Da Montreal ATP, Copertina

Zverev si boccia dopo Montreal: «La mia peggior partita dell’anno. Le palline sono incontrollabili». Jódar non si ferma: «107 partite? Giocare tanto mi aiuta. Contro Musetti dovrò essere al massimo». Medvedev senza spiegazioni dopo il ko a Montreal: «In partita ho giocato dieci volte peggio» (Video)

06/08/2026 08:04 21 commenti
Rafael Jodar classe 2006 - Foto Getty Images
Rafael Jodar classe 2006 - Foto Getty Images

Alexander Zverev non ha cercato giustificazioni dopo l’eliminazione al Masters 1000 di Montreal. Il tedesco si è arreso a Tallon Griekspoor con il punteggio di 6-7, 6-2, 6-4 e, intervenuto in mixed zone, ha definito la propria prestazione una delle peggiori dell’intera stagione.

Zverev era riuscito a conquistare il primo set al tie-break, ma nei due parziali successivi non ha trovato continuità ed è stato progressivamente superato dall’olandese. Una battuta d’arresto inattesa per uno dei principali favoriti del torneo, soprattutto considerando le assenze di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic.

«Non pensavo di giocare così male»

Il tedesco ha ammesso di non essersi presentato a Montreal nella migliore condizione possibile. Dopo gli ottimi risultati ottenuti nei mesi precedenti, Zverev si era concesso un breve periodo di riposo e aveva previsto qualche difficoltà nel ritrovare immediatamente il ritmo della competizione.

«A essere sincero, mi aspettavo di non giocare bene questa settimana. Lo avevo detto anche prima dell’inizio del torneo. Negli ultimi mesi avevo espresso un ottimo tennis, ma poi mi sono preso un po’ di tempo libero. Mi sono allenato, ma la competizione è un’altra cosa», ha spiegato.

Le sensazioni negative hanno però superato le sue previsioni: «Non mi aspettavo di giocare così male. Credo che questa sia stata probabilmente la mia peggior partita della stagione. Non ne ho disputate molte di questo tipo, ma questa è sicuramente tra le peggiori».

Zverev ha comunque provato a guardare oltre la sconfitta: «Va bene così, fa parte di un percorso. Il tennis è fatto di alti e bassi. Sono molto soddisfatto di quanto fatto negli ultimi mesi, mentre adesso devo lavorare per ritrovare quella forma».

Nessun rimpianto per l’occasione mancata

Al tedesco è stato chiesto se l’eliminazione rappresentasse un’occasione sprecata, considerando le assenze di Sinner, Alcaraz e Djokovic e il ritiro di Félix Auger-Aliassime.

«No, ne ho già vinti sette. Va bene così», ha risposto Zverev, facendo riferimento ai sette titoli Masters 1000 presenti nel proprio palmarès.

Secondo l’ex numero due del mondo, le particolari condizioni di Montreal potrebbero comunque favorire risultati inattesi: «Credo che, considerando le condizioni e le palline, vedremo alcuni risultati strani, sia dal punto di vista del ranking sia per i giocatori coinvolti. È il primo torneo sul cemento dopo diversi mesi e tutti stanno ancora cercando la propria forma».

Le critiche alle palline Wilson

Zverev ha manifestato una certa insoddisfazione per le palline utilizzate nel torneo canadese, definendole difficili da controllare. Il tedesco ha però precisato più volte di non voler attribuire a questo elemento la responsabilità della sconfitta.

«Le palline sono semplicemente incontrollabili. È così ogni anno, non si tratta di una novità. Le Wilson sono difficili, ma non è questo il motivo per cui ho perso. Non ho ancora ritrovato la forma mostrata negli ultimi due mesi. Ho bisogno di allenarmi e di recuperare nuovamente il ritmo».

Il problema, secondo Zverev, riguarda soprattutto la necessità di adattarsi a caratteristiche differenti rispetto a quelle incontrate nel resto della stagione: «Non voglio cercare scuse. È qualcosa a cui tutti devono abituarsi e il Canada è il primo torneo nel quale utilizziamo queste palline. Serve semplicemente un po’ di tempo».

