Fonseca e l’ultimo ostacolo verso l’élite: soltanto due vittorie in nove sfide contro i Top 10
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João Fonseca non può più essere considerato soltanto una promessa. Il brasiliano ha già conquistato un ATP 500, raggiunto i quarti di finale al Roland Garros e sconfitto Novak Djokovic. Per avvicinarsi stabilmente ai vertici, però, deve ancora migliorare il proprio rendimento contro i migliori giocatori del mondo.
La sconfitta subita contro Ben Shelton negli ottavi del Masters 1000 di Montreal, con il punteggio di 6-3, 7-6(3), ha confermato questa difficoltà. Considerando la posizione occupata dagli avversari al momento degli incontri, Fonseca presenta infatti un bilancio di due vittorie e sette sconfitte contro i Top 10.
Rublev e Djokovic, le due grandi imprese
Il primo successo contro un giocatore classificato tra i primi dieci risale all’Australian Open 2025, quando Fonseca superò Andrey Rublev al primo turno in tre set. Una vittoria che contribuì a presentarlo al grande pubblico internazionale.
La seconda è arrivata al Roland Garros 2026 contro Djokovic. Il brasiliano riuscì a rimontare due set di svantaggio e a eliminare il ventiquattro volte campione Slam, prima di proseguire la propria corsa fino ai quarti di finale.
Due risultati capaci di dimostrare quanto sia elevato il suo potenziale, ma rimasti finora gli unici successi ottenuti in nove confronti con avversari appartenenti alla Top 10.
Sette sconfitte contro i migliori
Fonseca è stato battuto da Jack Draper al Roland Garros 2025 e da Taylor Fritz a Eastbourne nella stessa stagione. Nel 2026 ha invece perso contro Jannik Sinner a Indian Wells, Carlos Alcaraz a Miami e Alexander Zverev a Monte-Carlo.
Le ultime due sconfitte sono arrivate entrambe contro Shelton: la prima nei quarti di finale di Monaco di Baviera, la seconda negli ottavi del Masters 1000 canadese.
Il dato non mette in discussione la crescita del brasiliano, ma individua chiaramente il prossimo passaggio da compiere. Fonseca ha già dimostrato di poter superare con continuità avversari di ottimo livello; contro i Top 10, invece, ogni calo di rendimento viene punito con maggiore severità.
Le occasioni sprecate contro Shelton
A Montreal il diciannovenne ha ottenuto un break di vantaggio all’inizio di entrambi i set, senza riuscire a consolidarlo. Shelton ha recuperato immediatamente e ha sfruttato meglio i passaggi decisivi, soprattutto nel tie-break della seconda frazione.
Fonseca ha riconosciuto di non aver giocato una buona partita, sottolineando le difficoltà al servizio e le numerose occasioni mancate. Il brasiliano non ha cercato attenuanti neppure nelle condizioni ventose, ammettendo la superiorità dell’avversario.
«Non ho sfruttato le mie opportunità. Nei momenti importanti ho sbagliato troppo, non sono riuscito a mettergli pressione e ho servito male. Lui ha meritato di vincere», ha spiegato dopo l’incontro.
Anche il piccolo problema alla caviglia destra accusato nel secondo set è stato ridimensionato: «Non è nulla di serio. Ho avvertito qualcosa in quel momento, ma poco dopo non sentivo più dolore. È stato soltanto uno spavento».
Un limite da superare, non una condanna
Il bilancio di 2-7 contro i Top 10 deve essere interpretato tenendo conto dell’età e della rapidità con cui Fonseca è arrivato nel circuito maggiore. Il brasiliano possiede potenza, capacità di accelerazione e personalità, ma deve ancora imparare a gestire meglio l’aggressività e a mantenere ordine nei momenti di maggiore pressione.
Contro i migliori non è sufficiente produrre colpi spettacolari: servono continuità, percentuali elevate al servizio e una gestione più lucida delle occasioni. Proprio questi aspetti hanno fatto la differenza nella partita contro Shelton.
Fonseca ha già dimostrato di poter battere campioni come Rublev e Djokovic. Il prossimo obiettivo sarà trasformare le imprese isolate in una consuetudine: soltanto allora il brasiliano potrà compiere il salto definitivo verso la Top 10.
