Da Montreal ATP, Copertina, Generica

Montreal corre ai ripari: nuovo stadio con tetto retrattile, ma non prima del 2032

09/08/2026 15:36 5 commenti
La direttrice del torneo Valérie Tétreault - Foto Getty Images
La direttrice del torneo Valérie Tétreault - Foto Getty Images

Il Masters 1000 di Montreal vuole rinnovarsi per non perdere terreno rispetto agli altri grandi appuntamenti del circuito. Dopo un’edizione condizionata dalle rinunce di Jannik Sinner e Novak Djokovic, dall’infortunio di Félix Auger-Aliassime e soprattutto dalla pioggia, la direttrice del torneo Valérie Tétreault ha illustrato il progetto di modernizzazione dell’impianto canadese.

L’obiettivo è costruire all’interno del Parc Jarry un nuovo campo centrale dotato di tetto retrattile. I tempi, tuttavia, saranno lunghi: anche qualora il progetto procedesse senza ostacoli, la nuova struttura non potrebbe essere utilizzata prima del 2032.

«Ci stiamo rendendo conto di essere rimasti indietro»

Tétreault, vicepresidente per la comunicazione e i tornei professionistici di Tennis Canada, ha riconosciuto che le infrastrutture di Montreal non sono più all’altezza di quelle presenti negli altri Masters 1000.

«C’è un senso di urgenza. Ci rendiamo conto di essere rimasti indietro e sia l’ATP sia la WTA ci stanno comunicando la stessa cosa», ha spiegato durante la conferenza stampa.

Negli ultimi anni diversi tornei hanno effettuato importanti investimenti per migliorare campi, aree riservate ai giocatori e servizi destinati agli spettatori. Cincinnati, in particolare, ha completato una profonda ristrutturazione, aumentando ulteriormente la distanza rispetto all’attuale impianto di Montreal.

L’ATP non starebbe valutando soltanto i servizi offerti ai giocatori, ma anche l’esperienza complessiva degli spettatori. Durante il torneo sarebbe stato effettuato un sopralluogo specifico per analizzare il percorso dei tifosi all’interno dell’impianto e individuare gli aspetti da migliorare.

Nessun ultimatum da ATP e WTA

Nonostante la crescente pressione, Tétreault ha chiarito che le due organizzazioni non hanno imposto una scadenza precisa a Tennis Canada.

«Al momento non esiste alcun ultimatum. Vogliono soprattutto essere rassicurati sul fatto che stiamo lavorando per trovare una soluzione», ha precisato.

I rappresentanti del torneo hanno già incontrato un componente del gruppo dirigenziale ATP per discutere il piano previsto in vista del 2028. La questione sarà affrontata anche durante le riunioni programmate a New York in occasione dello US Open.

L’ATP avrebbe inoltre suggerito agli organizzatori canadesi di inviare una lettera al proprio consiglio di amministrazione, illustrando le difficoltà incontrate e chiedendo che il futuro del torneo venga inserito tra gli argomenti delle prossime riunioni.

Una parte dello stadio risale al 1969

Il problema principale riguarda l’area meridionale dell’IGA Stadium, la sezione semicircolare dell’impianto che non è stata sostanzialmente modificata dalla sua costruzione nel 1969.

«Il tempo sta scadendo», ha ammesso Tétreault. Tennis Canada vuole evitare di investire grandi somme per ristrutturare quella parte dello stadio qualora il progetto a lungo termine preveda la costruzione di un nuovo campo centrale.

Proprio per questo motivo sarà necessario prendere rapidamente una decisione definitiva. Progettazione, finanziamento, autorizzazioni e lavori richiederanno diversi anni: secondo la direttrice, il 2032 rappresenta la prima data realisticamente possibile, non una scadenza già garantita.

Un nuovo impianto utilizzabile per tre stagioni

Lo scenario ritenuto più sostenibile prevede la realizzazione di uno stadio utilizzabile durante tre stagioni dell’anno e dotato di un tetto retrattile. La copertura consentirebbe al torneo di proseguire anche in caso di maltempo, riducendo il rischio di rinvii e accumuli nel programma.

Il progetto permetterebbe inoltre a Montreal di ospitare altri appuntamenti sportivi. Tennis Canada considera particolarmente interessante la possibilità di organizzare incontri casalinghi di Coppa Davis e Billie Jean King Cup.

«Con uno stadio simile, un’eventuale sfida tra Canada e Francia potrebbe disputarsi a Montreal. Senza un tetto, quando si hanno soltanto pochi giorni per completare l’evento, il rischio è troppo elevato», ha osservato Tétreault.

Il numero di manifestazioni organizzabili durante l’anno è però attualmente limitato dall’accordo esistente con la città. Anche questo aspetto dovrà quindi essere affrontato con l’amministrazione locale prima che il progetto possa assumere una forma definitiva.

La pioggia, il problema principale del torneo

Interrogata sulla maggiore difficoltà operativa incontrata nella prima settimana, Tétreault non ha avuto esitazioni: la pioggia.

«Non era certamente il modo in cui volevamo iniziare il torneo. Il problema è stato anche il numero di partite che dovevano essere disputate: non si è trattato di poca pioggia, ma di precipitazioni molto abbondanti concentrate in due giorni».

L’assenza di un campo coperto ha costretto gli organizzatori a modificare ripetutamente il programma, evidenziando ancora una volta i limiti dell’attuale struttura.

Montreal non ha ricevuto un ultimatum, ma il messaggio proveniente da ATP e WTA appare chiaro: il torneo deve modernizzarsi. Il progetto esiste e prevede un nuovo stadio con tetto retrattile, ma il 2032 rappresenta soltanto lo scenario più ottimistico. Nel frattempo, ogni giornata di pioggia continuerà a ricordare quanto sia urgente trovare una soluzione.



Francesco Paolo Villarico


TAG: , ,

5 commenti

walden 09-08-2026 17:22

Scritto da Suomi
2032? Non pensavo di dirlo ma… Canada terzo mondo!

Italia quarto mondo, visto che neanche si sa se verrà mai fatta la copertura al Foro Italico

5
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
Milanese 09-08-2026 16:23

Corre……ai ripari? 2032?

4
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
Suomi (Guest) 09-08-2026 16:17

2032? Non pensavo di dirlo ma… Canada terzo mondo!

3
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
luca.tennis (Guest) 09-08-2026 16:14

6 anni sono tanti… Ma va bene, sarebbe forse il caso di ridurre il prezzo dei biglietti o di fornire un servizio di rimborso vero. Piove? Ti rimborso, non importa quanto tempo ha piovuto, lo spettatore che si è perso totalmente o parzialmente l’evento per cui ha pagato tanto va rimborsato al 100%

2
Replica | Quota | 0
Bisogna essere registrati per votare un commento!
Inox 09-08-2026 15:53

Corre si fa per dire, può essere che nel 2032 la razza umana si sia già estinta

1
Replica | Quota | 1
Bisogna essere registrati per votare un commento!
+1: Milanese