La spagnola è in semifinale a Guangzhou Copertina, WTA

Il regolamento WTA non ha consentito a Quevedo di indossare un nastro nero in ricordo delle vittime dell’incidente ferroviario in Spagna

30/10/2026 13:57 2 commenti
Kaitlin Quevedo (foto Getty Images)
Kaitlin Quevedo (foto Getty Images)

Una vittoria importante per Kaitlin Quevedo al WTA Guangzhou, ma anche un pizzico di amarezza per una norma che fa discutere. La giocatrice spagnola ha ottenuto l’accesso alle semifinali del torneo cinese grazie al successo sulla svizzera Jil Teichmann (7-6(2) 6-3 il punteggio), partita che ha confermato l’ottimo momento di forma della giovane tennista, reduce dal trionfo a Sao Paulo. Tuttavia a Quevedo è stato impedito di indossare sulla propria maglietta da gioco un nastro nero in segno di lutto per la tragedia ferroviaria che è costata la vita a 69 persone sulla tratta di Urda (non lontano da Toledo), a causa delle rigide disposizioni del regolamento WTA. Con questo gesto, Kaitlin avrebbe voluto manifestare il proprio cordoglio e vicinanza per le vittime e famiglie coinvolte nell’incidente tra due treni, esattamente come Rafael Jodar durante la sua partita a Basilea contro Valentin Vacherot. Quevedo è stata stoppata dal rigido regolamento della WTA che impedisce alle giocatrice di indossare anche un semplice simbolo di lutto come una piccola coccarda nera.

La norma che vieta questo tipo di manifestazioni è stata approvata dalla WTA il 1° ottobre 2024: il testo stabilisce che “al fine di garantire, durante i tornei, un ambiente neutrale e rispettoso per tutti i partecipanti e in conformità con i requisiti relativi all’abbigliamento e all’attrezzatura previsti dal regolamento, non è consentita l’esposizione di simboli o slogan di alcun tipo (nomi, marchi, loghi, illustrazioni, URL, messaggi o dichiarazioni) associati, o che intendano associarsi, a organizzazioni benefiche, cause, movimenti o partiti politici sulle giocatrici, sui loro indumenti o sulle loro attrezzature. Il divieto comprende qualsiasi elemento scritto, applicato, fissato, ricamato o mostrato in altra forma, prima, durante o dopo una partita nei tornei WTA, salvo che faccia parte di un’iniziativa o di una campagna ufficiale sostenuta dalla WTA (come, ad esempio, i nastri della campagna Tennis Plays for Peace)”.

Questa norma si applica “esclusivamente alle apparizioni delle giocatrici sul campo e nelle immediate vicinanze dello stesso (comprese le aree adiacenti che possono essere riprese dalle telecamere per la trasmissione televisiva, come la zona di riscaldamento e il tunnel di accesso al campo), oltre alle conferenze stampa, alle interviste, alle cerimonie dei tornei e alle riprese di contenuti per la WTA”.

L’organizzazione ha precisato che “le giocatrici possono continuare a esprimere il proprio sostegno a organizzazioni benefiche, cause, movimenti e partiti politici in altri momenti”, ad esempio attraverso dichiarazioni verbali, al di fuori dei tornei WTA o sulle proprie piattaforme social, ma non in campo. Una disposizione rigida che ha fatto parlare in Spagna e non solo, anche per la disparità rispetto al tour ATP, dove Jodar al contrario ha potuto esprimere in campo un segno di vicinanza e rispetto per il dolore delle tantissime persone e famiglie coinvolte nel disastro.

Mario Cecchi


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2 commenti

brunodalla 30-10-2026 14:23

Scritto da Krik Kroc
Ma che cavolo di regole.
Assurdo

si infatti, dovrebbero indossarlo ogni giorno per il genocidio che si sta consumando a gaza, invece niente. che mondo assurdo.

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Krik Kroc 30-10-2026 14:02

Ma che cavolo di regole.
Assurdo

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