L'addio di Wawrinka al tennis ATP, Copertina, Generica

Wawrinka saluta il tennis: “Ho sempre voluto dare tutto”. L’omaggio di Norman, Berrettini e Musetti (Video)

28/10/2026 09:07 4 commenti
Stan Wawrinka nella foto - Foto Getty Images
Stan Wawrinka nella foto - Foto Getty Images

Tre titoli del Grande Slam, 590 vittorie nel circuito maggiore e un rovescio a una mano diventato un simbolo. Stan Wawrinka chiude a Basilea la propria carriera ATP a 41 anni, lasciando un’eredità che va oltre i risultati. A raccontarla sono le sue parole e quelle di chi lo ha accompagnato, affrontato o osservato come un modello.

Quando gli viene chiesto come vorrebbe essere ricordato, lo svizzero preferisce parlare dell’impegno messo in campo per oltre vent’anni.

«Non spetta a me. Ci sono opinioni differenti su di me come giocatore negli ultimi vent’anni. Nella mia carriera ho sempre voluto dare tutto, non avere rimpianti, lottare sempre e offrire il cento per cento in ogni partita: per rispetto verso me stesso, l’avversario, il torneo, i tifosi, tutti», ha raccontato ad ATPTour.com.

«È sempre stata la cosa più importante, per oltre vent’anni. Ed è l’unico modo in cui puoi lasciare questo sport: senza rimpianti».

Il ricordo di New York e il sostegno di Norman
Tra i momenti che definiscono il suo percorso resta la finale degli US Open 2016, vinta contro Novak Djokovic. Wawrinka arrivò a quell’appuntamento sentendo il peso di un’occasione che avrebbe potuto non ripresentarsi. Il confronto con Magnus Norman lo aiutò a gestire la tensione.

«Ero davvero nervoso prima della finale. Non è stato l’avvicinamento più semplice, ma ho avuto una bellissima conversazione con Magnus, che mi ha aiutato a superare quel momento. Mi ha aiutato a restare nel presente e a non pensare troppo al risultato».

Quel successo completò la sua collezione di tre Slam, dopo Australian Open 2014 e Roland Garros 2015. Tutte e tre le finali furono vinte contro il numero uno del mondo.

Norman, però, conserva soprattutto il ricordo della persona: «È qualcuno con cui vorresti uscire a bere una birra, e penso sia anche per questo che è così amato. Parlando con i suoi colleghi nel circuito, nessuno ha qualcosa di negativo da dire su Stan. Tratta tutti allo stesso modo: l’autista, la signora delle pulizie dell’hotel, i raccattapalle o il numero uno del mondo. Per lui non cambia nulla».

Berrettini: “Mi ha fatto capire che posso ancora ottenere risultati”
La disponibilità di Wawrinka ha lasciato un segno anche in Matteo Berrettini, che ne ha ricevuto l’incoraggiamento durante una stagione segnata da difficoltà fisiche e discontinuità.

«Mi ha sempre sostenuto molto. Ogni volta che parlavamo mi trasmetteva una grande conoscenza di questo sport, soprattutto dell’amore per il gioco. Si capiva quanto amasse il tennis e quanto gli piacesse competere».

Una conversazione a Monte-Carlo ha avuto un significato particolare per il romano: «Mi ha detto che il suo anno migliore era stato quando aveva trent’anni. Mi ha fatto sentire che non sono vecchio, che posso ancora giocare e ottenere buoni risultati».

Wawrinka ha continuato a dimostrarlo anche oltre i quarant’anni: dal compimento di quell’età ha raccolto 12 vittorie nel circuito maggiore, il dato più alto da quando è stato istituito l’ATP Tour nel 1990, davanti alle nove di Ivo Karlovic e alle otto di Jimmy Connors.

Musetti e quel primo successo a Roma
Per Lorenzo Musetti, il legame con Wawrinka passa anche dal rovescio a una mano e da una partita impossibile da dimenticare: Roma 2020, la prima vittoria ATP del carrarino.

«È stato il mio avversario quando ho ottenuto la prima vittoria nel circuito ATP. Per me è stato un inizio bellissimo affrontare un giocatore come lui: sono cresciuto idolatrandolo. Era uno dei re del rovescio a una mano. Affrontarlo è stato speciale, batterlo ancora di più».

Un’influenza che prosegue nei giovani svizzeri, tra cui Henry Bernet, campione junior degli Australian Open 2025 e suo compagno di doppio a Gstaad nello stesso anno.

«Ogni allenamento con lui è stato un’esperienza importantissima. Sento che vuole davvero aiutare noi giovani a compiere il salto verso il circuito maggiore», ha spiegato Bernet.

Wawrinka lascia il circuito con 16 titoli e il numero tre come miglior classifica. Accanto ai trofei, le testimonianze dei colleghi raccontano un’altra parte della sua carriera: il tempo dedicato agli altri e la capacità di trasmettere, fino all’ultima stagione, il desiderio di continuare a competere.



Francesco Paolo Villarico


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4 commenti

Intenditore (Guest) 28-10-2026 09:56

Rovescio a una mano poetico, talento puro nonostante spesso appariva sovrappeso. Onore a lui, credo possa diventare un ottimo allenatore.

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Papero (Guest) 28-10-2026 09:33

Giocatore che ho adorato, uomo che non ho mai amato. Onore a lui.

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Braccino (Guest) 28-10-2026 09:29

È stato un grande nell’epoca dei tre più grandi!!

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Betafasan 28-10-2026 09:15

Ha vissuto un epoca storica del tennis! Come tutti gli addii c’è malinconia! Che grandi emozioni ho vissuto negli ultimi 25 anni!!

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