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Thompson svela il grave problema alla schiena: “Potrei restare fuori altri 18 mesi”

20/09/2026 12:10 Nessun commento
Jordan Thompson nella foto - Foto Getty Images
Jordan Thompson nella foto - Foto Getty Images

Una stagione praticamente cancellata e un futuro ancora pieno di interrogativi. Jordan Thompson ha finalmente fatto chiarezza sul problema fisico che lo tiene lontano dalle competizioni da gennaio, rivelando una situazione ben più seria di quanto si potesse immaginare.

Il 32enne australiano, arrivato fino al numero 26 del ranking ATP nel novembre 2024, non disputa una partita ufficiale dagli Australian Open 2026. A Melbourne riuscì a superare Juan Manuel Cerundolo al primo turno, prima di arrendersi a Nuno Borges per 6-7(9), 6-3, 6-2, 6-4. Disputò poi anche il doppio, ma da quel momento non è più tornato nel circuito.

Dietro una pausa così lunga c’è un serio problema alla schiena che coinvolge un nervo della zona lombosacrale.
Secondo quanto raccontato dallo stesso Thompson, il problema riguarda il nervo S1 e gli avrebbe provocato forti dolori alla schiena e importanti difficoltà agli arti inferiori. Una situazione che lo ha convinto, dopo aver provato a giocare durante l’estate australiana, a fermarsi completamente.
Nel mese di maggio 2026 l’australiano si è quindi sottoposto a un intervento chirurgico alla schiena.
A distanza di diversi mesi, tuttavia, il recupero procede più lentamente del previsto.

«Non so ancora quanto tempo mi servirà per tornare in campo. È il nervo S1 a darmi problemi e mi hanno detto che potrei dover rimanere fuori da tre fino ad altri 18 mesi», ha spiegato Thompson parlando delle proprie condizioni.

Un intervallo temporale enorme, che rende impossibile stabilire al momento una data realistica per il ritorno.

«Ho appena ricominciato a lavorare in palestra e a nuotare. Non ho ancora avvertito un miglioramento importante da quando mi sono operato», ha aggiunto l’australiano.

Le difficoltà alla schiena non sono, purtroppo, una novità nella carriera recente di Thompson.

Già nel 2025 aveva giocato per diverse settimane in condizioni precarie. A Wimbledon era riuscito addirittura a raggiungere per la prima volta gli ottavi di finale nonostante fosse costretto a utilizzare un sostegno per la schiena e avesse ammesso di essere molto lontano dal 100% della condizione. Il suo torneo terminò poi contro Taylor Fritz, quando fu costretto al ritiro anche per un problema alla gamba.

Alla vigilia degli Australian Open 2026 sembrava esserci finalmente qualche segnale positivo.

Thompson aveva infatti spiegato di sentirsi nuovamente bene dopo un 2025 tormentato da problemi alla schiena, al polpaccio, all’addome, agli obliqui e al piede. A Melbourne riuscì anche a vincere una partita di cinque set contro Cerundolo, dando l’impressione che il periodo peggiore potesse essere alle spalle.

Pochi giorni dopo, invece, il suo 2026 agonistico si sarebbe di fatto concluso.
Otto mesi di inattività hanno avuto inevitabilmente conseguenze pesantissime anche sulla classifica: Thompson è scivolato fino al numero 425 ATP, lontanissimo da quel 26° posto che rappresenta il suo best ranking.

La priorità, però, non può essere il ranking.
Con una finestra di recupero che, secondo quanto gli è stato prospettato, potrebbe estendersi anche per molti mesi, l’obiettivo è semplicemente permettere al corpo di recuperare e creare le condizioni per poter tornare un giorno a competere.

A 32 anni e dopo una carriera che lo ha visto vincere un titolo ATP in singolare, raggiungere il numero 26 del mondo e salire fino al numero 3 nel ranking di doppio, Thompson si trova così ad affrontare probabilmente la sfida più difficile della propria carriera.
Il ritorno non ha ancora una data e lo stesso australiano ammette di non sapere quanto durerà il percorso. Per il momento ha ricominciato dalla palestra e dal nuoto, con un solo obiettivo: concedersi la possibilità di tornare su un campo da tennis.



Marco Rossi


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