US Open: Zverev si salva al quinto, sfuma l’impresa di uno straordinario Sonego sull’Arthur Ashe
23 commenti
Alexander Zverev evita una clamorosa eliminazione al primo turno degli US Open 2026. Il tedesco, numero 2 del mondo e prima testa di serie del tabellone, supera un magnifico Lorenzo Sonego soltanto al quinto set, al termine di una battaglia durata quasi cinque ore sull’Arthur Ashe Stadium.
Il punteggio dei primi quattro parziali, 6-4 3-6 6-7(7) 7-5, racconta soltanto in parte una partita nella quale Sonego è arrivato più volte vicino all’impresa. L’azzurro ha giocato con coraggio, fantasia e aggressività, costringendo il campione del Roland Garros a ricorrere a tutte le proprie risorse per evitare l’eliminazione.
Primo set: Zverev trova il break nel momento giusto
Sonego si presenta sull’Arthur Ashe con la chiara intenzione di divertirsi e divertire. Il torinese attacca, non aspetta l’errore del tedesco e accetta i propri sbagli come una conseguenza inevitabile del piano tattico scelto. Serve forte, scende spesso a rete e varia continuamente traiettorie e rotazioni per impedire a Zverev di trovare ritmo da fondo campo.
Nel quinto game l’azzurro salva una prima palla break al termine di un gioco durato circa dieci minuti, riuscendo a tenere testa alla prima testa di serie anche sul terreno apparentemente più favorevole al tedesco: il rendimento al servizio.
L’equilibrio si spezza però nel settimo gioco. Zverev si procura tre opportunità consecutive e trasforma l’ultima grazie a un rapido attacco in controtempo, insistendo sul diritto di Sonego. Il piano funziona e il tedesco sale sul 4-3, consolidando subito il vantaggio con due ace consecutivi.
Sonego non rinuncia al proprio tennis spavaldo e, sotto 3-5 e 0-40, annulla tre set point consecutivi. Ne cancella anche un quarto con una prima vincente al corpo, obbligando Zverev a servire per il parziale. Il numero 2 del mondo, però, non trema: alza la qualità del diritto e chiude con autorità sul 6-4.
Secondo set: Sonego cambia la musica sull’Arthur Ashe
Con la pioggia che torna a colpire rumorosamente la copertura dell’Arthur Ashe, cambia anche l’andamento della partita. Sonego interpreta perfettamente il confronto e continua a cercare la rete, togliendo tempo e punti di riferimento all’avversario.
È proprio l’italiano ad arrivare per primo a palla break. Zverev si salva nel sesto gioco, ma non riesce a ripetersi nel successivo turno di battuta. Il tedesco risale da 0-30 anche grazie a un ace di seconda al centro da 196 chilometri orari, prima di commettere due errori consecutivi: una volée non impossibile e un diritto dal centro.
Sonego conquista così il break e accende i tifosi italiani presenti sugli spalti. Al momento di servire per il set non concede nulla e chiude con un ace, completando un parziale nel quale conquista l’89% dei punti giocati con la prima. Il 6-3 rimette completamente in equilibrio la sfida e fa capire a Zverev che ogni punto dovrà essere conquistato.
Terzo set: il tie-break premia il coraggio dell’azzurro
Sonego continua a giocare a braccio sciolto. Perseverante e propositivo, il torinese si immerge nell’atmosfera dell’Arthur Ashe e sembra alimentarsi con l’entusiasmo del pubblico.
Il break del 3-2 arriva dopo quattro punti consecutivi dell’italiano, aiutato anche da un doppio fallo di Zverev. Sonego si spinge fino al 5-3, ma proprio in quel momento il rendimento al servizio comincia a calare. Il tedesco ne approfitta, conquista dodici dei successivi quattordici punti e passa a condurre 6-5.
L’azzurro non si lascia scoraggiare e reagisce attaccando ancora di più, anche a costo di commettere qualche errore. La decisione lo premia e il set arriva al tie-break.