Il gesto verso uno spettatore in difficoltà

Durante l’incontro Zverev si è reso protagonista anche di un gesto apprezzato dal pubblico, consegnando un asciugamano pieno di ghiaccio a una persona che stava accusando problemi per il caldo.

«Credo che la salute delle persone venga prima di tutto. Alla fine stavamo soltanto giocando una partita di tennis. Io sopravviverò anche se perdo, mentre se qualcuno ha un problema di salute la cosa più importante è prendersi cura di lui», ha sottolineato.

Il tedesco non ha invece considerato particolarmente proibitive le condizioni climatiche: «Non c’era nulla di speciale. L’estate europea è stata molto calda, anche più di oggi. Personalmente non ho accusato problemi legati alla temperatura».

L’eliminazione interrompe prematuramente il percorso di Zverev a Montreal, ma il tedesco guarda già ai prossimi appuntamenti. La priorità sarà ritrovare ritmo e condizione in vista di Cincinnati e soprattutto dello US Open, lasciandosi alle spalle quella che lui stesso ha definito la peggiore prestazione della propria stagione.

Jódar non si ferma: «107 partite? Giocare tanto mi aiuta. Contro Musetti dovrò essere al massimo»

Rafael Jódar continua a sorprendere anche al Masters 1000 di Montreal. Lo spagnolo ha conquistato la prima vittoria della carriera nel torneo canadese superando in rimonta Corentin Moutet con il punteggio di 4-6, 6-1, 6-3.

Un risultato ancora più significativo considerando il pochissimo tempo avuto a disposizione per recuperare. Jódar aveva infatti disputato lunedì la finale dell’ATP 500 di Washington, posticipata a causa della pioggia, e appena due giorni più tardi è tornato in campo a Montreal.

«Non è stato semplice dopo la finale di Washington»

Intervenuto in mixed zone dopo la vittoria, il giovane madrileno ha raccontato le difficoltà incontrate nel rapido passaggio tra i due tornei.

«Sono molto contento per questa vittoria e per il mio primo successo a Montreal. Non è semplice giocare una finale di lunedì a causa della pioggia e dover tornare in campo qui già mercoledì. La situazione era questa e ho cercato di accettarla nel miglior modo possibile», ha spiegato.

Jódar ha avuto soltanto poche ore per adattarsi alle differenti condizioni di gioco: «Ho provato a prendere confidenza con i campi durante l’allenamento di ieri, nel riscaldamento e poi direttamente durante la partita. Sono soddisfatto del modo in cui ho gestito la pressione e tutto ciò che accompagnava questo incontro».

Le eliminazioni dei favoriti: «Vincere il torneo? Parole troppo grandi»

Il tabellone di Montreal ha perso in poche ore diversi protagonisti. Alle assenze di Jannik Sinner, Carlos Alcaraz e Novak Djokovic si sono aggiunte le eliminazioni di Alexander Zverev e Taylor Fritz e il ritiro di Félix Auger-Aliassime.

Quando gli è stato chiesto se la situazione potesse rappresentare un’opportunità per conquistare il primo Masters 1000 della carriera, Jódar ha immediatamente frenato ogni entusiasmo.

«C’è ancora moltissima strada da percorrere. Parlare già di vincere il torneo significa utilizzare parole troppo grandi», ha osservato.

Lo spagnolo vuole evitare di lasciarsi condizionare da un tabellone diventato apparentemente più aperto: «Procederò partita dopo partita. So che domani mi aspetta un altro incontro contro un avversario molto difficile. Devo concentrarmi esclusivamente sulla prossima sfida e non pensare a ciò che potrebbe accadere dopo, perché non credo che questo aiuterebbe me o qualsiasi altro giocatore».

«Qui ci sono i migliori giocatori del mondo»

Jódar non nasconde l’ambizione di conquistare titoli importanti, ma ritiene prematuro trasformare ogni torneo in una corsa obbligatoria verso il trofeo.