Marco Rossi
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Non sono a quei livelli per assisterlo, io non sono sicuro di lui, non per la sua classe eccelsa, ma non sono convinto che abbia la testa e la mentalità quando è sotto pressione per raggiungere certi livelli, se devo scommettere per un giovane punterei per Rafael Jodar
Infatti mi riferivo a questo.
Conosco il meccanismo delle teste di serie, che poi spesso conta relativamente specialmente in questa stagione di transizione.
Notavo il fatto che, anche quando i tabelloni si “aprono” Joao ha spesso incontrato le tds a lui destinate e/o mine vaganti ben più pericolose di tante tds attuali.
@ Giampi (#4665509)
Sinner non è l’unico con cui si fanno i confronti, ci sono anche Alcaraz e Nole oltre ad altri tennisti e questo cosa ci dice? Ci dice che se si vuole puntare al top bisogna confrontersi con i top player.
Fonseca è forte nei colpi.
Io lo vedo ancora indietro in quanto a mobilità, sia pur migliorata rispetto allo scorso anno, ma se non risolve questa situazione e i conseguenti problemi in risposta, non potrà diventare un top.
Zverev non è mobilissimo in avanti e non é un super risponditore, però lateralmente copre molto bene il campo ed ha un servizio mostruoso, speriamo Joao riesca a far salire i suoi punti di forza fino a quel livello se proprio non dovesse riuscire a sistemare le debolezze.
@ albertoj (#4665516)
Certo però quando Djokovic ha battuto Jannik in Australia contava eccome.. vero?
Con Djokovic però non è corretto contare gli h2h, visto che ha giocato solo contro il serbo over 30. Più corretti gli esempi con Zverev e Medvedev. Contro Nadal sarebbe stato favorito sul veloce, su terra non avrebbe vinto mai.
Quello che faccio fatica a capire è perché quando si parla di altri giocatori bisogna fare dei confronti con Sinner o chiamarlo in causa. Non vorrei perdere tempo a dover continuamente correggere la disinformazione ma c’è sempre qualcuno che mi costringe. Quello che indispone è la faciloneria con cui si fanno affermazioni a caso, tanto per dire…capisco gli haters che lo fanno di “mestiere” ma altri utenti e anche giornalisti non potrebbero evitare brutte figure? Quando esce un articolo dove si dice che Merida è un terraiolo, ma è tanto difficile aprire il sito atp e verificare? E di situazioni simili ce ne sono decine ovunque..
Non guardare sempre “contro chi”. È l’errore che si fa spesso, guarda come colpisce,guarda come a lui viaggia la palla e prova a pensare se quelli che sono lampi diventano costanza.
Non li metto sullo stesso piano ma dai un’occhiata a Sampras 1989 e 90 prima dei famosi US OPEN e pensa che Sergio Tacchini mandò Clerici ad osservare Chang a Parigi,in previsione di un contratto, e Gianni tornò dicendo “io ho notato l’altro” nonostante una stesa pazzesca poi in torneo proprio con Michelino.
Tutti si fissano sui risultati,sulle progressioni,su ciò che altri hanno fatto prima di loro ma alcuni esplodono poi,la palla che esce di due dita sta dentro e se viaggia come quella di Joao hai un giocatore che ti impone lui il ritmo ed è un tennis diverso,lui dentro il campo e la maggior parte a coprire angoli che si aprono. Tu questo lo vorresti come assistito? Io farei carte false.
@ Giampi (#4665490)
Ma guarda che io non mi lamento di certo con Sinner, anzi tendenzialmente non mi lamento punto in nessun campo ma cerco o di adattarmi accomodandomi o di risolvere il problema quando possibile.
Come Nadal ed Alcaraz nessuno a parte i tempi di Becker, ma se a 17 anni vinci una partita in un master mille, a 18 anni appena compiuti entri nei primi 100 (78) e vinci le next gen battendo il numero 18, e a 19 appena compiuti (con sei mesi persi per il COVID) batti il n.6 e il n.7 prima di perdere con Nadal nei quarti del Roland Garros e a 20 anni appena compiuti chiudi l’anno con il 70% di vittorie, entri nei primi 10, vinci cinque tornei, e partecipi alle Finals, not too bad, che dici?
