Shelton apre alla rivoluzione proposta da Djokovic: «Giocherei volentieri con i set ai quattro game»
33 commenti
Ben Shelton ha iniziato con una vittoria la difesa del titolo al Masters 1000 canadese. Lo statunitense ha superato il connazionale Jenson Brooksby con il punteggio di 6-3, 7-5, qualificandosi per il terzo turno del torneo di Montreal.
Il successo, unito alle numerose eliminazioni eccellenti e alle assenze di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic, rende Shelton uno dei principali candidati alla conquista del trofeo. Il numero cinque del seeding preferisce però concentrarsi su un incontro alla volta, senza lasciarsi condizionare dagli sviluppi del tabellone.
Durante la conferenza stampa successiva alla vittoria, l’americano ha parlato anche della proposta avanzata nei giorni scorsi da Djokovic: disputare incontri al meglio dei cinque set, ma con parziali ai quattro game e senza vantaggi sul 40-40.
La rimonta nel secondo set contro Brooksby
Dopo aver controllato il primo parziale, Shelton si è trovato in svantaggio di un break nel secondo. Il campione in carica è però riuscito a mantenere la calma, strappando due volte il servizio a Brooksby e chiudendo l’incontro senza dover affrontare un terzo set.
«Per me si trattava semplicemente di mantenere la concentrazione. Stavo rispondendo molto bene durante tutta la partita e sapevo che avrei avuto delle opportunità per recuperare il break», ha spiegato.
La reazione rappresenta per Shelton un segnale importante della maturità acquisita: «Ottenere due break nel secondo set per riuscire a vincerlo è stato fondamentale. Credo che dimostri una grande crescita come giocatore. Essere capace di rimontare dopo aver perso il servizio, in una situazione che normalmente avrebbe potuto portarmi a cedere il set per 6-2 o 6-3, è stato molto importante per me e per la mia fiducia nel resto del torneo».
La prima vittoria in due set da Halle
Il risultato assume un valore particolare anche perché Shelton non vinceva una partita senza concedere set dal primo turno del torneo di Halle. Negli ultimi mesi lo statunitense aveva spesso dovuto affrontare incontri lunghi e complicati.
«Sono soddisfatto al cento per cento. È la mia prima vittoria in due set dal primo turno di Halle. Essere riuscito a chiudere la partita mantenendo la concentrazione fino alla fine rappresenta un aspetto positivo», ha osservato.
«Ogni incontro presenta momenti favorevoli e altri più difficili, oltre a essere condizionato dalle caratteristiche dell’avversario. Sono contento del modo in cui ho gestito la partita».
La proposta di Djokovic: set ai quattro game e niente vantaggi
Nei giorni precedenti Novak Djokovic aveva proposto una profonda modifica al sistema di punteggio. Il serbo vorrebbe ridurre i set da sei a quattro game, eliminare i vantaggi sul 40-40 e mantenere la formula al meglio dei cinque parziali, con l’obiettivo di contenere la durata degli incontri entro circa due ore.
Shelton si è detto disponibile almeno a sperimentare una soluzione di questo tipo: «Credo che potrebbe funzionare. È stato interessante sentirlo dire proprio da Djokovic, perché è sempre stato il giocatore con la migliore condizione fisica del circuito, capace di rimanere in campo per cinque o sei ore senza problemi».
Lo statunitense è consapevole delle resistenze che accompagnerebbero un cambiamento tanto importante: «Sarebbe sicuramente una modifica interessante. Il tennis è uno sport molto tradizionale e i tornei tengono particolarmente alle proprie consuetudini, ma mi piacerebbe disputare qualche partita con questo formato».
Il riferimento è inevitabilmente alle Next Gen ATP Finals, nelle quali l’ATP ha già sperimentato incontri con set più brevi e punto decisivo sul 40-40.
«Mi è piaciuto molto il modo in cui questo sistema è stato utilizzato alle Next Gen Finals. Apprezzo la formula al meglio dei cinque set: sia con il formato ridotto sia con quello completo, penso che potrebbe funzionare bene», ha aggiunto Shelton.
Il grande equilibrio presente nel circuito
Il torneo di Montreal ha già perso numerose teste di serie. Alexander Zverev, Taylor Fritz, Daniil Medvedev e Flavio Cobolli sono stati eliminati prematuramente, mentre Félix Auger-Aliassime è stato costretto al ritiro.
