Cinà: “Sinner è una macchina, Alcaraz fa cose che gli altri non immaginano”. Djokovic e Ronaldo i suoi modelli
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Federico Cinà sogna di diventare numero uno del mondo e sta imparando a costruire quell’ambizione un passo alla volta. A diciannove anni, il palermitano ha già conquistato il primo titolo Challenger e cominciato a confrontarsi con il tennis dei grandi. Nell’intervista concessa a Simona Santoni per Icon Magazine, pubblicata il 29 ottobre, racconta i campioni che ammira, il rapporto con il padre e le emozioni che accompagnano questa fase della sua carriera.
Ne emerge il ritratto di un ragazzo consapevole delle proprie possibilità, alla ricerca soprattutto di continuità. Un percorso che lo sta portando anche alle Next Gen ATP Finals di Reggio Calabria: dopo il torneo di Brest, il suo posto tra gli otto partecipanti è ormai considerato acquisito, in attesa dell’ufficialità.
Da Sinner vorrebbe prendere la mentalità
Il primo riferimento è Jannik Sinner, osservato soprattutto per la capacità di mantenere alta l’attenzione durante tutta una partita. È una qualità nella quale Federico riconosce uno dei passaggi necessari per crescere.
“A Sinner la mentalità. Ora sto provando a lavorare sulla continuità e lui in tal senso è una macchina. Tutto quello che fa, lo fa al 100% dell’attenzione. È sempre costante, non esce mai dalle partite”.
Il modello è concreto: riuscire a restare dentro il confronto anche quando le sensazioni cambiano, senza lasciare che un momento difficile condizioni tutto quello che viene dopo.
Alcaraz, il talento che apre possibilità nuove
Dello spagnolo Cinà ammira invece l’inventiva e la capacità di trovare soluzioni inattese.
“Di Alcaraz invece il suo talento, la creatività, quel suo modo di interpretare le partite. Fa cose che altri non riescono neanche a immaginare”.
Sono due esempi dai quali ricavare insegnamenti diversi: la continuità di Jannik e la libertà espressiva di Carlos. Per un giovane che sta ampliando il proprio tennis, osservarli significa anche capire quante strade esistano per arrivare ai massimi livelli.
Djokovic e Cristiano Ronaldo, gli idoli del lavoro quotidiano
Il tennista preferito fin da bambino resta però Novak Djokovic. Accanto al serbo, tra i suoi riferimenti sportivi c’è Cristiano Ronaldo, ammirato per l’applicazione e la cura della preparazione.
“Come tennista, invece, il mio preferito è da sempre Djokovic. Purtroppo non ho mai giocato contro di lui, come non ho mai giocato contro Sinner. Invece contro Alcaraz sì: è un ragazzo molto alla mano”.
“Nole e CR7 sono due campioni che magari non hanno lo stesso talento di altri fuoriclasse ma compensano e addirittura prevalgono con il duro lavoro. Soprattutto CR7, che è veramente esemplare in tutto”.
Una valutazione personale che rivela quanto Federico attribuisca valore alla dedizione: il talento offre possibilità, il lavoro serve a trasformarle in risultati.
Il padre allenatore e lo spazio per essere famiglia
Il soprannome Pallino nasce da un’ecografia, quando sua sorella lo paragonò a una pallina da tennis. Il padre lo segue come allenatore, ma fuori dal campo entrambi cercano di ritrovare il rapporto familiare, evitando che ogni conversazione ruoti intorno alle partite.
Le palline degli Slam e il sogno Wimbledon
Delle qualificazioni al Roland Garros e agli US Open conserva le palline lasciate dagli organizzatori nell’armadietto: oggi sono a casa, accanto ai trofei. Ricordi tangibili delle sue prime esperienze nei grandi tornei.
New York lo affascina per la sua energia; lo Slam che sogna di vincere è però Wimbledon, conquistato dall’atmosfera del Centrale.
Le Next Gen, un traguardo vicino a casa
L’appuntamento di Reggio Calabria, dal 9 al 13 dicembre, rappresenta uno degli obiettivi individuati a inizio stagione. Nell’intervista a Icon Magazine Cinà ne parlava ancora come di una meta da raggiungere; gli aggiornamenti successivi al Challenger di Brest descrivono una qualificazione ormai acquisita, alla quale manca soltanto la conferma ufficiale.
Per Federico sarà l’occasione di confrontarsi con altri protagonisti della sua generazione e misurare i progressi compiuti durante un anno importante.
Il 2027 comincia dalla continuità
La richiesta alla prossima stagione è precisa: mantenere energia e rendimento più stabili. Il padre e gli allenatori lo aiutano a contenere l’impazienza, concentrandosi sul lavoro quotidiano.
Il prossimo obiettivo di classifica è la top 100. Più avanti, Cinà vorrebbe competere nei grandi tornei con possibilità di vittoria. Il numero uno resta il sogno più grande, da avvicinare attraverso i traguardi che ha davanti.
Francesco Paolo Villarico
TAG: Federico Cinà, Italiani

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Poteva a fare sti ultimi challenger per magari avvicinare i 100.a sto punto obiettivo main draw a Indian wells e Miami
Si è cancellato da Bratislava? Non capisco, o forse capisco che si vuol preparare per le next gen.