«Cercherò di vincere il maggior numero possibile di partite, sapendo però che qui tutti giocano molto bene e bisogna prepararsi con attenzione per ogni incontro. Lo abbiamo visto anche contro Moutet, che ha disputato una grande partita».

Il livello del circuito non permette distrazioni: «Qui ci sono i migliori giocatori del mondo. Bisogna quindi affrontare ogni partita con la migliore mentalità possibile e cercare di esprimere il proprio livello più alto».

Centosette partite in una sola stagione

Il dato più impressionante della stagione di Jódar riguarda il numero di incontri disputati. Tra i diversi circuiti e i tornei giocati nei primi mesi da professionista, lo spagnolo è già arrivato a quota 107 partite.

Una quantità di impegni che rende difficile trovare il tempo necessario per lavorare su aspetti specifici del gioco, come il servizio o alcune soluzioni tattiche.

«Quando partecipi continuamente ai tornei è complicato allenarti su determinate cose, perché stai disputando moltissime partite e non hai abbastanza tempo per svolgere quel tipo di lavoro», ha riconosciuto.

Jódar individua però anche un aspetto positivo: «Giocare così tanti incontri mi permette di migliorare fisicamente e di diventare più resistente durante le partite. Credo che questo mi stia aiutando molto».

La preparazione servirà per compiere un altro salto di qualità

Lo spagnolo rimanderà alla preparazione invernale gli interventi più profondi sul proprio tennis. La prima stagione completa da professionista gli sta permettendo soprattutto di comprendere quali aspetti dovranno essere migliorati per restare stabilmente ai vertici.

«Quando avrò la possibilità di trascorrere due o tre settimane a casa e terminerà la mia prima stagione da professionista, sarà il momento giusto per cambiare e migliorare le cose che posso fare meglio. La preparazione sarà molto importante».

Fondamentale sarà anche il confronto con il suo staff: «La mia squadra ha una grande influenza sul mio sviluppo. I membri del team riescono a vedere aspetti che io, quando sono in campo, potrei non notare. Dovremo parlare e individuare insieme la strada corretta».

Nuovo confronto con Musetti

Nel prossimo turno Jódar ritroverà Lorenzo Musetti, già sconfitto pochi giorni fa nei quarti di finale di Washington con il punteggio di 1-6, 6-1, 6-4.

Il madrileno non ritiene però che il precedente possa offrire particolari vantaggi: «Abbiamo giocato la scorsa settimana, ma sono sicuro che questa sarà una partita completamente diversa. Musetti è un avversario molto difficile e, se vorrò batterlo, dovrò esprimere il mio miglior tennis».

Dopo la finale di Washington e il rapido trasferimento in Canada, Jódar non mostra segnali di rallentamento. La stanchezza e le 107 partite disputate impongono prudenza, ma il giovane spagnolo continua a vincere, mantenendo lo sguardo concentrato esclusivamente sul prossimo ostacolo.

Medvedev senza spiegazioni dopo il ko a Montreal: «In partita ho giocato dieci volte peggio»

Daniil Medvedev non ha cercato alibi dopo l’eliminazione al Masters 1000 di Montreal. Il russo è stato sconfitto da Botic van de Zandschulp con il punteggio di 6-3, 7-6, aggiungendo il proprio nome alla lunga lista delle teste di serie uscite prematuramente dal torneo canadese.

Intervenuto in mixed zone al termine dell’incontro, Medvedev ha analizzato la prestazione con poche parole e grande severità. Il problema principale, secondo l’ex numero uno mondiale, è stato il netto divario tra le ottime sensazioni provate durante gli allenamenti e il livello espresso in partita.

«Ho disputato un incontro davvero brutto»

Quando gli è stato chiesto di spiegare le numerose eliminazioni eccellenti verificatesi a Montreal, Medvedev ha preferito concentrarsi esclusivamente sul proprio rendimento.

«Non ho idea di cosa sia accaduto agli altri giocatori. Io ho semplicemente disputato una partita davvero brutta e ho perso. Questo è tutto ciò che posso dire sul mio incontro. Per quanto riguarda gli altri, non lo so», ha dichiarato.

