La risposta bloccata scomparsa: perché il servizio domina sempre di più nel tennis moderno
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La finale di Wimbledon 2026, dove Jannik Sinner ha difeso il titolo battendo Alexander Zverev con il punteggio di 6-7(7-9), 7-6(7-2), 6-3, 6-4, offre un ottimo spunto per approfondire come l’attrezzatura moderna (racchette e corde soprattutto) influiscano sull’evoluzione del gioco favorendo, di fatto, alcune soluzioni rispetto ad altre.
Sinner non ha perso il servizio per tutta la partita, ha ribaltato il match con un tie-break dominante nel secondo set e ha chiuso con due break nei set finali. Il servizio è stato protagonista assoluto, ma il vero tema tattico e tecnico va oltre la potenza del servizio: è la quasi totale scomparsa della “risposta bloccata” (compact/blocked return), un colpo un tempo fondamentale e oggi quasi estinto ai massimi livelli.
Il servizio non è il solo colpevole
Zverev ha servito con grande efficacia (alto numero di ace e punti vinti sul primo servizio); Sinner ha risposto in modo solido quando ha potuto e ha approfittato delle pochissime occasioni che gli si sono presentate. Il problema più profondo è strutturale: con i servizi odierni (velocità elevate, angolazioni estreme e profondità), i giocatori hanno pochissimo tempo per preparare un colpo. La risposta “bloccata”, backswing ridotto, impatto davanti al corpo, presa del campo, uso della velocità avversaria per neutralizzare e restituire traiettoria bassa e profonda, richiede precisione, timing e una certa inerzia della racchetta. Oggi questa soluzione è rara perché l’attrezzatura moderna la rende meno efficace.
Evoluzione dell’attrezzatura: racchette più leggere
Le racchette da tennis si sono alleggerite notevolmente nel corso dei decenni:
– Era del legno (fino agli anni ’70-’80): spesso 350-450 g. – Transizione a grafite e compositi: calo progressivo.
– Oggi (pro): media ridotta di circa 18 g rispetto alla generazione precedente, con swingweight in diminuzione di oltre 20 punti. Le racchette pro si aggirano tipicamente tra 300-340 g incordate (a seconda del setup personalizzato).
– Pete Sampras, maestro della risposta compatta, usava una Wilson Pro Staff 85 personalizzata che arrivava a circa 384 g incordata (con lead tape e impugnatura in pelle). Era un telaio pesante, con alto momento d’inerzia, che forniva grande stabilità.
Le racchette più leggere permettono swing più veloci e maggiore maneggevolezza nei colpi da fondo campo aggressivi, ma penalizzano i colpi “bloccati” o difensivi, dove conta di più la massa che la velocità della testa della racchetta.
Approfondimento fisico: meno massa = meno momentum
Il concetto chiave è il momento lineare (momentum) della racchetta che è dato dalla massa per la velocità della racchetta: \[ p = m x v \] dove \( m \) è la massa della testa della racchetta e \( v \) la sua velocità al momento dell’impatto. Nella risposta bloccata si usa un backswing molto ridotto e una velocità della racchetta relativamente bassa. Con una racchetta pesante (alta m), anche a bassa velocità ( v ) si ottiene un momentum sufficiente per assorbire e reindirizzare il momentum della palla in arrivo quando la velocità è alta sul servizio.
Con una racchetta leggera invece con poca massa ( m ) e a parità di velocità ( v ), il momentum della racchetta è inferiore.
– Per compensare e generare un impulso efficace a respingere la palla in arrivo , il giocatore deve aumentare la velocità ( v ) della racchetta, quindi ha bisogno di un backswing più ampio e più tempo di preparazione.
– La racchetta leggera “recede” di più all’impatto (maggiore rinculo), rendendo più difficile mantenere il controllo e la traiettoria desiderata senza aggiungere swing proprio. In pratica: non c’è tempo per quel backswing più ampio contro un servizio potente. Il risultato è una risposta più passiva, più alta o più corta, che regala tempo all’avversario. L’impulso durante il contatto è cruciale. Una racchetta più massiccia fornisce una piattaforma più stabile per trasferire forza alla palla in un tempo di contatto breve, ideale per il “blocco”.
– Un’altra conseguenza è quella che induce i giocatori ad arretrare molto quando rispondono a servizi molto veloci. Questa attitudine è influenzata anche e proprio dalla necessità di prendere lo spazio sufficiente per avere il tempo di generare un momento efficace in risposta per mezzo dell’accelerazione della testa della racchetta. Non è insolito nel tennis moderno vedere giocatori che spariscono dall’inquadratura della telecamera per quanto si posizionano oltre la linea di fondo per rispondere.