Secondo Shelton, questi risultati non indicano necessariamente un abbassamento del livello dei migliori, ma confermano la profondità raggiunta dal circuito.
«Esistono molti modi di interpretare ciò che sta accadendo. Anche fuori dai Big Three, oppure oggi al di là di Sinner e Alcaraz, ci sono sempre stati giocatori eccellenti. Credo che ci sia un’enorme quantità di talento a qualsiasi livello», ha spiegato.
«Gli incontri dei primi turni sono diventati più difficili che mai. Esistono giocatori di grande qualità fino alla posizione numero 150 del ranking mondiale e anche più in basso. Non credo che la differenza di livello sia così ampia».
«Voglio sfruttare le opportunità sul cemento»
Shelton considera la stagione particolarmente imprevedibile, con poche eccezioni rappresentate dai giocatori che hanno saputo mantenere una maggiore continuità.
«Quest’anno, esclusi tre giocatori, il resto del circuito è stato molto imprevedibile. Alcaraz, quando ha giocato, è stato estremamente continuo. Anche Zverev e Sinner hanno mostrato grande costanza, ma al di fuori di quel gruppo si sono create molte più opportunità».
L’americano vuole approfittarne soprattutto durante la tournée nordamericana: «È qualcosa che desidero sfruttare nella parte restante dell’anno, in particolare sui campi in cemento».
Le assenze di Sinner e Alcaraz rendono il tabellone canadese più aperto, ma Shelton non ritiene che il livello complessivo del torneo sia diminuito.
«Ci sono moltissimi giocatori che stanno esprimendo un tennis eccellente. Non credo che il livello sia particolarmente basso. Probabilmente il tabellone è persino più competitivo rispetto a quello del Canada dello scorso anno, considerando la forma di alcuni partecipanti».
«Naturalmente si crea un’opportunità quando Sinner e Alcaraz non sono presenti, ma non è qualcosa a cui penso troppo. Non sono un giocatore che studia continuamente il tabellone: mi concentro semplicemente sull’avversario che devo affrontare».
Il rapporto con l’atmosfera di Montreal
Shelton ha infine raccontato le sensazioni provate entrando sul campo centrale davanti al pubblico canadese. Il sostegno degli spettatori rappresenta uno degli elementi che rendono speciale il torneo, anche se lo statunitense affronta solitamente gli ultimi momenti prima della partita ascoltando musica con le cuffie.
«È fantastico. Indosso sempre le cuffie e probabilmente non riesco a sentire tutto il rumore, ma vedere i tifosi gridare e mostrare il proprio entusiasmo è davvero bello. È una delle caratteristiche che rendono speciale questo torneo».
Meno gradita, almeno per il momento, è l’intervista effettuata immediatamente prima dell’ingresso in campo: «Non sono ancora abituato e non posso dire di esserne un grande appassionato, ma è una cosa alla quale dovrò adattarmi».
Al terzo turno Shelton affronterà Zizou Bergs. Le numerose sorprese hanno ampliato le sue possibilità di difendere il titolo, ma l’americano non vuole modificare il proprio approccio: un incontro alla volta, con la consapevolezza che sul cemento nordamericano può diventare uno dei grandi protagonisti della seconda parte della stagione.
Marco Rossi
TAG: Ben Shelton

Sinner
Zverev
Alcaraz
Shelton
Auger-Aliassime
Medvedev
de Minaur
Rybakina
Sabalenka
Noskova
Svitolina
Swiatek
Detto ciò, lui oggi è 11 al mondo con best ranking 5, tu ?
@ velenopuro (#4663711)
Mamma mia, e che t’ha fatto il povero Shelton? Sinceramente questi accanimenti personalizzati non li capisco proprio…poi un tennista può piacere o meno per stile di gioco ed atteggiamento ma stendere addirittura questa lunga e articolata “catilinaria” contro un ragazzo che, pur giovane, ha comunque dimostrato indubbie capacità in campo e che sarà ben libero di esprimere le sue idee che non necessariamente, e per fortuna, devono coincidere con la maggioranza, mi sembra totalmente fuori luogo e inopportuno
Sulla terra? O sull’erba?
