ha allargato il discorso alle sollecitazioni affrontate dai giovani giocatori, collegando le difficoltà fisiche alla successione degli impegni: «Ci sono tanti giovani che si infortunano, perché ci sono molti tornei, tante partite una dietro l’altra e sono incontri ad alta intensità. Non penso di essere l’unico ad avere questa sensazione. La proviamo tutti».

Le Finals come opportunità: «Sono più entusiasta»
La possibilità di qualificarsi per Torino aggiunge importanza alla settimana parigina, ma Fils prova a viverla attraverso l’entusiasmo anziché lasciarsi condizionare dalla pressione.

«Non credo che ci sia più pressione. Mi sento più entusiasta. Cerco di avere sensazioni positive, perché è una bella cosa: ho 22 anni e potrei qualificarmi per le ATP Finals».

Il desiderio è forte, senza trasformarsi in un’ossessione: «Se non ci riuscirò quest’anno, proverò negli anni successivi. Naturalmente sarebbe bello riuscirci già adesso. Sto giocando bene».

Le condizioni indoor, osserva, rendono spesso minimi i margini: «Le partite sono più serrate. Tutti servono bene, tutti rispondono bene e ci sono molti tie-break. Ne ho giocati tanti da quando è cominciata la stagione indoor».

La voglia di giocare davanti al pubblico francese
Parigi rappresenta anche un appuntamento atteso da mesi, soprattutto dopo l’assenza al Roland Garros: «Aspetto di giocare a Parigi dall’inizio della stagione. Non ho potuto disputare il Roland Garros e non vedo l’ora di giocare qui».

Alla prima esperienza sui campi della Défense Arena, Fils porta con sé un ricordo del torneo vissuto da bambino: «Gaël contro Cilic, quando riusciva a rimandare ogni palla e il pubblico era impazzito. Penso che sia uno dei miei ricordi più belli».

Ora toccherà a lui cercare quella spinta dalle tribune: «Non so se l’atmosfera sarà folle come a Bercy, ma l’arena è enorme. Le partite saranno combattute, i punteggi equilibrati e l’atmosfera sarà bellissima. Non vedo davvero l’ora di giocare».



Dal nostro inviato a Parigi, Enrico Milani


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