Il contributo delle corde in poliestere
– Le corde in poliestere (ormai standard tra i top player) hanno bassa elasticità e ridotto “dwell time” (tempo di contatto corda-palla). Offrono meno effetto trampolino e restituiscono meno energia “gratuita” rispetto alle corde naturali o ibride del passato. Come esaminato nell’articolo sull’incordatura spaghetti queste corde imprimono più rotazione alla palla per effetto dello snap back ma l’intero piatto corde ha una elasticità bassa in linea orizzontale. Il giocatore deve quindi generare più potenza con il proprio movimento. Questo spinge ulteriormente verso preparazioni più ampie e veloci, penalizzando ulteriormente la risposta compatta.
Sampras: l’ultimo grande maestro della risposta bloccata
– Pete Sampras era un esperto nell’usare la velocità del servizio avversario. La sua risposta bloccata era compatta, precisa e spesso restituiva la palla bassa e profonda, togliendo tempo al rivale. Con una racchetta pesante e corde naturali (più elastiche), poteva “bloccare” efficacemente anche contro servizi molto potenti e perdere realtivamente poco campo in risposta. Oggi quel colpo è quasi scomparso: i migliori lo usano sporadicamente, perché il gioco moderno premia soluzioni diverse e l’attrezzatura rende più difficile alcune soluzioni. Questo crea anche un circolo vizioso nel quale certi colpi si allenano meno perché sentiti come poco funzionali dal giocatore.
Dati statistici e tendenze
– Nei tornei moderni (soprattutto su erba e hard veloci), la percentuale di punti vinti sul primo servizio dai top player spesso supera il 70-75% in partite chiave.
– Le percentuali di ritorno sul primo servizio si aggirano tipicamente intorno al 30-35% per i migliori del mondo.
– Storicamente (dati ATP dal 1991 in poi), il dominio del servizio è aumentato: già negli anni ’90 giocatori mantenevano percentuali altissime di game vinti sul servizio; oggi il divario tra servizio e risposta si è accentuato con l’evoluzione dell’attrezzatura.
– Nella finale Wimbledon 2026, Sinner ha mantenuto il servizio per l’intera partita e ha convertito break points in modo decisivo nei set finali, confermando il trend. Queste cifre non sono solo merito dei giocatori: riflettono anche un ambiente in cui l’attrezzatura favorisce chi serve forte e chi riesce a generare potenza dai propri swing anche se spesso molti giocatori sono costretti a indietreggiare fino ai teloni di fono campo.
Conclusioni: verso un nuovo equilibrio?
La scomparsa della risposta bloccata non è solo una questione di stile: è anche una conseguenza fisica e tecnologica. Racchette più leggere e corde rigide hanno reso il tennis più spettacolare nei rally da fondo, ma hanno ridotto gli strumenti difensivi/neutralizzanti efficaci contro il servizio.
Forse è il momento di riflettere su:
– Regolamentazioni sull’attrezzatura (peso minimo, rigidità delle corde, grandezza del piatto corde)?
– insieme a un ritorno all’insegnamento più sistematico della tecnica compatta nelle accademie?
Il tennis di alto livello ha bisogno di un equilibrio tra potenza del servizio e capacità di risposta efficace. Altrimenti il “big serve” continuerà a dominare in modo sempre più unilaterale e gli scambi sostenuti ad alta velocità da fondo campo diverranno sempre di più lo standard di gioco.
Il dibattito sull’attrezzatura è aperto da anni tra coach, giocatori e produttori ma sembra si fatichi a trovare soluzioni. Approfondire e chiarire le problematiche potrebbe fornire idee di intervento equilibrate che facciano rifiorire stili di gioco e colpi che sembrano essere in via di estinzione.
Fonti principali: statistiche ATP/Wimbledon, analisi storiche sull’evoluzione delle racchette, principi di fisica applicati al tennis (momentum e impulso).
Fabrizio Brascugli
TAG: Corde, Fabrizio Brascugli, Livetennis Magazine, Pete Sampras, Racchette, Risposta, risposta al servizio, Storia del tennis, tecnica di gioco, tennis tech

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Santo Federer quanto mi manca il GOAT
No, la prima.
