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Anche Cassano dice la sua su Sinner-Alcaraz: «Carlos ha magia, Jannik non ha quel talento naturale»

05/11/2026 07:30 1 commento
Carlos Alcaraz nella foto - Foto Patrick Boren
Carlos Alcaraz nella foto - Foto Patrick Boren

Anche Antonio Cassano entra nel dibattito sulle differenze tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. L’ex calciatore, intervenuto durante Viva el Futbol, il programma che condivide con Nicola Ventola e Daniele Adani, ha espresso una preferenza netta per lo spagnolo, arrivando a mettere in discussione il talento naturale dell’azzurro.

Un giudizio particolarmente severo, accompagnato però dalla precisazione di essere un tifoso di Sinner e di desiderare sempre le sue vittorie. Al centro della riflessione di Cassano ci sono soprattutto la creatività, la varietà delle soluzioni e la capacità di offrire spettacolo: caratteristiche nelle quali considera Alcaraz superiore al rivale italiano.

Il paragone nasce parlando di Antonelli e Valentino Rossi
La discussione è partita dal talento di Kimi Antonelli, accostato dall’ex attaccante a Valentino Rossi. Da lì Cassano ha spostato il confronto sul tennis, distinguendo tra chi considera dotato di qualità innate eccezionali e chi, nella sua lettura, ha maggiormente bisogno di essere al massimo della condizione fisica.

«Sinner è un giocatore che ha bisogno di stare bene fisicamente per mandare la palla dall’altra parte del campo. Per me Valentino Rossi e Kimi Antonelli sono due talenti che madre natura ha benedetto. Sinner, invece, non ha quel talento naturale. Non è Alcaraz».

Il riferimento alla necessità di essere fisicamente al meglio è diventato il punto centrale della sua valutazione sull’azzurro. Una lettura che Cassano ha contrapposto alla maggiore imprevedibilità che riconosce al gioco dello spagnolo.

«Sono tifoso di Sinner, ma Alcaraz ha magia»
L’ex giocatore del Real Madrid ha poi sviluppato il proprio ragionamento, spiegando quali aspetti del tennis di Carlos lo colpiscano maggiormente.

«Sinner deve essere fisicamente al cento per cento e tirare forte da una parte all’altra del campo. E sia chiaro: sono un suo tifoso e voglio che vinca sempre. Ma Alcaraz ha magia, è un giocatore che dà spettacolo. Un giorno si presenta con i baffi, un altro con i capelli rasati… È capace di fare palle corte, giocare a rete e fare assolutamente tutto su un campo da tennis».

Una preferenza che riguarda quindi anche il modo in cui Alcaraz interpreta il proprio ruolo in campo, unendo le soluzioni tecniche a una personalità che Cassano trova particolarmente coinvolgente.

Il punto controverso: che cosa significa avere talento?
Le dichiarazioni hanno alimentato il confronto tra gli appassionati, soprattutto per la rappresentazione del gioco di Sinner. Riconoscere la creatività di Alcaraz è una cosa; ridurre il tennis dell’italiano alla condizione atletica e alla capacità di colpire forte è una valutazione molto più discutibile.

Il talento si esprime anche attraverso l’anticipo, la lettura delle situazioni e la capacità di controllare gli scambi. Qualità meno appariscenti di una palla corta o di una soluzione acrobatica, ma che appartengono pienamente alla sensibilità tecnica di un campione. La varietà spettacolare dello spagnolo e la continuità dell’azzurro raccontano modi differenti di costruire il punto e di mettere in difficoltà gli avversari.

Il dibattito si riaccende mentre Sinner è ancora fermo per i problemi al ginocchio e prepara il ritorno nel 2027. Alcaraz, invece, ha ritrovato slancio dopo il rientro di settembre, conquistando i titoli di Tokyo e Vienna. In attesa di rivederli uno contro l’altro, Cassano ha scelto il tennis che preferisce: una posizione netta, che resta un giudizio personale sulle caratteristiche dei due giocatori.



Marco Rossi


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1 commento

Ariel (Guest) 05-11-2026 08:01

Se lo dice Cassano..

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