Fonseca difende il tennis tradizionale e scherza con Djokovic: «Propone i set brevi perché sta invecchiando»
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João Fonseca ha iniziato nel migliore dei modi il proprio percorso al Masters 1000 di Montreal. Il brasiliano ha superato Stefanos Tsitsipas con il punteggio di 7-6(3), 7-5, conquistando l’accesso al terzo turno dopo un incontro gestito con grande maturità nei momenti decisivi.
Al termine della partita, Fonseca è stato interrogato anche sulla proposta avanzata nei giorni scorsi da Novak Djokovic per ridurre la durata degli incontri. Il serbo vorrebbe mantenere le formule al meglio dei tre e dei cinque set, ma disputando parziali ai quattro game e utilizzando il punto decisivo sul 40-40.
Il diciannovenne brasiliano non si è mostrato particolarmente favorevole al cambiamento e ha scherzato sull’età di Djokovic, sottolineando però il valore della tradizione nel tennis.
«Djokovic lo propone perché sta invecchiando»
Fonseca conosce molto bene il formato suggerito dal campione serbo. Nel 2024 ha infatti conquistato le Next Gen ATP Finals, competizione nella quale vengono utilizzati set ai quattro game e il punto decisivo in caso di parità sul 40-40.
«La verità è che ho giocato molto bene con i set ai quattro game alle Next Gen Finals, quindi non posso lamentarmi», ha esordito il brasiliano.
Subito dopo è arrivata la battuta nei confronti di Djokovic: «Credo però che Novak dica queste cose per una questione fisica, perché sta invecchiando», ha affermato sorridendo.
Una frase pronunciata in tono ironico e non come un attacco personale. Fonseca ha infatti espresso più volte una profonda ammirazione per il ventiquattro volte campione Slam, con il quale ha condiviso una delle partite più importanti della propria giovane carriera.
Fonseca vuole conservare il tennis classico
Al di là della battuta, il brasiliano ha espresso una posizione piuttosto chiara. Pur riconoscendo che il formato breve può produrre incontri divertenti e intensi, Fonseca ritiene che i set tradizionali ai sei game rappresentino una parte fondamentale dell’identità del tennis.
«Credo che i sei game per set facciano parte della storia di questo sport. È il tennis classico e penso sia importante mantenere questa tradizione», ha spiegato.
Fonseca non ha comunque chiuso completamente la porta alle sperimentazioni: «Come ho detto, con l’altro formato ho ottenuto ottimi risultati».
La sua posizione appare quindi più conservatrice rispetto a quella espressa da Ben Shelton, che si era detto interessato alla possibilità di disputare alcuni incontri con il sistema proposto da Djokovic. Il brasiliano non nega che i set brevi possano funzionare in manifestazioni particolari, ma non sembra favorevole a una loro introduzione generalizzata nel circuito.
Il precedente del Roland Garros
Il dibattito assume un significato particolare considerando quanto accaduto al Roland Garros 2026. Nel terzo turno dello Slam parigino, Fonseca riuscì a rimontare due set di svantaggio contro Djokovic, imponendosi per 4-6, 4-6, 6-3, 7-5, 7-5 dopo quattro ore e 53 minuti.
Il serbo aveva dominato le prime due frazioni, ma con il passare delle ore accusò un evidente calo di energie. Fonseca riuscì a rimanere aggrappato all’incontro, aumentò progressivamente la pressione e completò una delle rimonte più importanti della stagione.
Proprio quella partita rappresenta un esempio delle emozioni che possono essere prodotte dal formato tradizionale al meglio dei cinque set. Con parziali più brevi, una simile rimonta avrebbe avuto caratteristiche completamente differenti e probabilmente non avrebbe raggiunto la stessa intensità fisica, tecnica e narrativa.
Lo stesso Djokovic, dopo la sconfitta, riconobbe di aver esaurito le energie, ma si complimentò con Fonseca per il livello mostrato nei momenti decisivi. Il brasiliano, a sua volta, sottolineò l’incredibile condizione atletica del serbo nonostante l’età.
Un dibattito destinato a dividere il tennis
La proposta di Djokovic ha nuovamente diviso gli appassionati. Da una parte c’è chi ritiene necessario rendere gli incontri più brevi e prevedibili nella durata, facilitandone la fruizione televisiva e avvicinando un pubblico più giovane.
Dall’altra parte, molti considerano proprio l’incertezza, la resistenza fisica e la possibilità di assistere a lunghe rimonte come elementi essenziali dello spettacolo. Le grandi battaglie al meglio dei cinque set hanno costruito una parte importante della storia del tennis e ridurne la durata potrebbe modificare profondamente la natura dello sport.
Fonseca sembra appartenere soprattutto a questo secondo gruppo. Il brasiliano ha sperimentato con successo il formato breve, ma preferisce che il circuito conservi il sistema tradizionale.
Ora la sfida contro Casper Ruud
Archiviato il dibattito, Fonseca può concentrarsi sul prossimo incontro. Al terzo turno di Montreal affronterà Casper Ruud, già sconfitto dal brasiliano proprio durante il percorso compiuto al Roland Garros.
La vittoria contro Tsitsipas ha confermato i progressi mentali del diciannovenne, capace di reagire dopo aver perso il servizio mentre batteva per chiudere l’incontro sul 5-4 nel secondo set. Fonseca ha vinto otto dei successivi nove punti, evitando il tie-break e completando il successo in due parziali.
Il brasiliano continua quindi la propria crescita senza rinunciare alle opinioni personali: apprezza le sperimentazioni, scherza con Djokovic, ma rimane legato al tennis classico. Quello fatto di set ai sei game e di partite nelle quali resistenza, capacità di soffrire e grandi rimonte continuano ad avere un ruolo determinante.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Joao Fonseca

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3 commenti
@ Alex77 (#4663331)
ha detto quello che pensano tutti, solo che ha avuto il coraggio di esternarlo in un circolo ipocrita e finto amichevole che è l’Atp.
se Messi e Ronaldo proponessero di accorciare le partite a 30 minuti a tempo, credo che nessuno penserebbe che lo dicono perchè vogliono venire incontro a Mbappe e Halland che hanno 26 anni
Quali siano precisamente i motivi di Nole lo ignoro, ma poiché il tennis è ormai uno sport completamente definito, ho l’impressione che chi propone cambiamenti radicali delle sue regole (dalle racchette più piccole alle reti più alte, dall’abolizione della seconda di servizio a quella del terzo set, la modifica dei punteggi ecc ecc) abbia a mente dei motivi personali.
Ocio Fonseca, adesso ti aspetta una “shit storm” dai fanatici e sempre obiettivi tifosi di Djoko, lo sai vero?