Musetti ritrova sorriso e fiducia a Montreal: «Sto diventando più responsabile e maturo»

06/08/2026 20:17 4 commenti
Lorenzo Musetti nella foto  - Foto Getty Images
Lorenzo Musetti nella foto - Foto Getty Images

Lorenzo Musetti riparte con il piede giusto anche a Montreal. Dopo le indicazioni positive raccolte a Washington, il carrarino ha superato il qualificato colombiano Nicolás Mejía con il punteggio di 7-6(8), 6-2, conquistando l’accesso al terzo turno del Masters 1000 canadese.

Più del risultato, a soddisfare Musetti sono state le risposte arrivate dal fisico e dalla gestione dei momenti delicati. Rientrato nel circuito dopo circa due mesi e mezzo di stop per l’infortunio al retto femorale, l’azzurro sta recuperando progressivamente ritmo, fiducia e continuità.

Il prossimo avversario sarà Rafael Jódar, lo spagnolo che pochi giorni fa lo aveva sconfitto nei quarti di finale di Washington per 1-6, 6-1, 6-4. Per Musetti arriverà quindi immediatamente l’occasione di prendersi la rivincita.

«Mi piace questa città e mi piace l’atmosfera»

Dopo la vittoria contro Mejía, Musetti ha trasmesso soprattutto serenità. La sensazione è quella di un giocatore che sta recuperando progressivamente il proprio tennis e, ancora più importante, le certezze necessarie per affrontare i momenti delicati.

«Mi piace questa città e mi piace l’atmosfera. Gli ultimi giorni sono stati piuttosto complicati per la pioggia, ma oggi è stata una bellissima giornata. Mi è piaciuto iniziare presto con una grande vittoria», ha raccontato ai microfoni di Tennis Channel.

L’incontro non è stato però semplice. Il primo set è rimasto in equilibrio fino al tie-break, dopo che l’italiano non era riuscito a concretizzare diverse opportunità in risposta. Musetti ha dovuto inoltre adattarsi a condizioni rese difficili dal vento.

«Non sono riuscito a sfruttare tutte le occasioni che ho avuto, soprattutto le palle break negli ultimi game del primo set. Il tie-break è stato davvero complicato: c’era molto vento, che cambiava continuamente direzione, e non è stato semplice adattare il gioco e trovare le soluzioni giuste», ha spiegato.

La conquista della prima frazione ha cambiato l’andamento della partita. «Dopo aver vinto il tie-break ho preso maggiormente il controllo degli scambi con il diritto e sono riuscito a esprimermi meglio».

Le difficoltà come preparazione per il torneo

Per Musetti, essere costretto ad affrontare immediatamente una situazione di pressione può trasformarsi in un vantaggio in vista dei turni successivi. Il toscano considera questi momenti quasi inevitabili per chiunque abbia l’ambizione di arrivare fino in fondo in un grande torneo.

«Alla fine la cosa più importante è vincere. Personalmente preferisco trovare fin dall’inizio una situazione complicata, perché ti prepara mentalmente. Se vuoi arrivare fino in fondo, dovrai inevitabilmente attraversare dei momenti difficili. Bisogna essere pronti a gestirli già dal primo incontro».

La capacità di superare un tie-break tanto equilibrato ha rappresentato quindi un test significativo, soprattutto dopo una pausa così lunga e con ancora poche partite disputate dal rientro.

«Sono felice soprattutto della condizione fisica»

Le risposte più importanti sono arrivate dal fisico. L’infortunio accusato durante il Masters 1000 di Roma aveva costretto Musetti a rinunciare al Roland Garros e a Wimbledon, interrompendo la sua stagione per circa 76 giorni.

Il rientro di Washington aveva già offerto segnali incoraggianti, con tre vittorie prima della sconfitta contro Jódar. A Montreal, l’italiano ha confermato di poter sostenere nuovamente l’intensità richiesta dal circuito.