Il russo non ha quindi cercato una spiegazione generale legata al tabellone, alle condizioni del torneo o alle difficoltà incontrate dalle principali teste di serie. La responsabilità della sconfitta, a suo giudizio, deriva soprattutto da una prestazione insufficiente.

Le palline e il ritorno sul cemento non sono scuse

Il torneo di Montreal rappresenta per molti giocatori il primo appuntamento sul cemento dopo diversi mesi. L’adattamento alla superficie e alle palline potrebbe aver contribuito ai risultati sorprendenti della settimana, ma Medvedev non ha voluto utilizzare questi elementi come giustificazione.

«Forse possono aver influito, ma non rappresentano una scusa. Se voglio vincere le partite, devo giocare meglio di quanto abbia fatto oggi», ha affermato.

La delusione rimane evidente, anche se il russo sa di non poter più modificare quanto accaduto: «È davvero deludente, ma ormai la partita è terminata e in questo momento non posso fare nulla».

«In allenamento stavo giocando benissimo»

L’aspetto più difficile da comprendere riguarda le sensazioni positive con le quali Medvedev si era presentato all’incontro. Nei giorni precedenti il russo aveva mostrato un ottimo livello durante le sessioni di allenamento, vincendo quasi tutti i set disputati.

«Prima della partita mi sentivo molto bene. Avevo svolto ottimi allenamenti e avevo battuto quasi tutti i giocatori affrontati. Credo di aver perso soltanto un set di allenamento», ha raccontato.

Il rendimento mostrato contro Van de Zandschulp è stato però completamente differente: «Stavo giocando benissimo, mentre oggi in partita ho espresso un tennis dieci volte peggiore. Può succedere, ma non dovrebbe accadere se vuoi vincere».



Francesco Paolo Villarico


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21 commenti. Lasciane uno!

Federico (Guest) 06-08-2026 11:18

Scritto da Federico
Vincerà in due settimane con Musetti. A meno che non sia troppo stanco

In due set

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Federico (Guest) 06-08-2026 11:18

Vincerà in due settimane con Musetti. A meno che non sia troppo stanco

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Silvy__89 06-08-2026 10:59

Onestamente questi risultati non mi sorprendono più di tanto, ormai succede spesso che la top 10-20 perda partite da favoriti.
In più aggiungici che secondo me i top prendono tutti un po’ sottogamba Montreal, rientrati da poco dalle vacanze, ci arrivano senza essersi preparati a dovere, e il gioco è fatto.
In ogni caso spero ci sia presto il ricambio generazionale, perché concordo con molti di voi che metà top 10 fa pena.

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walden 06-08-2026 10:50

Scritto da Queever
Mi pare evidente che i master 1000 a 2 settimane non funzionano. Non piacciono ai giocatori e son creati solo per generare maggiori profitti e paradossalmente si sono ancora più allontanati dai tornei dello slam. A me il tennis di oggi pare in grande crisi, spero che ai vertici qualcuno se ne renda conto . E magari cominci a pensare di cambiare la rotta

nel 2022 vinsero nei due Master nordamericani vinsero Carreno e Coric ed erano di una settimana…

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walden 06-08-2026 10:49

Scritto da luca.tennis
Dalle risposte ad alcune interviste si capisce spesso la mentalità che distingue un grande giocatore da un campione assoluto. Zverev ne è la prova, non riesce mai ad ammettere che l’avversario è stato migliore. Dire che ha già vinto 7 titoli nei master mille come voler dire “non che ci punti tanto” fa capire tante cose… Sono felice abbia vinto il suo primo slam, per alcuni eventi sfortunati se lo meritava pure ma queste interviste fanno capire perché mentalmente non sia mai riuscito a fare il salto di qualità. Alcaraz, Sinner o anche lo stesso Djokovic non avrebbero mai detto cose simili perché loro puntano a vincere e stop.
Senza parlare del fatto che sono passati quasi 2 anni dall’ultima volta che è riuscito a vincere un master

Per forza, ogni volta che arriva in finale o in semifinale, becca Sinner…

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ppi (Guest) 06-08-2026 10:42

@ Meera (#4663240)

“Oggi chiunque può vincere un 1000” va riferito al fatto che i big 2 (e altri top 10) non partecipano a tutti i M1000 come avveniva in passato per i big 3/4. Non è dovuto al livello dei giocatori top 10.