L’unica cosa che lo avvantaggerebbe sarebbe dare un 15 di vantaggio a chi ha il più basso IQ tennistico in campo
O gli spettacoli da 30 minuti tra un set e l’altro
Ah no, quello lo han già fatto nel calcio
Shelton lo chiamo “rana dalla bocca larga” dal 2023
Quando strabiliò il mondo arrivando ai quarti dell’Australian
E si lasciò andare ad un clamoroso “o capito che posso giocare 5 set con chiunque”
Senza capire che “chiunque” in quel momento voleva dire Nole, SInner,Alacraz ecc ecc
E che per giocare il quinto set di solito (ma forse non lo sa)vincerne due di set
Ma lui aveva battuto fior di campioni in quel torneo no?
Praticamente la creme de l creme
Zhang (al quinto seet)- Jarry-Popyrin e.. JJ Wolf !! (al quinto)
Prima di perdere con Paul (al quarto)
Successivamente disse di avere provato la terra nel campo in America e di essersi trovato molto a suo agio e che il suo tennis si adattava benissimo alla terra
Naturalmente dopo averlo detto si guardò bene dall’andare in SUdamerica dove tutti gli argentini lo avrebbero preso a pallate (attualemente le vittorie sulla terra in carriera son poco più delle sconfitte)
Tutto questo per dire cosa?
Che di cosa dichiari Shelton non dovrebbe fregare nulla a nessuno
Lui una cosa è capace di fare, sparare pallate sul cemento e indoor
E non lo fa nemmeno bene perchè capisce il tennis meno di un marsupiale, la tattica per lui non esiste
Shelton potrebbe dire che gli van bene le partite al meglio di sette set ma sulla sabbia
O il set singolo sul ghiaccio.
E non dovrebbe fregare nulla a nessuno
Proprio perchè è Shelton
@ Misa (#4663594)
Ma Novak ha quasi 40 anni, ma pensi che sia così fesso da pensare che certe modifiche così drastiche avvengano nel giro di qualche mese? Piuttosto vuole continuare ad essere fuori dagli schemi, il “polemico” per cui si distingue dai “democristiani” anche fuori dal campo, anzi, l’opposto dell’egoismo che pensa a sé stesso ma che si
occupa dei colleghi con problemi maggiori dei suoi, che è ormai recordman per molti anni a venire…e chi vede adesso “problematizzati”, più fragili che nel passato se non i colleghi giovani, bravissimi, per carità, ogni volta oggetto dei suoi encomi, ma soggetti ad infortuni frequenti, scarsamente resistenti, i candidati a succedergli già spariti o acciaccati, fisiconi grandi e grossi già plurioperati o in defaiance una volta su due…magari piuttosto pensa al figlio, che non vorrà vedere soffrire in lotte estenuanti… e chi può dire che le norme non cambieranno davvero nel giro di una decina d’anni, perché adesso già gli stadi non sono sempre straripanti e in futuro magari il mercato coglierà gusti diversi, tempi di attenzione diversi, disponibilità economiche diverse, protagonisti non più capaci di dare il meglio sul lungo periodo e le regole non saranno più dettate dai nostri desiderata ancorate ai nostri tempi dorati ma, come sempre, da più aride leggi del mercato e dei diritti televisivi che dovranno prendere atto dei cambiamenti, in evoluzione o involuzione, delle generazioni future…in fondo, da quanto tempo i 3 su 5 nei Master 1000 sono diventati 2 su 3 e i games ad oltranza negli Slam sono diventati long tiebreak? Facendo le debite proporzioni, può essere che Djokovic Junior potrà giocare già secondo gli auspici paterni
Questo è americano gente. Rifiutano qualsiasi cosa necessiti più di 20 secondi di attenzione. Il passo dopo sono le cheerleader ai cambi campo
@ Misa (#4663594)
Non è questione di essere fan di Nole ed io lo sono con tutto il cuore, ma si tratta di parlare democraticamente di una proposta, giusta o sbagliata che sia; io per esempio ricordo parecchi tornei completamente falsati dagli orari che l’ultimo player finiva il match, Zverev alle 2 di notte o quella partita superba di Nole vs Del Potro a Roma in cui i giocatori andarono a letto alle 3,30 di mattina ed indovina chi vinse la finale? Quello che alle 16 , Nole lo dominò come solito poi cedette alla stanchezza, quindi è normale cercare soluzioni se si vuole che i giocatori abbiano le stesse opportunità, poi certamente che ogni proposta si può migliorare ma criticare a priori non è il modo giusto, tipico di chi non sá sostenere un contraddittorio
Ci hanno provato dieci anni fa con le NextGen ed è stato un fiasco totale. I peggio giovani che descrivi si f*ttano e vadano a bruciarsi gli occhi sui videogame. E Djokovic e i suoi fan accettino la realtà invece di cooptare la identity choose dalle comunità queer secondo cui “i fatti non contano, contano cosa scegli di essere”. Djokovic può credere di avere 25 anni ma i fatti dicono che deve provare a smantellare il tennis per vincere, e i suoi fan gli van dietro.
