Musetti, Draper e Fils ripartono da Washington: il talento sfida il problema degli infortuni
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Lorenzo Musetti, Jack Draper e Arthur Fils sono considerati tra i principali candidati a contrastare, negli anni a venire, il dominio di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Tre giocatori diversi per caratteristiche, accomunati da un talento indiscutibile ma anche da un ostacolo che ne sta rallentando la crescita: i continui problemi fisici.
La tournée nordamericana rappresenterà quindi un passaggio particolarmente importante. Tutti e tre risultano iscritti all’ATP 500 di Washington, appuntamento utile per ritrovare il ritmo, verificare le proprie condizioni e preparare i successivi Masters 1000 del Canada e di Cincinnati. L’obiettivo principale sarà arrivare allo US Open con un numero sufficiente di partite nelle gambe e, soprattutto, senza nuovi problemi.
Tre interpretazioni differenti del tennis moderno
Musetti conquista per la varietà delle soluzioni, l’eleganza del rovescio e la capacità di modificare continuamente il ritmo dello scambio. Draper basa il proprio gioco sul servizio, sulla potenza e sull’atletismo, mentre Fils possiede un’esplosività che lo rende uno dei giovani più difficili da contenere.
Proprio l’intensità richiesta dai rispettivi stili può però diventare un fattore di rischio. Il tennis contemporaneo impone spostamenti estremi, colpi sempre più violenti e un calendario che concede pochi periodi di recupero. In questo scenario, la continuità fisica conta ormai quasi quanto le qualità tecniche.
Musetti alla ricerca della continuità
La stagione di Lorenzo Musetti è stata caratterizzata da numerose interruzioni. Ogni volta che l’italiano sembrava vicino a trovare la condizione ideale, nuovi fastidi muscolari lo hanno costretto a rallentare o a fermarsi.
Il suo livello nelle grandi competizioni non è in discussione, ma per compiere il salto definitivo deve riuscire a disputare più settimane consecutive. In questa fase della carriera, il miglioramento più importante non sembra riguardare un singolo colpo, bensì la capacità di allenarsi e competere con regolarità.
Draper e una battaglia che dura da anni
Gli infortuni hanno condizionato ancora più profondamente il percorso di Jack Draper. Il britannico ha già dimostrato di poter battere qualsiasi avversario grazie a un servizio incisivo, a una notevole potenza da fondo campo e a qualità atletiche fuori dal comune. Troppo spesso, però, i suoi momenti migliori sono stati seguiti da nuovi stop.
Per Draper sarà fondamentale trovare un equilibrio tra preparazione, prevenzione e programmazione dei tornei. Soltanto una gestione più efficace degli sforzi potrà permettergli di trasformare gli acuti isolati in risultati costanti.
Fils intravede l’uscita dal tunnel
Tra i tre, Arthur Fils sembra presentarsi alla tournée sul cemento con qualche certezza in più. A Wimbledon il francese ha mostrato segnali incoraggianti, tornando a muoversi con naturalezza e a esprimere la consueta aggressività.
Washington dovrà confermare che i progressi osservati sull’erba non siano stati occasionali. Se il fisico continuerà a rispondere positivamente, Fils potrebbe diventare uno dei protagonisti dell’intera tournée e presentarsi a New York con ambizioni importanti.
Un esame decisivo verso lo US Open
L’ATP 500 di Washington avrà dunque un significato che andrà oltre i punti e il titolo in palio. Dopo periodi complicati, il vero test sarà sostenere più incontri ravvicinati e verificare la reazione del corpo all’aumento dell’intensità.
Musetti, Draper e Fils possiedono le armi per avvicinarsi a Sinner e Alcaraz, ma per contendere loro i titoli Slam e il vertice del ranking dovranno riuscire a mantenere un rendimento elevato per mesi. Il talento non è mai stato il problema: la sfida consiste nel trovare una continuità fisica finora mancata.
A 24, 24 e 22 anni hanno ancora tempo per intervenire sulla preparazione e sulla gestione del calendario. La trasferta nordamericana può rappresentare l’inizio di una nuova fase delle loro carriere oppure l’ennesima prova della distanza tra potenziale e continuità. La loro battaglia più importante, almeno per il momento, resta quella contro gli infortuni.
Marco Rossi
TAG: Arthur Fils, Jack Draper, Lorenzo Musetti

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@ doc (#4657206)
Sinneriota gelosone …. Di sicuro tre tennisti che poco hanno vinto ma che è un piacere guardare
Trèpido nell’attesa!
Apri la scatola magica di youtube, scrivi dove c’è la lente la parola federer, premi play (simboletto triangolare) e tutto ti sarà chiaro
Musetti destinato a contrastare nei prossimi anni Sinner e Alcaraz? Il caldo fa brutti effetti.
Talento è quella cosa che non si sa come definire ma se la si vede la si riconosce (cit.)
Sinner e Alcaraz stanno già tremando.
Se Muso torna subito al top della forma ne vedremo delle belle, la sua versione vista agli ao dovrebbe far preoccupare tutti, sinner e alcaraz inclusi
Talento vuol dire che uno grazie a madre natura possiede delle doti che non tutti hanno un esempio banale: Ognuno di noi che pratica il tennis durante gli scambi a velocita sostenuta veda dove impatta la pallina sulla tua racchetta, nel mio caso da giovane (adesso meno) oltre l’impatto palla sulla racchetta, vedevo (come uno che guarda nei rallenti) anche la deformazione delle corde e della pallina
Qualcuno prima o poi riuscirà a dare una spiegazione sensata su che cosa sia questo TALENTO e sul perchè a qualcuno venga attribuito mentre ad altri no.
Draper lo vedo male.
Non so se la causa sia madre natura o il team a cui si è affidato.
Un effetto domino incredibile a livello di infortuni. E una mentalitá ansiosa e nevrotica che non lo ha aiutato di certo.
FORZA MUSO
SEMPRE