Sabalenka, più dubbi che certezze con US Open alle porte (e lo spettro di perdere il n.1 nel ranking)
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Sembra impossibile, ma la vera e propria “macchina da guerra” chiamata Aryna Sabalenka della prima parte di 2026 si è smarrita, o a dir poco inceppata. Con una sola semifinale disputata negli ultimi sette tornei, il prossimo US Open si prospetta con tante incognite per la n.1 WTA, campionessa in carica a New York e quindi con il trono del tennis femminile a forte rischio se Elena Rybakina sarà in ottime condizioni e farà strada nel torneo. Ma a US Open c’è molto di più in palio rispetto alla leadership del tennis femminile. Aryna da mesi si è infilata in un tunnel oscuro, con trappole pericolose fatte di crolli mentali sotto pressione, in particolare nei massimi appuntamenti, che le sono costate sconfitte dolorosissime e rimonte subite difficili da accettare per una tennista così forte e storicamente tosta nella lotta. Sabalenka, per sua stessa ammissione, sembra vivere molto male questi passaggi a vuoto, arrivando ad affermare “voglio staccare la spina e non pensare più al tennis…”, come se qualcosa dentro si fosse rotto, o almeno incrinato. Così che la sensazione è quella che i mesi a venire saranno decisivi per definire la prossima fase della sua carriera.
Sul Guardian, è curiosa una ricostruzione di un momento della sconfitta a sorpresa sofferta da Sabalenka contro la giovane ceca Bejlek a Cincinnati. Un episodio che può sembrare banale, ma che riletto guardando tra le righe può invece trasmettere un senso di fragilità e disagio che ormai Aryna fa fatica celare. “Verso la fine di un caotico tie-break del primo set, nella tarda serata di mercoledì, Aryna Sabalenka ha spedito fuori campo un altro rovescio, frutto di un evidente nervosismo, prima di scagliare la racchetta a terra” si legge nel commento. “Quando il telaio ha colpito il cemento, l’antivibrazione si è staccato dalle corde ed è rotolato in direzione dell’area riservata alle telecamere televisive, a bordo campo. Con la minuta ceca Sara Bejlek, appena 20enne, avanti 6-5 nel tie-break contro Sabalenka, questa scena quasi da commedia ha costretto a interrompere il gioco. La bielorussa e un paio di volontari hanno cercato in modo quasi grottesco l’antivibrazione smarrito sotto le telecamere, finché Sabalenka non si è arresa e ne ha recuperato uno nuovo. Pochi minuti più tardi, Sabalenka si trovava sotto di un set. (…) Al Cincinnati Open sembrava che nulla volesse andare per il verso giusto per la numero 1 del mondo, battuta da Bejlek per 7-6(7), 6-4 intorno a mezzanotte. E ormai è da tempo che le cose non stanno andando nella sua direzione. In questa occasione, Sabalenka ha commesso una valanga di errori, si è mossa lentamente e non è riuscita a mantenere la calma per tutta la durata dell’incontro. Bejlek è una mancina astuta, capace di restringere gli spazi grazie alle sue eccellenti qualità difensive e di tenere le avversarie nell’incertezza variando con intelligenza rotazioni e traiettorie dei propri colpi. Tuttavia, il crollo mentale di Sabalenka in entrambi i set è stato davvero sorprendente. Dopo essere stata avanti 5-1 nel tie-break del primo set e aver perso cinque punti consecutivi, Sabalenka conduceva 4-1 nel secondo prima di cedere gli ultimi cinque game dell’incontro. Nulla, nel modo in cui la numero 1 del mondo aveva iniziato la stagione 2026, lasciava presagire le difficoltà che sarebbero arrivate”.
Sabalenka aveva vinto 26 delle prime 27 partite dell’anno. La sconfitta sofferta da Elena Rybakina nella finale degli Australian Open era stata compensata dal Sunshine Double conquistando consecutivamente Indian Wells e Miami, impresa tutt’altro che facile. “Anche nei momenti migliori della sua carriera, Sabalenka ha dovuto fare i conti con numerosi demoni interiori. Tuttavia, la maggior parte delle sue difficoltà si era manifestata nelle finali o nelle semifinali degli Slam, ovvero negli appuntamenti più importanti, decisivi e carichi di pressione. Per il resto, questa fase della carriera di Sabalenka era stata caratterizzata dalla sua capacità di lottare, dalla freddezza e dalla frequenza con cui riusciva a trovare una soluzione anche nelle situazioni più complicate. Dopo Miami, però, il suo rendimento è crollato improvvisamente”.