1. Il tennis moderno è molto più intenso. Colpi interlocutori, tattici, che permettevano di vincere punti risparmiando energie, oggi sono sanzionati da botte imprendibili.

2. Quindi più “usura”, infortuni –> più assenze dai 1000.

3. M1000 su 2 settimane comportano periodi di focus/stress da competizione allungati e soprattutto tempi per recupero/allenamento tra tornei ridotto –> più rinunce ai 1000.

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Xexania (Guest) 06-08-2026 10:21

Scritto da luca.tennis

Scritto da JannikUberAlles
@ luca.tennis (#4663192)
Concordo: Zverev è sicuramente un CAMPIONE ma è davvero molto lontano dal livello mentale (prima ancora che agonistico) dei FUORICLASSE come Djokovic, Alcaraz e Sinner.
Invece a Medvedev è ormai “saltata la centralina” da un paio di anni e puntualmente presenta dei risultati inspiegabili (pazzesco il doppio bagel preso da un Berretto tutt’altro che brillante).
Infine Jodar: in assenza di Carlos e Jannik si cerca di trovare qualche nuovo “protagonista” per riempire le pagine sul tennis… sarà il vincitore del torneo? Magari anche tra i favoriti degli US Open? Arriverà presto al #3 o addirittura al #1? Mentre assistiamo alla gara di chi “la spara più grossa” non ci resta che osservare il suo percorso in questo torneo

Medvedev secondo me è semplicemente in fase calante. È un giocatore che se ci pensiamo è uscito tardi e per due anni ha raggiunto veramente il suo picco e poi ha iniziato a calare. Difficilmente lo rivedremo a certi livelli ma qualche exploit lo potrebbe ancora fare, sicuramente rimane un giocatore che può stare nei primi 10 secondo me ma non di più..
Jodar è un grande talento, la sua forza più grande è proprio la sua tenacia e carattere unito a colpi sicuramente buoni. Mi sorprenderei se riuscisse a vincere questo master perché credo che ci siano alcuni giocatori più freschi e pronti e sta giocando veramente tanto ma ormai è li. È solo questione di tempo ed entrerà nei primi 10 poi sulle sue potenzialità difficile dirlo adesso ma nulla è precluso

Medvedev ha fatto piangere Djokovic come un bambino infliggendogli il dolore più grande della sua vita, e ha interrotto 15 anni di #1 spartito in 3, seppur per poco, può andare in pensione felice

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Meera (Guest) 06-08-2026 10:17

Scritto da luca.tennis

Scritto da JannikUberAlles
@ luca.tennis (#4663192)
Concordo: Zverev è sicuramente un CAMPIONE ma è davvero molto lontano dal livello mentale (prima ancora che agonistico) dei FUORICLASSE come Djokovic, Alcaraz e Sinner.
Invece a Medvedev è ormai “saltata la centralina” da un paio di anni e puntualmente presenta dei risultati inspiegabili (pazzesco il doppio bagel preso da un Berretto tutt’altro che brillante).
Infine Jodar: in assenza di Carlos e Jannik si cerca di trovare qualche nuovo “protagonista” per riempire le pagine sul tennis… sarà il vincitore del torneo? Magari anche tra i favoriti degli US Open? Arriverà presto al #3 o addirittura al #1? Mentre assistiamo alla gara di chi “la spara più grossa” non ci resta che osservare il suo percorso in questo torneo

Medvedev secondo me è semplicemente in fase calante. È un giocatore che se ci pensiamo è uscito tardi e per due anni ha raggiunto veramente il suo picco e poi ha iniziato a calare. Difficilmente lo rivedremo a certi livelli ma qualche exploit lo potrebbe ancora fare, sicuramente rimane un giocatore che può stare nei primi 10 secondo me ma non di più..
Jodar è un grande talento, la sua forza più grande è proprio la sua tenacia e carattere unito a colpi sicuramente buoni. Mi sorprenderei se riuscisse a vincere questo master perché credo che ci siano alcuni giocatori più freschi e pronti e sta giocando veramente tanto ma ormai è li. È solo questione di tempo ed entrerà nei primi 10 poi sulle sue potenzialità difficile dirlo adesso ma nulla è precluso

Ci saranno giocatori più freschi ma valgono un quarto di lui. Seriamente, su chi scommetteresti con relativa certezza contro Jodar fra i rimasti?

