Tabilo è pronto alla sfida con Zverev: “Non ho niente da perdere. La semifinale Cobolli-Arnaldi a Parigi ha dato a tutti la convinzione di potercela fare”
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Lottare quasi 5 ore in campo nei primi due turni non è esattamente il miglior viatico quando sei uno dei favoriti di US Open, visto che conservare energie fisiche e mentali per i match decisivi è molto importante. Alexander Zverev sembra un po’ tornato alle vecchie nefaste abitudini, con tantissimi scambi, un po’ di passività e tanti punti persi nei due match vinti a fatica contro Sonego e Halys, rispettivamente in 4 ore e 53 minuti e poi 4 ore e 33 minuti. Anche per questo, vedendo l’avversario non al massimo della condizione, Alejandro Tabilo si appresta a vivere stanotte un match serale contro il n.1 del seeding di New York con qualche speranza se non addirittura ambizione. Il mancino cileno ha affrontato due volte il tedesco, l’ultima proprio a US Open lo scorso anno, rimediando due sconfitte, ma senza essere affatto travolto dal servizio e della potenza del campione di RG26. Intervistato dalla versione cilena di CNN dopo il successo su Popyrin, Tabilo si è detto pronto alla pugna, consapevole del valore di Sascha, ma anche di poter dire la sua perché ben preparato, sereno e senza niente da perdere. Tabilo è il classico talento incostante, uno che non gioca bene tutti i giorni, ma quando imbrocca la giornata giusta ha colpi per poter realizzare la sorpresa.
“Voglio la rivincita dell’anno scorso” incalza Tabilo. “Mi aiuta il fatto che questa volta non sia al primo turno, perché nelle prime partite sono sempre un po’ più nervoso e contratto. Ora, con due match già alle spalle, credo di poter giocare un po’ più sciolto, sapendo di non avere nulla da perdere, e dare tutto. Mi sento già più preparato per quanto riguarda lo stadio e l’avversario”.
Tabilo è un tennista poco costante, per questo sta lavorando intensamente con un mental coach: “Abbiamo lavorato molto sull’aspetto mentale con Pablo Pécora, che in tutto questo periodo mi ha aiutato tantissimo. E poi sto cercando di avere il coraggio di venire più spesso a rete, qualcosa su cui abbiamo lavorato molto con Juampi (Juan Pablo Gándara) e Germán (Gaich), per riuscire a essere un po’ più aggressivo, avere fiducia nel mio gioco e anche nel fatto che sono molto bravo al volo. Il gioco di rete è qualcosa che devo aggiungere maggiormente al mio tennis. Posso essere solido da fondo, ma devo anche riconoscere quelle opportunità e venire avanti”.
Battere Zverev, numero due del mondo e campione del Roland Garros, è una sfida ardua: “Sarà una partita molto dura, contro la testa di serie numero uno, ma è sempre bello avere l’opportunità di affrontare giocatori di questo livello. Mi sento già più preparato per quanto riguarda lo stadio e l’avversario. L’anno scorso sono rimasto un po’ sorpreso dalle dimensioni dell’Ashe. Finché non ti ci ritrovi dentro in partita, non capisci davvero cosa ti aspetta, il trambusto… C’era tutta quella gente, che parlava, e lo stadio era talmente grande che non si potevano certo far stare in silenzio 20.000 persone. Durante il gioco si sente sempre il rumore. All’inizio non riuscivo nemmeno a sentire i miei colpi. È stato molto difficile. Mi ci è voluto un po’ di tempo per abituarmi al campo, alle sensazioni e a tutto il resto. Sento che questa volta posso essere un po’ più preparato, sapendo cosa mi aspetta, e cercare di isolarmi da tutto il resto, concentrandomi soltanto sul mio gioco. Ho anche visto che quest’anno hanno sistemato il team molto più vicino al campo: anche questo aiuta, perché nel 2025 non riuscivo nemmeno a sentirli. Cercherò di dare tutto fin dall’inizio”.
Il tabellone da quel lato si è aperto quasi completamente, tanto che proprio Zverev è l’unico tennista rimasto in gara ad aver già giocato una semifinale Slam. È quindi una enorme opportunità e forte motivazione per tutti gli altri, Tabilo incluso. “Sì, credo che dopo il Roland Garros tutti siano rimasti con la sensazione che sia possibile arrivare fino in fondo. C’è stata una semifinale Cobolli-Arnaldi, due giocatori forti che però non erano mai arrivati a quel punto. Vedere un match come quello ti dà la motivazione e la convinzione che anche tu possa arrivarci. Ovviamente dipende dal tabellone, dipende dai risultati, e uno può iniziare a sognare, ma come diciamo con il team: bisogna andare passo dopo passo e giocare ogni partita come se fosse l’ultima”.
Una considerazione assai interessante quest’ultima di Tabilo. Il tennis è uno sport duro, con delle “categorie” se vogliamo piuttosto definite. Ma l’aspetto mentale resta decisivo e quando un tennista entra in campo già consapevole di aver davanti un muro quasi invalicabile, compiere l’impresa è ancor più difficile. Vedere una semifinale Slam con nomi diversi, venuti da dietro (soprattutto Arnaldi), è certamente una bella spinta, una motivazione per giocatori come Tabilo, con talento e potenziale ancora non del tutto espresso. Zverev resta ampiamente favorito, ma il tedesco finora non ha convito affatto e vorrà davvero puntare al titolo, vedendo la crescita impetuosa di Alcaraz, dovrà alzare il livello di due, tre o più tacche…
Marco Mazzoni
TAG: Alejandro Tabilo, Alexander Zverev, Marco Mazzoni, US Open 2026

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Beh una fiche sulla vittoria di Paul ci sta, perché è un gran bel giocatore e Alcaraz è alla quarta partita…
Beh si, vedere in semifinale Cobolli-Arnaldi in uno Slam è stato surreale, da fantascienza anche per noi che siamo italiani 🙂
Ma tutto il Roland Garros 2026 è stato anomalo!
Tabilo fa bene a crederci, tutto può succedere di questi tempi
@ marcauro (#4677778)
Perchè deridere? Zverev è favorito, però Tabilo è un buon tennista, tutto può succedere enzo.
Mi voglio sbilanciare anche a costo di essere poi deriso da tutti gli amici di live tennis… stanotte vince Tabilo…e domani vince Paul !!!!
Penso si riferisse più al fatto che quei due fossero arrivati in semifinale, specie Arnaldi
La semifinale di Parigi? Una partita che non si è giocata?