@ Maxiclimb (#4657280)
La fisica degli urti per calcolo velocità dopo impatto considera conservazione energia e quantità di moto non la forza d’impatto o l’impulso. La martellata è una forza impulsiva fortissima dovuta alla rigidità dei corpi in contatto, il tempo di trasferimento è brevissimo, tra l’altro la massa apparente del chiodo che viene battuto non è 40 grammi ma di qualche kilo. Tornando sulla questione rigidità, il piatto corde deve avere una tensione tale da permettere l’ottimale trasferimento dell’energia della massa corpo-braccio alla pallina. Un piatto corde tesissimo e rigidissimo non lo consentirebbe, si perderebbe l’effetto fionda. Più è morbido il piatto e meno ė rilevante il peso della racchetta.
Non credo che questo ragionamento sia corretto.
Non puoi considerare l’accoppiamento braccio-racchetta come un elemento unico, la racchetta viene impugnata non nel suo centro di massa ma dal lato opposto a quello che colpisce la pallina, generando un braccio di leva svantaggioso che va contenuto tramite la stretta della mano e la tenuta del polso.
Che non sono ovviamente elementi rigidi e inamovibili, ma inevitabilmente flettono e assorbono/disperdono energia. La massa della racchetta ha quindi una importanza determinante dell’opporsi all’energia cinetica della pallina.
D’altra parte, è lo stesso motivo per cui è più semplice piantare un chiodo con un martello pesante che con uno leggero.
La massa braccio-racchetta è di un paio di kg, circa 40 volte più della pallina pertanto non è molto diverso che se la pallina rimbalzasse su un muro a MENO dello smorzamento del piatto corde e del braccio. Il peso della racchetta è relativo in quanto il braccio è la componente più rilevante. Quindi anche rispondendo con una racchetta di 500g più pesante non cambierebbe probabilmente molto in termini di velocità uscita palla in caso di risposta bloccata. Si potrebbe pensare di fare racchette super leggere, il problema però sono le vibrazioni e le torsioni che avvengono prima che il braccio possa opporre resistenza, di fatto il controllo sarebbe scarsissimo. E’vero che le racchette negli ultimi 30 anni sono più o meno le stesse in termini grossolani, peso e dimensioni, ma in termini di ingegneria dei materiali e gestione dell’energia di impatto c’è un abisso. Il controllo è ciò che più è migliorato. si tira più forte perché si controlla di più, il problema è che i tempi di reazione di un uomo sono quelli che sono, se non avesserò rallentato i cambi probabilmente si scambierebbe molto poco al giorno d’oggi.
Si ora parte sempre direttamente dai teloni
Tra le donne probabilmente.
Gli uomini possono comandare il gioco anche con una prima a tre quarti, magari cercando meno aces e più effetti e angoli.
La miglior mano della storia è quella di McEnroe per distacco
Che classe Gregorio con la racchetta di legno :-)))
Se siete interessati sul tubo ho trovato questa:
https://www.youtube.com/watch?v=fvD2eS2b4BE
Federer, non Musetti
Avrebbe l’effetto opposto, favorirebbe troppo i ribattitori.
Diventerebbe vantaggioso rispondere piuttosto che servire.
Ha quasi smesso di bloccare la risposta. Si esponeva solo al martellamento avversario e finiva sui teloni al secondo colpo.
Sarebbe fantastico!!
Sampras mio mito assoluto, il Re dei Re x la mia generazione
Comunque per limitare l’incidenza del servizio per me la soluzione migliore è abolire la seconda palla.
Intanto complimenti perche questo e l’articolo di ieri sull’incordaturaAmmetto l’ignoranza tecn spaghetti sono molto interessanti.
Da appassionato mi chiedo come si può procedere sui materiali per tornare a serve and volley e valorizzare di più il tocco rispetto la potenza?
Bastano le racchette piccole come propone Navratilova?
Federer usava spessissimo la risposta bloccata, di solito con ottimi risultati.
E quindi non hai capito nulla perché lo faceva pure Tilden.
E scrivere che la racchetta di Sampras non è poi così diversa denota scarsa informazione e quindi pure le considerazioni sono prive di valore. Una Pro Staff (rigorosanente made in S.Vincent)come quella di Pete era di suo una racchetta che non spingeva niente e lui,non polarizzando la,vi aggiungeva 30g circa di piombo. Lo spessore del telaio era sottilissimo,la palla “non prendeva il giro” e lo sweetspot era ridottissimo. Usavano racchette con diversa distribuzione delle masse che nulla hanno a che vedere con quelle odierne. Federer aveva una 85, poi 90 infine una 97: chi oggi usa una 85? Chi usa una trave di 16/17 mm? Direi che in fondo sono simili a quelle odierne è come dire che le gomme di F1 del 1983 sono come quelle odierne. Ho dato in mano una Fischer Vacuum 1993 (flessibilissima) ad un 2.3: dopo 10 minuti ha rinunciato. Quanto alla Puma/Estusa/Head (si 3100 esemplari prodotti)di Becker…non prende il top spin manco a pagarla.