Zverev concede il primo mini-break, ma riesce successivamente a recuperarlo con una giocata di grande sensibilità. Sul 6-5 Sonego si procura un primo set point con un servizio vincente, mentre due ottime battute permettono al tedesco di ribaltare la situazione e salire sul 7-6.
Il torinese risponde con una splendida combinazione servizio esterno-diritto-smash e poi piazza l’ace dell’8-7. Sul secondo set point Zverev si inceppa e commette il sesto doppio fallo della sua partita. Sonego conquista il tie-break 9-7 e si porta avanti due set a uno.
A quel punto l’impresa sembra davvero possibile: l’azzurro può diventare il primo giocatore dal 1990, quando Alexander Volkov eliminò Stefan Edberg, a battere la prima testa di serie al debutto agli US Open.
Quarto set: Zverev sopravvive a un Sonego spettacolare
Il primo game del quarto parziale rappresenta già uno spartiacque. Sonego si ritrova sotto 15-40, ma estrae il meglio dal servizio e dal diritto. Salva una terza palla break con un ace e ne realizza subito un altro, il decimo della sua partita, per conservare la battuta.
L’equilibrio si spezza nel quinto gioco. L’italiano annulla tre opportunità consecutive dallo 0-40, ma sulla quarta Zverev inventa un passante stretto da applausi contro una discesa a rete ben costruita dal torinese.
Sonego, però, reagisce immediatamente. Produce tre punti spettacolari, mescolando tennis moderno e soluzioni dal sapore antico, e recupera il break con una risposta profonda seguita dalla chiusura a rete.
Nel nono game l’azzurro cancella altre quattro palle break, continuando a fare un passo avanti e mai uno indietro. Dagli spalti arriva anche il sostegno del suo allenatore Vincenzo Santopadre, il cui “vai, vai, vai” diventa quello di tutti i tifosi italiani.
Il finale del set, tuttavia, premia Zverev. Alla dodicesima palla break complessiva del parziale, il tedesco riesce nuovamente a strappare il servizio a Sonego e completa il 7-5 che trascina la partita al quinto. Prima dell’inizio del set decisivo, l’azzurro richiede un medical time-out e riceve un trattamento alla mano destra e al polso.
Quinto set: l’occasione del 3-1 e il sorpasso di Zverev
Il quinto parziale si accende fin dai primi giochi. Sonego deve immediatamente fronteggiare una palla break e si salva con una perfetta discesa a rete, conclusa da una volée sulla riga accompagnata anche da un pizzico di fortuna. Zverev raggiunge la pallina, ma il suo pallonetto termina lungo.
Il torinese conserva il servizio e continua a premere, fino a procurarsi una palla break che potrebbe portarlo sul 3-1. È uno dei momenti decisivi dell’intera partita. Zverev chiude lo spiraglio con una volée da campione e, nel game successivo, strappa la battuta all’italiano portandosi avanti 3-2.
Sonego rimane dentro il match, continua a servire con coraggio e chiede ripetutamente l’aiuto del pubblico. L’Arthur Ashe risponde, sostenendo l’azzurro fino agli ultimi punti, ma il tedesco riesce progressivamente a rendere più solidi i propri turni di battuta e a controllare maggiormente gli scambi da fondo.
Alla fine è Zverev a completare la rimonta e a conquistare il secondo turno. Dopo l’ultimo punto il numero 1 del tabellone allarga le braccia e guarda verso il cielo: più che un’esultanza, la sua è l’immagine del sollievo per un pericolo appena scampato.
Sonego esce, ma la prestazione resta
La differenza è racchiusa in pochi momenti: la palla break non trasformata per il possibile 3-1 nel quinto set, le dodici opportunità concesse nel quarto e il grande dispendio fisico richiesto da un tennis continuamente proiettato in avanti.
Sonego ha comunque disputato una delle sue migliori partite stagionali. Ha accettato il confronto sul piano della potenza, ha variato il gioco, ha cercato la rete e ha costretto Zverev a uscire dalla propria zona di comfort. La sconfitta al quinto lascia inevitabilmente amarezza, ma anche la consapevolezza di poter competere alla pari con uno dei principali favoriti del torneo.