@ OspiteSgradito (#4665433)
Chi parla di “sfortuna nei sorteggi” per Fonseca o qualsiasi altro dimentica come funziona un tabellone ATP. Se sei fuori dalle prime 32 teste di serie, al primo o al secondo turno pescherai matematicamente uno dei primi 16 del mondo. Non è sfortuna, è una certezza del regolamento. Fonseca è numero 26 del mondo, è sì una testa di serie (nelle posizioni tra la 25 e la 32), ma questo lo tutela solo per i primi due turni. Al terzo turno (sedicesimi o ottavi), il tabellone lo accoppia per forza di cose con uno dei primi 8 del mondo.
Negli Slam essere tra il numero 25 e il 32 del tabellone significa che al terzo turno incrocerai blindatamente un giocatore della fascia Top 8.
L’unica cosa che si può definire “sfortuna” è il fatto che, all’interno del gruppo dei migliori, Fonseca becchi magari il giocatore più in forma del momento (come Shelton sul cemento canadese o Sinner a Indian Wells) anziché un Top 10 in crisi di risultati o meno adatto a quella superficie.
Quando perdeva sempre con Danilo e Nole….
Esatto
L’ho gia scritto: Sinner non è mai stato precocissimo,non ai livelli di Nadal ed Alcaraz almeno ma ha avuto una crescita graduale ma costante e tutt’ora.
La testa è differente
Ok, ma contro chi? Ottimo giocatore ma sicuramente non top 5, forse casualmente tipo Musetti e altri prima di lui
Quando non batte mai, forever and ever? O a 18 anni da compiere?
Peccato non abbia incontrato Musetti quando era top ten. Avrebbe alzato la media…
Fonseca è molto sfortunato nei sorteggi in genere.
Qui 3 matches contro avversari tosti.
Al Roland Garros idem.
Detto questo se la gioca spesso in maniera più che dignitosa coi top.
Sinner e Zverev furono messi in difficoltà.
Anche stanotte con Shelton ha avuto le sue chances.
Ancora con Fonseca a malapena top ten nn di più..
Il potenziale è assoluto. Le accelerazioni ,il gioco non ancorato alla linea di fondo,la manualità sono qualità di rilievo.Mostra una carenza ovvero la lettura del match:ieri non ha gestito i vantaggi,il gioco di Shelton è disordinato e non ha dato modo a Joao di trovare il tempo nelle scelte.
Non c’è dubbio che Ben non abbia un rovescio degno della classifica ma col servizio ed il dritto ti investe e poi c’è l’aggressività, l’agonismo. È come un pugile grezzo che però ti attacca,magari ha la guardia scoperta ma ti tempesta talmente di ganci che se sposti il pugno in faccia ricevi una sventola senza capire da dove.
Ma resto convinto che i margini del brasiliano siano superiori e se trova la quadra ha i colpi per ribaltare sempre l’inerzia degli scambi.
Anche la statistica sulle vittorie sui top 15 è interessante, 6-2 Sinner e 1-5 Fonseca. Quindi il totale è 12-13 per Sinner e 3-12 per Fonseca. Un confronto non proprio azzeccato..
Memento Giannicchii
Non batte mai un top 10. Dicevano gli incompetenti.
E invece….
Vediamo, alla stessa età era 11 sconfitte e 6 vittorie (non conto quella con Rublev a Vienna che si ritirò dopo tre game) più due su sul numero 11..
I top 10 con cui perdeva erano i numeri 1,2,3,4 ossia Djokovic/Nadal/Medvedev e Tsitsipas. Con Zvever aveva una vittoria, lo stesso con Rublev e con Goffin. Con Nadal non ha fatto in tempo a riquilibrare il confronto, con Djokovic e Medvedev ha cominciato a vincere nel 2023 e da allora, salvo casi episodici, li ha sempre stesi. Con Zverev a partire dal 2024 non ne ha più persa una.
Comandante come la mettiamo con Joao, non ancora pronto?
Anche Jannik nei primi anni nel circuito aveva un bel gap negli scontri diretti con i top10 ma poi… con questo non voglio dire che diventerà come il nostro ma forse bisogna dargli il tempo di maturare.
ancora il brasilianino ha ancora tanta tanta strada da fare… pure per arrivare in top ten… dubito che sarà mai il n1
Rublev è una nave scuola e Diokovic non era al meglio. Per il resto vince meno delle due stagioni precedenti quindi “la sconfitta non mette in dubbio la sua crescita”…