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Meera (Guest) 06-08-2026 10:16

Comunque ecco che intendeva Fognini con “oggi chiunque può vincere un Masters”. E c’è chi ancora nega la debolezza di questa top 10

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Meera (Guest) 06-08-2026 10:16

Scritto da Dr Ivo
Premesso che gli è capitato il peggior primo turno possibile, Sascha sta veramente buttando alle ortiche occasioni d’oro sia per consolidare la propria posizione di ranking sia per insidiare Sinner nella Race.
Comunque ci ha ormai abituato a questi tonfi, chi gli attribuisce possibilità di vincere un altro slam e di diventare numero uno con questa mentalità lo fa agitando chimere anche se di questi tempi tutto è possibile… persino che possa riuscirci “Per Grazia Ricevuta”, come si diceva una volta, se le disgrazie altrui gli aprono i tabelloni.
Intanto a Montreal non c’è più un top ten in ottavi e per gli emergenti è un’occasione d’oro. Magari anche per Musetti, se continua con la sua progressione (ma in questa fase la vedo un po’ dura)

Basta pensare che con Sinner sospeso vincere uno qualsiasi dei quattro Masters lo avrebbe portato al #1, e ha perso precocemente in tutti

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Dr Ivo 06-08-2026 09:56

Premesso che gli è capitato il peggior primo turno possibile, Sascha sta veramente buttando alle ortiche occasioni d’oro sia per consolidare la propria posizione di ranking sia per insidiare Sinner nella Race.
Comunque ci ha ormai abituato a questi tonfi, chi gli attribuisce possibilità di vincere un altro slam e di diventare numero uno con questa mentalità lo fa agitando chimere anche se di questi tempi tutto è possibile… persino che possa riuscirci “Per Grazia Ricevuta”, come si diceva una volta, se le disgrazie altrui gli aprono i tabelloni.
Intanto a Montreal non c’è più un top ten in ottavi e per gli emergenti è un’occasione d’oro. Magari anche per Musetti, se continua con la sua progressione (ma in questa fase la vedo un po’ dura)

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Pier no guest 06-08-2026 09:56

Scritto da JannikUberAlles
@ luca.tennis (#4663192)
Concordo: Zverev è sicuramente un CAMPIONE ma è davvero molto lontano dal livello mentale (prima ancora che agonistico) dei FUORICLASSE come Djokovic, Alcaraz e Sinner.
Invece a Medvedev è ormai “saltata la centralina” da un paio di anni e puntualmente presenta dei risultati inspiegabili (pazzesco il doppio bagel preso da un Berretto tutt’altro che brillante).
Infine Jodar: in assenza di Carlos e Jannik si cerca di trovare qualche nuovo “protagonista” per riempire le pagine sul tennis… sarà il vincitore del torneo? Magari anche tra i favoriti degli US Open? Arriverà presto al #3 o addirittura al #1? Mentre assistiamo alla gara di chi “la spara più grossa” non ci resta che osservare il suo percorso in questo torneo