Zverev rimane imbattuto nei confronti diretti con il torinese e prosegue il proprio cammino a New York. Per riuscirci, però, ha dovuto superare una delle prove più complicate che potesse immaginare al primo turno.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Alexander Zverev, Lorenzo Sonego, Us Open, US Open 2026

A. Zverev [1]
L. Sonego
Sinner
Zverev
Alcaraz
Auger-Aliassime
Djokovic
de Minaur
Medvedev
Shelton
Sabalenka
Rybakina
Noskova
Swiatek
Svitolina
@ Giambitto (#4675937)
Pavarotti (quello vero, quello più pesante) i suoi migliori do di petto smise di farli dopo un ventennio di carriera; che, paragonando le carriere di un tenore lirico e di un tennista, sarebbe come se Sonego avesse smesso di esaltarci a 24/25 anni.
Per di più Pavarotti originale, per poter fare in tarda carriera figure decenti sui vari palcoscenici, era solito risparmiarsi, dando buca alla faccia degli impegni contrattuali, un bel terzo abbondante delle rappresentazioni previste, mentre Sonego i tornei a cui si iscrive li disputa sempre, ancora adesso in tarda carriera.
A me il senso sembrava più: fa sempre belle prestazioni, ma non appara mai nulla.
Sonego è un ottimo tennista, che ha fatto una carriera buonissima e che ha fatto o sfiorato molte imrpese…poi è anche vero che non sempre le imprese riescono e che battere in uno slam il numero uno del seeding, al primo turno, è cosa che non può riuscire sempre a un tennista del suo livello.
Però le belle parole se le merita eccome, altro che bla bla bla
Ecco spiegato il motivo per il quale l’altro giorno mi sono ribellato alla definizione: ” carriera alla Sonego” in senso diminutivo. Ho dovuto sciorinare tutto quello che ha fatto questo stupendo ragazzo best 21 sempre nei quartieri medio alti del Ranking quarti agli Australian ottavi a Wimbledon che lo hanno portato alla n.35 nel 2025. Come contorno 3 Davis ed un’altra c’è la stava regalando lui battendo da solo lo squadrone USA senza l’infortunio di Bolelli contro il Canada. Al settimo posto per vittorie di ATP nella classifica di sempre. Diciamo che la partita di ieri è il sunto della sua carriera vale a dire che gli è mancato il do di petto finale alla Pavarotti ma è ed è stato in ogni caso un bel tenore e si merita solo applausi per come sta in campo e fuori.
30-30, 4-5 al quarto set, sotto 2 a 1 e non sembrava di poterla perdere? Bastava un errore e Sonny andava a match point.
Peccato davvero perché Sonny avrebbe dato un’enorme mano a Sinner per il #1 di fine anno
Mi sa che il buon Lollo non e’ ancora pronto per darsi al doppio ! Grande !
e dopo ancora c’è chi si sveglia alle 8 e un quarto e parla di una partita che non ha visto …
Esiste la categoria letteraria e storica del risentimento. Nietzsche lo teorizzò magnificamente, essendone peraltro la vittima più alta. E’ la direzione ostinatamente contraria a una supposta massa, che piu che esprimere una vera alternativa cognitiva serve a manifestare sé stessa, ovvero l’esigenza di smarcarsi. Girard piu recentemente l’ha analizzata magnificamente a proposito di grandi autori antichi e moderni cogliendone le radici. Su Sonego – e sul tennis strepitoso che ha offerto in uni dei templi del tennis – insomma siamo tutti illusi e patetici, compresi i cronisti americani ieri sera che a fine partita hanno chiesto a Musetti se avverte la loro ammirazione per lui e per gli italiani che – cito – ‘stanno dominando il tennis mondiale’. Tutte belle parole, chiacchiere e distintivo. A noi poveracci ci manca 30 per fare 31!