Dalla primavera infatti Aryna ha smarrito quel vigore leonino e le incertezze hanno iniziato a manifestarsi, prima con dei set ceduti, quindi con sconfitte sofferte in rimonta. Dall’inizio di aprile il suo bilancio è di 17 vittorie e 7 sconfitte e negli ultimi sette tornei ha raggiunto una sola semifinale, senza disputare alcuna finale. Alcune di queste sconfitte sono state clamorose e dolorosissime: su tutte il crollo fragoroso patito contro Diana Shnaider nei quarti di finale del Roland Garros, quando Sabalenka era avanti 6-3 4-1 con un doppio break di vantaggio, prima di perdere 12 dei successivi 13 game. Incredibile a ripensarci ora, per una lottatrice acerrima come lei. E nelle settimane successive niente è andato per il verso giusto, zero titoli e tanti dubbi.
Una foto dura ma onesta del momento di Sabalenka, chiamata tra pochi giorni a difendere i 2.000 punti conquistati a US Open 2025. Rileggendo gli ultimi mesi della bielorussa, la sensazione è che il torneo di New York potrebbe essere per lei uno spartiacque decisivo: o rilancio, con una corsa vincente fino al titolo – non ha ancora vinto Slam in stagione – oppure crollo definitivo, con la presa di coscienza che qualcosa non va e quindi la necessità di cambiare qualcosa per ritrovare quel tennis dannatamente potente e aggressivo che nelle ultime due stagione l’ha resa la più di tutte, spesso inarrestabile per ogni avversaria. Tra l’altro i momenti “no” di Sabalenka non sono nemmeno legati a infortuni, e per quanto da lei rivelato in più interviste (anche a riviste extra settore), la sua vita privata è serena e appagante. Quindi il suo cadere in crolli mentali in fasi cruciali delle partite, subendo rimonte inopinate per il suo valore, viene da dentro, da chissà quali tensioni che tornano a galla e la bloccano completamente. Impossibile altrimenti che una vera “tigre” come lei finisca per bloccarsi di getto senza quasi riuscire a colpire la palla con la potenza del suo fisico poderoso, diventando irriconoscibile.
“Sento che il tempo passa sempre più velocemente con l’età” ha affermato Aryna in una recente intervista. “È pazzesco. Direi che sono felicissima dell’inizio della stagione. Poi ho iniziato a scendere un po’ lungo ma sento che sto ricostruendo me stessa e penso di aver disputato tante ottime partite, ottenuto tante grandi vittorie e imparato tante lezioni difficili. Fa tutto parte del mio percorso e da queste esperienze posso solo migliorare”. Parole sagge, ma il suo rendimento recente indica quanto sia difficile anche per una fighter come lei restare ai vertici per un periodo prolungato. Qualcosa deve essersi guastato, e il perdere più spesso in una disciplina come il tennis può diventare assai subdolo per una campionessa: diventa infatti un messaggio a tutte le avversarie, “se ce l’ha fatta lei contro Aryna, perché non posso farcela io?”.
A volte anche i grandi campioni si trovano davanti ad un bivio, incapaci di ritrovare la massima intensità, quella durezza agonistica che sembrava scontata e che veniva a galla in modo prepotente nelle partite difficili, sostenendo la prestazione e fruttando successi. Sabalenka attraversa un momento difficile, e US Open sarà l’occasione per rilanciasi. Certamente il modo in cui la bielorussa gestirà il prossimo Slam e il finale di stagione ci dirà molto. Niente è scontato, e lei lo sa benissimo.
Marco Mazzoni
TAG: Aryna Sabalenka, Marco Mazzoni

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Io credo che invece voglia diventare mamma e inconsciamente comincia a rifiutare il tennis agonistico.
È stata n1 abbastanza, ha vinto i suoi slam, non è più in cima ai suoi pensieri.
I balletti sono diversivi
Anche se per miracolo dovesse difendere New York, è una quasi trentenne. Solo delle GOAT assolute come Navratilova e Serenona hanno vinto slam dopo/attorno i trenta. Persino la Graf a 30 anni era già al limite. Figuriamoci la Sabalenka.
Do per scontato che non difenderà il titolo. La vera incognita è la Rybakina col suo ginocchio traballante proprio adesso che può prendersi la vetta.
Ma va là! Oggi piove…
TikToker e Instragramer con milioni di followers.
Ricchezze a pioggia.
Ogni traguardo e vittoria ottenuti.
Sta già satolla di esperienze a neanche 30 anni.
Ci sta a focalizzarsi anche su altro, piuttosto che distruggersi su un campo sotto al sole in giro x il globo.