Decisivo l'ampliamento dei M1000 a più giorni di gare ATP, Copertina

Ridistribuzione dei profitti dai Masters 1000: dal 2022 l’ATP ha assegnato ai giocatori quasi 50 milioni di dollari

23/09/2026 16:55 Nessun commento
La infografica dell'ATP sul profit sharing (foto ATP site)
La infografica dell'ATP sul profit sharing (foto ATP site)

49,2 milioni di dollari. A tanto ammonta il profit-sharing dai ricavi dei Masters 1000 che l’ATP ha ridistribuito ai giocatori nel periodo 2022-2025, lo comunica il sito ufficiale dell’organizzazione, tracciando un bilancio lusinghiero di uno dei punti cardini del progetto OneVision, ossia “allineare gli interessi economici di giocatori e tornei”, come si legge dallo stesso comunicato. Da tempo l’ATP con il suo Presidente Andrea Gaudenzi sottolinea la strada tracciata per soddisfare le richieste dei giocatori in merito ad ottenere una fetta equa degli introiti generati dai massimi appuntamenti in calendario, i 9 Masters. Con l’ampliamento degli stessi (7 su 9) a più giornate di competizione, il giro economico e quindi gli introiti sono cresciuti con un effetto importante anche sulla quota assegnata ai giocatori stessi.

“Si tratta di una nuova fonte di reddito per i giocatori, generata dal successo commerciale dei tornei della categoria ATP Masters 1000” recita il comunicato dell’ATP. “Punto cardine del piano strategico OneVision dell’ATP, il profit-sharing mira ad allineare gli interessi economici di giocatori e tornei. Gli utili netti, al lordo delle imposte sul reddito, generati dai tornei Masters 1000 oltre il montepremi base distribuito in loco vengono infatti suddivisi in parti uguali tra giocatori e tornei”.

“Il profit-sharing relativo al 2025, pari a 12,1 milioni di dollari, porta a 49,2 milioni il totale dei guadagni distribuiti ai giocatori attraverso questa iniziativa nell’arco di quattro stagioni” continua il comunicato. “La somma annuale viene ripartita centralmente dall’ATP tra i giocatori di singolare in base ai punti conquistati nella classifica PIF ATP Rankings nei tornei Masters 1000 durante la stagione. I risultati economici di ciascun torneo vengono verificati attraverso un processo di revisione indipendente articolato in tre fasi, garantendo ai giocatori una quota diretta e certificata del successo commerciale dei principali eventi del Tour”.

Nel comunicato viene rivelata la quota di remunerazione per i giocatori: “Nel 2025, ai giocatori sono stati messi complessivamente a disposizione 111,6 milioni di dollari nell’ambito dei Masters 1000: 78,5 milioni di montepremi distribuito direttamente nei tornei, 12,1 milioni attraverso il profit-sharing e 21 milioni destinati al Bonus Pool. Una cifra in aumento del 45% rispetto agli circa 77 milioni di dollari del 2022. Il solo montepremi base distribuito nei tornei è passato da 53,6 a 78,5 milioni di dollari nello stesso periodo. Un incremento legato al ritorno di Shanghai nel calendario, all’ampliamento di cinque tornei Masters 1000 al formato con 96 giocatori e 12 giorni di competizione, oltre agli aumenti annuali applicati all’intera categoria”.

I Masters 1000 a 96 giocatori su 12 giorni sono spesso osteggiati a livello tecnico e di gestione degli impegni dei vari tennisti, per più motivi (troppi giorni nelle sedi degli eventi, difficoltà a prendersi veri momenti “off” per riposo e allenamenti mirati, ecc), ma a livello economico l’impatto sui guadagni dei tennisti è significativo. E il comunicato ATP lo sottolinea: “L’ampliamento dei tabelloni di diversi Masters 1000 a 96 giocatori ha creato ulteriori opportunità di guadagno per i tennisti, favorendo al contempo importanti investimenti nell’intera categoria. Madrid, Roma, Cincinnati, Shanghai e Parigi sono tra i tornei che negli ultimi anni hanno investito nel potenziamento delle proprie strutture, migliorando l’esperienza di giocatori e appassionati e sostenendo al contempo la crescita del Tour”.

Mario Cecchi


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