«Sono felice soprattutto della mia condizione fisica, perché mi sento bene. A Washington sono rimasto anche un po’ sorpreso dal livello che sono riuscito a esprimere, considerando quanto tempo era passato dall’ultima partita», ha ammesso.

«Non è stato facile saltare due Slam. Ho trascorso tantissimo tempo in palestra per tornare e ho lavorato molto anche sull’aspetto mentale. Sono felice di essere rientrato e ancora di più di aver ritrovato subito qualche vittoria. Adesso l’attenzione è già rivolta al prossimo turno».

Gli aggiustamenti compiuti lontano dal campo

Il periodo trascorso lontano dalle competizioni non è stato utilizzato soltanto per recuperare dal punto di vista atletico. Musetti ha cercato di trasformare la pausa in un’opportunità per riflettere sulle proprie abitudini e modificare alcuni comportamenti anche nella vita quotidiana.

«Ho fatto alcuni aggiustamenti fuori dal campo, non soltanto dal punto di vista tennistico. Essere più responsabile nella vita di tutti i giorni mi darà maggiore autorevolezza anche in campo, oltre a più maturità ed esperienza», ha raccontato.

«Credo che riuscirò a gestire determinate situazioni con un atteggiamento e una mentalità migliori. Per me questo può rappresentare un passo avanti davvero importante».

«A volte mi lamento troppo»

Uno degli aspetti sui quali Musetti vuole continuare a lavorare riguarda la gestione delle emozioni. Il carrarino non ha mai nascosto la propria tendenza a rimanere legato agli episodi negativi, finendo talvolta per perdere concentrazione.

«A volte mi lamento un po’ troppo. Forse è anche una caratteristica un po’ italiana, ma è un aspetto sul quale lavoro da quando sono giovane. Sono migliorato molto, però voglio diventare ancora più professionale».

«Nei momenti di maggiore adrenalina, quando arrivano frustrazione e nervosismo, per me non è semplice evitare di lamentarmi e di rimanere legato agli episodi negativi. Sto cercando di migliorare proprio questo lato del mio carattere, perché a volte finisce per penalizzarmi».

La sfida con Sinner e Alcaraz sullo sfondo

Musetti ha infine commentato anche gli equilibri del circuito e le opportunità che possono aprirsi durante la tournée nordamericana, soprattutto considerando i problemi fisici di Carlos Alcaraz.

«In questo momento Carlos è fuori per infortunio e non si sa se potrà disputare lo US Open. Sicuramente può essere un’opportunità per tutti, ma è anche vero che Jannik è come una macchina e travolge tutti. Comunque non mi concentro troppo su di loro: lavoro su me stesso per continuare a migliorare».

Prima di guardare troppo lontano, Musetti dovrà affrontare nuovamente Jódar. Il precedente di Washington è ancora recente, ma il carrarino si presenta alla rivincita con maggiore ritmo e con la serenità di chi ha finalmente ritrovato fiducia nel proprio corpo. La vittoria contro Mejía rappresenta un altro passo nella sua ripartenza: adesso Montreal gli offre subito l’occasione di dimostrare quanto sia già cambiato.



Marco Rossi


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4 commenti

Giampi 06-08-2026 21:18

Scritto da andrewthefirst
è la stessa città dove ti hanno cacciato a pedatoni perché sei uscito dalla bolla per farti un hamburger con il genio del tuo allenatore?

In genere non rispondo agli hater e non sono un fan di Musetti ma mi dici un giocatore italiano per cui tifi?

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Xexania (Guest) 06-08-2026 21:04

*Alla fine la cosa più importante è vincere*

No caro, per i tuoi fan l’importante da te è il “bel tennis”, poi se rimedi sconfitte contro i Terminator moderni bene così.
Stadera nuova sfida fra l’esteta e uno dei suddetto Terminator. Vediamo chi la spunta

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Egadur (Guest) 06-08-2026 20:56

Dice sempre le stesse cose

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andrewthefirst 06-08-2026 20:51

è la stessa città dove ti hanno cacciato a pedatoni perché sei uscito dalla bolla per farti un hamburger con il genio del tuo allenatore?

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