Djokovic svela perché smise con le imitazioni. Intanto Fils, Tsitsipas, Darderi e Paul hanno un’occasione d’oro nel ranking
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Due curiosità molto diverse animano la giornata del circuito ATP. Da una parte Novak Djokovic, che ha raccontato un particolare poco conosciuto dei suoi primi anni nel Tour e il motivo per cui, a un certo punto, decise di limitare le celebri imitazioni dei colleghi. Dall’altra c’è una situazione di classifica che potrebbe incidere pesantemente sul finale del 2026: diversi giocatori importanti hanno infatti pochissimi punti, o addirittura nessuno, da difendere fino alla conclusione della stagione.
Djokovic: “Smisi con le imitazioni perché volevo essere accettato”
Il serbo ne ha parlato durante la sua partecipazione a Cold as Balls, il programma condotto da Kevin Hart.
All’inizio della carriera Djokovic era diventato famoso non soltanto per i risultati, ma anche per le imitazioni di alcuni dei più grandi tennisti del circuito. Da Maria Sharapova a Rafael Nadal, il giovane Novak riproduceva gesti, rituali e movimenti dei colleghi, divertendo una parte del pubblico.
Non tutti, però, apprezzavano.
Djokovic ha raccontato che alcuni rivali e colleghi non trovavano particolarmente divertenti quelle imitazioni e che anche parte della stampa guardava con diffidenza quel lato della sua personalità. A un certo punto decise quindi di smettere quasi completamente.
«Volevo adattarmi. Volevo che la gente mi apprezzasse», ha spiegato il 24 volte campione Slam.
Con il passare del tempo, però, Djokovic comprese che stava cercando di trasformarsi in qualcuno che non era realmente.
Da lì uno dei consigli che considera più importanti ricevuti nel corso della sua carriera: rimanere fedele a se stesso.
Il serbo ha sottolineato come, in uno sport estremamente individuale come il tennis, non siano soltanto i risultati a costruire il rapporto con il pubblico. Anche la personalità diventa una componente fondamentale.
«Se vuoi distinguerti davvero, lo farai con le tue qualità, ma anche con la tua personalità», ha spiegato Djokovic, ricordando come soltanto mostrando il proprio carattere autentico sia possibile creare una vera connessione con le persone.
Un retroscena curioso se si pensa a quanto quelle imitazioni siano ancora oggi associate al Djokovic degli inizi e a quanto il serbo abbia successivamente costruito la propria carriera anche sulla capacità di non conformarsi necessariamente alle aspettative degli altri.
Ranking ATP: per alcuni il finale di stagione è una grande occasione
Completamente diverso, ma altrettanto interessante, è il secondo dato della giornata.
Mentre giocatori come Jannik Sinner dovranno difendere un numero molto elevato di punti nelle prossime settimane, esiste un gruppo di tennisti che si trova nella situazione opposta.
Arthur Fils, Tommy Paul, Stefanos Tsitsipas e Hubert Hurkacz non hanno alcun punto da difendere fino alla fine del 2026. Tutto ciò che riusciranno a conquistare nei prossimi tornei potrà quindi trasformarsi in un guadagno netto in classifica.
La situazione di Fils è particolarmente interessante.
Il francese era rimasto fuori nella parte conclusiva del 2025 a causa di problemi fisici e si ritrova quindi davanti a un finale di stagione completamente libero da cambiali. Ha inoltre inserito nel proprio programma diversi tornei, compreso l’ATP 250 di Bruxelles.
Una buona serie di risultati potrebbe permettergli di recuperare rapidamente terreno.
Opportunità importante anche per Tsitsipas, che cerca di risalire dopo essere scivolato fuori dalle prime 40 posizioni. Storicamente il greco ha ottenuto buoni risultati durante la parte indoor della stagione e non avrà alcun punto da proteggere.
Stesso discorso per Tommy Paul, assente nel finale del 2025, mentre Hurkacz potrebbe sfruttare superfici particolarmente adatte alle caratteristiche del suo servizio.
Darderi deve difendere appena 15 punti
C’è una situazione favorevole anche per Luciano Darderi.
L’italo-argentino ha solamente 15 punti da difendere da qui alla fine dell’anno. Una cifra praticamente trascurabile che gli offre l’opportunità di consolidare e migliorare ulteriormente la propria posizione.
Tra gli altri giocatori con pochissimi punti in scadenza figurano Frances Tiafoe con 10, Francisco Cerundolo e Andrey Rublev con 100, Brandon Nakashima con 115 e Karen Khachanov con 110.
Interessante anche il caso di Rafael Jódar.
Lo spagnolo, protagonista anche nell’ultima sfida di Coppa Davis contro il Cile, deve difendere soltanto 150 punti, conquistati nei Challenger disputati alla fine del 2025. La sua posizione gli permette quindi di guardare con grande interesse alla tournée asiatica e agli ultimi tornei europei della stagione.
Il finale del 2026 potrebbe quindi produrre movimenti importanti.
Da una parte ci saranno i giocatori costretti a proteggere migliaia di punti; dall’altra quelli che potranno giocare praticamente senza pressione di classifica.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Luciano Darderi, Novak Djokovic

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Me lo ricordo bene, quando faceva il verso a Nadal, Sharapova, Federer era un giullare….poi nel 2011 all’improvviso divenne una belva, un distruttore e di fatto mise fine all’impero dello svizzero e limitò al massimo quello che era il nuovo alieno che scorrazzava per i campi di tutto il mondo: il majorchino ancora con chioma fluente e ragazzine che urlavano appena metteva piede in uno stadio.
Mi ricordo sul vecchio centrale del Foro quando giocò nel 2005 credo, ero nella tribuna Tevere e lui entrò in campo con i pinocchietti e la maglietta Nike smanicata che faceva vedere i bicipiti e chioma fluente lunga….certe urla delle ragazze che manco al concerto di Michael Jackson al Flaminio nel 91 avevo sentito….
Poi venne il 2011 e il serbo si tramutò in extraterrestre e furono dolori e randellate amare per i due capoccioni