Dobbiamo partire da un presupposto ovvero che tutti giocano “bene”.I 3 fondamentali vengono curati in modo maniacale appena si nota del potenziale (poi ci sono eccezioni come Shelton che però non viene da una scuola tennis vera e propria),se fisicamente sei un prospetto valido si può creare un atleta vero. Salvo intoppi tutti i primi 200 giocano “bene” ,resta da capire per quanto tempo,set/match/torneo/stagione ecc. Più stai in vetta più alleni il timing sotto pressione (velocità ma anche posta in gioco) e maturando impari a gestirti, a livello di energie mentali e fisiche,se vinci acquisti sicurezza,ci credi e superi i blackout.
Io spesso guardo la faccia: Sasha dovrebbe essere un’enciclopedia eppure si sconforta,brontola e non reagisce (Nole si sfoga ma c’è,eccome) mentre Jodar ad esempio pare avere una maschera alla Anthony Perkins:che tu abbia la madre morta in cantina o una macchina con un cadavere nella palude occorre ostentare una sorta di impermeabilità. La sconfitta con Fritz ha mostrato che seppur sotto c’era,non ti lasciava vincere,un’esperienza o meno sapeva che ogni colpo era un apprendimento in più.
Non so se diventerà da top 5/4/3 ma credo che ogni allenatore vorrebbe avere quel tipo di materiale.

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+1: Krik Kroc, walden
vecchiogiovi (Guest) 06-08-2026 09:54

Ribadisco quanto scritto ieri a chi sparava su Cobolli e Co. per le precoci eliminazioni.
Non tutti i 1000K hanno lo stesso peso economico, nè fascino, nè una felice collocazione nel calendario.
Taluni hanno meno attrattiva di certi 500K come i primi su terra o i primi su erba.
I 1000k canadesi sono come i primi giorni di scuola dopo le vacanze per troppi tennisti importanti, arrivano decisamente rilassati e impreparati.
Sparare giudizi su Medvedev o Zwerev per queste prestazioni (ma ce ne sono altri) è ridicolo. Io poi terrei conto anche dello sconforto umano. C’è una generazione di tennisti che è passata dall’era Federer-Nadal-Murray e Djoko all’era Sinner-Alcaraz senza soluzione di continuità. Non è mai venuto il loro momento. Hanno raccolto le briciole che per motivi vari i cannibali hanno lasciato.

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luca.tennis (Guest) 06-08-2026 09:44

Scritto da JannikUberAlles
@ luca.tennis (#4663192)
Concordo: Zverev è sicuramente un CAMPIONE ma è davvero molto lontano dal livello mentale (prima ancora che agonistico) dei FUORICLASSE come Djokovic, Alcaraz e Sinner.
Invece a Medvedev è ormai “saltata la centralina” da un paio di anni e puntualmente presenta dei risultati inspiegabili (pazzesco il doppio bagel preso da un Berretto tutt’altro che brillante).
Infine Jodar: in assenza di Carlos e Jannik si cerca di trovare qualche nuovo “protagonista” per riempire le pagine sul tennis… sarà il vincitore del torneo? Magari anche tra i favoriti degli US Open? Arriverà presto al #3 o addirittura al #1? Mentre assistiamo alla gara di chi “la spara più grossa” non ci resta che osservare il suo percorso in questo torneo

Medvedev secondo me è semplicemente in fase calante. È un giocatore che se ci pensiamo è uscito tardi e per due anni ha raggiunto veramente il suo picco e poi ha iniziato a calare. Difficilmente lo rivedremo a certi livelli ma qualche exploit lo potrebbe ancora fare, sicuramente rimane un giocatore che può stare nei primi 10 secondo me ma non di più..

Jodar è un grande talento, la sua forza più grande è proprio la sua tenacia e carattere unito a colpi sicuramente buoni. Mi sorprenderei se riuscisse a vincere questo master perché credo che ci siano alcuni giocatori più freschi e pronti e sta giocando veramente tanto ma ormai è li. È solo questione di tempo ed entrerà nei primi 10 poi sulle sue potenzialità difficile dirlo adesso ma nulla è precluso

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Spinoza (Guest) 06-08-2026 09:44

Scritto da luca.tennis
Dalle risposte ad alcune interviste si capisce spesso la mentalità che distingue un grande giocatore da un campione assoluto. Zverev ne è la prova, non riesce mai ad ammettere che l’avversario è stato migliore. Dire che ha già vinto 7 titoli nei master mille come voler dire “non che ci punti tanto” fa capire tante cose… Sono felice abbia vinto il suo primo slam, per alcuni eventi sfortunati se lo meritava pure ma queste interviste fanno capire perché mentalmente non sia mai riuscito a fare il salto di qualità. Alcaraz, Sinner o anche lo stesso Djokovic non avrebbero mai detto cose simili perché loro puntano a vincere e stop.
Senza parlare del fatto che sono passati quasi 2 anni dall’ultima volta che è riuscito a vincere un master

