Rybakina preoccupa verso gli US Open: «Mi fa male camminare», attesa per la risonanza
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Elena Rybakina ha parlato dopo il ritiro nei quarti di finale del WTA 1000 di Cincinnati contro Iga Swiatek, chiarendo che il problema fisico che l’ha costretta ad abbandonare il campo non è comparso improvvisamente.
La kazaka si è fermata mentre era sotto 4-1 nel primo set. Dopo l’intervento del fisioterapista ha provato a riprendere il gioco, ma è riuscita a disputare soltanto un altro punto prima di comunicare il ritiro. Il fastidio riguarda la zona del tallone e della parte bassa della gamba sinistra.
Nel dopo partita Rybakina non ha nascosto la propria preoccupazione.
«Non mi sento benissimo. Mi fa male camminare», ha spiegato la numero 2 del mondo, annunciando che nella giornata di venerdì si sarebbe sottoposta a una risonanza magnetica per conoscere con maggiore precisione l’entità del problema.
Rybakina ha poi rivelato un dettaglio importante: il fastidio era presente già da qualche tempo.
La kazaka ha spiegato che fino a pochi giorni fa riteneva di avere la situazione sotto controllo, ma il grande numero di partite disputate durante la tournée nordamericana avrebbe progressivamente aumentato il dolore. Dopo il torneo canadese e gli incontri ravvicinati giocati a Cincinnati, Rybakina aveva infatti deciso di concedersi anche una giornata completa di riposo.
Prima della sfida con Swiatek le sensazioni sembravano comunque sufficientemente positive per scendere in campo.
«Sembrava tutto sotto controllo, ma purtroppo è bastato un movimento sbagliato e qualcosa è successo», ha spiegato Rybakina.
Il momento dell’infortunio arriva nel punto probabilmente più delicato della sua stagione.
Dopo l’eliminazione di Aryna Sabalenka contro Sara Bejlek, Rybakina aveva infatti la possibilità concreta di conquistare per la prima volta in carriera il numero 1 del ranking WTA: le sarebbe bastato raggiungere la finale di Cincinnati. Il ritiro contro Swiatek ha invece cancellato questa possibilità.
Soltanto pochi giorni prima, parlando proprio della corsa alla vetta mondiale, Rybakina aveva però cercato di allontanare la pressione.
«Da bambina non sognavo di diventare numero 1», aveva raccontato, spiegando di non aver nemmeno immaginato inizialmente di poter diventare una professionista. Il suo obiettivo era semplicemente quello di rimanere concentrata sul presente senza pensare troppo alla classifica.
Adesso, però, il ranking passa inevitabilmente in secondo piano.
A pochi giorni dall’inizio degli US Open, l’interrogativo principale riguarda le condizioni fisiche della kazaka. Anche Swiatek, dopo il ritiro dell’avversaria, ha mostrato preoccupazione sottolineando come in questo momento la salute di Rybakina sia molto più importante del risultato ottenuto a Cincinnati.
La risposta decisiva arriverà dagli esami strumentali. Rybakina era arrivata a un passo dalla possibilità di diventare numero 1 del mondo; ora l’obiettivo immediato è capire se potrà presentarsi in condizioni sufficienti a New York.
Marco Rossi
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La Jovic
Rimane la terza più bella del circuito (dopo tyra e mirra)
In un ora a NY si sono “giocati” Sinner e Rybakina….un lazzaretto sta diventando il Circuito….spremono spremono e a 25 anni stanno poi inguaiati (chiedere a Alcaraz)