Ha vinto tre volte la Davis da capitano ATP, Copertina, Davis/FedCup

Yannick Noah critica la pressione esagerata sui tennisti francesi: “Fils a US Open? Non aveva ancora giocato il primo turno che era già diventato campione Slam. La Davis? Oggi conta poco”

23/09/2026 11:09 3 commenti
Yannik Noah (foto Getty Images)
Yannik Noah (foto Getty Images)

La pressione è uno dei principali “impostori” che ogni tennista di forte ambizione deve gestire, a 360°, incluso il contesto che si crea intorno, altrimenti arrivare al vertice e vincere i massimi appuntamenti diventa impossibile. Ma quando la pressione da parte di media e pubblico diventa esagerata, questo è un fattore contro producente e che deve essere evitato per il bene degli atleti stessi. Il nostro sport potrebbe raccontare una serie infinita di casi di tennisti stritolati da un eccesso di aspettative e pressione, con cadute fragorose e inattese; per questo chi ha vissuto sulla propria palle questa situazione può mettere in guardia dal pericolo reale dell’eccesso di aspettative, raccontando la difficoltà nell’imporsi e la necessità di dare tempo ai giocatori per fare esperienza e crescere fino al punto di essere davvero pronti.

In questo rientrano a pieno le parole espresse da Yannick Noah sul team di Davis Cup francese all’indomani della sconfitta dei Blues in Canada, soprattutto della cocente eliminazione del n.1 di Francia Arthur Fils a US Open per mano di uno Tsitsipas in ripresa. Intervenuto nel corso del programma Retour gagnant su Eurosport, l’ultimo transalpino campione Slam (Roland Garros 1983) e più volte campione in Davis Cup come capitano, si è soffermato su questo tema di attualità. Queste le sue interessanti dichiarazioni, che mettono in guardia il pubblico e media francesi da eccessi di aspettative assai contro producenti.

“Per me questa non è la vera Coppa Davis” tuona Noah. “Ai miei tempi, e fino a quel cambiamento, eravamo disposti a tutto pur di essere convocati, perché era una competizione che aveva un significato, che faceva parte della storia. Non avrei mai vinto tre Coppe Davis da capitano se non avessi avuto i migliori giocatori”.

Noah ha poi commentato la sconfitta di Arthur Rinderknech contro Liam Draxl (n. 205 ATP) nel primo singolare della sfida tra Francia e Canada. “Arthur ha perso contro un giocatore che aveva una classifica inferiore. Oggi un giocatore numero 200 del ranking ATP gioca comunque molto bene a tennis. Se arrivi con un po’ di pressione, non necessariamente al 100%, non è facile e può arrivare una sconfitta che non rappresenta una sorpresa così grande. La prova è che il giorno dopo Rinderknech è andato vicino a battere il numero 5 del mondo, Félix Auger-Aliassime. Non vedo nessuna catastrofe”.

L’intervista si è poi concentrata sulle difficoltà dei giocatori francesi nel mettersi in luce nei tornei del Grande Slam: nessun francese ha raggiunto i quarti di finale dagli Australian Open 2022, quando ci riuscì Gael Monfils. Noah ha parlato spontaneamente di Arthur Fils, eliminato all’esordio allo US Open dopo aver conquistato a Cincinnati il primo Masters 1000 della carriera, un tennista nel quale crede molto, a cui va dato credito e tempo. “La settimana prima di US Open si parlava di Arthur, accendo la radio e sento: ‘Yannick Noah verrà cancellato da Arthur Fils?’. Perché aveva appena vinto Cincinnati. Ci stavamo lasciando prendere dall’entusiasmo. Non aveva ancora giocato il primo turno che era già diventato campione Slam“, afferma l’attuale capitano del team Europe in Laver Cup.

“Arthur è stato infortunato, ha giocato poco e la stagione che ha disputato è semplicemente incredibile: essere arrivato al numero 10 del mondo (attualmente è 11°, lunedì prossimo sarà 9°) giocando così poco è qualcosa di notevole. Arthur ha il livello per arrivare facilmente alla seconda settimana di uno Slam, ha già dentro di sé il potenziale per raggiungere quarti e semifinali. È un anno difficile per i nostri giocatori, Arthur è nettamente il leader. Quando è infortunato, non rimane granché. Da qui a due o tre anni, Arthur trascinerà con sé anche altri giocatori: ci sono motivi per essere fiduciosi”.

Se riuscirà a mantenersi in buona forma fisica e senza infortuni, punto su di lui perché lo conosco, perché so che è un ragazzo che lavora durissimo, che ha intorno a sé persone di grande qualità e un ambiente molto professionale. Ha tutto ciò che serve per riuscirci. Se riuscirà a giocare senza problemi per due anni, sarà tra i primi cinque. E quando hai un giocatore ai vertici, si crea una naturale emulazione: tutti ne sono contenti”.

Yannick sarà protagonista della Laver Cup, in programma questo weekend a Londra, come capitano della squadra europea che comprende tra gli altri Alcaraz, Zverev e Cobolli. Un ruolo quello del capitato che ha ricoperto con successo sia in Davis Cup (con tre titoli vinti, 1991, 1996, 2017) e anche in Fed Cup (1997).

Marco Mazzoni


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3 commenti

JannikUberAlles 23-09-2026 11:40

Ormai la Davis Cup vale davvero poco…

… soprattutto quando non hai la possibilità di vincerla!!!

Ahahahah 😀

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Alex77 (Guest) 23-09-2026 11:31

Si chiama “essere stati alla canna del gas” per diversi anni, soprattutto nel maschile, per cui i francesi ora vedono qualsiasi loro giovane emergente come il Messia, un po’ come l’Italia con Sinner anche se almeno, prima di lui, con Berrettini negli Slam di azzurro ce n’era eccome

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NonSoloSinner (Guest) 23-09-2026 11:18

Come sempre il grande Jannick, quello con la C prima del K, dice cose sagge e vere

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