Il norvegese affronta Borges nei quarti a Parigi Altro, Copertina

La riflessione di Ruud: “Ci saranno sempre meno grandi scambi rispetto al passato”

06/11/2026 12:00 Nessun commento
Casper Ruud (foto Getty Images)
Casper Ruud (foto Getty Images)

Il tennis è cambiato velocemente, tanto che tutti hanno colpi di inizio gioco formidabili e cercano l’affondo vincente il prima possibile da ogni posizione, penalizzando il gioco più tattico e riducendo drasticamente la quantità di grandi scambi, quelli che esaltano maggiormente il pubblico. Questo in estrema sintesi il pensiero agrodolce di Casper Ruud espresso da Parigi dopo la bella vittoria su Struff che l’ha issato nei quarti di finale all’ultimo Masters 1000 della stagione. Il norvegese ha vissuto un 2026 non così brillante, come dimostra il suo ranking di n.23, lontanissimo da quando si giocò la finale di US Open contro Alcaraz nel 2022 e, in caso di successo, oltre ad alzare una coppa Slam sarebbe pure diventato n.1 ATP. Nella stagione in corso Ruud ha disputato un eccellente torneo a Roma, battuto in finale da Jannik Sinner, in mezzo troppe eliminazioni premature. Per lui qualche problema fisico ma soprattutto la difficoltà nel tenere al massimo ritmo e consistenza, quando queste sono sempre state le sue armi principali per demolire, colpo dopo colpo, gli avversari di turno.

Parlando a Tennis Channel dopo la vittoria sul tedesco, proprio da una riflessione su come abbia dovuto mettere mano alla attitudine del suo tennis, Ruud ha espresso un parere interessante, il suo punto di vista sull’evoluzione del gioco e come il suo sia come invecchiato di colpo…

“L’aspetto più difficile nell’adattare il mio gioco è che oggi la maggior parte dei giocatori riesce a mantenere ritmi molto elevati da entrambi i lati” afferma Casper. “Io preferisco costruire il punto e giocare con un bel topspin, un po’ come facevano Nadal e Thiem. Sono stati i miei idoli quando stavo crescendo e credo di aver dovuto accettare il fatto che oggi i giocatori siano in grado di difendersi molto meglio anche contro questo tipo di colpi”

Ruud ha poi continuando entrando più in profondità nella sua analisi: “Ritengo che nel futuro assisteremo probabilmente a sempre meno grandi scambi rispetto al passato. Tutti servono bene, rispondono bene e cercano immediatamente di attaccare non appena si presenta uno spiraglio. Io non sempre ho avuto l’attitudine di cercare il colpo vincente quando si presentava una vera opportunità. A volte sono stato un po’ troppo attendista perché il mio gioco era maggiormente incentrato sulla costruzione del punto, sul mettere progressivamente in difficoltà l’avversario, magari aspettando un suo errore o cercando di procurarmi una palla ancora più facile da attaccare. Ma guardando gli altri giocatori, oggi si vede come cerchino di spingere e accelerare praticamente da qualsiasi posizione. Sto provando ad avvicinarmi anch’io a questo tipo di tennis, ma resta un processo di adattamento continuo, che probabilmente mi accompagnerà per il resto della carriera“.

È una riflessione interessante che centra un punto importantissimo: l’aggressività la fa da padrona, anche per giocatori di medio livello o emergenti, che non restano più ad attendere l’eventuale errore dell’avversario ma provano a spingere a tutta per non finire “sotto”. È sempre più raro trovare tennisti tattici, che costruiscono lo scambio con pazienza; alcuni lo fanno con tantissime variazioni di ritmo, ma ce ne sono sempre di meno e per questo Ruud, l’epigone per eccellenza del tennis di costruzione su una progressione forte di importanti rotazioni impresse alla palla, è costretto a muoversi dai suoi standard e provare ad evolvere per non essere come “rottamato”.

Per questo nella vittoria su Struff ha rischiato molto di più con il rovescio, cercando – e trovando – molte accelerazioni in lungo linea, colpo che non rientra nelle sue certezze storiche; e ha cercato anche di giocare al massimo in risposta. Proprio sulla qualità della sua risposta così Casper ha risposto nell’intervento con il media statunitense: “Questa settimana il mio gioco in risposta sta funzionando bene su questa superficie veloce, sia la risposta bloccata che quella più aggressiva, e credo che molto dipenda dalla qualità del lavoro dei piedi e dalla capacità di essere rapido negli spostamenti. Contro Struff bisogna ovviamente prestare particolare attenzione al suo serve and volley, ma quando sono riuscito a strappargli il servizio nel primo set ho giocato un paio di ottime risposte, che si sono rivelate decisive. In passato ho incontrato qualche difficoltà contro giocatori che adottano sistematicamente il serve and volley, perché tendevo a rimanere troppo lontano dalla linea di fondo e a giocare risposte troppo alte e lente, permettendo loro di avanzare e chiudere con la volée. Oggi, invece, leggevo molto bene il suo servizio e credo che questo lo abbia costretto a rimanere un po’ più arretrato nel secondo set. Sono stato bravo ad approfittarne”.

Per Ruud ora c’è il portoghese Borges, lucky loser bravo a farsi strada battendo Kouame, Khachanov e Buse. Sarà una eccellente chance per il norvegese per tornare in semifinale in Masters 1000. Alla fine il suo tennis si adatta piuttosto bene anche ai campi indoor, come dimostra la finale raggiunta alle Finals 2022 e le due semifinali del 2024 e 2021.

Marco Mazzoni

 


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