Vero
io non sono esperto come te ma ricordo bene che Ivanisevic la prima la tirava sempre oltre i 200 km/h
Mah…la risposta odierna con il rovescio a due mani è praticamente una risposta bloccata, solo più potente e più sana per le due mani.
Nella foto, dubito che Sampras stia rispondendo a un servizio.
MA perché non prendere i primi otto al mondo e farli giocare a boccette o a Goriziana, per vedere chi ha più talento?
Seriamenet ogni epoca ha i suoi talenti e anche oggi i più talentuosi sono i primi due tre al mondo (già solo nella finale di Londra si sono visti scambi e colpi che nessun altro può pensare di fare con cnontinuità ad oggi tranne Nole e Carlitos, con buona pace degli altri che pure sono forti)
Ah, detto per inciso, velocità e potenza non sono una colpa, sono una taleto pure quelli, sat storia che spesso siano messi in opposizione al talento è veramente ricidola.
Scusa ma giochi a tennis? A leggere direi di no. Non c’entra un tubo che Ivanisevic tirava con una Prestige o Roscoe Tanner con una racchetta in alluminio. Le donne tiravano a 190? Lendl il dritto gli andava al 30% in meno di oggi. Volevi picchiare con una Rossignol F200 o una Max 200G? Ma si conoscono le dinamiche telaio/corde o si scrive tanto per?
comunque la racchetta di Sampras non è che fosse così diversa dalle racchette di oggi, parliamo sempre di carbonio e corde sintetiche… a me sembra tutta una bufala questa storia che oggi la palla viaggia più veloce, già ai tempi di Becker, Ivanisevic e Sampras la prima viaggiava a 230 km/h
e quindi?
Musetti la usa spesso quando risponde vicino o dentro il campo, ma con esiti raramente incisivi
Sogno un torneo esibizione tipo Master, a fine anno, con tanti soldini in palio, in cui i primi 8 giocatori del mondo si sfidano ad eliminazione diretta con una racchetta a scelta, costruita prima dell’anno 2000. Un solo giorno di allenamento con l’attrezzo scelto. Così potremo capire chi è il più talentuoso degli otto e non solo il più potente e veloce … Sarebbe divertente per noi e per loro.
Se riportassero i campi a quelli degli anni ’80 si vedrebbero solo ace. E se aspettate che l’ATP imponga le racchette di legno o quelle con la testa dimensione ping pong, fareste meglio a smettere di seguire il tennis perché non succederà
Il paradosso è che ci lamenta sempre più di questo, ma al tempo stesso si vogliono i campi più veloci perché anche i rally annoiano, sono pericolosi per i tennisti… Secondo me è solo gusto per la polemica e necessità di sprecare inchiostro digitale o non si spreca.
Non concordo con l’articolo quando cita il poliestere. Nelle corde questa composizione è della fine anni 90 ed è stata sostituita da tempo dai co-poliesteri proprio per diminuire la rigidità dell’armeggio con conseguenti problematiche. Il poliestere “puro” si usa per corde mediocri,di costo molto basso (20/30€ per matasse da 200m ergo per 17 incordature ergo neanche 2€ l’una e di qui si intuisce della qualità infima).
Le racchette di Sampras pesavano 14 once,396g circa come raccontato più volte da Nate Ferguson suo personal trainer ed incordatore.
Quanto alla risposta bloccata aveva senso soprattutto con giocatori propensi ad attaccare e dare una palla bassissima al centro della metà campo li metteva in difficoltà nell’approccio.In realtà è spesso la soluzione ad un problema: non potendo aprire per il poco tempo (sul veloce schizza) blocco e una zona nevralgica è proprio quella delle righe centrali dove spesso il rimbalzo è irregolare quindi dò fastidio pur in fase passiva. Lo utilizza spesso Wawrinka col dritto (più macchinoso del rovescio).
Tutto molto vero, ma lo dico solo in modo incidentale, la mano di Sampras è la migliore della storia del tennis assieme a quella di Federer, mica tutti con quelle racchette potevano anche solo pensare a rispondere come faceva quel genio di Pistol Pete (ebbene si, lo ammetto, il giocatore che esteticamente ho amato di più da quando seguo il tennis)