Ha iniziato l'anno da n.165 al mondo ATP, Copertina

L’impressionante scalata di Jodar nel 2026, da lunedì 2 novembre nuovo top 10. È il secondo più rapido a riuscirci una volta entrato nei cento

01/11/2026 12:07 5 commenti
Rafael Jodar (foto Getty Images)
Rafael Jodar (foto Getty Images)

Sarà un lunedì 2 novembre carico di significati nel ranking ATP. Alexander Zverev infatti scalzerà Jannik Sinner, mestamente fermo dallo scorso 12 luglio, sul trono della classifica mondale coronando un inseguimento lunghissimo e meritato per la perseveranza, le tantissime delusioni e bocconi amari mandati giù ma non abbastanza da farlo desistere dai suoi obiettivi, vincere uno Slam e primeggiare tra i colleghi. Ma c’è un altro tennista che avrà da brindare: Rafael Jódar infatti entra ufficialmente nel club ristretto della top 10, con i 3.209 punti (del ranking Live). È impressionante la scalata compiuta dal classe 2006 di Madrid e ancor più la velocità con cui è riuscito a centrare la top 10 dopo il suo primo ingresso tra i migliori 100. Infatti sono passati soltanto 217 giorni da quando Jodar è entrato tra i primi centro e domani sarà top 10. Più rapido di lui in questa scalata da quando il ranking è stilato al computer Boris Becker, con 210 giorni. In questa particolare ma significativa classifica di rapidità nell’ascesa tra l’élite del tennis maschile figurano anche altri campioni di precocità come Pernfors, Wilander e in tempi recenti Holger Rune e Carlos Alcaraz.

 

C’è ancora un dato rilevante sulla precocità di Jodar: è il terzo spagnolo più giovane a centrare l’ingresso tra i primi dieci con i suoi 20 anni, 1 mese e 16 giorni. Più precoci del classe 2006 di Madrid sono stati Rafael Nadal (18 anni, 10 mesi e 22 giorni) e Carlos Alcaraz (18 anni, 11 mesi e 20 giorni). Dati, numeri, ma quello che realmente conta è la sua forza, qualità di gioco e ancora margini di miglioramento, visto che il 2026 è stato il suo primo vero anno da “Pro”. Risultati spaziali: ha iniziato la stagione da n.165, perdendo la finale di Challenger di Canberra. Da lì in avanti un’annata clamorosa, con 43 vittorie e 17 sconfitte, un titolo vinto sulla terra di Marrakech e tantissimi splendidi piazzamenti, forte di un tennis solido, concreto, completo. Che dire… bravissimo.

Marco Mazzoni


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5 commenti

Giampi 01-11-2026 13:02

Scritto da Mauro N
La cosa impressionante di questo tennista è non tanto la precocità, perché ce ne sono stati diversi più giovani ad altissimi livelli, ma il fatto che è alla sua prima stagione da professionista! Io francamente non ricordo uno così forte, competitivo e soprattutto costante al suo primo anno…e visto che (detto eufemisticamente) non faccio proprio il tifo per lui, la cosa mi spaventa abbastanza, perché se come per forza di cose dovrebbe crescere ulteriormente allora sono problemi.

Per forza di cose? Zverev, Tsitsipas, Rune, Aliassime intorno ai 20 anni erano già dei top player e ti pare che poi sono cresciuti? Federer, Medvedev e altri a quell’età erano un po’ indietro..

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Tennisti Friulani (Guest) 01-11-2026 12:52

Complimenti! Sara’ un osso duro temo!

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Scarlett 01-11-2026 12:48

Scritto da Mauro N
La cosa impressionante di questo tennista è non tanto la precocità, perché ce ne sono stati diversi più giovani ad altissimi livelli, ma il fatto che è alla sua prima stagione da professionista! Io francamente non ricordo uno così forte, competitivo e soprattutto costante al suo primo anno…e visto che (detto eufemisticamente) non faccio proprio il tifo per lui, la cosa mi spaventa abbastanza, perché se come per forza di cose dovrebbe crescere ulteriormente allora sono problemi.

Oltretutto a un fisico bestiale, fatto e finito.
1 metro e 91 a 20 anni appena compiuti.
Una macchina da guerra.
I due cannibali hanno in lui un potenziale terzo incomodo sopratutto se non saranno più dominanti dopo questi problemi fisici.

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Vae victis (Guest) 01-11-2026 12:40

RJ va troppo di fretta, e troppo trafelato e imbibito dall’aura della sua , sicura peraltro, predestinazione, che gli fa spesso fare il salto più lungo della gamba. Va troppo di fretta, volendo quasi anticipare nevroticamente e compulsivamente il livello che già gli si assegna de iure. È sbagliato, il suo team paterno lo deve capire e iniziare, pur senza indulgere, con cautela, a metterci un freno…troppa pressione sullo sfondo,troppe auto aspettative mal poste e tossicamente indotte…i risultati sono già in gestazione e non occorre anticiparli artificialmente..in nome di una frenesia cieca e acefala che può diventare disturbante..

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Mauro N (Guest) 01-11-2026 12:32

La cosa impressionante di questo tennista è non tanto la precocità, perché ce ne sono stati diversi più giovani ad altissimi livelli, ma il fatto che è alla sua prima stagione da professionista! Io francamente non ricordo uno così forte, competitivo e soprattutto costante al suo primo anno…e visto che (detto eufemisticamente) non faccio proprio il tifo per lui, la cosa mi spaventa abbastanza, perché se come per forza di cose dovrebbe crescere ulteriormente allora sono problemi.

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