Io sostituirei tutti i tornei con il format One Point, e in un paio d’ore tutti a casa
Cara scusa ma il tennis a 4 giochi lasciamolo ai necchesetegenn (lo dico alla tinapica). Capisco che Nole aveva fatto una battuta di spirito, ma nemmeno per ischerzo voglio sentire sta cosa.
Mi piaccion le fiabe, raccontane altre (purché sano fiabe)
Ciao Francesco
Sarebbe la morte del tennis senza se e senza ma. Con un break il set è andato, se si gioca al meglio dei 3 set poi praticamente chi sbaglia per primo difficilmente torna in gara. Chiaramente capisco che si top server questo farebbe comodo. Ed ecco perché Shelton sarebbe favorevole. Sarebbe estremamente avvantaggiato
Grazie dell’informazione. Vai a fare le Next Gen o qualche evento extra ciao
@ Annie3 (#4663437)
P.s. oggi, pur col fisico che si ritrova, si è ritirato anche Auger…e il ginocchio di Jannik è sotto osservazione…meditate, gente, meditate
@ Detuqueridapresencia (#4663272)
Ma perché, avevi incominciato così bene con una delle canzoni e un testo fra i più belli e commoventi della storia della musica!!! Ma lasciali andare insieme, magari non sarà un cammino così disastroso, magari ci sarà qualche “snellimento ” che intanto piacerà lo stesso, sicuramente garantirà al tennis un pubblico giovane più voglioso di risposte veloci alle proprie aspettative…e poi, in fondo, il “vecchio” raccontava favole al “bambino” sognante, e le favole sono comunque lecite, belle, sogni,
speranze, anche se spesso non si avverano…ciao Francesco..
Qualcuno avvisi il telefonista yankee che neanche con set di un solo game sarebbe in grado di vincere uno slam.
Un mio personalissimo onore averci parlato per una cena intera 16 anni fa… Maestro davvero… Ah già, il tennis… Se faranno set a 4 game, seguirò solo basket (playoff Nba, e Euroleague)
Si però, giocaci da solo, facci questo piacere.
Vogliono emulare la coppetta davis, ridotta a briciole di tennis! Due singolari al meglio dei tre set, il doppio dei “vecchietti” in caso di parità. Ridotto perfino il doppio, se i due set finiscono 1 a 1 , scatta un tiebreak a 10. Da ridere enzo
Ultima ora! Sembrache il problema di Sinner al ginocchio sia più serio di quanto si è appreso dopo la visita in clinica. Dovrà ritornarci per ulteriori accertamenti. Picciotti, si stanno sfasciando tutti enzo
ma va a ciapà di ratt
Ci sto. Si dimezzano i montepremi però
Così guadagnereste la metà dei soldi o forse anche meno perché noi amanti del tennis nn guarderemo più le partite…
Forse così lo vinci uno Slam…
Ma sì, scorciamo le partite, anche con 4 game a set sono troppo lunghe: si arriva a due punti, una volta batto io, una volta batti tu e se si va uno pari si tira a sorte per chi serve il terzo punto.
Chissà perchè quest’idea a Djokovic non è venuta quando era più giovane e non aveva problemi a giocare e vincere partite al quinto set con i set ai sei game.
Come direbbe Poker Face?
Puttanate!
Un vecchio e un bambino si preser per mano
E andarono insieme incontro al f@nkul0
Scusa Maestro Guccini (ovunque tu sia andato oggi 🙁 )
Ussigur! Ben no,non metterti pure tu con ‘sta panzana.
Lavora sul rovescio e cerca di tenere gli scambi,se vuoi vincere non devi abbreviare il punteggio ma pazientare sul campo.
vabbeh lui lo fa per risparmiare sulle telefonate!
Perché non passare direttamente alla formula del “Million Dollar One Point Slam”? Così Djokovic e Shelton saranno ancora più contenti
Ci sarà un motivo per cui lo scirocco viene chiamato il vento della pazzia…
non se ne parla proprio