Giusto e aggiungerei che ha perso non con l’ultimo arrivato. Tallon è fra i primi del gruppo dei secondi. Hai delle punte di gioco di livello assoluto poi certo non è costante ma avercene

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Zoey (Guest) 06-08-2026 09:43

Zverev ha una scusa pronta persino quando sbaglia i giochini promozionali. Il campo, le palline, il clima…

Jodar vincerà questo 1000 e si classificherà per le Finals, probabilmente. E non sarà un exploit

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giorgione (Guest) 06-08-2026 09:22

non è normale che al secondo turno di un 1000 il più alto in classifica sia alla settima posizione. c’è evidentemente qualcosa che non va con il tennis contemporaneo

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Queever (Guest) 06-08-2026 09:16

Mi pare evidente che i master 1000 a 2 settimane non funzionano. Non piacciono ai giocatori e son creati solo per generare maggiori profitti e paradossalmente si sono ancora più allontanati dai tornei dello slam. A me il tennis di oggi pare in grande crisi, spero che ai vertici qualcuno se ne renda conto . E magari cominci a pensare di cambiare la rotta

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JannikUberAlles 06-08-2026 09:12

@ luca.tennis (#4663192)

Concordo: Zverev è sicuramente un CAMPIONE ma è davvero molto lontano dal livello mentale (prima ancora che agonistico) dei FUORICLASSE come Djokovic, Alcaraz e Sinner.

Invece a Medvedev è ormai “saltata la centralina” da un paio di anni e puntualmente presenta dei risultati inspiegabili (pazzesco il doppio bagel preso da un Berretto tutt’altro che brillante).

Infine Jodar: in assenza di Carlos e Jannik si cerca di trovare qualche nuovo “protagonista” per riempire le pagine sul tennis… sarà il vincitore del torneo? Magari anche tra i favoriti degli US Open? Arriverà presto al #3 o addirittura al #1? Mentre assistiamo alla gara di chi “la spara più grossa” non ci resta che osservare il suo percorso in questo torneo 😉

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Alex77 (Guest) 06-08-2026 08:39

Scritto da luca.tennis
Dalle risposte ad alcune interviste si capisce spesso la mentalità che distingue un grande giocatore da un campione assoluto. Zverev ne è la prova, non riesce mai ad ammettere che l’avversario è stato migliore. Dire che ha già vinto 7 titoli nei master mille come voler dire “non che ci punti tanto” fa capire tante cose… Sono felice abbia vinto il suo primo slam, per alcuni eventi sfortunati se lo meritava pure ma queste interviste fanno capire perché mentalmente non sia mai riuscito a fare il salto di qualità. Alcaraz, Sinner o anche lo stesso Djokovic non avrebbero mai detto cose simili perché loro puntano a vincere e stop.
Senza parlare del fatto che sono passati quasi 2 anni dall’ultima volta che è riuscito a vincere un master

Vero

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luca.tennis (Guest) 06-08-2026 08:27

Dalle risposte ad alcune interviste si capisce spesso la mentalità che distingue un grande giocatore da un campione assoluto. Zverev ne è la prova, non riesce mai ad ammettere che l’avversario è stato migliore. Dire che ha già vinto 7 titoli nei master mille come voler dire “non che ci punti tanto” fa capire tante cose… Sono felice abbia vinto il suo primo slam, per alcuni eventi sfortunati se lo meritava pure ma queste interviste fanno capire perché mentalmente non sia mai riuscito a fare il salto di qualità. Alcaraz, Sinner o anche lo stesso Djokovic non avrebbero mai detto cose simili perché loro puntano a vincere e stop.
Senza parlare del fatto che sono passati quasi 2 anni dall’ultima volta che è riuscito a vincere un master

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