Ho visto parte del quarto e tutto il quinto, ma dallo smartphone per non disturbare in casa, quindi sicuramente non l’ho apprezzata a fondo. Sicuramente immenso Sonego, giocatore sempre esaltante on rapporto ai mezzi che ha. Peró “sfiora l’impresa” e “Zverev si salva al quinto” anche no, dai. Pur avendo lottato ad armi pari col Tedesco, non c’é mai stato un momento in cui quest ultimo sembrava poter perdere.
Comunque l’importante é che Lorenzo stia confermando il buon periodo degli ultimi tre mesi, diciamo dalla stagione su erba in poi.
Resta il problema della classifica che ora forse non sembra grave, ma difende diversi punti da qui a fine anno, e come detto più volte l’uscita dai 100 a breve é una possibilità concreta da evitare come la peste. A questo proposito sarà interessante capire come prenderà l’impegno del challenger di Genova, nel quale teoricamente sarebbe il favorito per 125 punti salvifici, ma nella pratica ci sarà da gestire un cambio di superficie non banale a questo pinto della stagione
Lorenzo è il giocatore che più mi rappresenta.
Umile,testardo,con dei limiti e tantissima grinta.
Non un predestinato,non un talento naturale ma l’esempio da seguire per abnegazione e passione che scalda il cuore.
Peccato davvero!
Encomiabile Lorenzo!
Quasi vincere
@ Calvin (#4675914)
Non hai capito il senso.
Sonego da il massimo, è bravissimo, però molte volte è arrivato a vincere partite che poi ha perso.
Su di lui niente da dire
il solito ….. e tutte le sigle di certificazione. Ho smesso di vedere la partita sul 5-6 del quarto, sapevo già come sarebbe andata a finire. Ha fatto il Sonego un’ altra volta. Tanto non migliora mai, al prossimo torneo esce al primo turno contro pincopallino n. 800 del mondo.
Quel doppio fallo che ha dato il break decisivo a Sascha Sonego se lo sognerà di notte…
È vero, sostanzialmente l’ho scritto anch’io.
Ma c’è modo e modo di dirlo…
Scenda Lei in campo contro Zverev e vediamo cosa combina @ Lacesta56 (#4675901)
Quattro titoli ATP in carriera, due Coppe Davis, BR al 21 al mondo, una decina di milioni di carrer money rize.
Ora capisco che questo forum è sempre più pieno di gente che crede che se non si vinca almeno quettro cinque mille in carriera si è dei falliti, ma Lorenzo ha fatto 31 eccome e nella carriera si è tolto un sacco di soddisfazioni
Uno che AMA e PRATICA questo Sport, non può scrivere un Post cosi inutile
Mi sveglio ora, leggo e…lo sapevo!
Ci avrei scommesso che il non più Giovane Cuore Granata arrivasse a tanto così dall’impresa, per infine mancarla.
Purtroppo è una costante della sua vita agonistica, accaduta neanche più so quante volte!
Ho cercato ed appreso il risultato perché viverlo in differetta, sforzandomi di evitare di saperlo, troppo male mi avrebbe fatto.
A Sonego volevo, voglio e vorrò un mondo di bene, alla faccia di chi lo sfotte per le sue “qualità canore” lo tiferò sempre, consapevole che “a me piace perdere facile”.
Altrimenti avrei tifato Sinner…
Mannaggia al Perticone!
Sonego è il mio preferito, perché rappresenta bene la persona che arriva ad alti livelli con abnegazione, continuità ed serietà. Averne di persone così, in qualsiasi campo…
Si potrebbe anche dire che Sonego ha comunque fatto una vera e propria IMPRESA…
…piuttosto è il MIRACOLO che è stato mancato di poco, davvero poco!!!
Ahimè 🙁
Dopo questa maratona mi appresto a svenire sulla scrivania dell’ufficio. Partita incredibile.
Fanno 30 e mai 31 e dopo sempre belle parole bla bla bla.